mercoledì 24 dicembre 2014

Buone feste da La biblioteca di Drusie!

Oggi avrebbe dovuto esserci il WWW, ma visto che sarò già ai piedi delle Alpi e non ho avuto modo di preparare niente se non questi saluti, per la prima volta il blog va ufficialmente in vacanza!
Mi spiace anche non essere riuscita a ripassare in tutti i meravigliosi blog che seguo ma questi ultimi giorni sono stati un tour de force. Per fortuna da oggi dovrei rilassarmi.
No, non mi immaginate in tuta e sci ai piedi, sono vicina alle Alpi giusto perché ci sono i suoceri e quest'anno il Natale lo faremo là.
Visto che mio marito non ha ben chiaro se può prendersi o meno il 29 e il 30 di ferie, io a mia volta non ho ben chiaro quando torneremo a casa, nel dubbio diamo appuntamento a tutti al 2015.

Senza tediarvi troppo, e anche a nome della mia consocia grafica auguriamo felici e serene feste natalizie a tutti, che Babbo Natale vi porti tanti libri, pace, amore, serenità e tanta felicità. Auguriamo a tutti un inizio 2015 gioioso che apra un anno unico per tutti voi.
Anche se non vi conosciamo di persona vi vogliamo bene e mandiamo baciottoli a profusione a tutti.









martedì 23 dicembre 2014

Teaser Tuesdays #69


Oggi è martedì e torna Teaser Tuesdays, rubrica ideata dal blog Should be Reading, ma che io ho scoperto su Atelier dei libri. La mia consocia grafica aveva comunque una rubrica simile sul suo blog, Dillina, chiamata Perle dai libri. Visto che io spesso ho letto cose in seguito ai Teaser ho pensato di adottarla.

Le regole sono davvero semplici e sarei felice se mi lasciaste i vostri teaser!
Eccole:


  • Prendete un libro che state leggendo; 
  • Apritelo in una pagina a caso; 
  • Condividete un breve spezzone di quella pagina ("Teaser") senza fare spoiler (controllate prima di postare);  Riportate titolo e autore per tutti coloro che vogliono leggerlo ^_^ 



Ecco a voi il mio Teaser di oggi. ^_^


<< Mentre Rick tende la mano per prendere il cellulare, mi viene in mente qualcosa. «Stamattina mi hai detto che mi dovevi parlare».
«Davvero?». Rick evita il mio sguardo. «Non mi ricordo».
«Non era importante?».
Mio marito fa spallucce. «Immagino di no». Lo bacio sulla guancia.
«Come mai?», chiede.
«So che non sei un grande appassionato del Natale», dico, «ma può darsi che sia l'ultima volta che la famiglia è tutta riunita. La mamma o il papà potrebbero non esserci più l'anno prossimo. Tom potrebbe andare a stare altrove. Quando avrà avuto il bambino, Chloe potrebbe andare ad abitare per conto suo, con o senza Mitch».
«Magari».
«Non so. Potrebbe succedere di tutto tra adesso e Natale». Non riesco neanche a parlare nel timore che mio marito non sia più qui, ma che festeggi il Natale con un'altra famiglia. Gli occhi mi si riempiono di lacrime.
«Non piangere», mi dice Rick, asciugandomi le lacrime con il pollice. «Non ce ne libereremo mai, di questa tribù, amore. Continua ad aumentare, anzi».
Mi rannicchio contro di lui tirando su rumorosamente con il naso. «Facciamo in modo che sia un Natale indimenticabile».
«Ma certo». Lo abbraccio, e non riesco a credere che quest'uomo sia capace di farmi del male. Però, ancora una volta mi lascio sfuggire l'opportunità di ventilargli le mie paure. Mi godo l'abbraccio e cerco di non preoccuparmi di un futuro che forse è solo una chimera.
Voglio che stiamo bene insieme, che ci divertiamo, come dovrebbe accadere in ogni famiglia. Voglio dimenticare i nostri problemi, e che io e Rick ci riavviciniamo. Voglio, sopra ogni cosa, che questo Natale sia memorabile. >>


Un regalo inaspettato
Carole Matthews
Recensione QUI


lunedì 22 dicembre 2014

Recensione: Le regole degli amori imperfetti di Mara Roberti

E invece ce l'ho fatta!!! Nonostante i casini pre natalizi che si sommano a quelli perenni della mia vita, Babbo Natale per mezzo dell'autrice e della Emma Books (ringrazio tutti infinitamente), mi ha fatto avere questo libro che ho divorato e che mi ha dato momenti davvero sereni. Parlarvene mi  è venuto così naturale che non me ne sono neanche accorta.

Titolo: Le regole degli amori imperfetti
Autore: Mara Roberti
Edizione: Emma Books
Prezzo:  4,99 € (ebook)
Trama: Se il segreto dell’amore fosse racchiuso in una tazza di tè? È quello che scoprirà Elisa, partita per trascorrere un fine settimana in un borgo arroccato e fuori dal tempo, alla ricerca del romanticismo perduto. Fra gli aromi del tè, antiche leggende e i segreti di una misteriosa camelia gialla che fiorisce solo una volta all’anno, si inseguono amori ostinati e impossibili, le storie di due donne che amano troppo e sfuggono alla felicità per paura di essere ferite. L’amore però non accetta regole ed Elisa imparerà a riconoscerlo nei posti più impensati. Nei fiori, nei silenzi di una madre o nelle ferite del cuore. Le regole degli amori imperfetti è un viaggio fra i sapori, i sogni e la magia delle piccole cose, per chi ha bisogno di ricominciare a credere che la felicità non solo è possibile, è necessaria.

