martedì 19 settembre 2017

Teaser Tuesdays #135


Oggi è martedì e torna Teaser Tuesdays, rubrica ideata dal blog Should be Reading, ma che io ho scoperto su Atelier dei libri. La mia consocia grafica aveva comunque una rubrica simile sul suo blog, Dillina, chiamata Perle dai libri. Visto che io spesso ho letto cose in seguito ai Teaser ho pensato di adottarla.

Le regole sono davvero semplici e sarei felice se mi lasciaste i vostri teaser!

Eccole:

  • Prendete un libro che state leggendo; 
  • Apritelo in una pagina a caso; 
  • Condividete un breve spezzone di quella pagina ("Teaser") senza fare spoiler (controllate prima di postare); Riportate titolo e autore per tutti coloro che vogliono leggerlo ^_^ 


Ecco a voi il mio Teaser di oggi.



<< Quanto pesa mantenere rapporti umani. Ci vuole impegno, applicazione, devi essere disponibile e soprattutto sorridere alla vita. Tutte qualità che Rocco Schiavone non possedeva. Lui nella vita ci era trascinato per i capelli, qualcosa lo spingeva a mettere un giorno davanti all'altro, un po' come le sue Clarks in quel momento. Ancora un passo, ancora un passo, dicevano gli alpini per resistere ai 40 gradi sottozero in Ucraina nell'inverno del '43. Ancora un  passo, ancora un passo, si ripeteva il vicequestore Rocco Schiavone ogni giorno da quel lontano 7 luglio del 2007 quando la sua vita si era definitivamente spezzata, la barca aveva scuffiato e lui aveva dovuto cambiare rotta. >>


La costola di Adamo
Antonio Manzini




Recensione QUI


Qual è il vostro Teaser? ^_^







domenica 17 settembre 2017

Recensione: L'allieva di Alessia Gazzola

Se continua così, Alice finirà per ritrovarsi me, sul tavolo delle autopsie U_U

Autore: Alessia Gazzola
Edizione: Longanesi
Prezzo: 18,60 €
Trama: Alice Allevi è una giovane specializzanda in medicina legale. Ha ancora tanto da imparare e sa di essere un po' distratta, spesso sbadata. Ma di una cosa è sicura: ama il suo lavoro. Anche se l'istituto in cui lo svolge è un vero e proprio santuario delle umiliazioni. E anche se i suoi superiori non la ritengono tagliata per quel mestiere. Alice resiste a tutto, incoraggiata dall'affetto delle amiche, dalla carica vitale della sua coinquilina giapponese, Yukino, e dal rapporto di stima, spesso non ricambiata, che la lega a Claudio, suo collega e superiore (e forse qualcosa in più). Fino all'omicidio. Per un medico legale, un sopralluogo sulla scena del crimine è routine, un omicidio è parte del lavoro quotidiano. Ma non questa volta. Stavolta, quando Alice entra in quel lussuoso appartamento romano e vede il cadavere della ragazza disteso ai suoi piedi, la testa circondata da un'aureola di sangue, capisce che quello non sarà un caso come gli altri. Perché stavolta conosce la vittima. 

Voto: 3,5/5 (7/10)
Finalmente anche in Italia abbiamo la nostra medico legale eroina. O meglio, ce l'avremo in futuro se riuscirà a finire la sua specializzazione. Cosa tutt'altro che scontata.
Alice non è arrembante, determinata o una super donna. E' una ragazza piuttosto normale, tranquilla, che ama il suo lavoro, ma cerca di farlo bene senza esaltarsi. A me questa caratteristica è piaciuta, mi ci sono riconosciuta e mi ha fatto sentire la protagonista più vicina. Inoltre è mediamente pungente, un po' fragile, sensibile, insomma la coinquilina che tutte potremmo avere. 
Mi è piaciuto meno il suo coinvolgimento emotivo con Arthur. Non perché lui sia un brutto personaggio, ma è stato chiaro fin dall'inizio e lei, invece, cade proprio nell'errore che lui le ha detto di non fare. Una scena vista così tante volte da aver perso fascino e interesse.
Claudio non mi è piaciuto affatto. Non ho capito dove sarebbe tutto questo fascino che esercita sulle donne. E' arrogante, altezzoso, prepotente e quant'altro. Solo perché è bello? Il genere femminile non ci fa una gran figura.
Poi sarò controcorrente, ma io ho adorato il Boss. Anzi, sono certa che 'Supremo Boss' sia più gradito. Quanto meno è meritocratico e riconosce il valore delle persone.
Tutti gli altri non mi hanno particolarmente colpita. I personaggi strettamente inerenti questo primo romanzo svolgono bene il loro ruolo. Sono ben caratterizzati e riconoscibili e risultano abbastanza coerenti.
La trama è una nota un po' più fiacca. Non è brutta, ma non l'ho trovata particolarmente originale. Alcuni indizi sono palesi e il colpevole non è così sorprendente come sembra. L'intreccio è quasi assente e la storia è piuttosto lineare. Direi abbastanza lontana dalle tramone in cui son coinvolte Temperance Brennan o Kay Scarpetta (parere personale: la protagonista più lagnosa di thriller e zone limitrofe), comunque incuriosisce abbastanza e non annoia.
La scrittura è abbastanza vivace e pungente e permette al lettore di scorrere velocemente le pagine. In alcuni passaggi mi ha perfino emozionata un po'.
Essendo il primo di una serie lo prendo come un romanzo introduttivo e spero in un miglioramento al secondo tentativo.

