lunedì 18 marzo 2013

Recensione: Il sostituto di Brenna Yovanoff

Visto che piove costantemente, direi che è il libro adatto. L'ho adorato e divorato in pochissimo tempo. Ci ho messo quasi più a scrivere la recensione che a leggerlo.
Ce l'ho in formato ebook, ma sto seriamente pensando di prenderlo in cartaceo.

Titolo: Il sostituto
Autore: Brenna Iovanoff
Edizione: Asengard
Prezzo: 12,90 €
Trama (tratta da ilsostituto.asengard.it): Malcolm Doyle vive a Gentry, una cittadina della provincia americana. Ma il mondo da cui proviene è un mondo fatto di tunnel e acque buie e profonde, un mondo di esseri spaventosi comandati da una crudele principessa. Malcolm è un sostituto, un essere lasciato nella culla di un bambino rapito sedici anni prima.
Allergico al ferro e al terreno consacrato, Malcolm sta lentamente morendo a contatto con il mondo umano.
Farebbe qualsiasi cosa per vivere come una persona normale ma, quando la sorella di una sua amica viene rapita e portata sottoterra, è costretto a tornare nel mondo da cui proviene, scoprendo molto del suo passato ed entrando in contatto con un mondo tanto inquietante quanto particolare.

Questo è stato uno di quei libri che si 'impongono', nel senso che ha deciso lui quando voleva essere letto e non è stato possibile sfuggire. Ho faticato a finire ciò che stavo leggendo in quel momento, tanto era insistente. Per fortuna leggo velocemente.
Non è un capolavoro assoluto, ci sono anche degli 'errori' (almeno due, che poi vi citerò), eppure a me è piaciuto davvero tanto.
A differenza di tanti altri protagonisti in romanzi simili, Malcolm sa esattamente di non essere un essere umano normale. Non solo, porta con sé il peso di essere un 'sostituto' del bimbo che una volta aveva occupato la culla dove lo hanno messo.
Nel paese in cui vive, la mortalità dei bambini è piuttosto alta, ma nessuno se ne stupisce. Questo perché tutti sanno, che il bambino che muore non è quello vero, ma un sostituto. E' il tributo che gli abitanti pagano per non avere crisi, problemi, pestilenze, carestie. Solo anni fa qualcosa è andato storto e da allora il tempo a Gentry è peggiorato. Il lago si è prosciugato e piove quasi sempre. Non solo. Il 'sostituto' di quella volta è stranamente sopravvissuto, diventando un adolescente. Quel bambino è Malcolm.
Nonostante la sua 'allergia' all'acciaio, le strane reazioni al sangue e simili, è riuscito ad arrivare ai sedici anni.
Cosa che non è accaduta a Natalie, la sorellina di Tate, amica del protagonista. Eppure Tate non è disperata, non è triste, né altro, si comporta come se niente fosse, perché sa che quella che è deceduta non è la sua sorellina, ma una 'sostituta'. Solo una cosa differenzia Tate da tutti gli altri abitanti: lei vuole sapere la verità. Vuole sapere chi sono quegli essi e perché i bambini vengono rapiti. E c'è una sola persona a cui può chiederlo: l'unico diverso.
Malcolm è restio ad aiutarla, capisce che, indagando, rischia di scoperchiare un vaso di Pandora che non sarà più possibile richiudere. Il problema è che anche lui sta iniziando a stare molto male e l'aiuto che riceve ha un prezzo.
Per pagare quel prezzo, Malcolm scoprirà chi è, aiuterà Tate e il villaggio e anche se stesso.

Partiamo dalle cose un po' più negative (che comunque non mi hanno disturbata più di tanto).
Prima di tutto la storia in alcuni tratti è vagamente caotica, come se l'autrice non avesse le idee chiarissime e non riuscisse a far capire bene al lettore come stanno le cose. Anche il finale non è 'fortissimo', nel senso che tutti hanno il terrore di questa 'Signora' crudele, ma alla fin fine, non è che sia chissà quanto terribile e non si capisce come mai la sorella, dichiarata amante della guerra non l'abbia mai affrontata. Diciamo che la trama ha punti di debolezza che nel finale presentano il conto.

Ho avuto la sensazione che anche nelle spiegazioni ci fossero delle incongruenze, ma questo può essere dato dalla volontà dei non- umani di convincere Malcolm a lavorare per loro.

