martedì 5 dicembre 2017

Teaser Tuesdays #137


Dillina rediviva!
A volte ritornano, avete presente? E ritorna pure la rubrichetta ^_^
Primo appuntamento con il commissario Ricciardi (che ho adorato!) e, ovviamente, partire dall'inizio sarebbe stato troppo semplice.
Mi rifarò sicuramente, perché mi è piaciuto e l'ho apprezzato moltissimo.


Oggi è martedì e torna Teaser Tuesdays, rubrica ideata dal blog Should be Reading, ma che io ho scoperto su Atelier dei libri. La mia consocia grafica aveva comunque una rubrica simile sul suo blog, Dillina, chiamata Perle dai libri. Visto che io spesso ho letto cose in seguito ai Teaser ho pensato di adottarla.

Le regole sono davvero semplici e sarei felice se mi lasciaste i vostri teaser!

Eccole:

  • Prendete un libro che state leggendo; 
  • Apritelo in una pagina a caso; 
  • Condividete un breve spezzone di quella pagina ("Teaser") senza fare spoiler (controllate prima di postare); Riportate titolo e autore per tutti coloro che vogliono leggerlo ^_^ 









Ecco a voi il mio Teaser di oggi.



<< Aveva promesso che sarebbe tornata. Che era questione di tempo, il tempo necessario ad accumulare la forza, i soldi e il benessere per stare insieme per sempre.
Aveva promesso che non si sarebbero lasciati mai più e che, per quanto lunga fosse la strada da percorrere, prima o poi si sarebbero riuniti.
Aveva promesso.
Ma lei era diversa. Era di un altro mondo, non del suo. E lui, che invece era di quella terra, di quel quartiere, mai avrebbe avuto un'altra, perché lei era la sua compagna, ed era stata al suo braccio la sera della festa, quando si incendia il campanile e si esprime un desiderio.
Lui aveva lei. Aveva solo lei.
In fondo al cuore. >>




Maurizio de Giovanni







Qual è il vostro teaser? ^_^








giovedì 23 novembre 2017

Recensione: Il commissario Bordelli di Marco Vichi

Stiamo latitando, lo so. In questo periodo la vita ci sta trascinando altrove e questo angolino ne risente.
Non è nostra intenzione accantonarlo, ma temo che per i prossimi mesi i nostri interventi saranno sporadici.

Titolo: Il commissario Bordelli
Autore: Marco Vichi
Edizione: Tea
Prezzo: 10,00€
Trama: Firenze, estate 1963. Nella stanza da letto di una villa settecentesca viene ritrovato il corpo senza vita di un'anziana signora. Sul comodino, un bicchiere con tracce di un medicinale contro l'asma. Il commissario Bordelli, cinquantenne, scapolo, ex partigiano, amico di ladri e prostitute, viene chiamato a guidare le indagini...

Voto: 3,5/5 (7/10)
Aver lavorato dieci anni a Firenze ha favorito moltissimo la lettura. E' stato bello seguire il commissario per la città riuscendo a visualizzare perfettamente i luoghi e le vie citate. In genere non è un requisito essenziale, però gli ha dato qualcosa in più.
La storia forse non è memorabile (a distanza di poco già fatico a ricordarla), però si legge bene, è coerente e scorrevole. Un buon giallo, molto investigativo, ben lontano dallo stile americano. Molti ragionamenti e poche pistole.
Anche il periodo storico scelto contribuisce a rendere particolare il libro. Sono gli anni '60, un decennio che ho trovato sempre poco, forse perché manca di appeal. Vichi invece riesce a tratteggiarlo davvero bene: a ricostruzione, gli strascichi della guerra, l'arte di fare con quello che c'è.
Per non parlare del tempo. Anche se l'ho letto in autunno, avevo l'impressione di sudare a leggere le descrizioni vivide e realistiche della calura estiva su Firenze. Forse è perché la conosco, ma anche senza conoscerla le parole utilizzate sono perfette per lo scopo.
Il commissario Bordelli, protagonista indiscusso, mi è piaciuto abbastanza. Forse non entrerà tra i miei investigatori del cuore, ma il suo modo di agire mi è piaciuto. Soprattutto mi fanno sorridere i suoi rapporti con i piccoli delinquenti della città. Non è uno di quei personaggi duri e puri che non sgarrano mai, è molto umano, comprende le situazioni e ci mette tanto cuore in quello che fa.
Gli altri rimangono un po' più sullo sfondo, a parte Piras. Anche lui è caratterizzato molto bene e spero di vederlo più spesso negli altri libri.
Vichi ha un modo di scrivere che ho trovato pulito e chiaro. I toni non diventano mai troppo cupi, né troppo complessi. La vicenda si segue bene e le descrizioni sono appropriate e mai noiose.
Penso che tornerò a leggere ancora di questo commissario e spero di non rimanere delusa.

lunedì 16 ottobre 2017

Recensione: Quasi tenebra di J. R. Ward

Periodo intensissimo di impegni extra. Forse sopravvivo.