mercoledì 13 settembre 2017

Recensione: Frammenti di buio di Steve Mosby

Ce la posso fare. Ora che il caldo è passato, forse sopravvivo.

Titolo: Frammenti di buio
Titolo originale: Black flowers
Autore: Steve Mosby
Edizione: Tre60
Prezzo: 9,90€
Trama: 1977. In un tiepido pomeriggio di settembre, una bambina appare dal nulla sulla spiaggia della tranquilla cittadina di Faverton. Tra le mani, stringe una borsetta che contiene solo un fiore: un fiore nero. Nel corso della sua lunga carriera, il detective Sullivan ha indagato su vari casi di persone scomparse, eppure non ha mai dovuto affrontare una situazione tanto singolare: la piccola non ricorda il proprio nome e non sa da dove viene, ma poi inizia a raccontare la sua storia, una storia che segnerà il poliziotto per il resto della vita…
Oggi. È sempre stata la sua figura di riferimento, ed è per essere come lui che Neil Dawson ha deciso di diventare uno scrittore. Ma ora che il padre si è suicidato – senza lasciare nessun biglietto, nessuna spiegazione –, le sue certezze sono andate in frantumi. L’unico modo per esorcizzare il dolore è capire il motivo di quel gesto e, mentre è impegnato a mettere ordine tra le sue carte, il giovane scopre un vecchio romanzo, intitolato Il fiore nero…
Anche Hannah Price ha da poco perso il padre, uno stimato detective della polizia, del quale lei ha seguito le orme, nella speranza di essere all’altezza della sua memoria. E l’occasione giusta per dimostrare il proprio valore è l’indagine sul suicidio di un famoso scrittore. Interrogando Neil, infatti, Hannah intuisce che quella morte potrebbe nascondere una verità insospettabile. Ma l’unico modo per svelarla è portare alla luce un passato oscuro che nessuno vuole ricordare e un segreto sconvolgente che, per decenni, ha ossessionato chiunque ne sia venuto a conoscenza… 

Voto: 4/5 (8/10)
Un bel libro, anche se a me non è piaciuto proprio in toto, riconosco che è a suo modo coinvolgente. Non originalissimo forse, però ha tenuto la mia testa un bel po' all'erta. L'intreccio è notevole e ammetto che, se non avessi prestato attenzione, in certi momenti mi sarei persa. O meglio, a tre quarti di libro mi sono effettivamente persa, ma perché mancava un elemento che viene fuori nell'epilogo e che mi aveva messa fuori strada.
Ciò che ho amato di più è il libro nel libro, che però è la vera storia. Che si ripete una, due, tre volte. So di non essere chiara, ma vorrei incuriosirvi senza fare spoiler.
Inoltre, in genere, si legge e si scrive di persone scomparse e più ritrovate. Non di bambine comparse e mai più cercate.
Ebbene sì, nessuno cerca la bambina che compare quella mattina. Può sembrare strano, eppure è così e la spiegazione è stata decisamente buona anche se non ottima. Lo dico perché avrei voluto maggiori approfondimenti sul 'cattivo' della storia e sulla sua psicologia. Invece rimane in ombra e il suo agire, per quanto chiaro, non è supportato da motivi. O meglio, chiaramente lo è, ma il lettore non ne ha che una blanda conoscenza.
Il finale forse è un po' sbrigativo e leggermente confuso.
I personaggi sono davvero molti (e ad un certo punto qualcuno mi si è un po' confuso, soprattutto tra quelli del libro e quelli del libro nel libro), ma Neil emerge su tutti e, nonostante tutti i suoi difetti, mi è piaciuto particolarmente. Ho trovato realistici i suoi dubbi, le sue perplessità, i suoi timori verso la propria compagna e ciò che lei vorrebbe.
Hannah invece mi è piaciuta un filo meno. Forse rimane un po' più defilata, o ha un carattere che non mi ha coinvolta.
Tutti gli altri sono molto più vaghi a parte notizie sparse, ma di alcuni avrei preferito saperne di più. Ad esempio sulla donna misteriosa. Sì, viene rivelato chi è, ma avrei preferito che l'autore l'avesse seguita di più. La rivelazione finale sa un po' di appiccicato lì giusto per dare un senso alla sua presenza.
Il romanzo alterna più filoni e momenti temporali diversi ed è capitato che mi perdessi un po'. L'utilizzo di un font diverso per il libro nel libro non sempre è stato utile a fare chiarezza. in alcuni momenti le due storie sono così simili che mi sono perfino chiesta quale delle due fosse quella 'vera' nella finzione della storia. Anche le tempistiche non mi sono sembrate ottimali con momenti davvero lenti e un finale un po' troppo veloce.
A parte questi elementi il racconto è scorrevole, intrigante e tiene il lettore incollato alle pagine. Sarebbe stato davvero perfetto con un po' di accuratezza in più.

