lunedì 4 gennaio 2016

Recensione: 9 giorni di Gilly McMillan

Ogni anno mi riprometto di fare, a fine anno, riepiloghi classifiche e simili. In realtà ogni anno, a Dicembre, non ho manco il tempo di leggere, figuriamoci recensire o mettermi lì a ripercorrere tutti i mesi precedenti. Quindi niente, sarà, spero, per la fine del 2016.
Non abbiamo neanche messo 'in ferie' il blog perché l'idea era quella di NON andare in ferie e continuare e pubblicare. Tra il dire e il fare c'è la Dru fagocitata da non si sa bene cosa e la Dil rapita da Babbo Natale (ci fosse almeno stato un detective, moro, figo, altro un metro e novanta che andava a liberarla... ma niente).
Essendo ora giunte alla Befana dovevamo revisionare le scope e ci hanno lasciate libere, così ne approfittiamo per riprendere anche qui che c'è bisogno di aria fresca e tanta energia per il nuovo anno.
Anche se siamo leggermente in ritardo, vi auguriamo un 2016 ricco di cose bellissime e felicita e... tanti librini!
Io vi lascio con il primo finito di leggere (iniziato lo scorso anno però). Baciottoli.

Titolo: 9 giorni
Titolo originale: Burnt paper sky
Autore: Gilly McMillan
Edizione: Newton Compton
Prezzo: 9,00€
Trama: Rachel Jenner è sconvolta e in preda al panico: suo figlio Ben, di soli otto anni, è scomparso, e lei non sa come affrontare questa tragedia. Inoltre, a peggiorare la situazione, ci sono gli obiettivi della stampa e le telecamere delle TV che seguono lo sviluppo del caso e le stanno con il fiato sul collo. È vero, ha commesso una leggerezza: ha perso per un attimo di vista Ben e lui è sparito e ora tutto il Paese pensa che lei sia una madre sprovveduta e vada condannata. Ma cosa è successo veramente in quel tragico pomeriggio? Stretta fra il dramma di aver perso il figlio, le sempre più serrate indagini della polizia e la pubblica gogna dei media, Rachel deve affrontare un’altra agghiacciante realtà: tutto quello che sa di sé e dei suoi cari si rivela una gigantesca bugia. E non c’è più nessuno, nemmeno nella sua famiglia, di cui la donna possa fidarsi. Il tempo stringe e forse il piccolo Ben potrebbe essere ancora salvato, ma l’opinione pubblica ha già deciso. E tu, da che parte starai?

Voto: 8/10
Tutto quello che un genitore non vorrebbe, e dovrebbe, mai passare: il rapimento del proprio figlio.
Questo si può dire sia il 'filone' ufficiale della trama e si sviluppa a due voci, quella di Rachel, la madre, e quella di Jim, il detective incaricato delle indagini. Entrambe sono a posteriori, raccontano la loro versione dopo i fatti, l'una come una sorta di racconto personale, l'altro attraverso un resoconto fatto alla psicologa e le sedute che ha sostenuto. Questo permette di spiegare il perché delle scelte, dei gesti e delle conseguenze e permette un punto di vista più freddo se non calmo. Non per questo il romanzo è meno coinvolgente.
L'angoscia di Rachel e i problemi di Jim nel risolvere il caso tengono il lettore con il fiato sospeso e lo spingono ad andare avanti fino alla fine.
Il ritmo è sempre incalzante e anche nei momenti di vuoto delle indagini, la tensione non cala mai a causa del secondo filone del libro: l'inchiesta mediatica. Jim manda Rachel in TV a fare un appello, ma lei non è pronta, agisce di testa propria e finisce per essere profondamente freintesa dai media.
Da qui si scatena una sorta di processo attraverso social, blog e giornali che finisce per condannare la protagonista come 'pessima madre' e a sfociare in episodi di violenza. Dietro l'anonimato del web sono tutti pronti a giudicare e condannare il comportamento della donna, a dire che a sbagliato, che una brava madre non avrebbe fatto questo o quello.
A me è piaciuto quest'aspetto della storia. I commenti di Rachel a questi gesti mi hanno portata a riflettere su come sia facile arrogarsi il diritto di giudicare e condannare senza avere la minima cognizione di causa. Non solo, credo che in molti cadano in questi comportamenti senza rendersene conto; basta pensare ai fatti di cronaca successi in Italia e su cui tanti hanno emesso sentenze prima ancora che gli investigatori terminassero le indagini ("è stata lei". "è troppo fredda per non essere colpevole", "protegge qualcun'altro", ...) senza avere la minima idea di cosa scatta nella testa di un genitore quando ti portano via un figlio.
Penso che l'autrice sia stata molto brava a valorizzare questo aspetto. Soprattutto è stata brava a creare personaggi credibili che sostenessero al meglio il loro ruolo.
Mi è piaciuta principalmente Rachel, l'ho trovata reale e dalla psicologia accurata e ben definita. Non una super eroina, ma una donna con pregi e difetti, divorziata, gelosa della rivale, mamma single che cerca di crescere il figlio lottando tra i sensi di colpa e la necessità di fare la cosa giusta. Molto bella l'autoanalisi finale che fa di se stessa.
Jim invece mi è piaciuto un po' meno. Molto ben costruito, anche lui, ma è proprio il tipo di personaggio che in genere non riscontra i miei favori. Un po' troppo entusiasta e un filo arrogante, più desideroso di far bene a causa del padre che non per se stesso.
Gli altri personaggi sono sempre visti attraverso i loro occhi e risultano, pertanto, falsati e parziali. Sono comunque abbastanza caratterizzati pur se non molto approfonditi.
Lo stile dell'autrice è scorrevole e piacevole da leggere, mantiene il ritmo e la tensione sempre alti, coinvolge il lettore e dialoga con lui, soprattutto attraverso Rachel.
Non eccelsa la traduzione con troppi refusi ed errori.
In generale ho trovato '9 giorni' un buon libro, sia come thriller che come romanzo di denuncia. Se non è arrivato ad un voto più alto è stato perché a me è mancato qualcosa dal punto di vista emozionale. Non ho trovato feeling con Jim, ma anche Rachel, per quanto simpatizzassi per lei, non ha saputo farmi davvero emozionare. E' una cosa puramente soggettiva, lo so, ma per me è importante e in questo caso non c'è stata.




3 commenti:

  1. Davvero interessante, lo avevo già inserito nella mia lista ma ancora non sono riuscito a prenderlo.

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    1. Sì, è un buon libro. Emozioni a parte l'ho trovato davvero ben scritto e strutturato. Credo che l'autrice si sia documentata moltissimo.

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  2. Ho anch'io questo libro e spero di leggerlo a breve :)

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