Titolo: La confraternita del pugnale nero 02 - Quasi tenebra (Un amore immortale)
Titolo originale: Lover eternal
Autore: J. R. Ward
Edizione: BUR Rizzoli
Prezzo: 10,00€
Trama: Nella città di Caldwell ci sono uomini che hanno sacrifi cato il cuore e l’anima a un’entità malvagia, l’Omega. In cambio hanno ottenuto l’eterna giovinezza e una missione: sterminare tutti i vampiri che da secoli popolano la città. Per difendersi dalla voglia di morte dei lesser, i vampiri più forti e coraggiosi si sono riuniti nella Confraternita del Pugnale Nero. Mary ha trent’anni, è umana e non sa nulla della guerra che insanguina Caldwell. Non sa nemmeno che Rhage, occhi verdi, corpo perfetto, è uno di quei vampiri guerrieri, segnato da una maledizione che lo trasforma in un mostro terrifi cante ogni volta che perde il controllo. Ma tra Mary e Rhage scoppia un amore irresistibile, più forte delle leggi che impediscono a un vampiro di amare un’umana, più forte della malattia che ha di nuovo colpito Mary. L’amore potrà sconfiggere la morte?

Voto: 6/10
Secondo appuntamento con i vampirotti della Confraternita e seconda occasione di sbuffi e risate con la mia compagna di letture. Si può leggere per tanti motivi e a volte leggo proprio per trovare cose assurde, farmi scappare la pazienza e sbroccare, così la mia consocia si fa delle belle risate. lei fa altrettanto e ci divertiamo insieme. Dovete ammettere che un classico, ben scritto e ben fatto, non offre le stesse occasioni.
Secondo libro della serie, dicevo, che vede come protagonista Rhage e l'umana Mary.
Rhage è quello più bello, dotato di bestia incorporata e donnaiolo impenitente. Almeno fin quando non incontra LEI, che ha ... una voce che gli piace. Tutto qui. Secoli di vita per trovare una voce che lo colpisca. Ci può stare eh, anche perché Mary non ha una sola singola altra qualità. A parte passare dall'essere santarellina, all'essere un filo zoccola (e scusate, ma quando ce vò, ce vò).
La loro storia è la cosa più incongruente e noiosa del libro, onestamente.
Lui è un personaggio totalmente rovinato, come in moltissimi altri casi diventa un maschio guidato dal contenuto delle mutande, banale, idiota e ai limiti dell'insopportabile.
Lei incoerente lo è fin dall'inizio, oltre ad essere totalmente insignificante. Agli occhi delle lettrici è incomprensibile. E' malata e va bene, ma c'è modo e modo di costruire un personaggio malato e lei non suscita empatia o simpatia.
"Oh, vaffanculo, Mary" è stata eletta come frase più bella del libro e questo la dice lunga.
La parte sui lesser sembra essere messa lì giusto perché deve accadere qualcosa di diverso oltre la storia d'amore, ma se non ci fossero cambierebbe poco. L'unica cosa interessante sono le tendenze dell'Omega.
Ho apprezzato molto di più l'arrivo di John e la sua storia e l'incontro tra Zsadist e Bella, protagonisti del prossimo libro. Z è il mio preferito, ma ci scommetto il mio conto corrente in rosso che nel suo libro lo rovina come i primi due. Inizia già da questo.
Il finale è assurdo, sacrifici di qui, di là, cose impossibili e poi: ah no, ma poverina, va bene così.
La Vergine Scriba è più incoerente dei suoi guerrieri. Mi auguro che in futuro venga chiarita un po' meglio.
Per quanto riguarda lo stile, mi verrebbe da dire che, alla fin fine, è abbastanza scorrevole e piacevole, ma ogni tanto sono capitate scelte linguistiche un tantino ardite che mi hanno lasciata perplessa. Tutto il tira e molla porta a dialoghi decisamente ripetitivi che alla lunga annoiano. Apprezzati invece, l'inserimento di storie successive. Certo se non si leggono i libri in ordine si rischia di perdere qualcosa, ma personalmente non amo i personaggi che spuntano all'improvviso in una serie. Preferisco quando sono marginali e poi arriva il loro momento. Dipende anche molto da come un personaggio viene introdotto e da quali motivi fornisce l'autore.
Alla fin fine è un libro che con pochi accorgimenti poteva essere davvero carino, invece è buono più per farsi prendere in giro che per intrattenere. Peccato.

