lunedì 11 marzo 2013

Recensione: Cate, io di Matteo Cellini


Ecco qua il primo frutto della mia prima collaborazione ufficiale ^_^
Ringrazio tantissimo l'ufficio stampa Fazi per avermi inviato il romanzo.

Titolo: Cate, io
Autore: Matteo Cellini
Edizione: Fazi
Prezzo: 16,00€
Trama: Caterina è un’adolescente e vive in un paesino di provincia, Urbania. La sua vita si divide tra liceo e famiglia, come quella di una diciassettenne qualsiasi. Cate però non è come gli altri: è obesa, come tutti i suoi familiari. Una vita di discriminazioni le ha insegnato che il mondo è diviso in “persone” e “non-persone”, a seconda della taglia. Caterina è una “non-persona” che fa uno sforzo sovrumano ogni volta che esce di casa. Il coraggio che sfodera per camminare in pubblico la trasforma in una supereroina: “Cater-pillar”, “Super-Cate”, “Cate-ciccia”; una tutina stretta su un corpo enorme, ingombrante e ridicolo è il segno della sua diversità.
Convinta che il mondo dei “normali” sia ostile per natura agli obesi, Cate usa tutta la sua intelligenza per anticipare e neutralizzare le cattiverie che gli altri sicuramente le rivolgeranno. Due persone tentano di forzare la solitudine di Caterina: la sua professoressa d’italiano, amica e complice nell’amore per la letteratura, e Anna, compagna di classe a cui Cate ha impietosamente rifilato il nomignolo “annoievole”. Ma c’è dell’altro a terrorizzare Caterina: l’imminente 17 dicembre, giorno del suo diciottesimo compleanno, simbolico giro di boa e passaggio dalla gabbia confortevole della famiglia a un’emancipazione bramata e insieme spaventosa.

Non sono mai stata obesa, nè ai limiti dell'obesità. Forse neanche grassa, ma sovrappeso sì. Volendo lo sarei anche ora. Solo che ora non è che la cosa mi turba. Ai tempi del liceo decisamente sì. E ho voluto leggere questo libro quasi come 'ricordo' di quel tempo, di quelle sensazioni.
In realtà Cate mi è piuttosto distante. Per quanto alcuni dei suoi pensieri assomiglino a quelli che avevo io, non c'è mai una vera e propria corrispondenza. Anzi in linea generale, siamo piuttosto diverse. Eppure mi è piaciuta.
Caterina si sente 'Caterina' solo tra le mura di casa. Non appena mette piede fuori diventa Cate-ciccia e simili. Perché è obesa, viene da una famiglia di obesi e può rinunciare a qualunque cosa tranne che a mangiare.
Il primo pensiero che viene, iniziando a leggere il libro, è che le persone siano 'cattive' con Caterina, che siano i compagni ad averla etichettata in un certo modo, i vicini, che sia rimasta ferita da commenti e battutine per strada... Ebbene, si scopre presto che la persona che più distrugge Caterina, è Caterina stessa.
E' il personaggio più negativo che abbia mai incontrato, una sorta di masochista psicologica che sembra trarre piacere dal mortificarsi più di quanto non farebbero gli altri. Si definisce una non-persona. Passa il tempo a immaginare tutte le cattiverie che gli altri dicono di lei, perché così si allena: casomai le sentisse è corazzata. Non manca da scuola solo per non far dire battutine cattive ai suoi compagni, tipo che l'aula è mezza vuota. E' bravissima per non dover chiedere niente a nessuno.
In pratica qualunque cosa possa essere presa per positiva (voti alti, mai un'assenza, lettura dei classici), state tranquilli che lei la fa ma per un motivo totalmente negativo. Perché lei è grassa e si interessano a lei è solo per prenderla in giro.
Forse a qualcuno questo modo di pensare può sembrare esagerato, ma io so che ci sono persone così. Persone come Caterina che arrivano a 'brutalizzare' mentalmente se stesse, a sminuirsi così tanto, per qualche difetto fisico particolarmente pronunciato.
Sono meccanismi mentali che talvolta ho sperimentato in prima persona, anche se non in maniera così pronunciata, magari in un momento un po' difficile o particolarmente stressante.
In realtà, per quanto esistano persona crudeli, Cate non ne trova sulla sua strada. L'amicizia di Anna è tenera e sincera, nonostante lei pensi che lo faccia solo per pietà. Anche l'interesse di Giacomo è sincero, ma per Cate lo fa solo per scommessa o come punizione.
Davvero, i modi in cui lei si fa male sembrano non avere limiti. Fino all'atto finale che, ammetto, ho trovato un pelo inverosimile, ma tutto può essere.
Quello che mi è piaciuto è che, attraverso Cate, attraverso i suoi eccessi, divengono chiari tanti 'errori' che commettiamo in prima persona, sia verso di noi che verso gli altri. Errori che spesso derivano da una totale mancanza di sensibilità nei confronti altrui. Tutti quei commenti sul peso, sulla salute, sul colorito (più o meno spento), sui figli, o più spesso, sull'assenza dei medesimi. Non si fanno! Non chiede a qualcuno se è ingrassato o dimagrito, perché non sappiamo cosa c'è dietro alla variazione di peso. Non si domanda a una signora perché a 35 anni ancora non ha figli! E soprattutto non si commenta la cosa! Alla titolare di mia sorella l'hanno chiesto, come mai a 35 anni ancora non si fosse decisa a fare figli. Aveva avuto aborto e raschiamento pochissimi giorni prima. Il quarto, per l'esattezza. Credo che si possa avere solo una vaga idea di quanto certe domande e commenti siano devastanti.
Per fortuna non sono tutti così.
L'autore è molto bravo anche nel mostrarci degli 'antagonisti' al pensiero di Cate (non a Cate), soprattutto il fratello maggiore che lei considera nella sua stessa situazione isolata da non persona e che invece le dimostra di essere assolutamente normale, con una ragazza, una vita attiva, sociale e con i suoi successi. Questo perché, sì, ci sono persone come Cate che vedono tutto in maniera negativa, ma ce ne sono anche altre, come Gionata, che invece, non considerano l'obesità un problema, che si rendono conto di avere altre qualità e che puntano su queste.
Una contrapposizione che ho apprezzato soprattutto vista la tendenza della protagonista a piangersi addosso, per smorzare un po' i toni e ammorbidire la visione disfattista.