Voto: 9/10
Un cioccolatino che ho letteralmente divorato pur assaporandolo con gusto. Mi è piaciuto talmente tanto che non mi sono neanche accorta delle pagine che scorrevano via.
C'erano tutti gli ingredienti che mi piacciono di più, mixati con tanto gusto e abilità che non potevano non conquistarmi. Quali? ve li dico.
Innanzi tutto una storia complicata e misteriosa senza che fosse incomprensibile: Elisa ha una vita sentimentale un po' confusionaria, dovuta anche al lascito della madre che l'ha convinta che un momento di felicità comporti prezzi altissimi da pagare; la storia passata che narra di un grande amore e di una maledizione; gli strani abitanti di Roccamori che dicono le cose a metà. Insomma cosucce classiche, ma così ben esposte da non far perdere il lettore.
Poi c'è la mancanza di 'perfezione' di tutti i componenti del romanzo; dai personaggi ai luoghi, alle vicende, niente è assolutamente perfetto come a volte si trova narrato. oltre alla protagonista, che troppo perfetta non sarebbe piaciuta, anche gli altri personaggi hanno i loro difetti che li rendono persone umane e reali. Forse ho trovato Diego un po' troppo stereotipato (il suo comportamento e le sue azioni sono prevedibili dall'inizio alla fine), ma quando si tratta di creare un personaggio simile, credo sia difficile risultare originali. Il paese 'più romantico d'Italia' al primo impatto non è poi così romantico, anzi, Elisa ne è quasi delusa, per quanto decisa a non abbandonare il suo sogno idilliaco.
Altra cosa che mi è piaciuta tantissimo è la presenza di qualcosa di magico, senza che ci sia la magia. Forse l'elemento più anomalo è la particolarità della camelia gialla (semi protagonista e componente importante della storia), ma non l'ho trovato così strano da non poter accadere davvero. la maledizione? Una leggenda come ce ne sono tante a cui si può credere o no. Non condiziona i personaggi se loro non si fanno condizionare.
Per finire il tè! C'è grandissimo amore e rispetto verso questa bevanda nel libro e un'appassionata come me non poteva non adorare tanta devozione. l'autrice, per mano della sua protagonista che sta scivendo un libro sull'argomento, parla dei tanti tipi di tè, della temperatura, dei tempi, arrivando a fare carinissimi paragoni fra questi aspetti e le persone, la vita e l'amore. Nel racconto principale non ne parla tantissimo, ma vi sono inseriti, a intervalli vari, alcuni capitoli 'speciali', tratti dal libro di Elisa, che ci istruiscono. Mi è piaciuto tanto questo escamotage, perché non rende pesante la storia, non la interrompe troppo confondendo il lettore, in più introduce, in qualche modo, la parte che si andrà a leggere poco dopo. Perfetto è l'unico termine che mi viene in mente.
Così come praticamente perfetto ho trovato lo stile dell'autrice, ben equilibrato in tutti i suoi aspetti. Descrizioni chiare ma non pedanti o noiose, buoni dialoghi, ottima caratterizzazione dei personaggi, dei luoghi e delle situazioni. Anche per le camelie, come per il tè, l'autrice inserisce varie informazioni, ma con delicatezza e spontaneità tanto da non pesare sul lettore, non annoiarlo e non farlo sentire sui banchi di scuola (non sapevo tante cose di questo fiore così particolare). I ritmi sono pacati senza essere lenti e il linguaggio scorrevole e mai volgare, in una scrittura fluida che si lascia leggere con serenità.
Secondo me il periodo migliore per leggerlo è in primavera (periodo in cui è ambientato anche il libro, ma sono stata felicissima di leggerlo anche adesso, perché è una bella storia, perché mi ha resa felice e perché mi permette di chiudere questo anno di recensioni con parole positive e un voto alto che raramente mi capita di dare.
Quasi sicuramente leggerò altro ma non riuscirò a parlarvi di altro per cui onore a Mara Roberti per la possibilità che mi ha dato.

sabato 20 dicembre 2014

Spacci e dispacci #7

Finalmente ho vinto la mia pigrizia e accalappiato la macchina fotografica per immortalare gli ultimi arrivi in casa mia. Peccato che la suddetta macchina non abbia voluto collaborare e abbia preteso che le caricassi le pile prima di funzionare.
Vabbuò comunque ecco qui gli ultimi cartacei che hanno varcato le porte di casa.




Questi tre vengono dalla Giunti del centro commerciale.
  


Dopo una vita ho riordinato le lenti a contatto e la signora del negozio mi dice: indossale, fai un giretto di un'ora e poi torna che voglio vedere se ti causano problemi.
Secondo voi, dove ho passato quell'ora?
Esatto!
E potevo uscire da una libreria senza librini? Certo che no.
Nemesi è il terzo della serie del detective Harry Hole e non potevo proprio più rimandare il suo acquisto. E prevedo che dopo Natale non potrò rimandare l'acquisto del quarto.
Parla con i morti era scontatissimo e m'incuriosiva la protagonista: una delle rare detective del gentil sesso. Spero che sia coerente e non un Hulk in gonnella.
Trappola bianca, anche lui scontatissimo, mi ha tentata con la trama, ma temo che non si rivelerà all'altezza delle aspettative. Vi saprò dire.

Questo trio invece è diventato un quatrio.



I miei sono soci di Euroclub da vent'anni credo e nei pressi di Santa Maria Novella c'è una libreria convenzionata. Così, anzichè ordinare per posta e pagare le spese di spedizione, preferisco andarci a piedoni e scegliere tutto quello che c'è a disposizione.
La moglie magica era in regalo (era a scelta con qualcosa di Vitali, ma io e questo scrittore non andiamo d'accordo) e spero che mi piaccia quanto il precedente, che ho adorato.
Sarti Antonio: rapitisi nasce invece, è finito nel mio braccio a causa dei commenti e delle recensioni. Parlavano di un precursore dei vari Montalbano e soci attualmente presenti in Italia e non ho voluto farmelo scappare.
Il metodo del coccodrillo è il papà della serie I Bastardi di Pizzofalcone (recensioni qui e qui), di cui mi avete già sentito decantare le lodi (a proposito, ho scoperto che è uscito il terzo volume della serie e devo averlo. Prima di Natale! Con la speranza che sia nella stessa edizione degli altri). Per una volta sono sicurissima che il libro che leggo che mi piacerà.
L'audace colpo dei quattro di Rete Maria che sfuggirono alle miserabili monache (un titolo più lungo del libro stesso in pratica) è figlioccio di quello stesso autore che mi ha stregata, io che odio il calcio, con Atletico Minaccia Football Club (recensione qui). Spero che si ripeta con questo secondo lavoro.


Questi due non sono bimbi miei ma vengono dalle lontane lande friulane, gentile prestito della mia consocia grafica.



Lo strano caso di Stoccolma è una sorta di giallo, ne ho sentito parlare bene e male e alla fine ho deciso che la cosa migliore era provare per credere.
Tutto quello che avremmo potuto essere io e te se non fossimo stati io e te (e per una volta vi assicuro che il titolo è la traduzione più o meno letterale del titolo originale) è piaciuto da matti a Dillina, ergo a me non piacerà, e questo sarebbe stato un buon motivo per starne alla larga. Solo che poi lei, infidissima, mi ha tentato con un pezzettino, io mi sono ingolosita e alla fine ho votato per il prestito.



Gli ultimi due cartacei, lo dicono i titoli, sono libri di cucina. Adoro cucinare tanto quanto leggere (e spesso leggo mentre attendo che cuociano le cose. E no! Non siate cattivi, non faccio bruciare niente.) e la mia resistenza all'acquisto di libri di cucina è pari a quella che ho per tutti gli altri libri: zero.
Il primo me lo aveva fatto conoscere una collega e ne sono rimasta affascinata. Mi piacciono i piatti di una volta, ricchi di sapore e tradizione. Inoltre il libro contiene anche aneddoti e qualche consiglio.
Il secondo invece, l'ho incrociato in Euroclub e non ho saputo resistere: adoro il pane in quasi tutte le sue declinazioni e mi piace farlo da sola. Sfogliandolo mi è sembrato ci fossero spunti carini ed è venuto con me.

Prima di salutarvi, uno sguardo agli ebook.
Niente acquisti personali stavolta, ma tre gentilissimi doni da autori e case editrici.

La fiaba L'angelo e il mugnaio, inviatami dal dolcissimo autore Antonio Aschiarolo. Ve ne ho parlato qui.


Passaparola, gradito dono della casa editrice, anche se la storia, purtroppo, non mi ha esaltata fino in fondo. Recensione qui.


Le regole degli amori imperfetti inviatomi dalla Emma, per gentilissima intercessione dell'autrice (io mi vergogno a chiedere alle case editrici, motivo per cui non collaboro, ma se me li mandano, sono felicissima di leggerli), attualmente in lettura. Non so se riuscirò a parlarvene prima di Natale, spero di sì, ma temo di no. Vedremo.


