martedì 20 giugno 2017

Recensione: La carezza leggera delle primule di Patrizia Emilitri

E niente, come la mia consocia, ultimamente incappo in libri insoddisfacenti...

Titolo: La carezza leggera delle primule
Autore: Patrizia Emilitri
Edizione: Sperling & Kupfer
Prezzo: 15,90€
Trama: L'aria è gelida, a ricordare che l'inverno non è ancora finito. Un cielo plumbeo incornicia i pensieri di Claudia. Il sole sarebbe stato fuori luogo, nel giorno del funerale di sua madre. Lacrime, formalità, pratiche da sbrigare: il triste copione va in scena. Ma qualcosa di insolito accade quel pomeriggio stesso, quando Claudia riceve una strana busta accompagnata dalla lettera di una sconosciuta. La donna le affida un manoscritto inedito, una storia straordinaria di cui la ragazza, aspirante scrittrice, potrà servirsi per arrivare al successo. Clorinda è ricoverata in una casa di riposo. Ormai la sua vita è quasi tutta alle spalle, così almeno credono gli altri. Ma lei nasconde un segreto che è arrivato il momento di svelare. Una vicenda che ha radici molto lontane, nel giorno in cui Clorinda ha sfidato il proprio destino, scampando alla morte. Per farlo, si è servita di un vecchio quaderno di ricette appartenuto a una donna accusata di stregoneria, e ha attirato su di sé una terribile condanna. Ora, dopo tutti quegli anni, ha finalmente trovato la persona cui consegnare la propria storia. Qualcuno che condivide con lei molto più di quanto possa immaginare. Qualcuno che, come è stato per lei in passato, dovrà fare una scelta pericolosa. Una storia al confine tra realtà e sortilegio, un romanzo che racconta di donne al bivio tra ciò che è giusto e ciò che vogliono davvero.

Voto: 2,5/5 (5/10)
Lo dico subito senza mezzi termini: non mi è piaciuto. Per tanti motivi.
Probabilmente la prima cosa che mi ha 'disturbata' è che il libro sembra la versione breve di un romanzo della Morton, autrice che non amo particolarmente. Non solo, il fatto che mi ricordi altre storie, me lo ha fatto percepire come scarsamente originale e privo d'interesse.
La storia di Clorinda dovrebbe essere avvincente e incredibile, l'ho trovata noiosa e con paragrafi che ho giudicato totalmente inutili. Non si distingue da tante storie simili. Forse per l'elemento magico, ma non è originalissimo.
Il trucco del manoscritto passato poi è visto e sentito moltissime volte.
Il finale è un po' diverso, ma ci sono troppi colpi di scena condensati in poche pagine, mentre il resto è piuttosto piatto.
L'aspetto peggiore del libro sono le due protagoniste: odiose, arroganti, da prendere a schiaffi.
Linda/ Clorinda è di un egoismo e una spietatezza unici. Non dico cosa fa per meritarsi questo appellativo, ma sono rimasta basita quasi ad ogni pagina. Oltre a questo è maleducata e scortese, tratta tutti male o, nei migliori casi, con sufficienza. Sostenendo pure che 'lei se lo può permettere'. Davvero un personaggio pessimo.
Claudia è la degna spalla. Terribilmente snob e opportunista. Anche lei l'educazione e la simpatia sembra averle lasciate in cantina.
Altri personaggi sono troppo marginali per emergere e sono comunque meramente funzionali ala storia.
Anche il modo in cui è scritto non mi è piaciuto, ma in questo caso è più gusto personale. Al di là dei paragrafi che ho trovato inutili, in generale mi ha annoiata e non ho quasi mai provato attaccamento alla storia o voglia di andare avanti. Ci sono anche alcuni passaggi che ho trovato inverosimili. Non entro nel merito storico di alcuni aspetti. Un po' troppi colpi di scena (alcuni intuibili) nel finale, avrei preferito di più trovarli sparsi nella storia.
L'idea era carina, ma per i miei gusti non è stata sviluppata nella direzione giusta.



