lunedì 11 gennaio 2016

Recensione: Command authority di Tom Clancy

Si vede che sono tornata a lavoro? Solo quando lavoro riesco a leggere.
O meglio, mentre vado a lavoro ^^
Questa la mia ultima fatica (è un bel librozzo, per fortuna in ebook se no mi facevo i muscoli ^^)
Buona lettura.

Titolo: Command authority
Titolo originale: Command authority (Jack Ryan #9)
Autore: Tom Clancy e Mark Greaney
Edizione: Rizzoli
Prezzo: 17,00€
Trama: Un uomo dal pugno di ferro è appena salito al potere in Russia. È l'enigmatico Valeri Volodin, che non nasconde le sue mire espansionistiche sui territori dell'ex blocco sovietico. Il presidente degli Stati Uniti Jack Ryan è in allerta, e quando un ex agente dei servizi segreti russi si sente male durante una visita alla Casa Bianca, e muore per avvelenamento da polonio, sembra che la Guerra fredda non sia mai finita davvero. Un'altra spia russa viene uccisa su suolo ucraino, e Volodin ne approfitta per mobilitare le truppe verso il Paese confinante. Ryan capisce che tutto si collega a una storia sepolta nel passato: quando era ancora un giovane analista della CIA, era stato incaricato di far luce sulla morte di un agente che stava investigando sulle attività sospette di una banca svizzera. Le indagini avevano condotto al KGB, ma l'assassino non era mai stato scoperto. È su questa pista che il presidente degli Stati Uniti chiede al figlio di intervenire, e Jack Ryan Junior, che ha lavorato per l'organizzazione segreta Campus, abbandona la nuova vita a Londra per correre in aiuto del padre. In un'indagine parallela a quella ufficiale, esplora in segreto le pieghe di un conflitto internazionale. Deve portare a termine ciò che suo padre aveva cominciato. Ma mentre il presidente Ryan si lancia in una battaglia disperata per contrastare l'aggressione russa, e suo figlio combatte una guerra silenziosa contro un nemico spietato, le probabilità di un conflitto globale aumentano...

Voto: 8/10
E' il primo libro che leggo di quest'autore e mi ci sono avvicinata piuttosto scettica e timorosa, memore dei tanti SupereroiSuperfighi ai limiti dell'impossibile di altri autori. Poi, manco a dirlo, son presenti i russi (e un pochino di tedeschi in qualche capitolo) e i miei sensori antiridicolo sono scattati.
Invece no, mi sono dovuta ricredere.
Command authority è stata davvero una bella lettura, con un intreccio entusiasmante e con personaggi, se non perfetti e fantastici, almeno abbastanza reali.
Ci sono due filoni temporali (oggi e 30 anni prima), collegati, in cui i protagonisti sono Jack Ryan, attuale presidente USA, e suo figlio Jack Ryan Jr., analista a Londra per mantenere un profilo basso.
Tutto nasce con l'ascesa al potere di Valeri Volodin in Russia. Dietro alle sue parole si nasconde la volontà di ricostruire l'ex URSS riannettendo i vari stati che ne sono usciti. Ovviamente facendo passare tutto come azioni di difesa e tutela dagli americani brutti e perfidi.
ma chi è Volodin? E, soprattutto, grazie a chi è al potere? E' questo a costituire il fulcro della trama, oltre alle azioni di difesa che i 'poveri' americani devono fare a seguito del discredito che i russi gettano su di loro.
Ecco, ammetto che le parti di guerra non le ho apprezzate molto e le ho trovate talvolta inutili e talvolta noiose. Le (troppe) pagine sull'evacuazione (anzi esfiltrazione) del Faro stavano per farmi sclerare.
Mentre tutta la parte sulle spie della CIA e del KGB, la loro ricerca, le false identità, le macchinazioni, mi ha esaltata. A me le spie piacciono. La loro capacità d'infiltrarsi, di cambiare identità, di sapersela cavare anche se lasciati da soli, è qualcosa che mi affascina. Anche l'addestramento che ricevono. Sarà perché a me non riuscirebbe mai. Mi sgamerebbero dopo secondi 3, di numero, e mi farebbero fuori.
Certo non è un libro perfetto. A parte le scene di guerra a cui accennavo prima, alcuni passaggi e intuizioni mi sono sembrati un po' troppo facili. Inoltre nelle scazzottate, Ryan Jr e Oxley un po' SupereroiSuperfighi lo sono, ma non così tanto da risultare eccessivi o non credibili.
Essendo un thriller piuttosto complesso i personaggi sono tantissimi, ma non molto approfonditi. Sono tutti ben tratteggiati e ben distinguibili, questo sì, ma la loro psicologia la si può ricavare esclusivamente dai gesti, loro e degli altri personaggi. Del resto è un libro d'azione, non di parole e riflessioni.
Anche la scrittura di Clancy mi è piaciuta: veloce e coinvolgente per quasi tutto il libro. Si compiace troppo nel descrivere alcune scene però, che risultano sì dettagliate e definite, ma anche lunghe e noiose (per me almeno, sono sicura che se mio marito leggesse e leggesse questo libro, avrebbe apprezzato tutte le tecniche e le descrizioni degli armamenti).
Buoni e accurati i dialoghi anche se forse un po' scontati.
Come dicevo all'inizio, un bel libro, coinvolgente e ben scritto. Un'esperienza che sicuramente ripeterò, soprattutto perché ho regalato a babbo 'Rainbow six'.
Poi mi dedicherò alla ricerca del libro di Clancy che ho sempre voluto leggere "La grande fuga dell'Ottobre Rosso".




1 commento:

  1. Bella recensione! <3
    Ho già un paio di librini in lettura, a parte il nostro GDL. Appena ne completo uno, mi ci dedico ^_^

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