Bene, dopo questa carrellata di new entry vi lascio baciottoli a profusione e ci risentiamo alla prossima Spacci e dispacci.

giovedì 18 dicembre 2014

Recensione: Un regalo inaspettato di Carole Matthews

Un librino dolce e carino con tutta la magia del Natale.

Titolo originale: With love at Christmas
Autore: Carole Matthews
Edizione: Newton Compton
Prezzo: 9,90€
Trama: Juliet adora il Natale. L'albero, le scintillanti decorazioni, i regali, il pranzo: tutto contribuisce ogni volta a creare un'atmosfera unica e indimenticabile di amore, serenità e comprensione reciproca. Ma quest'anno sembra che non sarà proprio così. I figli continuano a darle problemi: Tom è disoccupato e non fa altro che presentarle partner improbabili, mentre Chloe è tornata a casa con il suo bambino e per giunta è di nuovo incinta. Per non parlare poi dei genitori: suo padre sta attraversando una fase di depressione acuta e sua madre sta diventando sempre più eccentrica. Infine, meglio non chiedersi che cosa ne pensi di tutto questo suo marito Rick, che ormai sembra aver esaurito la pazienza. Riuscirà Juliet a riprendere le redini della famiglia e a impedire che tutto vada a rotoli proprio ora che arriva il bianco, dolcissimo Natale?

Voto: 7/10
Eccomi qua! Ho letto questo librino per caso, qualche settimana fa, ma visto il tema mi sono tenuta la recensione per il periodo appropriato: il Natale.
Sinceramente, in tema natalizio, mi sembra uno dei più adatti: è dolce, caldo, avvolgente e zuccherosissimamente ottimista. Sì, è uno di quei racconti buonisti, in cui l' 'e vissero tutti felici e contenti' è scontato, citofonato e assolutamente d'obbligo. Li si leggono proprio perchè hanno quel finale.
Juliet è l'incarnazione dello spirito del Natale: generosa, comprensiva e anche un filo apprensiva. Si preoccupa per tutto e per tutti: genitori, compagni dei genitori, figli, compagni dei figli, amici, conoscenti e anche sconosciuti.
Mi ricorda tanto la mia super mamy.
E' una donna piuttosto comune, stressata dal lavoro, preoccupata per il padre, la madre, il marito, i figli e il pranzo di Natale che, come ogni anno dice di volere perfetto , ma, quasi sicuramente, non lo sarà. Niente donna in carriera, super eroina o con gli attributi. Una semplice me tra qualche anno, una mamma, voi, la vicina di casa.
Mi è piaciuta perchè mi è sembrata vera.
Attorno a lei tutti i suoi protetti e sono loro che, con i loro piccoli 'drammi' personali, costituiscono la trama. O meglio, una vera e propria trama non ci sarebbe, a meno di non voler prendere per buona l'ideazione da parte di Juliet di questo pranzo. E', più che altro, uno spaccato di famiglia nei giorni precedenti il Natale, cose che possiamo vivere tutti.
La sostanza del racconto sta nei problemi di tutti e nella soluzione: la figlia incinta, Rick misterioso, il padre che ha perso il compagno, il figlio e la nuova fiamma e così via. Ognuno ha la sua.
Non ci sono particolari sorprese eo colpi di scena; come dicevo è tutto piuttosto preannunciato, però è un racconto scorrevole e positivista, che si fa leggere e che riscalda il cuore. Forse rimprovero all'autrice alcuni passaggi un po' scontati e qualche stereotipo di troppo (come la ragazza del figlio), ma nel complesso si è fatta perdonare.
Ad esclusione di Juliet e del marito Rick (che comunque le somiglia: ha praticamente la stessa linea di pensiero), gli altri personaggi non sono particolarmente approfonditi ed è difficile parlarne.
Non è un capolavoro e se non vi piacciono i lieti fini eccessivi meglio starne lontani, in caso contrario può fare da sostituto, o compagnia, al Canto di Natale di Dickens.

martedì 16 dicembre 2014

Teaser Tuesdays #68


Oggi è martedì e torna Teaser Tuesdays, rubrica ideata dal blog Should be Reading, ma che io ho scoperto su Atelier dei libri. La mia consocia grafica aveva comunque una rubrica simile sul suo blog, Dillina, chiamata Perle dai libri. Visto che io spesso ho letto cose in seguito ai Teaser ho pensato di adottarla.

Le regole sono davvero semplici e sarei felice se mi lasciaste i vostri teaser!
Eccole:


  • Prendete un libro che state leggendo; 
  • Apritelo in una pagina a caso; 
  • Condividete un breve spezzone di quella pagina ("Teaser") senza fare spoiler (controllate prima di postare);  Riportate titolo e autore per tutti coloro che vogliono leggerlo ^_^ 



Ecco a voi il mio Teaser di oggi. ^_^



<<Ma se anche fosse? Cosa succederebbe un bel mattino? Un giorno Rose potrebbe svegliarsi e capire dal respiro che anche lui è sveglio, che non la sta toccando e che lei è pregata di fare lo stesso.
Perché tante carezze delle donne sono domande (è questo che avrebbe imparato, o riscoperto, grazie a lui); perché la tenerezza delle donne è avida, la loro sensualità infida. Lei rimarrebbe lì sdraiata ad augurarsi di avere un difetto palese, qualcosa da proteggere raggomitolandoci intorno la vergogna. Così, invece, le sarebbe toccato vergognarsi di sè e basta, farsi schiacciare dal peso della sua intera presenza fisica, distesa lì nuda, a non far altro che digerire e putrefarsi. Magari avrebbe avuto una pelle orrenda; spessa e porosa, spenta e chiazzata.
Il fisico di lui, invece, non sarebbe stato in discussione, mai;>>


Alice Munro

Qual è il vostro teaser?




lunedì 15 dicembre 2014

Recensione: Passaparola di Simon Lane

Ringrazio la casa editrice per l'invio del romanzo.

Titolo: Passaparola
Autore: Simon Lane
Edizione: Ottolibri
Prezzo: 4,49€
Trama: Chiuso nella cella di una prigione di Parigi, Felipe, un domestico filippino, prova a discolparsi dall’accusa di aver ucciso il suo capo, un procuratore generale, che in realtà ha trovato già morto sul tappeto di casa, la mattina che è andato a pulire. Nel tentativo di sbarazzarsi dell’uomo, Felipe ha infatti trascinato il corpo fuori casa per poi infilarlo in un bidone per la differenziata, bidone che ha spinto per mezza Parigi nel giorno più lungo dell’anno, e in piena Festa della Musica. Un viaggio surreale per consegnare il suo capo alle acque della Senna, e che Felipe racconta al suo avvocato grazie a un registratore, per convincerlo della sua innocenza. Perché no, Felipe non ha ucciso monsieur Charles. Ma se non è stato lui, allora chi?