sabato 17 giugno 2017

Recensione: Volevo essere una gatta morta di Chiara Moscardelli


Ultimamente incappo in letture evitabili. Spero di aver spezzato questa catena.. U_U


Titolo: Volevo essere una gatta morta
Autore: Chiara Moscardelli
Editore: Giunti
Prezzo: 6,90 €
Trama: C'è chi nasce podalica e chi nasce gatta morta. Chiara è nata podalica. Forse non aveva fretta di venire al mondo perché aveva già intuito che la sua vita non sarebbe stata una passeggiata. Che sarebbe rimasta sempre in piedi al gioco della sedia, o con la scopa in mano al gioco della scopa. E se la sarebbe dovuta vedere con chi invece è nata gatta morta. La gatta morta è una micidiale categoria femminile. Non è divertente, è seducente. Non esprime opinioni, ha paura dei thriller, le pesa la borsa, soffre di mestruazioni dolorose, non fa uscire il ragazzo con gli amici, non si concede al primo appuntamento e fin da piccola ha un solo scopo: il matrimonio. Chiara l'ha studiata per una vita. E ha capito che contro di lei non ci sono armi.








Voto: 2/5 (4/10)

Con questo romanzo non so proprio da dove cominciare a lamentarmi. Sinceramente ho l'imbarazzo della scelta. Se avessi letto "Volevo essere una gatta morta" prima di "Volevo solo andare a letto presto", temo che non avrei accordato una seconda possibilità alla Moscardelli. E mi dispiace perché, in realtà, il suo stile ironico e diretto mi piace. Purtroppo la trama di questo romanzo, le situazioni a limite dell'impossibile, le vicende narrate e i personaggi, sono un vero disastro.
Il libro, impostato come un romanzo autobiografico, è un lungo elenco delle sventure di Chiara. Un po' di sfiga ci sta, è accettabile, ma il troppo storpia, sempre. Il racconto comincia con lei che scopre di avere un fibroma. Come lo scopre? Perché gli cresce una "tetta". Lei ne è entusiasta. Perché avere una tetta più grossa dell'altra è effettivamente qualcosa per cui entusiasmarsi, giusto? Capitasse a me, mi verrebbe una sincope. Chiara ne gioisce, invece. Così tanto che corre felicemente a comprare un bikini per sfoggiare fieramente la sua UNICA tetta grande. D'altronde, avere il seno piccolo è un vero handicap, mentre avere una tetta più grande dell'altra..
A questo punto avrei dovuto capire che il romanzo non faceva per me, ma ho continuato a leggere imperterrita solo per scoprire che peggiorava di pagina in pagina.
La realtà che supera ogni immaginazione non giustifica la serie di assurdità che si sono susseguite come una valanga inarrestabile. Chiara rasenta il patetico. Ho sbottato ogni volta che ha pensato di essere innamorata di Francesco, che personalmente prenderei a randellate nei denti dalla mattina alla sera! Ad uno che invita una ragazza ad una piccola festicciola e poi si chiude in camera da letto con un'altra prima ancora dell'arrivo di lei, le randellate nei denti sono il minimo.
Gli altri personaggi non sono odiosi quanto Francesco ma alquanto abbozzati e inutili. Matilda è esasperante. Non è soltanto ipocondriaca ma pure stressante con tutti i suoi "sei spacciata", "moriremo", "ci violenteranno", "ci colpirà un meteorite",  e chi più ne ha più ne metta.
Luca spunta fuori di tanto in tanto con le sue "perle di saggezza" e Michele... che fine ha fatto Michele? Deve essersi perso nella piazza del paese. Viene nominato solo per quello, per capire in quale punto della città si è perduto.
Personaggi che, a mio parere, non hanno fatto altro che sottolineare ben bene che Chiara è una sfigata cronica. Ma tutto quel buttarsi giù, tutto quel denigrarsi e, tante volte, umiliarsi, serve esclusivamente a lanciare un messaggio finale, per mostrare una sorta di rinascita del personaggio, di una presa di coscienza di sé, come a voler dire "caspita.. io valgo!". Beh.. meglio tardi che mai!
Non posso elencare la miriade di sventure che si leggono in questo libro, tuttavia.. posso dire che non c'è stata una sola situazione che mi abbia strappato anche un misero sorrisino?
Ecco, l'ho detto.
Peccato. Ero parecchio entusiasta (anche se non quanto Chiara quando ha scoperto di avere una tetta più grande, eh!) quando ho deciso di comprare questo romanzo e ripetere l'esperienza con la Moscardelli, ma stavolta mi ha decisamente delusa.







