lunedì 27 marzo 2017

Recensione: Gente che bussa alla porta di Patricia Highsmith

Buon giorno.
Come procede? Io sono così in debito di sonno che non lo recupererò mai, ma pazienza. Spero che a voi vada meglio.
Come se non bastasse, questo libro non ha aiutato. Non è proprio un libro che tiene svegli...

Titolo originale: People who knock on the door
Autore: Patricia Highsmith
Edizione: Bompiani
Prezzo: 8,00€
Trama: Protagonisti dei romanzi di Patricia Highsmith sono spesso quei fatti della quotidianeità che si mutano in "un'allucinante vicenda", quelle pagine di cronaca in cui un'intera vita si riduce a un "trafiletto sormontato da una fotografia". Ma il sipario appena sollevato subito cala, e regna nuovamente il silenzio. Ed è proprio in questa pausa quasi infinita che la scrittrice tesse la trama di "Gente che bussa alla porta", aprendo al lettore l'uscio di casa Alderman e descrivendo il tranquillo ménage di una famiglia borghese investita all'improvviso da una folgorazione religiosa che stravolge ogni equilibrio fino a compromettere irrimediabilmente il rapporto tra il padre e il primogenito. Così, in una sonnolenta cittadina del Midwest il delicato legame sentimentale di Maggie e Arthur innesca una serie di ripicche, ostilità e ricatti esasperati dall’intransigenza religiosa: celato dentro un falso ideale di giustizia, cresce quel germe della violenza che trasforma una lite famigliare in tragedia.

Voto: 3/5 (6/10)
Sono stata indecisa se parlare o meno di questo libro, perché io ho un'edizione piuttosto vecchia e temevo fosse fuori catalogo, invece si trova ancora (almeno su IBS) per cui eccomi qua.
se il titolo vi fa pensare ai Testimoni di Geova sappiate che ci avete quasi preso.
Richard scopre un improvvis fanatismo religioso e diversi individui appartenenti alla sua chiesa (quasi una setta) cominciano a passare da casa per lasciare opuscoli o per parlare con Arthur, primogenito di Richard, che come tanti altri ragazzi, si mette nei guai.
Da questo guaio (che viene comunque risolto) parte un attrito fortissimo tra i due con conseguenze drammatiche.
L'autrice è molto brava a mostrare il bigottismo di Richard che sfocia spesso in stupidità, in contraddizioni, fino all'ipocrisia finale.
Non solo, tutta la famiglia viene, in qualche modo, esaminata, e così ci troviamo di fronte anche ad una donna sottomessa al marito (anche se ne riconosce la stupidità) e un fratello minore totalmente plagiato che elabora ogni dettame del padre in maniera distorta.
Può sembrare qualcosa di estremo, di assurdo, di più unico che raro, invece è quotidianità. E' qualcosa che capita più spesso di quanto si possa immaginare.
Il finale è dei peggiori, eppure posso dire di esserne soddisfatta: accade ciò che ho sperato in tutto il libro.
Arthur è il protagonista del romanzo. L'autrice segue sempre lui mostrando un ragazzo forte, determinato, sempre pronto a rialzarsi nonostante le batoste che riceve (e proprio da chi invece dovrebbe aiutarlo). E' una figura a tutto tondo e si evolve nel corso della storia.
Richard, al contrario, e come lui il figli Robbie, involve, chiudendosi in un bigottismo e in un fanatismo che gli impediscono di seguire perfino la logica e portandolo a privarsi di uno degli affetti più cari.
Joan, la madre, non mi è piaciuta granchè, è esasperata dal marito, ma non difende Arthur e continua a comportarsi come se niente fosse.
Al contrario ho trovato Maggie e i suoi genitori troppo liberali e disponibili.
Essendo un libro di inizio anni '80 lo stile è un po' datato. Certe cose sono dette in maniera velata e tutta la scrittura in generale è meno chiassosa e sensazionalista. Diciamo che sa di pacato nonostante ciò che racconta. Ammetto che è stato questo ad avergli tolto almeno un voto, perché mi ha annoiata. Anche i colpi di scena sono un po' piatti e questo, se da un lato rilassa, dall'altro rovina un po' la lettura.
Ed è quello che mi fa dire: se capita lo si può leggere, ma non è il caso di andarlo a cercare.