Voto: 6/10
Un libro che mi ha soddisfatta a metà. Mi è piaciuto fino ad un certo momento, poi ha iniziato ad annoiarmi, tanto che sul finale contavo le pagine che mi mancavano.
A narrarci la storia è Felipe, un filippino clandestio a Parigi accusato di omicidio. Lavora come domestico personale presso diverse persone e trova uno di loro morto. Non è stato lui, ma non è neanche del tutto innocente; infatti, inspiegabilmente, per non essere accusato, ha preso il cadavere, l'ha infilato in un bidone della spazzatura, e l'ha portato in giro per mezza Parigi tutto il giorno, con il solo scopo di andarlo a buttare nella Senna.
Considerando l'assurdità della cosa, ho presunto che l'aspetto giallistico fosse solo una scusa per portare all'attenzione del lettore altri aspetti. Probabilmente è così, ma ritengo che l'autore non abbia fatto proprio centro nel suo scopo.
Felipe, dalla sua cella, parla in un registratore al proprio avvocato per spiegare cose è accaduto e, attraverso i racconti, anche il lettore viene coinvolto.
Il primo dubbio mi è venuto quando il protagonista ha iniziato a prenderla piuttosto alla lontana, dopodichè sono iniziate le ridondanze: cose ripetute diverse volte, sibadite sotto diversi aspetti, ricordate ogni tot di pagine. Per finire, tutto il resoconto del trasporto del bidone a destra e a manca mi ha stancato più che se avessi dovuto portarlo io.
Il protagonista parla dell'invisibilità di alcune figure, come i colf o gli spazzini, ricorda svariate volte che i parigini non fanno la differenziata (vena ambientalizta?), accenna al fatto che si sente una lei e convive con un ragazzo geloso che si arrabbia e lo picchia. Niente di tutto questo ha, però, avuto un minimo di approfondimento.
Nonostante sia ripetitivo, Felipe non mi è spiaciuto come protagonista. L'ho trovato abbastanza buffo e un acuto osservatore; non solo, nel suo raccontare, arriva anche a delle conclusioni che gli fanno sospettare di essere stato incastrato, capendo da chi e perchè. Peccato per l'impazienza nel finale, che, tra l'altro, da un lato mi ha sorpreso e l'ho trovato originale, dall'altro non mi ha esaltato.
Lo stile è forse la cosa che mi è piaciuta di più, perchè si adatta perfettamente al libro. L'autore, infatti, sembra fare una trascrizine fedele delle registrazioni e il testo sembra una raccolta di pensieri: non sempre lineare, che si ripete, che salta qua e là tra gli argomenti. Purtroppo è l'unica cosa che salverei in toto.


domenica 14 dicembre 2014

Segnalazione: Il paese dei poveri di Ivano Mingotti



Titolo: Il paese dei poveri
Autore: Ivano Mingotti
Editore: Edizioni R.E.I. France
Pagine: 130
Ebook: € 3,99

Sinossi

''Il paese dei poveri'' è un romanzo di critica sociale, imperniato sul concetto di produttività, nonché una disamina, in un contesto distopico, del concetto dei lager e dei prigionieri.
In un mondo in cui l'economia e la produttività sono tutto ciò che conta, la popolazione è costretta a non essere povera: essere in miseria è un delitto, è rallentare la società, e dunque, per evitarlo, la società, sotto lo schermo dell'indifferenza dei suoi cittadini, interna in grandi istituti, chiamati ''paesi dei poveri'', coloro che vengono ritrovati in strada, nullatenenti e nullafacenti.
In questo lager per barboni si ritroverà il protagonista, costretto a viverne le regole, affini a quelle dei famosi lager di Birkenau e Auschwitz, e a essere così alienato dalla sua stessa condizione di umano, fino alle conseguenze più terribili che possano essere pensate.
In una disamina non solo della condizione di internato, ma anche della società che circonda questi luoghi di detenzione, e con un occhio critico, attraverso la similitudine con il nostro mondo, sempre più dedito all'economia e al guadagno come primo bastione, ci ritroveremo davanti a scenari difficili da sopportare, ritrovandoci, in parte, corresponsabili del dolore dei prigionieri.



L'autore

Ivano Mingotti è nato l'8 gennaio 1988, a Desio e risiede a Macherio (MB).
Lavora per la grande distribuzione, è laureato in Scienze umanistiche della Comunicazione e diplomato in Lingue straniere.
Presidente dell'associazione culturale LiberoLibro Macherio, nota nell'ambito brianzolo per l'omonimo concorso letterario e gli eventi culturali promossi, quali presentazioni di libri e raccolte di poesie. Autore precoce e già riconosciuto, la sua bibliografia è composta da sei pubblicazioni: Storia di un boia (Kimerik, 2009), Solo gli occhi (Kimerik, 2010), Stati uniti d'aspirina (Zona, 2011), Sotto un sole nero (DeD'A, 2012), Nebbia (DeD'A, 2013), Il cenotafio di Simon Petit (Leucotea, 2014).


Link utili:

http://www.amazon.it/paese-dei-poveri-Ivano-Mingotti-ebook/dp/B00Q6F71TG/ref=sr_1_1?ie=UTF8&qid=1417000189&sr=8-1&keywords=il+paese+dei+poveri


sabato 13 dicembre 2014

Atelier dei Libri: A very bookish christmas by Atelier dei Libri: Giv...

Altro interessante giveaway della dolce Glinda

Atelier dei Libri: A very bookish christmas by Atelier dei Libri: Giv...: Carissimi sognalettori, oggi è Santa Lucia, un giorno che per noi non significherà forse molto, ma che per alcuni paesi scandinav...

Segnalazione: Piume d'Angelo di Valentina Bertani


Buonasera carissimi lettori! ^_^
Dedichiamo il weekend a due gradite segnalazioni.
Partiamo con la prima: Piume d'Angelo. Il nuovo romanzo di Valentina Bertani.


Piume d’Angelo è un romanzo ambientato in un futuro in cui l’umanità ha conquistato la Galassia. Narra le vicende di Alex e Amy, due sorelle create nella speranza di porre fine alle guerre in un mondo sull’orlo del caos.
Nato sul web, Piume d’Angelo è un progetto dalla duplice anima: è possibile acquistare l'opera nei principali store online. Su Wattpad e sul blog Il quaderno di Sofia, aggiornati ogni mercoledì e venerdì, si possono leggere free i primi capitoli del romanzo.
Si può inoltre richiedere all’autrice di riutilizzare situazioni, ambientazioni e personaggi (info) a patto di attribuirle la paternità originaria dell'opera.




Titolo: Piume d'Angelo
Autore: Valentina Bertani
Pagine: 200 (circa)
Prezzo: 3,99 euro
Formato: ePub, Mobi

Sinossi

XXV secolo. L'Umanità ha colonizzato la Galassia. Ma non ha eradicato le guerre. Questa è la storia di Alex, una bambina prestrutturata, in lotta e in fuga dal suo passato, in un mondo sull'orlo del caos.


L'autrice


Studentessa di Lettere moderne, Valentina Bertani si definisce una cantastorie 2.0 e ama raccontare le sue storie sul web. Ha già pubblicato Il fantasma del lago e The Sword of Cael. Redattrice di ParliAmo Digitale, collabora con Diario di Pensieri Persi in qualità di social media manager.


Link utili:


Valentina Bertani su Facebook
Valentina Bertani su Twitter
Valentina Bertani su Goodreads
Piume d'Angelo su Blogspot
Piume d'Angelo su Pinterest
#PiumedAngelo


Potete acquistare l'opera completa, in formato epub, su  Amazon, Ultima Books, Bookrepublic, Google Books, Hoepli.