domenica 11 giugno 2017

Recensione: La forza dell'angelo di Heather Killough-Walden

Quando la mia consocia ha letto questo libro, ha detto: Te lo presto, ti scappa la pazienza sicuro. E io riderò un sacco.
Ecco.
Mi conosce bene.

Titolo: La forza dell'angelo (Lost angels 04)
Titolo originale: Warrior's angel (L'angelo guerriero)
Autore: Heather Killough-Walden
Edizione: Leggereditore
Prezzo: 12,90 €
Trama: Michael Salvatore è un esperto detective del dipartimento di polizia di New York. Alto, possente, occhi di un blu intenso e penetrante, è intelligente, veloce, infallibile nella caccia all’uomo. Ma il detective Salvatore è anche Michele, l’Arcangelo Guerriero, ultimo dei quattro angeli giunti sulla terra da duemila anni, alla ricerca delle quattro cherubine, esseri perfetti di sesso femminile, creati per loro e da cui furono poi separati.
Rihannon Dante, l’eletta che Michael ha finalmente ritrovato e che deve conquistare, è una donna decisa, con un passato incerto e una buona dose di poteri sovrannaturali. Combatte le ingiustizie, difendendo i deboli di giorno e affrontando pericolose missioni di notte, sotto copertura. Al pari di Michael, Rihannon non intende perdere le battaglie che la vita la porta ad affrontare. In lotta contro oscuri poteri, i due condurranno una guerra alimentata dal desiderio e dalla forza di volontà. Una lotta che potrà culminare con la loro unione eterna o con la loro totale distruzione... 