Per finire due errori dell'autrice, probabilmente due sviste date dalla voglia di colpire l'immaginazione senza tener conto di quanto detto. Strano però che siano sfuggite a tutti anche in fase di revisione. Una è una ripetizione: Malcolm ha bisogno di un'iniezione che gli viene praticata. Viene detto che l'ago viene estratto dal braccio. Tre righe dopo viene estratto di nuovo. Anzi, si dice siringa in quel caso, ma di fatto l'unica cosa che entra è sempre e solo l'ago, quindi viene estratto due volte.
L'altra è un'incongruenza vera e propria. Nel romanzo il tempo è sempre brutto e piove praticamente un minuto sì e l'altro pure. Anche in quel momento, as usual, sta piovendo, tanto che i ragazzi non riescono neanche ad accendere il fuoco. Malcolm si allontana con un amico e si trova scritto 'Guardai il suo volto alla luce delle stelle'. Ora ... al di là del fatto che alla luce delle stelle e basta, senza Luna, non si vede proprio niente, ma caspita, piove sempre, talmente tanto, che m'è quasi venuto un reuma a forza di leggerlo e all'improvviso c'è il cielo stellato? Solo per 3 righe, perché subito dopo ripiove?

Il resto l'ho apprezzato veramente molto. Al di là della trama fatta e finita che alla fin fine non è particolarmente innovativa, mi è piaciuto l'uso di esseri diversi da quelli classici dell'urbal fantasy. Niente vampiri, licantropi, zombie, fate, sirene o altro, ma creature diverse. Per certi versi mortali e che per sopravvivere hanno sì bisogno degli esseri umani, ma non come fonte di cibo. O meglio, il cibo che gli umani possono offrire non è quello classico.
Poi mi è piaciuto l'uso dell'omertà, dell'ipocrisia, dell'opportunismo degli abitanti del villaggio. Tutti sanno che i bambini spariscono, tutti sanno che fine fanno, ma tutti tacciono e nessuno fa niente, in nome del benessere che il paese ne ricava. Sì qualche famiglia soffrirà, ma il bene comune è superiore e nessuno, neanche chi ha subito la perdita, fa niente per cambiare le cose. Solo Tate, che innesca così la catena degli eventi. Che non si rassegna a perdere la vera sorellina, a costo di mandare tutto in malora.
E questo è uno degli elementi più innovativi del romanzo e che ho apprezzato infinitamente: l'uso dell'amore fraterno come motore base della storia.
Sì certo, c'è anche quello standard, Malcolm s'innamora delle compagne e così via, ma ciò che permea la trama è l'amore di fratelli e sorelle. Raramente l'ho trovato negli urban fantasy. In genere c'è quello classico tra protagonisti (umani e non), talvolta quello tra genitori e figli, ma non ho mai trovato quello tra figli. Momento, non sto assolutamente parlando di incesto! Nel libro si parla proprio di amore fraterno e ne è pieno.
Ci sono i gemelli, marginali, ma già di per sé esemplificativi. C'è Tate che se ne frega di tutto pur di riavere la sorellina. Ci sono le due cape degli schieramenti non umani. E poi c'è Malcolm, il 'sostituto' anomalo sopravvissuto perché qualcuno lo ha amato: Emma, la sorella. Emma che sapeva che lui non era sua fratello, Emma che gli ha tenuto le mani fin dalla culla, Emma che fa il possibile per salvarlo, Emma che, semplicemente, ama suo fratello e lo difende, come ogni figlio maggiore dovrebbe fare (opinione mia). Non importa chi lui sia in realtà, per lei è suo fratello. Punto.