Ora vi lascio alcune perle tratte dalla chat di Dru e Dil:
Dil: "Vado un attimo in bagno"... 8 ore! E lei? Ha provato a bussare e poi si è messa a guardare la tv sul divano, perché avere un vampiro chiuso in bagno per 8 ore è normale! Ma anche non fosse stato un vampiro... dopo mezz'ora bussi. Dopo un'ora fai su e giù davanti alla porta. Dopo 8 ore, l'hai scardinata! Che cacchio, se gli è venuto un infarto? Chieditelo. E se ti sta cambiando le piastrelle almeno pretendi di scegliere il colore!
/-----/
Dil: Più tardi... "Ho fatto sesso con 8 miliardi di donne" Lei: " Oh, hai usato il preservativo?"
Dru: Certo. Nel 1200 era ancora di ventre di capra ma dovrebbe aver tenuto. Ma che cavolo! Ma poi... hai tenuto il conto? Hai fatto le tacche? Ormai ti sarà crollato il letto in capo.
/-----/
Dru: "Non voglio assolutamente niente da quelli lì"
Dieci (10!) righe dopo.
"Phury portò del sidro che lei accettò ben volentieri."
/-----/
Dru: La Vergine Scriba sarebbe meglio che rotolasse un po', che mi sembra sclerotica. Vergine di qui, vergine di là e poi pianta sto casino per un uccello. L'altro è assurdo: l'hanno rapita e lui fa la colf. Ma valla a cercare porca paletta! Mi rapiscono, mi torturano, mi fanno di tutto, ma quando torno c'ho la casa pulita. Che culo!
Parentesi a me sembra di ricordare di aver letto che la casa era tutta protetta, per cui non si capisce come abbia fatto il lesser a entrare!
Dil: Certe spiegazioni sono tremende. Buttate lì come a dire: oh! Di meglio non mi è venuto in mente!
/-----/
Dru: Ma ti pare che una donna si legge tranquilla un librino con scene di idilliaca passione e poi si trova scritto "selvaggia sgroppata erotica"??? Ma ti pare elegante come cosa?
Dil: Neanche un po' elegante. Ma io non lo so, ci sono tanti modi di esprimere qualcosa di focoso e passionale.
Dru: Ma infatti. Poi 'sgroppata' non mi sa né di focoso né di passionale. E' volgare e basta.
Dil: Io non so se è una questione di traduzione o proprio una scelta della scrittrice, ma anche dopo, il 'mentre se la lavorava' non è bellissima come espressione!
Dru: No, decisamente no. Della serie: sto facendo il possibile per portarti a letto.
Dil: Il che non mi sorprende perché ha cercato di farlo dal primo momento che l'ha vista... ma non concretizza! Tutto questo tira e molla continuo non mi garba tanto!
Dru: E' banale. Tutte ste protagoniste appena vedono il 'LUI' diventano con il cervello di pappa. Ci si può innamorare anche rimanendo sveglie.
/-----/
Dru: Senti... è stata solo una mia impressione o Rhage ha fatto la figura dell'imbecille davanti agli altri fratelli?
Dil: Eh bhe un pochino la figura dell'imbecille l'ha fatta.
Dru: Ecco, allora non era solo una mia impressione.
Dil: Comunque Rhage la figura dell'imbecille la sta facendo proprio come personaggio.
Dru: Abbastanza. Era partito bene, poi, come sempre, lo sfacelo.
Dil: Non mi piace che un personaggio che dovrebbe essere un concentrato di autocontrollo perché combatte con una bestia distruttiva che mette in fuga anche i fratelli, debba zompare continuamente addosso alla tipa come un cane in calore. Zompa e si ritrae. Zompa e si ritrae. Una volta va bene. Ma è tutto così!
Dru: (Risata) Scusa ma mi fa ridere l'espressione. Però è vero. Ma poi, benedetto omaccione, ti pare il modo? Sta povera figliola già è moribonda... corteggiala con un minimo di delicatezza.
Dil: Ma pure lei... tra un po' si piazza un cartello in mezzo alle cosce: entrata qui, ingresso libero!
Dru: Sì, anche lei, come al solito 'nonono', 3 secondi dopo 'cavati le mutande e scopami'. Altra cosa: Lui: Sono un vampiro! Lei: Nooooo! Lui: Sì. Lei: Oh, ok. Va bene!
Io vedo uno con le zanne la prima cosa che penso è: guarda quest'imbecille come si è fatto conciare.
Dil: Ma cacchio, ok che siamo abituati ad immaginare questo tipo di figure ma se io mi trovassi davanti un vampiro armato fino ai denti, ma un attimo di panico lo avrei. Lei: ti preparo la colazione?
Dru: Ecco. E' armato! Ma caspita, fai entrare in casa tua uno che hai conosciuto 10 minuti prima? Anzi, lo hai conosciuto il giorno prima e t'è zompato addosso che per un pelo non ti stupra contro il muro e il giorno dopo lo fai entrare in casa tua di notte??? In una casa in mezzo al niente?
Dil: L'istinto di conservazione, la paura, dovrebbero esserci. Ma lei è impavida come Beth [La protagonista del primo libro]
Dru: Ma almeno a Beth il tipo le entrava in casa da solo. Questo ce lo ha invitato lei!
Dil: C'ha il cartello, lei! (Risata)
Dru: (Risata) Che poi la cosa sbagliata è la reticenza. Nel senso: è malata grave, è single. Non ci vedrei niente di male se dicesse: voglio rotolare con tutti i maschi della terra prima di crepare e questo è un gran bel pezzo di maschio. Invece deve fare la santarellina, poi appena guarda lui (che neanche fa niente): strappami le mutande!
Ma insomma!