Voto: 5/10
La prima cosa che mi viene da dire, è che questa serie più va avanti e più peggiora. Forse è rimasto un ultimo libro, ma non ci giurerei, vista la capacità dell'autrice di proseguire con niente (a scrivere di niente).Di libro in libro, il filo conduttore è divenuto sempre più labile e inconsistente, e per dargli nuova linfa è stato buttato dentro di tutto, dagli angeli, ai vampiri, agli incubi, spettri, draghi e qualche altra cosa che ho dimenticato. Tutti abbozzati e vagamente delineati, senza troppo sforzo di caratterizzazione. Un minestrone colossale il cui senso mi sfugge e il disegno generale che dovrebbe rappresentare è sbiadito e incomprensibile.
Difatti nonostante sia il quarto libro (anzi, il quinto, ho scoperto che esiste pure un prequel) molte domande sono senza risposta: perchè le cherubine si trovano solo ora? Sono state scagliate nel futuro? Oppure si sono reincarnate per 2000 anni? Cosa vuole Samael? Chi cavolo è Gregori e a che serve? C'era proprio bisogno di lui? (No, ve lo dico io).
Queste sono quelle più rilevanti, ma la lista è davvero lunga.
Vorrei anche capire il senso di fare degli angeli come protagonisti se poi 3 su 4 diventano vampiri. Ma fai una serie sui vampiri!
Mi rendo conto che sto parlando pochissimo della trama, ma ... la trama non c'è. Cioè, c'è, ma è talmente breve, leggera e banale che rischio di svelarla con due parole. Buona parte di quello che fanno i personaggi per andare avanti non ha quasi senso. Anche la storia d'amore, che poi dovrebbe essere il fulcro del libro, è piatta. Non l'ho minimamente sentita. Anzi, tendenzialmente alternavo la voglia di prendere a schiaffi lei, con la voglia di prendere a schiaffi lui. In questo sono una coppia perfetta.
I personaggi...
Rhiannon è una cherubina e quindi rincoglionita come le sue consorelle prima di lei. In teoria è una guerriera, una donna forte, ma se lo dimentica quando compare LUI! A volte mi chiedo: ma davvero questi romanzi sono scritti da donne? E davvero credono che queste siano le eroine in cui le altre donne vogliono immedesimarsi? Una protagonista così può starmi bene (ma non sempre) in un romance storico, in cui il contesto prevedeva una fanciulla che avesse determinate caratteristiche, non nel 2000. Se una donna viene descritta come tosta io la voglio tosta sempre, e non intendo rozza e maleducata. Mi va bene anche elegante, raffinata, delicata, ma che sa quello che vuole e lo ottiene. Non una che picchia tutti e appena vede il maschio le parte l'ovaia e non capisce più niente. Questo è uno stereotipo maschile, dell'uomo forte che vede la figona e gli scende il cervello nelle mutande. Non è questa la parità di genere su! Fate protagoniste forti secondo un modello femminile, non maschile!
Lui... credo rappresenti un fallimento nella caratterizzazione e diversificazione dei personaggi. Michele doveva essere quello buono, quello generoso e positivo, invece ha fatto in modo che diventasse cretino come i suoi fratelli. Di conseguenza si è persa totalmente la sua personalità. Di fatto è un solo tipo di protagonista ripetuto per 4 libri. Decisamente monotona come cosa. Impossibile dire se sia incapacità di gestire personaggi diversi, o una precisa volontà che risponde all'idea che quello sia l'uomo ideale. O meglio, il protagonista ideale, quello che tutte vorremmo sognare.
Tutti gli altri... insignificanti. Anche Samael, che in teoria è quello cattivo, non è chiaro che direzione stia prendendo. Una cosa è certa: è diventato incoerente.
Scrittura piatta e ripetitiva, un po' elementare. Descrizioni quasi assenti, dialoghi banali e già sentiti.
Lo so che, alla fine, una domanda ve la state facendo voi: perché mai leggi sti libri? Perchè, non sembra, ma alla fine mi diverto un sacco. Meglio di un libro di barzellette. Mi diverto male? Può darsi, ma con il caldo il mononeurone non collabora, non posso leggere Freud.

Commenti a caldo durante la lettura (non dovrebbero esserci veri e propri spoiler, comunque ci sono riferimenti a scene del libro):

Lo schiantano addosso ad un lampione e il lampione si accartoccia, lui si rialza tranquillo. Con che cacchio li fanno i lampioni in America, panna montata?
E vabbè, sarà il superangelo superfigo con i muscolacci d'acciaio.
Un attimo dopo lo colpiscono e lui rantola a terra moribondo.
... qualcosa non torna.

Ci mancavano i gargoyle in sto minestrone. Ma finire UN filone??? Uno!
[I gargoyle nella recensione me li ero scordati...]

Cioè... non voglio dire...
-Sta venendo un poliziotto
- ok grazie
S' infila jeans e maglia senza mutande e reggitette il perchè non si sa e poi...
Si rammarica di non essersi messa qualcosa di decente prima ancora di aprire la porta.
Qual era la differenza tra infilarsi jeans e maglietta o un vestito o pantaloni e camicia???
Anzi ... io faccio più veloce col vestito che non con i jeans... e m'avanza pure il tempo per infilarmi le mutande!!!
E poi... attenzione... non s'è messa la crema... 'na roba essenziale quando arriva la pula....
Che poi manco ha visto chi è!!!!
Metti che ti spunta Poirot coi suoi baffi???
O il tenente Colombo?

Michele Salvatore... ma un cognome più cretino no????