domenica 3 settembre 2017

Recensione: Amiche e ortiche di Cristina Obber

Altra sufficienza stentata. Non sono fortunata con le letture in questo periodo. Ok che è estate, ma qualcosa di un po' più coinvolgente sarebbe gradito.

Titolo: Amiche e ortiche
Autore: Cristina Obber
Edizione: Dalai Editore
Prezzo: 6,00 € (Su Amazon. La mia copia ha il prezzo tagliato)
Trama: Una storia di donne e di amicizia, tra complicità e bugie. Tante donne, tante vite con cambiamenti più o meno importanti. Agata frequenta il centro benessere "Capricci di Cleopatra" dove in un mese spende quanto guadagna un metalmeccanico. Stefania cerca di conciliare lavoro e tre figli piccoli. Patrizia, scorbutica e intrattabile, sopravvive a un grande dolore. Brunella si occupa dell'azienda di famiglia e cambia uomini come accessori, mentre il padre si dedica a giochetti erotici con accompagnatrici ora russe, ora cinesi, talvolta gonfiabili. Francesca, titolare del centro, vuole lasciare il marito perché si è innamorata di una professoressa di storia. Dolores è una venezuelana tutta tette e astri, e Cinzia fa l'estetista. Sidonia si occupa delle pulizie e vorrebbe partecipare a un quiz televisivo. Caterina è un'ex insegnante depressa a causa di un marito che la trascura per dedicarsi al modellismo navale. E poi c'è Agata. Felice e realizzata, con un marito che la ricopre di attenzioni. Ma è proprio quando tutto sembra perfetto, che Agata scopre che lui la tradisce con chi capita. Quando Sergio, messo alle strette, se ne va, Agata dovrà fare i conti con la solitudine. Nulla potrà essere più come prima ma è di quel "prima" che cercherà di riappropriarsi: il suo scampolo di felicità, il suo imperfetto matrimonio.

Voto: 3/5 (6/10)
Grazie a Cristina Obber, andiamo a dare una sbirciatina in un gruppetto di amiche che ruota attorno alla palestra di Francesca. Palestra e centro benessere.
Una bella storia di amicizia? Macchè, quelle che l'autrice ci mostra, sono quelle amichette classiche, un po' false e un po' stronzette, che magari ti vogliono bene, però non disdegnano di spettegolarti alle spalle, lanciarti frecciatine e magari ripassarti pure il marito che tanto tu sei distratta e fiduciosa come un cucciolo bisognoso d'affetto.
Non c'è una grandissima trama, se non il matrimonio di Agata (sì, un'altra. In questo periodo le protagoniste sembrano chiamarsi tutte così) che si sfascia. L'attenzione è incentrata più che altro sulle donne (tantissime), sulle loro storie e l'interazione che hanno. Peccato che la maggior parte di queste storie siano solo accennate.
Devo dire, con onestà, che l'autrice non lascia 'lacune', nel senso, si può prendere una qualunque delle donne e raccontare ciò che le capita, sono solo troppo veloci e superficiali. Mi sarebbe piaciuto vedere i sentimenti di Francesca, assaporare il dolore di Patrizia, capire il punto di vista di Brunella e così via in maniera più profonda.
Le uniche un po' più 'coinvolgenti' sono Agata, che purtroppo si fa raggirare e l'avrei anche presa un po' a schiaffi, e Caterina che invece ho adorato (e no, non perché ho istinti omicidi). Non tutte ricevono le stesse 'cure' e attenzioni. Ad esempio Cinzia ha molto meno spazio e non tutte le storie hanno una vera e propria conclusione.
Purtroppo non mi sono riconosciuta in nessuna e non ho provato molta empatia per queste ragazze, però non le ho detestate e in questo l'autrice è stata molto brava. Non ho capito che senso avesse la presenza del padre di Brunella.
La scrittura è leggera e veloce, ma la divisione in paragrafi, anzichè in capitoli, a volte mi ha creato un po' di confusione. Non sempre capivo chi stava parlando.
Quindi, di nuovo, una storia leggera e estiva, che purtroppo mi ha lasciato molto poco. Di nuovo avrei preferito qualcosa in più.