martedì 21 marzo 2017

Teaser Tuesdays #129


Stamattina vi propongo il teaser di un romanzo straordinariamente bello ^_^


Oggi è martedì e torna Teaser Tuesdays, rubrica ideata dal blog Should be Reading, ma che io ho scoperto su Atelier dei libri. La mia consocia grafica aveva comunque una rubrica simile sul suo blog, Dillina, chiamata Perle dai libri. Visto che io spesso ho letto cose in seguito ai Teaser ho pensato di adottarla.

Le regole sono davvero semplici e sarei felice se mi lasciaste i vostri teaser!

Eccole:

  • Prendete un libro che state leggendo; 
  • Apritelo in una pagina a caso; 
  • Condividete un breve spezzone di quella pagina ("Teaser") senza fare spoiler (controllate prima di postare); Riportate titolo e autore per tutti coloro che vogliono leggerlo ^_^ 


Ecco a voi il mio Teaser di oggi.

<< "Luce.." continuava a ripetere nostra madre, e a furia di ripeterlo, e a furia di bloccarmi i polsi, e a furia di ascoltare le mie frasi che si erano tramutate in urla senza senso, riprese a piangere, e nel frattempo sussurrava il mio nome, ma io non riuscivo a sentire nulla, se non un pugno all'interno dello stomaco, che premeva e premeva e premeva, fino a togliermi il respiro.
Poi Antonio fece un passo in avanti, il viso da bambino scompaginato dal pianto e dal dolore, scostò con un solo gesto nostra madre, mi piantò le pupille addosso, e mi abbracciò con una forza che alla sua età non avrebbe potuto avere. E allora i miei occhi tornarono a vedere e il mio corpo a sentire, e notai mamma che ci guardava terrorizzata, e poi mi accorsi dello specchio, che avevo fatto in mille pezzi, e sentii, soprattutto, il respiro affannoso di Antonio, che mi si era abbarbicato addosso alla ricerca di un po' di calore. Mi immobilizzai e nel bagno piccolo tornò di nuovo il silenzio, ancora il maledetto gocciolio.
Restammo non so quanto così, Antonio e io abbarbicati e mamma che si faceva sostenere dal lavandino, con le mani a coprirsi il viso. Alla fine allungai un braccio e la spinsi a unirsi a noi, in una viscerale stretta di famiglia fracida che, però, si voleva bene.
Quando ci separammo, strappai un foglio di carta igienica e mi soffiai più volte il naso. Infine li guardai e abbozzai un fragile sorriso. "Non vi preoccupate," dissi, "il rubinetto lo riparo io." >>


Magari domani resto
Lorenzo Marone


Recensione QUI


Qual è il vostro teaser? ^_^






lunedì 20 marzo 2017

Recensione: L'amico immaginario di Matthew Dicks

Ho trovato un librino da leggere al mio piccolo tra qualche anno.

Titolo: L'amico immaginario
Titolo originale: Memoirs of an imaginary friend
Autore: Matthew Dicks
Edizione: Giunti
Prezzo: 5,90€
Trama: Per Max vivere è una faccenda piuttosto complicata: va in tilt se deve scegliere tra due colori, non sopporta il minimo cambio di programma, detesta essere toccato, persino da sua madre che vorrebbe abbracciarlo molto di più. Del resto ha nove anni ed è un bambino autistico. Per fortuna c'è Budo, il suo invisibile e meraviglioso amico immaginario che non lo abbandona mai e da molto vicino ci racconta la sua storia. Finché un giorno accade qualcosa di terribile: Budo vede Max uscire nel cortile della scuola e sparire nell'auto della signora Patterson, la maestra di sostegno. Da quel momento, di Max non si hanno più notizie. E quando a scuola arriva la polizia per interrogare gli insegnanti, Budo è l'unico a sapere con certezza che la signora Patterson non sta dicendo la verità.