Pretende il locale lavanderia (mezza pagina di libro sull'impossibiità di trovare una casa con il locale lavanderia, ma chi se ne frega!) perchè detesta camminare con i vestiti sporchi in giro... ma quanti ne hai??? Ma un cesto porta biancheria no??? Li accumuli a catene montuose finchè non si svuota l'armadio? E quanti ne hai per fare così? Poi ci credo che arriva il povero poliziotto figone e tu stai lì senza mutande. Lavale ogni tanto!!!!

... le mostra i jeans strappati.
E lei?
È stato un incidente di rasatura...
Tesò io le gambe me le sono depilate in ogni modo possibile immaginabile eccetto la fiamma ossidrica ma coi jeans proprio non mi è riuscito...
E lui, elegante, cosa dice: le consiglio di passare all' epilatore elettrico...
Alò Mr Simpatiaperduta... per un commento del genere qualche donna ti squarta la faccia proprio come i jeans. Ringrazia che è una cherubina e quindi rincoglionita per antonomasia

... la Heather ci tiene a far sapere che nella villa superfiga non manca mai la birra...
Perchè io invece di 4 arcangeli figoni m' immagino 4 copie di Homer Simpson???

E poi, finalmente, viene fuori il lato rincoglionito da cherubina!!! Stappiamo un crodino va...
C' ha le zanne, si muove più veloce della luce, c' ha gli occhi brillanti che ancora un po' lanciano i raggi gamma come Mazinga e lei??? Non sei umano.
Ma va??? Mangiato pane e vispo?

Ma ste cherubine tutte la stessa cosa fanno? Lanciano fulmini e guariscono. Ma varia!!! Si vede che Dio era stanco, ha fatto un impasto solo e via, quante cherubine servono? 4? 5? Alè, si divide in 5 parti e problema risolto.


venerdì 9 giugno 2017

Recensione: Sogno criminale di James Hadley Chase

Certe volte capita di ritrovarsi tra le mani libri che ci si chiede, davvero, quel giorno in libreria poteva cadermi una tegola in testa, piuttosto? U_U

Titolo: Sogno criminale
Autore: James Hadley Chase
Editore: Giunti
Prezzo: 6,90 €
Trama: Nella vita reale George Fraser è un timido piazzista di enciclopedie, amato solo dal gatto della squallida pensione in cui vive e dall’ingenua domestica Ella, che ogni mattino ascolta rapita i suoi fantasiosi racconti di una vita pericolosa e ai limiti della legalità: perché nei suoi sogni a occhi aperti George si trasforma in un temutissimo gangster, audace e sprezzante, che tratta da pari a pari con boss del calibro di Al Capone e Lucky Luciano. Ma che cosa accade se la fantasia criminale diventa realtà? Quando incontra Sydney Brant, un ragazzo con il volto deturpato da una misteriosa cicatrice che gli storpia il sorriso, l’esistenza di George viene completamente stravolta: soprattutto se al fascino malavitoso di Sydney si aggiunge quello della sorella Cora, una vera femme fatale, tanto seducente quanto cinica e manipolatrice. Complice una pistola ereditata dal patrigno, George si ritroverà in un universo ancora più spietato di qualsiasi scenario avesse mai osato immaginare. E il risveglio sarà violento come un pugno in piena faccia.


Voto: 1,5/5 (3/10)