Buon weekend e BUONA LETTURA! ^_^

mercoledì 10 dicembre 2014

W. W. W. Wednesdays #50

Avete davanti a voi una donna perduta.
Stamani, preda del mal di testa da tre giorni, stanca e con lo stomaco sottosopra, scendo a Santa Maria Novella e cosa mi appare? Laggiù, rossa come le scritte natalizie, bella, nuova e tutta sbrilluccicante, c'era la nuova Feltrinelli!!!
Non che io abbia particolare idolatria per questa catena, non ce l'ho per nessuna. M'importa solo che è una libreria nel posto in cui io passo mediamente mezz'ora al giorno in attesa del treno.
Son tre anni che l'aspetto (che son fallite 40 ditte prima che riuscissero a completare la ristrutturazione della stazione!) e ormai disperavo e invece stamani era lì.
E io stasera ho due ore a disposizione.
Se tra qualche mese mi sentirete dire che sono una donna divorziata non stupitevi.
Bon, passiamo ad altro ma non troppo.
Oggi WWW e quindi parliamo ancora di librini!
Il WWW ormai lo saprete, sta per tre semplici domande:


What are you currently reading? 
What did you recently finish reading? 
What do you think you'll read next?


Bene, ecco le mie risposte settimanali:



What are you currently reading? 


Costa, Flamigni, Giménez-Barlett,
Malvaldi, Pastor, Piazzese, Recami.


What did you recently finish reading? 


Simon Lane


What do you think you'll read next?

Leggerò qualche altra cosa a tema natalizio.

E voi invece, cosa state leggendo, avete letto, leggerete? ^_^



martedì 9 dicembre 2014

Teaser Tuesdays #67

Oggi è martedì e torna Teaser Tuesdays, rubrica ideata dal blog Should be Reading, ma che io ho scoperto su Atelier dei libri. La mia consocia grafica aveva comunque una rubrica simile sul suo blog, Dillina, chiamata Perle dai libri. Visto che io spesso ho letto cose in seguito ai Teaser ho pensato di adottarla.

Le regole sono davvero semplici e sarei felice se mi lasciaste i vostri teaser!
Eccole:


  • Prendete un libro che state leggendo; 
  • Apritelo in una pagina a caso; 
  • Condividete un breve spezzone di quella pagina ("Teaser") senza fare spoiler (controllate prima di postare);  Riportate titolo e autore per tutti coloro che vogliono leggerlo ^_^ 



Ecco a voi il mio Teaser di oggi. ^_^


<< Di ritorno, fece sosta in una città semi abbandonata all'interno della quale adocchiò un mendicante disteso sul ciglio della strada; gli si avvicinò con lentezza e, rivolgendogli la parola, proferì sottovoce: "Cosa fai qui? Questo non è posto per te, come per nessuno. Non c'è persona alcuna che merita di vivere nella polvere e nella tristezza".
E il mendicante, alzati i suoi occhi azzurri verso di lui, replicò: "Vai per la tua strada, giovanotto. E non pensare a chi striscia nel tormento. La maturità suggella la sconfitta e la delusione, e ognuno di noi può portare sulle spalle solo il proprio fardello".
"Dici così perché non hai mai visto fiorire un giglio nel deserto, e ignori cosa si nasconde dietro la nebbia. La vita è un dono prezioso, e il tempo per goderla è troppo breve. Quindi sorridi sempre, e ricorda: la ragione trova spesso una possibilità, il cuore ti dà sempre una certezza", replicò il mugnaio, mentre il respiro della sera rendeva l’ambiente gradevole e sulle rose turchesi troneggiava con pigrizia una falena dalle ali celesti.
E versò il suo oro all'interno del cappello di paglia del mendicante.
Tornato a casa, raccontò l'accaduto ai suoi figli e, malgrado vivessero tutti in povertà, ciascuno di loro capì l'importanza e il significato di tale gesto. >>


L'angelo e il mugnaio
Antonio Aschiarolo


Qual è il vostro teaser?


lunedì 8 dicembre 2014

Recensione (mini): L'angelo e il mugnaio di Antonio Aschiarolo

In questo giorno di festa vi propongo la mia opinione su questo breve racconto a tema religioso.

Titolo: L'angelo e il mugnaio
Autore: Antonio Aschiarolo
Edizione: Self publishing
Prezzo:   0,99 €
Trama: "La vita è un dono prezioso, e il tempo per goderla è troppo breve. Quindi sorridi sempre, e ricorda: la ragione trova spesso una possibilità, il cuore ti dà sempre una certezza" (Cit.)
La favola tratteggia il grande spirito umanitario di un mugnaio che trascorre i suoi giorni elargendo insegnamenti e valori ai propri figli. 
Da un angelo che gli appare in sogno, avrà ben due volte la possibilità di diventare ricco; ma, in entrambi i casi, rinuncia al proprio tesoro per far del bene a chi ne ha più bisogno.
Alla fine dei suoi giorni, dopo una vita di sofferenze e di sacrifici, troverà l'adeguata e inaspettata ricompensa.
Il messaggio che il racconto porta con sé, accomunato dal binomio fede - amore, parla incisivamente all'anima, relegando dietro a un muro l'apparenza e la futile bellezza umana.

Voto: 8/10

Oggi mini recensione, ma non perché abbia poco da dir, è che si tratta di un racconto di pochissime pagine e non volevo scrivere qualcosa che risultasse più lungo del testo stesso. Qualcuno apprezzerebbe credo, ma altri si ritroverebbero a pensare: tutto sto rumore per 10 pagine? Nel dubbio preferisco essere concisa.
Quella propostami dall'autore (che ringrazio nuovamente) è una fiaba che potrebbe essere definita parabola, tanto forte e significativa è la componente religiosa. Nonostante questo vi assicuro che può essere letta da tutti (io non sono credente) e il suo messaggio si lascia comunque apprezzare.
Anzi, personalmente vi ho trovato più di un messaggio e ho preferito le parole che il mugnaio dice agli altri personaggi, piuttosto che il senso generale di tutto il racconto.
La brevità non lascia spazio ad approfondimenti caratteriali; conosciamo solo il mugnaio, uomo buono e pio, un puro di cuore. Apprezzabilissima la capacità di tratteggiarlo attraverso i gesti più che le parole. Gli altri sono per forza comparse, compreso l'angelo del titolo che si limita al ruolo di messaggero.
Molto elegante, poetico e raffinato lo stile (a mio gusto personale, ma solo per quello, un filo troppo carico), ricco di aggettivi specificativi e pacato che invita a rilassarsi e a procedere con calma.
Dialoghi minimi ma importanti.
Una bella fiaba da imparare e raccontare, magari in una sera fredda quando si è attorno al fuoco.



domenica 7 dicembre 2014

Libri da favola: Casellina numero 7: Recensione IL NONO CIELO e FLA...

E anche di Sofia di Libri da favola (il suo calendario dell'avvento libroso è molto carino)



Libri da favola: Casellina numero 7: Recensione IL NONO CIELO e FLA...: Io l'avevo detto che oggi ci sarebbe stata una sorpresa per voi, per cui mettevi comodi e continuate a leggere! Come avrete intu...