Personaggi: Malcolm è il protagonista e anche il narratore. E' un sostituto e non può far altro che vivere questa condizione con colpa e senso di inadeguatezza. Cerca di nascondersi, di non emergere, di mischiarsi agli altri senza farsi notare. L'ho trovato caratterizzato molto bene e molto realisticamente. La sua crescita interiore è lenta e discontinua, però presente. Le sue scelte non sempre sono consapevoli e questo fa di lui un eroe 'ordinario' a cui non si può non voler bene. Non è di quelli sempre pronti a buttarsi nella mischia, anzi, in certe situazioni ci viene quasi trascinato. A volte decide da solo, altre vorrebbe solo tornare indietro e seppellire tutto dietro l'indifferenza della gente di Gentry.
Al suo fianco Tate, ragazza forte, determinata, che non ci sta a far finta di niente, sembra avere più le caratteristiche da eroina, ma alla fin fine l'ho trovata un po' troppo lunatica ed 'eccessiva'. Il miglior amico di Malcolm è Roswell, per qualche motivo la sua famiglia è l'unica da cui i bambini non sono mai scomparsi. Allegro, vivace, positivo, accetta l'amico qualunque cosa sia ed è sempre pronto a dargli una mano. Come personaggio mi è piaciuto abbastanza, perché, appunto, è al suo fianco in maniera discreta, non si tira mai indietro e passa il tempo a far sentire Malcolm assolutamente normale, nonostante sia consapevole che non lo è e di cosa è.
Emma. Personaggio inizialmente marginale viene fuori alla lunga nella trama. Forte e fragile assieme, si prende cura del fratello indipendentemente da tutto, si assume le sue responsabilità e fa il possibile perché Malcolm viva. Perché lui E' suo fratello, qualunque cosa le dicano.L'ho apprezzata tantissimo, per il suo amore, per la sua forza e per la sua determinazione. Il più bel personaggio del libro secondo me.
Di personaggi ce ne sono altri, ma cito solo Morrigan, la capa della Casa del Caos, quella a cui il protagonista si rivolge per aiuto. Alla fin fine mi è piaciuta perché ho faticato a classificarla, si presenta come 'buona', ma con lei, così come con molti della sua 'razza', i concetti di buono e cattivo sono vaghi e sovvertibili. Dipende tutto dal punto di vista iniziale. 

Malcolm è l'io narrante e racconta la storia al passato. Lo stile dell'autrice è comunque pulito ed esente da volgarità (quando si tratta di giovani c'è la tendenza a farli parlare un po' come scaricatori di porto). Come dicevo, qualche passaggio poco chiaro a livello logico, ma stilisticamente è a posto. Ottime le descrizioni con una buona capacità di far visualizzare la scena. Buona anche le tempistiche del romanzo, anche se forse il finale poteva essere scritto in maniera un pelo diversa.

Giudizio finale complessivo: Un bell'urban fantasy, con personaggi diversi dal solito, e una trama non proprio usuale (anche se non originalissima). L'ho letto velocemente e mi sono riletta anche diversi passaggi che mi sono piaciuti particolarmente (quelli con la sorella, nello specifico). Ho adorato la visione del mondo degli 'altri' e la loro convinzione che la volontà sia il motore di tutto. Anzi l'intenzione. Nonostante non sia perfetto e non sia un capolavoro, mi ha emozionato e si è fatto leggere davvero in fretta. Se si è appassionati di urban fantasy è imperdibile, ma credo che possa essere apprezzato anche da altri. Per finire, ultima nota ampiamente positiva, è un libro solo, inizio e fine. Niente trilogie con pezzi interrotti a metà.
Voto: 8/10

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7 commenti:

  1. mmmmm..è un libro che ho in tbr da??? sempre..l'ho bramato tantissimo, finalmente lo acquisto e che faccio lo lascio li...devo leggerlo assolutamente!!!la tua recensione mi ha messo una voglia!!

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  2. Ahahahah! Non sai con quanti libri mi è capitato! Questo invece l'ho avuto tra le mani e ha preteso di essere letto subito.
    Io invece ho messo in lettura L'accademia dei vampiri, a forza di leggere recensioni qua e là mi ha incuriosito e messo voglia. Un po' come è capitato a te.

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  3. Ecco, un altro bel titolo che si aggiunge a quelli che fanno a gara per farsi leggere. E dire che, al momento, ne sto leggendo uno che sto trovando anche un pelino pesantuccio. Come faccio a non cedere?

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  4. E perché mai non dovresti cedere??? Cedi cedi Tata. Ci sono troppi libri e troppo poco tempo per poterli leggere tutti, molla lì quello che non ti va (detto da una che non molla un libro manco sotto minaccia di accecamento fa un po' ridere, ma tu ignora questa particolarità)

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  5. Grazie del complimento e di essere passata da me. Dracula è qualcosa di speciale forse più gotico che horror però King almeno uno dovresti leggerlo e poi decidere. Non è geniale, ma sa come scatenare le paure. a volte è prolisso però... a volte.

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  6. Quanto ho amato questo libro!Amo lo stile della Yovanoff, e sono curiosissima di leggere anche altri suoi libri!Bella recensione =)

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    1. Grazie per i complimenti che ti rigiro, perchè credo di averlo letto proprio dopo la tua recensione.

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