Più che un sogno, questo libro è stato un incubo. Il mio incubo, pagina dopo pagina. Viene definito un noir, ma più che nero io l'ho trovato di un grigio pallido. Poche volte nella mia vita da lettrice mi sono imbattuta in un romanzo tanto insensato e piatto. A volte capita che la trama sia buona però i personaggi lasciano a desiderare, oppure che ci siano dei personaggi notevoli con una trama che fa storcere le labbra. Questo libro manca di tutto. E' agghiacciante! Mi ha lasciata basita dall'inizio alla fine.
Provo a motivare questa stroncatura partendo dal personaggio principale: George Fraser.
George ha la stazza di un mastino napoletano, la personalità di un coniglio e la vitalità di un bradipo. E' un piazzista, si guadagna da vivere vendendo enciclopedie porta a porta e si crede pure bravo. Lui. Illuso! Non ha una gran vita sociale, se si esclude l'esclusivo rapporto di amicizia con Leo, il gatto pauroso (non a caso sono in sintonia!). Non ha una fidanzata, mai avuto una donna, e non ha dei veri amici. Se aggiungiamo pure che il suo passatempo preferito è farsi dei filmini mentali in cui lui è un gangster spietato che non perdona nessuno, allora il quadro è completo.
Tuttavia quello che mi ha veramente spazientita di più in questo personaggio è l'incoerenza. Un attimo prima è cauto e timoroso, quello dopo vuole mostrare coraggio e determinazione, quello dopo sta già pensando che sarebbe meglio scappare a gambe levate. Di fondo è un emerito imbecille.
Si può decidere lucidamente di andare a vendicarsi di qualcuno da cui ci si è salvati per miracolo, dopo essere stati massacrati di botte e essere stati tagliuzzati con un rasoio, con una pistola scarica??? Per George sì.
Ho letto delle cose assurde. Sto imbecille deve recuperare una cosa in un bungalow di campagna dove c'è stato l'omicidio e dovrebbe esserci ancora il cadavere.Si è portato dietro le copie di libri che lui vende porta a porta perché così se la polizia lo becca può dire che si è preso un giorno di vacanza in campagna e sta lavorando per pagarselo. Lo crederanno, certo. Perché è normale che uno prende un giorno DI VACANZA e se ne va in montagna, dove dovrebbe essere in VACANZA, e va in giro a lavorare! Solo a me suona assurdo? È come dire: di solito vendo il cocco per strada ma domani vado in vacanza al mare e vendo il cocco in spiaggia per pagarmi questo giorno di vacanza. Sì, è assurdo.
Gli altri personaggi non si salvano. Cora dovrebbe essere una femme fatale ma è solo una sciattona prepotente, dispotica, sclerotica, manipolatrice che utilizza George come enorme zerbino. Lei è la sorella di Sydney, un nuovo venditore porta a porta che affianca George. Ovviamente il nostro furbissimo protagonista si innamora di lei. A prima vista. Appena la vede al bar dove lo spedisce Sydney con quello che poi viene fuori essere stato solo un pretesto. E come potrebbe non innamorarsi di una con i vestiti sudici (va bene vecchi perché se è povera ci sta ma sporchi?!), i capelli in disordine, che manco io appena alzata dal letto, e dei modi da scaricatore di porto a cui hanno appena pestato l'alluce?
Lei è veramente atroce. Uno squallore.
George, in qualunque situazione si trovi, riesce a pensare solo ad una cosa: che Cora potrebbe essere "carina con lui". Ma "Cora" e "carina" nella stessa frase non ci stanno.
Secondo la trama del libro, conoscendo quei due soggetti, George dovrebbe ritrovarsi a vivere una delle avventure che tanto spesso sogna e di cui è il protagonista. Niente di tutto ciò.
Viene sfruttato, raggirato, malmenato. Detta così pare che sia una povera vittima invece è solo un imbecille, credetemi. Come altro lo definireste uno che dopo essere stato rifiutato e umiliato più volte, si offre di lavare i panni alla mancata femme fatale, di riordinarle casa e di lavarle i capelli perché così forse lei fa la "carina" (è in fissa con sta cosa!) con lui?
Personaggi a parte, anche le situazioni sono di una lentezza e di una noia che proprio non si riesce a sentirsi coinvolti. Ogni tanto un colpo di scena buttato lì, per creare una suspance inesistente, ma riuscendo solo a spazientire ancora di più.
Si arriva al finale che di speranze se ne hanno davvero poche e infatti George rimane quello sfigato che è, dal principio alla fine!
Ribadisco.. certe volte è meglio la tegola!