domenica 1 ottobre 2017

Recensione: Sortilegio (The Prodigium 3) di Rachel Hawkins

Ogni tanto cerco di portare a termine qualche saga iniziata e poi lasciata in sospeso...

Titolo: Sortilegio
Titolo originale: Spell Bound
Autore: Rachel Hawkins
Edizione: Newton Compton
Prezzo: 14,90 €
Trama: Proprio quando Sophie Mercer ha deciso di accettare i suoi straordinari poteri magici, tipici di un demone, il Consiglio glieli toglie. Ora Sophie è indifesa, sola, e in balia dei suoi nemici giurati, i Brannicks, una famiglia di donne guerriere che dà la caccia ai Prodigium. O almeno questo è ciò che Sophie pensa, fino al momento in cui lei stessa non farà una scoperta sorprendente. Le Brannicks sanno che una guerra epocale sta arrivando, e credono Sophie sia l’unico essere abbastanza potente da salvare il mondo. Ma senza la magia, Sophie non è così sicura di sé. Riuscirà a riottenere i suoi poteri prima che sia troppo tardi?

Voto: 3/5 (6/10)
Finalmente ho concluso questa saga. So che esiste un quarto episodio con altri personaggi, ma per me basta così.
Non è un brutto libro, solo che a me sembrano più degli appunti che un testo finale. più leggevo e più pensavo: vuoi vedere che per sbaglio hanno mandato in stampa la scaletta?
E' tutto veloce, ridotto all'essenziale, come se l'autrice avesse scritto in breve cosa deve accadere, un paio di accenni ai sentimenti di Sophie e poco più, in attesa di sviluppare con cura ogni pezzo. le idee ci sono, non originalissime, ma comunque carine ed interessanti, solo che non c'è modo di apprezzarle a fondo.
E' un libro sulla magia, su streghe, stregoni e demoni eppure non è che questa magia la si percepisca tanto.
I momenti drammatici passano in quattro righe. I colpi di scena in due e sono talmente prevedibili e citofonati che ho finito per accoglierli quasi con noia.
Impossibile affezionarsi ai personaggi, tanto che anche al momento del sacrificio sono stata ben lontana dal provare qualsiasi moto di simpatia o empatia. Tra l'altro la scena è talmente sbrigativa che mi sono chiesta se fosse proprio necessaria.
Non c'è approfondimento, di niente, e tutto risulta superficiale. Ho capito vagamente i motivi delle Casnoff, Cal viene dimenticato in più punti (perché non c'è il suo passato nell'Oltretomba?), Torin viene buttato dentro con una blanda spiegazione (anche lui era proprio necessario?) e così via.
Poi che senso hanno le Brannicks? C'era già L'occhio di Dio come nemico, bastava sfruttarlo.
Anche i sentimenti subiscono la stessa sorte. L'amore di Sophie non l'ho sentito per niente. Neanche l'ostilità di Finley. L'amicizia di Jenna. L'ambizione di Lara. Tutto leggero e non si può attribuire la responsabilità di questo al punto di vista soggettivo.
Finale scontato.
L'unica cosa che un po' tira su le sorti è la scrittura, veloce e leggera anche questa, ma almeno non annoia e permette alle pagine di scorrere via velocemente.
Peccato. Un capolavoro di originalità non lo sarebbe stato comunque, ma aveva le potenzialità per essere una bella storia, avvincente ed emozionante. Invece per me è tirata via, affrettata e abbandonata a se stessa.