Voto: 9/10

"Siamo reali in modo diverso."

Ho trovato un cioccolatino ed era tanto che non me ne capitava uno, quindi ci voleva.
Chi ci racconta la storia è Budo, amico immaginario di Max, un bambino autistico (ma nel romanzo non viene mai specificato) e ho trovato la scelta originalissima. Tra tutti i personaggi strani che ci sono nei libri, un amico immaginario credo di non averlo mai trovato. Non uno così concreto e ben riuscito. Probabilmente perché Dicks è un maestro elementare e sa cosa vuol dire essere piccoli e aver bisogno di certe figure fantastiche.
Per la prima parte del libro Budo ci porta un po' a spasso, parla della scuola, di Max (moltissimo di Max), degli altri amici immaginari e di come funziona il loro mondo. Un modo lento e leggero di dare informazioni al lettore e di illustrare le 'regole' della storia.
Poi la trama si complica (che frase ad effetto! Apprezzate, su)
quando Max viene rapito e Budo è l'unico a poterlo salvare.
Ammetto che ci sono stati momenti in cui ho avuto perplessità sulla coerenza di alcune cose. Però poi ho pensato che Budo è l'amico immaginario di Max e che quindi tutto quanto può essere frutto della sua immaginazione.
Al di là della storia dolce e carina, mi è piaciuto molto il messaggio sul rispetto e la comprensione della diversità, che non è un male. In fondo il bambino non è che sia 'malato' è solo troppo fuori dai normali standard.
Budo è un bellissimo personaggio, molto ben costruito e realistico. E' un 'supereroe' ma con le sue paure e anche con una punta di egoismo che lo rende simpatico al lettore. Mi è spiaciuto per il finale, non era necessario che andasse così.
Anche Max mi è piaciuto. L'autore è stato bravo a descrivere la sua diversità e la difficoltà degli altri ad accettarla senza mai nominare l'autismo. Lo ha mostrato senza dirlo.
Gli altri personaggi sono un po' più stereotipati, dal bullo della scuola, alla maestra eccezionale, fino al cattivo della storia.
Lo stile è leggero e semplice, proprio come potrebbe raccontarlo un ragazzino (Budo è qualche anno più grande di Max che ne ha nove), però cattura e impedisce di staccarsi dalle pagine. E Budo è un narratore semi onnisciente che sa conquistare.
Per finire L'amico immaginario è un libro per tutti. L'ho trovato da adulti, ma perfetto anche da leggere ad un bambino. Soprattutto per rassicurarlo sulle sorti di un eventuale amico immaginario.

sabato 18 marzo 2017

Recensione: Shadowhunters - Città di ossa di Cassandra Clare




Titolo: Shadowhunters - Città di ossa
Titolo originale: The Mortal Instruments - City of Bones
Autore: Cassandra Clare
Editore: Mondadori
Prezzo: 10,50 €
Trama: La sera in cui la quindicenne Clary e il suo migliore amico Simon decidono di andare al Pandemonium, il locale più trasgressivo di New York, sanno che passeranno una nottata particolare ma certo non fino a questo punto. I due assistono a un efferato assassinio a opera di un gruppo di ragazzi completamente tatuati e armati fino ai denti. Quella sera Clary, senza saperlo, ha visto per la prima volta gli Shadowhunters, guerrieri, invisibili ai più, che combattono per liberare la Terra dai demoni. In meno di ventiquattro ore da quell'incontro la sua vita cambia radicalmente. Sua madre scompare nel nulla, lei viene attaccata da un demone e il suo destino sembra fatalmente intrecciato a quello dei giovani guerrieri. Per Clary inizia un'affannosa ricerca, un'avventura dalle tinte dark che la costringerà a mettere in discussione la sua grande amicizia con Simon, ma che le farà conoscere l'amore.