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venerdì 5 dicembre 2014

Segnalazione: Non ho voglia del destino di Luca Romani


Buon pomeriggio carissimi lettori.
Oggi sono infreddolitissima. Il rimedio? Plaid caldo caldo, tazza di tè bollente, la mia adorata gatta appollaiata sulle gambe e un buon libro, naturalmente.
Magari proprio quello che vi segnaliamo oggi! ^_^




Titolo: Non ho voglia del destino
Autore: Luca Romani
Editore: Edizioni Leucotea
Prezzo: € 12,90
Pagine: 138
Trama: E se vivessimo sempre la stessa vita ma in luoghi e tempi diversi? Se le nostre azioni e il nostro libero arbitrio ci facessero variare il percorso, ma la strada maestra fosse già tracciata?
Il romanzo narra le vicende di Joyce Conforti, un ragazzo italiano di trentadue anni. Il protagonista ritrova in soffitta uno strano manoscritto che, si scoprirà, descrive in forma di diario le vicende di tre uomini vissuti in epoche e tempi diversi - Modou in Uganda durante la dittatura di Idi Amin Dada, Baktash a Teheran negli anni ’50 e Miguel nei primi anni del ‘900 in Messico. Joyce si interessa al manoscritto e, con l’aiuto del suo amico Paolo e del bibliotecario Ennio, comincia a indagare; inizia, però, ad avere delle allucinazioni, dei flash che lo portano in luoghi in cui non era mai stato, vivendo delle esperienze extra corporee. Quando le visioni si fanno più frequenti e la salute psichica del protagonista inizia a vacillare, decidono di intraprendere un viaggio nei luoghi descritti. Nel frattempo vengono alternate letture dei diari che aggiungono elementi al mistero. Il legame tra Joyce e Modou, Baki e Miguel diventa sempre più stretto. Scoprono che c’è un simbolo comune che continua a ripetersi: un serpente che si morde la coda. L’Uroboro un antico simbolo che indica il ciclo infinito, il bene e il male, l’eterna lotta. Tornati dai viaggi, decidono di affidarsi a un esperto d’ipnosi per scovare nella mente di Joyce l’origine di tutto ciò. Si scopre che Joyce impersona Giovanni Battista Belzoni, esploratore e archeologo dell’Ottocento che scoprì la tomba di Seti I, dando inizio a una maledizione quando decide di aprire un bracciale a forma di Uroboro trovato nella tomba. Scoprono che ogni trentatré anni e trentatré giorni il protagonista muore per rinascere in un luogo e tempo diverso. La vita di Joyce è in pericolo. Deve riuscire a far cambiare il destino. Decidono di organizzare un viaggio nella tomba di Seti I. Il tempo è poco, la data fatidica è vicina. Joyce introducendosi nelle viscere della piramide riesce a chiudere il bracciale a forma di Uroboro; in tal modo la maledizione cessa e Joyce può riprendersi la propria vita e il proprio destino.


L'autore

Luca Romani, milanese di adozione, è nato il 17 febbraio 1983 a Borgosesia in provincia di Vercelli. Ha passato i primi trent’anni della sua vita tra il paese dove ha trascorso l’infanzia, Prato Sesia in provincia di Novara, e Milano.
Laureato in Comunicazione Digitale alla Statale di Milano lavora nel campo della comunicazione digitale dal 2005. Appassionato di scrittura creativa e narrativa ha pubblicato il suo primo romanzo “Non ho voglia del destino” nel 2014 con Leucotea Edizioni. Tra le altre sue piccole pubblicazioni si possono citare il racconto ‘Visione’ sull’antologia NASF 6, raccolta di racconti sci-fi a tema "Blood dust & steel" e le poesie ‘Intensamente contro il sole’ e ‘Il mare è sparito’, rispettivamente sulle antologie Tramonti di ruggine (Giulio Perrone Editore) e Il Mare – Poesia è rivoluzione.
E’ stato web master e redattore della rivista online Cieli di Parole – www.cielidiparole.com.
Per il canale televisivo sul digitale terrestre Channel 24 è stato autore, co-conduttore della trasmissione radiotelevisiva Cieli di Parole nella stagione 2012 trasmessa su tutto il territorio nazionale.
Speaker radiofonico per la stessa trasmissione su Radio dei Navigli per le stagioni 2011-2012-2013.
Assistente alla regia e story editor per il cortometraggio horror “Hua-pi” del regista Fabio Fox Gariani.
Nel 2014 scrive e dirige il suo primo cortometraggio “Mimesi”.


Link utili:

Potete acquistare il libro su AMAZON.
E visitare la pagina dedicata su Facebook


Buon weekend a tutti e BUONA LETTURA! ^_^



mercoledì 3 dicembre 2014

W. W. W. .. Wednesdays #49



Hello! Oggi è mercoledì e torna il w...w...w...wednesdays, proveniente dal blog Should be reading, ma che io ho scoperto da qualche altra parte.
Il W. W. W. sta per tre semplici domande:

What are you currently reading? 
What did you recently finish reading? 
What do you think you'll read next?

Bene, ecco le mie risposte settimanali:



What are you currently reading? 



Passaparola
Simon Lane

What did you recently finish reading?


L'angelo e il mugnaio
Antonio Aschiarolo


Due tombe
Douglas Preston
Lincoln Child

What do you think you'll read next?

Leggerò qualcosa a tema natalizio (forse!)


Invece voi.. cosa state leggendo, avete letto e leggerete? ^_^


martedì 2 dicembre 2014

Teaser Tuesdays #66


Oggi è martedì e torna Teaser Tuesdays, rubrica ideata dal blog Should be Reading, ma che io ho scoperto su Atelier dei libri. La mia consocia grafica aveva comunque una rubrica simile sul suo blog, Dillina, chiamata Perle dai libri. Visto che io spesso ho letto cose in seguito ai Teaser ho pensato di adottarla.

Le regole sono davvero semplici e sarei felice se mi lasciaste i vostri teaser!
Eccole:


  • Prendete un libro che state leggendo; 
  • Apritelo in una pagina a caso; 
  • Condividete un breve spezzone di quella pagina ("Teaser") senza fare spoiler (controllate prima di postare);  Riportate titolo e autore per tutti coloro che vogliono leggerlo ^_^ 



