Recensione: La sciarpa ricamata di Susan Meissner

Cosa vi dicevo ieri? Ribadisco.

Titolo: La sciarpa ricamata
Titolo originale: A fall of Marigolds (Più o meno: Una cascata di calendule)
Autore: Susan Meissner
Edizione: Tre60
Prezzo: 7,99€ (Formato ebook)
Trama: Ellis Island, settembre 1911. Dopo aver perso l’uomo che amava, Clara ha scelto di prendersi cura degli emigranti che ogni giorno approdano all’isola, in attesa di ottenere il visto d’ingresso negli Stati Uniti. Un giorno, tra le migliaia di persone, un uomo attira la sua attenzione. Ha la febbre, forse è destinato a morire, e non si separa mai da una bellissima sciarpa con un motivo floreale su cui è ricamato un nome: Lily… 
Manhattan, settembre 2011. Taryn lavora in un negozio di tessuti nell’Upper West Side. Rimasta vedova, è faticosamente riuscita a trovare un nuovo equilibrio e un po’ di serenità. Ma non riesce a cancellare il ricordo del giorno in cui le Twin Towers sono crollate, seppellendo suo marito. E neppure a cancellare il senso di colpa: lei infatti si è salvata grazie a uno sconosciuto che ora, a distanza di dieci anni, bussa alla sua porta, portando con sé la sciarpa che Taryn aveva quel giorno: una sciarpa antica, con un motivo floreale…

Voto: 3,5/5 (7/10)
La prima cosa che ho pensato appena chiuso il libro è stata: sta sciarpa porta male, bruciatela. E visto che a inizio libro ci va pure vicino, a fare quella fine, era meglio se accadeva e stop.
Dente avvelenato? Un filo sì, lo ammetto. E' che diventa esasperante cercare un buon libro di questo tipo e ritrovarsi ogni volta tra le mani una lagna pesantissima sul passato e una banalità superficiale nel presente.
Ok, ho dato 3,5 perché oggettivamente non è così da buttare.
La storia di Clara è particolare. Non è la solita eroina che parte a mille e va all'altro capo del mondo. Anzi, si rifugia su un'isola da cui non vuole più andar via, incapace di affrontare la vita fuori e il peso di sentimenti ed emozioni. Proprio questa sua diversità me l'ha resa più simpatica. Ciò che mi ha infastidita, è stata l'ingerenza altrui e la sua incapacità di opporsi come avrebbe voluto. Se lo avesse fatto, sarebbe stata la mia eroina dell'anno. Oltre al fatto che la storia sarebbe stata più breve e di questo l'avrei ringraziata.
Anche la parte di Taryn sarebbe bella, ma visto che è 'ai giorni nostri' è per contratto semignorata, piazzata ogni tanto qua e là, giusto per dire: sì, c'è anche lei, ma di fatto poco presente e poco curata. Un peccato, perché io il dramma di Taryn avrei voluto vederlo di più. Avrei voluto assistere alla sua guarigione ed emozionarmi con un nuovo amore. Invece si arriva in fondo e viene chiusa in poche pagine, il più in fretta possibile. E di questo mi dispiaccio, perché se con Clara posso simpatizzare, con Taryn posso identificarmi.
Io vivo adesso, non 100 anni fa, e trovo normale riuscire ad immedesimarmi in una protagonista del 2011, piuttosto che in una del 1911. per questo avrei voluto più spazio e più cura.
Altra cosa che ha abbassato il voto: il 'legame' tra le due. Taryn riceve la sciarpa da una cliente che l'ha avuta dall'amica della zia della sorella della vicina del defunto suocero eccetera. Ma lascia stare! O t'inventi un legame concreto (o anche poetico ma credibile) o lo ignori. Gliela porta una cliente, quasi fosse destino, e stop. Senza tante spiegazioni.
Lo stile è scorrevole. Appropriati i dialoghi di inizio secolo e credo abbastanza accurate le notizie storiche.
Il parallelismo tra le due donne sarebbe emerso di più se le due storie fossero state raccontate con le stesse tempistiche, invece c'è una sproporzione nei confronti del passato che mina l'importanza di quella presente. Come ho detto: non l'ho apprezzato.

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