Voto: 4/5 (8/10)
I libri le cui storie sono incentrate sulla magia sortiscono un certo fascino su di me. I mondi magici mi coinvolgono e stuzzicano la mia fantasia finendo inevitabilmente per catturarmi. Con la saga degli Shadowhunter è stato un corteggiamento lungo ma adesso posso affermare di essere felice di averla cominciata.
Gli elementi magici in questo libro non mancano anzi, direi che ce ne sono fin troppi. Stregoni, vampiri, lupi mannari, popolo fatato e creature demoniache di ogni tipo. Tutte presenze attive. I vampiri non sono soltanto nominati in quanto creature che esistono, appaiono. Un personaggio che ha una parte rilevante nella storia si rivela essere un licantropo. E vogliamo parlare dello stregone? Magnus Bane è il Sommo Stregone di Brooklin e sì, lo confesso fin da subito, ho un debole per lui.
Gli Shadowhunters sono i Cacciatori di demoni e sono per metà umani per metà angeli, al contrario dei Nascosti (vampiri, popolo fatato, stregoni, lupi mannari) che sono metà umani metà demoni. Tutti insieme formano il Mondo Invisibile che è, appunto, invisibile per i comuni mortali, che nel libro sono chiamati mondani. Questo mondo è controllato dal Conclave che supervisiona l'operato degli Shadowhuntes dislocati ovunque e che hanno come sede operativa un luogo ben nascosto chiamato Istituito. E poi ci sono i Dimenticati, gli Accordi, il Circolo, le rune, i portali, Idris e Alicante e le armi angeliche e le moto che volano e la coppa Mortale e... stop. Mi fermo. Nelle prime cento pagine del libro si viene letteralmente travolti da tutte queste informazioni. E quando Clary dice a Jace che non ci sta capendo niente, non ho potuto fare a meno di concordare con lei. Naturalmente non è che non ci abbia capito proprio niente, ma avrei gradito se questo bellissimo e variegato Mondo Invisibile venisse rivelato con più calma. Ciò che mi ha fatto storcere un pochino le labbra, e ogni tanto anche sbuffare, sono state alcune incoerenze. Ne cito una che mi è rimasta particolarmente impressa: Clary era risentita con Jace il quale pensava a mangiare in un momento critico, mentre lei avrebbe preferito che si desse da fare. Jace apre il frigo, Clary sbircia dentro, osserva il contenuto e "commenta divertita". Divertita? Due secondi prima era furiosa. Cosa sei, cara, bipolare? Poi lei mi sta particolarmente antipatica, a dirla tutta. E devo avere un problema con la componente femminile perché anche Isabelle non mi convince, sebbene lei sia comunque un personaggio più sfaccettato rispetto a Clary. Andiamo meglio con i maschietti. Jace è il Cacciatore figo, quello che ha ucciso più demoni di tutti gli Shadowhuters della sua età. Ha la risposta sempre pronta, ironica e spesso affilata come la lama della sua spada angelica. Al di là dell'atteggiamento da maschio alfa, Jace è un personaggio complesso e più profondo di quanto lasci intravedere all'inizio. Alec è sempre incacchiato ma più che altro è represso e convive con un segreto che lo condiziona, però è leale e protettivo. Il mio preferito rimane Magnus Bane, lo stregone eccentrico che ama le feste e il glitter. Tutti i personaggi hanno un loro percorso, una crescita evidente e, soprattutto, segreti da rivelare.
La trama e le vicende sono ricche di intrecci e per niente banali. Il tutto sfocia in un finale completamente inaspettato che, sebbene mi abbia lasciata a bocca aperta, non ho disprezzato. Ovviamente è un finale apertissimo, in quanto tutte le situazioni di cui si legge restano sospese. L'unica vera delusione è stato il cattivone di turno, descritto come un "demone" da temere, qualcuno di cui preoccuparsi seriamente,  impossibile da fermare e poi.. non è andata come ci si aspettava. Questo è il mio primo approccio con Cassandra Clare ma devo dire che il suo stile mi piace. E' scorrevole ma non superficiale, riesce a rendere bene l'idea di ciò che sta descrivendo senza dilungarsi troppo in spiegazioni dettagliatissime. Direi che l'esperienza è stata parecchio positiva e sono impaziente di affiancare nuovamente gli Shadowhunter nelle loro avventure.