Ecco a voi il mio Teaser di oggi. ^_^

<< Tremando di freddo, cerco di inforcare la bici. Ma è da uomo, e io ho dei jeans stroppo stretti, quindi nel tentativo di sollevare la gamba oltre la canna finisco per sbatterci il ginocchio.
«Per dindirindina!», ridacchia Graham.
Per dindirindina?! Adesso gli spacco la faccia.
Io mi sono appena fratturata una giuntura e lui mi consola con l'interazione che mia nonna ha smesso di usare negli anni Cinquanta?
«Non preoccuparti, devi solo prenderci la mano. Non è semplice, soprattutto perché sei una ragazza su una bici da uomo». Il tono è talmente paternalistico che avrei voglia di sferrargli un calcio nei testicoli. Non voglio rivederlo mai più in vita mia. Intendo fermamente concludere l'appuntamento consegnandogli un numero sbagliato e alzando i tacchi il più in fretta possibile.
Ciò detto, non intendo comunque dargliela vinta. Non sono affatto disposta a lasciarmi trattare da inetta, e tantomeno da questo dildo semovente con la fissa del pedale.
Metto a dura prova lo stretch del jeans, e riesco ad inforcare l'arnese. Saldamente in sella, pianto addosso al proprietario un'espressione da Lara Croft. Devo dimostrare a questo stronzo che le donne sono capacissime di usare una stupida bici da uomo.
«Brava! Così si fa!», esulta lui, deliziato. Io evito di abbassare lo sguardo, casomai gli fosse venuta un'erezione.
«Vuoi mettere il mio elmetto?», propone, indicandosi il casco, come se non sapesse cosa fosse. «La sicurezza prima di tutto!».
«Grazie, fa lo stesso». A questa serata manca solo di appiattirmi l'acconciatura con quel ridicolo guscio fluorescente.
Visti i tacchi, impiego un po' a trovare la giusta presa sul pedale. Poi faccio un respiro, spingo a fondo.. e via!
Forse al mondo esistono cose più difficili che pedalare su una mountain bike con ammortizzatori idraulici costruita per un uomo di un metro e ottanta indossando tacco tredici, jeans a pelle e cardigan leggero, ma al momento non mi vengono in mente.
La ruota anteriore vacilla. Il piede slitta sul pedale. Stringo le natiche sulla sella. Il vento mi sferza la faccia.
Sono talmente concentrata a controllare il manubrio che non mi rendo conto di puntare dritto verso l'ingresso del fast food. Quando me ne accorgo, è troppo tardi. Un inserviente brufoloso sta lavando la vetrina, e ha sistemato un secchio per tenere la porta aperta. Non avevo in programma una tappa al Burger King. Soprattutto non in sella ad una mountain bike arancione.
La vita è piena di sorprese. >>


Le due facce dell'amore
Nick Spalding

Qual è il vostro teaser?



Le tazzine di Yoko: Calendario dell’avvento… tazzoso! Dove la tua lett...

Carinissima iniziativa delle Tazzine! Io ho già scritto la letterina, e voi?



Le tazzine di Yoko: Calendario dell’avvento… tazzoso! Dove la tua lett...: Buona sera cuplovers credevate forse che avevamo finito le nostre pazze iniziative per quest’anno? Certo che no! Le tazzine per qu...

lunedì 1 dicembre 2014

Recensione: L'uomo della sabbia di Lars Kepler

Rieccomi!
Settimana scorsa ho scordato il WWW. Mi spiace. Questa settimana cerchiamo di fare ancora meglio e di rispettare tutte le rubriche (almeno quelle).
Forse riesco a farvi anche uno Spacci e dispacci sugli ultimi acquisti. Incrocio le dita.
Intanto un libro che ho preso in prestito dai miei suoceri quasi un anno ed è ancora in mano mia. Ci ho messo tanto a decidermi a leggerlo ed era meglio se non mi decidevo affatto.
Non con tutti i libri si ha lo stesso feeling.

Titolo: L'uomo della sabbia
Titolo originale: Sandmannen
Autore: Lars Kepler
Edizione: Longanesi
Prezzo: 16,40 €
Trama: Nel cuore di una notte d'inverno in cui la neve ricopre interamente Stoccolma, un ragazzo cammina lungo i binari di un ponte ferroviario sospeso sul ghiaccio, in direzione del centro. Perde sangue da una mano ed è in gravissimo stato di shock: nel suo delirio febbricitante, parla di un misterioso uomo della sabbia. Il ragazzo si chiama Mikael e risulta scomparso da dodici anni. Da sette è stato ufficialmente dichiarato morto. All'epoca dei fatti, dopo lunghe ricerche, tutti hanno preferito credere che Mikael fosse annegato insieme alla sorellina, Felicia, scomparsa lo stesso giorno, sebbene i corpi non siano mai stati trovati. Tutti tranne il commissario Joona Linna. Lui ha sempre saputo che i due fratelli sono tra le numerose vittime del più spietato serial killer svedese, Jurek Walter, l'uomo che lui stesso ha catturato anni prima. Da allora Jurek Walter è detenuto in regime di isolamento nell'unità di massima sicurezza dell'ospedale psichiatrico Lowenstromska. Non può parlare con nessuno ed è costantemente sedato, ma niente riesce a domarlo. Il male che abita in lui è animato da una furia incontrollabile. Con il ritorno di Mikael, però, tutto cambia. Nessun caso può considerarsi chiuso. E Felicia potrebbe essere ancora viva... L'unico a sapere la verità è Walter, l'unico uomo forse in grado di essere più pericoloso dietro le sbarre che da libero. Qualcuno deve introdursi nell'ospedale e conquistarsi la fiducia del serial killer, sperando di indurlo a parlare. E, soprattutto, sperando di sopravvivergli... 

*Può contenere spoiler*
Voto: 5/10
Svezia. Stoccolma.
Sì, ho un debole per i paesi nordici (e per i giallisti nordici), quelli pieni di freddo e neve dove la vita è diversa, la legge è diversa, gli esseri umani sempre uguali.
Non importa quale sia la cultura, la storia, il modo di fare, ci sono istinti umani che sono sempre uguali e, ovunque vengano fuori, portano sempre al solito punto.
Jurek Walker è in un carcere di massima sicurezza. Eppure dopo anni dalla sua reclusione, una delle sue vittime fa la sua ricomparsa. Viva.
Un incipit che avrebbe incuriosito anche qualcuno meno appassionato di me. C'erano tutti gli ingredienti per farsi catturare. E invece no.
Partiamo dalla storia. Come ho detto l'inizio incuriosisce parecchio. Il ragazzo ritrovato dice che anche la sorella è viva e viene da chiedersi perché non l'abbia liberata o aiutata a scappare.
Il pazzo serial killer è rinchiuso, eppure in qualche modo deve aver comunicato. Nessuno può parlare con lui, perché entra nella testa delle persone e le manipola. Serve essere più furbi di lui e io già pregustavo una bella battaglia di cervelli.
Purtroppo tutto ciò che avrebbe potuto catturarmi è stato messo in secondo piano.
Fatti, fatti, fatti e ancora fatti.
Una sequenza di 'accade questo', 'accade quello' con poco approfondimento logico emotivo.
Essendo un thriller basato sulla follia di uno dei suoi personaggi, una sfida tra razionale e irrazionale, il centro della vicenda, il leit motiv, avrebbe dovuto essere il tentativo di comprensione del killer, per scoprire il più possibile di lui.
Invece no, partono già convinti che questo non sia possibile e quindi mandano un'agente semi sprovveduta a cercare di farlo parlare. Dall'altra parte, a darle man forte, l'ispettore Joona Lynna, che sembra andare avanti più a lampi di genio, che non grazie a doti particolari o metodo.
Alcune scene non hanno, francamente, senso (tipo il viaggio in Russia)
Il finale è di quelli odiosi. Si trascina per pagine e pagine con personaggi che impiegano ore a fare le cose più semplici, che si vuotano addosso caricatori interi a un metro di distanza, ma ... nessuno fa danni. E allenati una buona volta con 'sta pistola!
I personaggi sono stati la nota più dolente. Piatti e negativi.
L'ispettore Joona Lynna (e devo ancora capire perché per tutto il libro, tutti, autore compreso, lo chiamano sempre, rigorosamente, per nome e cognome) non mi ha detto niente di niente. Zero empatia, zero stima per le sue doti. Un personaggio piatto che ho scordato appena chiuso il libro.
Saga Bauer è la donna incasinata della situazione. L'intento era quello forse di farne una donna forte che nasconde la sua fragilità, ma io ho avuto per tutto il tempo l'impressione di trovarmi davanti una pazza schizofrenica. Una bambolina dolce e coccolosa a cui ogni tanto attaccano i 5 e distrugge locali e persone.
Mikail, la vittima, è l'unico che svolge bene il suo ruolo. Peccato averlo visto praticamente niente.
Tutte le mie speranze erano riposte nel killer: un cattivo davvero cattivo come piacciono a me. Ecco ... forse lo era, peccato non averlo 'visto'. Un elenco di quello che fa senza un minimo di indagine sulla sua psicologia.
Da mettersi a urlare. Cosa me ne faccio di un cattivo invincibile, se poi la sua invincibilità non me la fai vedere?
Anche lo stile non mi ha colpito molto. Troppo scarno ed essenziale. Tutto un seguirsi di azioni con pochissime descrizioni e, come ho detto, scarso approfondimento psicologico. Poi io detesto il tempo presente nei racconti. Buoni solo i capitoli brevi, che danno un minimo di ritmo (assente in tutti gli altri aspetti) e permettono al libro di scorrere un po' di più.
No, onestamente, il mio primo 'incontro' con Kepler non è stato dei migliori.
Personaggi insignificanti, storia noiosa che a metà si è citofonata da sola divenendo ancora più noiosa, situazioni che non offrono spunti originali e un finale che non finisce, ma che lascia contenti perché almeno si è finito il libro. Cerco di non aspettarmi mai niente, ma talvolta è impossibile e, stavolta, mi aspettavo di più.