Personaggi: Caterina, ovviamente, con tutte le sue insicurezze, problemi, crisi, ma anche con una cattiveria adolescenziale estremista molto reale. E' un personaggio indubbiamente forte, eppure fragile e affascinante. A me è piaciuta tanto. Anna, la migliore amica. Trovo che sia l'emblema di tutti coloro che vengono freintesi. Considera Cate la sua migliore amica, ma a lungo tale sentimento non viene ricambiato, anzi, viene considerata un 'essere che le sta attorno solo per pietà'. Ci sono molte persone che vanno oltre aspetti fisici, difetti o altro, anzi, non li vede neanche come tali, considerando altri fattori, eppure il primo pensiero è quasi sempre quello che non siano sinceri, che mentano, che lo facciano con qualche secondo fine, non per ultimo essere considerati pietosi e caritatevoli. La professoressa non mi è piaciuta affatto, adorata dagli studenti, da Cate in particolare, l'ho trovata in realtà una persona squallida e ipocrita che elargisce sorrisi forte del suo successo, salvo dimostrarsi ciò che è quando il suo castello di sabbia crolla. Ho adorato la nonna che fa il possibile per mostrare a Cate che nella vita c'è altro, oltre l'aspetto. Solo che sbaglia chiaramente metodo. Stessa cosa la madre che sembra incapace di percepire il disagio della figlia. Per finire mi è piaciuto Gionata che mostra alla protagonista che il mondo non è crudele come sembra, anzi, non lo è affatto.

Cate parla in prima persona e non ci nasconde nessuno dei suoi pensieri. Lo stile è crudele e ironico eppure ricco di esempi e deviazioni anche piuttosto approfondite, di autori classici. Un linguaggio leggermente sopra il registro medio e un italiano corretto (per quanto alcune frasi mi abbiano lasciato il dubbio). Forte carenza di virgole. Non so perché ultimamente se ne vedono pochi. Mi vien da chiedermi se le vendano a peso... E sì, mi hanno spiegato che c'è questa nuova tecnica di mettere le parole tutte in fila per creare ritmo, ma non crea ritmo, crea caos e una frase ti tocca leggerla 50 volta annullando del tutto lo scopo per cui era stata scritta.

Giudizio finale complessivo: Un libro che forse mi sarebbe stato utile leggere anni fa (parecchi anni fa), ma che ho comunque apprezzato molto. Mi piacciono i messaggi che lascia e anche la positività del finale contrapposto alla negatività del resto. Una lettura adatta a tutti perché può sussurrare qualcosa a tutte le età Inoltre non è molto lungo, si legge in poco più di un'ora.
Voto: 7/10

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3 commenti:

  1. bella recensione,mi è piaciuto il punto di vista che hai espresso, mi hai convinta a dare a questo libro una chance che prima non gli avrei dato..un bacio

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  2. Probabilmente perchè sono stata 'sensibile' all'argomento. ^_^ Comunque l'ho trovato buono per un romanzo di debutto.

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  3. Ciao appena puoi passa dal blo c'è un piccolo premio per te
    http://labibliotecadellibraio.blogspot.it/2013/03/premio-liebster-blog-award.html

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