venerdì 28 novembre 2014

Segnalazione: Fazi Editore - Dio ha molti nomi di John Hick


Titolo: Dio ha molti nomi
Autore: John Hick
Casa Editrice: Fazi Editore - Collana Campo dei Fiori
Pagine: 148
Prezzo: 17,50 euro

Il libro

Una nuova prospettiva sul dialogo interreligioso. Il teologo inglese John Hick percorre un pellegrinaggio spirituale tra le varie confessioni alla ricerca di un sincretismo religioso per la pacifica convivenza dei popoli.

Tra le tante conseguenze della globalizzazione, una delle rivoluzioni a cui stiamo assistendo negli ultimi decenni è quella religiosa: a causa soprattutto dei flussi migratori, che ogni anno spostano intere comunità da una parte all'altra del pianeta, per la prima volta tradizioni spirituali diverse, che sono nate e hanno prosperato a migliaia e migliaia di chilometri di distanza, stanno entrando in contatto.
Oggi, nelle periferie delle metropoli d'Occidente, cristiani, musulmani ed ebrei, ma anche buddhisti, indù e sikh abitano fianco a fianco, fanno la spesa negli stessi negozi, vanno a lavoro percorrendo le stesse strade. Culture e sensibilità religiose che per secoli hanno saputo poco o nulla le une delle altre – o, peggio ancora, le hanno immaginate in maniera distorta, ostile – si trovano d'improvviso a dover convivere.
Ma che significa convivere? Secondo John Hick, eminente teologo e libero pensatore, si può fare molto di più che semplicemente tollerare il diverso. Lontano da facili panteismi new age e profetico nelle sue intuizioni, Hick è il primo a sostenere – in questo libro che attirò l'anatema del cardinale Ratzinger – che tutte le religioni potrebbero venerare la stessa divinità, che si sarebbe rivelata a ciascun ramo dell'albero umano in modo diverso, usando linguaggi diversi in base alle caratteristiche dei differenti popoli. È possibile, in altre parole, che nella storia Dio si sia presentato molte volte, con molti nomi? Se così fosse, un dialogo tra le varie fedi sarebbe estremamente fruttuoso. Ma perché sia un vero dialogo, aperto e sincero, ogni religione deve rompere la crosta di dogmi che si è ispessita sopra il genuino contatto col divino che aveva in origine. Deve chiedersi, in altre parole, quali sono le verità che considera fondamentali e quali sono solo sovrastruttura e come tale possono essere messe in discussione. A partire, per i cristiani, dalla questione della natura umana o divina di Gesù.


L'autore

John Hick (1922 – 2012). Filosofo e storico inglese, si convertì all’Evangelismo dedicandosi agli studi teologici e filosofici. Ha avuto una ricchissima carriera accademica, ha insegnato, tra i vari atenei, a Oxford, Cambridge, Princeton e Cornell. Fautore del pluralismo religioso e ammiratore della filosofia kantiana, ha scritto più di venti libri tradotti in moltissimi paesi.



E con questa segnalazione vi auguriamo: buon weekend, carissimi lettori. ^_^
BUONA LETTURA!

martedì 25 novembre 2014

Teaser Tuesdays #65


Oggi è martedì e torna Teaser Tuesdays, rubrica ideata dal blog Should be Reading, ma che io ho scoperto su Atelier dei libri. La mia consocia grafica aveva comunque una rubrica simile sul suo blog, Dillina, chiamata Perle dai libri. Visto che io spesso ho letto cose in seguito ai Teaser ho pensato di adottarla.

Le regole sono davvero semplici e sarei felice se mi lasciaste i vostri teaser!
Eccole:


  • Prendete un libro che state leggendo; 
  • Apritelo in una pagina a caso; 
  • Condividete un breve spezzone di quella pagina ("Teaser") senza fare spoiler (controllate prima di postare);  Riportate titolo e autore per tutti coloro che vogliono leggerlo ^_^ 



Ecco a voi il mio Teaser di oggi. ^_^

<< Quando tocca a me, la aggiorno su Drew, Steven e Alexandra e su come crescere con loro mi abbia salvato dal sentirmi figlio unico. Le racconto di Mckenzie, la bambina di quattro anni più forte che conosco, con cui starei ogni giorno della settimana se potessi.
Quando finisco la quarta birra, sono volate due ore e mezzo. Dee va in bagno e io prendo il telefono.
Ho sei messaggi. Tutti di Steven.
Merda. Call of Duty. Me ne ero dimenticato.
Sono in ordine crescente di panico. Volete vedere?

Amico 6 in ritardo - cominciamo senza di te

Su, amico, sono nella merda e in minoranza. Dove cavolo 6?

Dove cazzo è il supporto aereo? I miei uomini stanno morendo là fuori!

Non morirò così - porto con me più avversari che posso. Ahhhhhhhhh!

Grazie mille, cretino. Sono morto. Se ci provi con la mia vedova ti perseguiterò.


E poi l'ultimo, che dice soltanto:

Stronzo.

Rido a voce alta e gli mando un messaggio di scuse, per dirgli che è saltata fuori una cosa all'ultimo. Steven è bravo a leggere tra le righe.

Vuoi dire che all'ultimo ti è saltato fuori l'uccello dai pantaloni. Ecco che fine fanno i fratelli quando ci sono di mezzo le zoccole. Sei in debito. Dovrai fare da baby-sitter per ripagarmi così potrò uscire con mia moglie.. o stare a casa ;)

Personalmente, credo che passi già troppo tempo con la moglie - come dimostra la faccina alla fine del messaggio. >>


Emma Chase

Qual è il vostro teaser? ;)