venerdì 27 settembre 2013

Recensione: La piccola bottega dei ricordi di Annelise Corbrion

Vi presento oggi una delle letture più recenti, che non mi ha entusiasmato come avrei voluto.

Titolo: La piccola bottega dei ricordi
Titolo originale: La Mémoire des Autres
Autore: Annelise Corbrion
Edizione: Fabbri
Prezzo:  12,90 €
Trama: Una fotografia è molto più di un oggetto. Spesso custodisce un momento di felicità perfetta ed eterna. Lo sa bene Emma, che nel suo piccolo atelier nel cuore di Londra restaura foto antiche, e ama scrutare quei volti sconosciuti, e restituire ai ricordi degli altri lo splendore che il tempo ha rubato. Quando un giorno uno di quei volti prende vita, Emma pensa di aver bevuto un bicchiere di troppo. Ma l'uomo della foto, scattata nel 1940, le invia dei messaggi chiedendole di compiere per lui una piccola missione: ritrovare il suo primo, unico, grande amore per restituirle la spilla che lui le aveva regalato poco prima di morire. Per Emma questo è solo l'inizio: presto si trova coinvolta in piccole e grandi storie che richiederanno parecchia inventiva per essere risolte. Fino a che uno di quei messaggi non riguarderà proprio lei. Lei e l'affascinante giornalista che ha appena conosciuto. Nel suo passato, Nathaniel nasconde un trauma che gli ha lasciato una cicatrice indelebile. Con una vecchia fotografia di sua madre e le pagine del diario che la donna ha scritto poco prima di morire, Emma deve tentare di scoprire quello che è successo, ma la missione più difficile è convincere Nathaniel che amare è ancora possibile...

Quando ho iniziato a leggere questo libro sono rimasta subito affascinata dal lavoro della protagonista: restaurare vecchie fotografie. L'autrice inoltre le ha creato una vicenda triste recente, in quanto da pochi mesi ha perso entrambi i genitori. Nelle prime pagine si ha modo di fare la sua conoscenza, di vedere come affronta il suo dolore, di capire cosa prova e cosa pensa. E vengono anche introdotti alcuni personaggi come Olivia, sua grandissima ed esplosiva amica. Dopo questa prima presentazione la storia entra nel vivo, in quanto Emma inizia a ricevere strane email da un certo Martin che sostiene di essere uno dei personaggi di una delle foto.
Idea carina, ma la mia pignoleria mi ha fatto vedere la spiegazione come traballante: Martin è una specie di fantasma che può comunicare solo attraverso l'elettricità (per questo sceglie le email) e solo con qualcuno che abbia subito una perdita recente e che abbia qualcosa appartenuta al soggetto stesso. Quindi Emma è perfetta perché ha perso da poco i genitori e ha la foto. Martin è morto da più di cinquant'anni e la moglie non ha un pc. Ma possibile che, in cinquant'anni, nessun'altro abbia avuto un personal computer e un suo oggetto per poter comunicare? Inoltre... gli altri 'fantasmi'?
Comunque, prendo per passabile questa spiegazione.
Emma è sufficientemente scettica e impaurita, ma quando un tecnico di computer le assicura che non risultano email in arrivo mentre a lei arrivano decide di fidarsi.
Purtroppo le stonature non sono finite.
In primis, dopo Martin ci viene narrata un'altra vicenda e poi quella che conclude il libro. Si dice che ce ne sono altre ma non sono raccontate. Ho trovato un po' scarso che ce ne siano solo tre.
Inoltre la seconda riguarda una vicenda giudiziaria di un fantasma che vuol far sapere la verità. Per non fare spoiler non scrivo come viene risolta la vicenda, ma c'è una palese non conoscenza (ignoranza è brutto) dei metodi giornalistici e un po' troppa faciloneria nel concludere l'episodio.
Emma a questo punto conosce il bel Nathaniel e, immancabilmente, si presenta un fantasma, la madre, che le chiede aiuto per risolvere una vecchia vicenda.
Su questa parte della storia non mi pronuncio. La soluzione è citofonata e un po' scontata e alcuni passaggi sono un po' troppo facili.
Faccio un appunto, invece, su questo voler infilare scene appassionate a caso anche quando non ci stanno.
I due litigano di brutto, la notte. La mattina dopo lui si presenta alla porta di lei, le dice che era sconvolto, si rotolano allegramente e, dopo!, le chiede spiegazioni e si fa mostrare le email.
Personalmente la sequenza giusta sarebbe stata: mi chiedi perdono strisciando sulle ginocchia, mi chiedi spiegazioni, strisci nuovamente sulle ginocchia, ti perdono e poi, forse!, rotoliamo tra le lenzuola.
Anche saltando la parte dello strisciare sulle ginocchia in questo ordine sarebbe stato tutto molto più logico e più coerente.

Personaggi: Il libro è breve e le figure che vengono fuori si contano davvero sulle dita di una mano. Abbiamo Emma che dimostra il coraggio di avviare un'attività atipica ma che l'appassiona molto. È una ragazza generosa che si fa in quattro per aiutare gli altri, desiderosa forse, di trovare qualcuno che aiuti lei a superare il dolore. Ho trovato molto credibile il fatto che non prendesse per oro colato le strane email, ma che, prima di credere, abbia voluto verificare tutte le spiegazioni razionali possibili. Un po' troppo fiduciosa nel prossimo forse. Nathaniel è stato un personaggio abbastanza divertente e anche approfondito, peccato per quell'incongruenza nel momento intimo. Anche se il punto di vista è quello della protagonista, si percepisce il dolore e l'incertezza causata dalla vicenda capitata alla madre quando era piccolo.
Gli altri personaggi sono un po' più sfumati e ci vengono fornite poche informazioni. Mi è piaciuta Olivia però. Un'amica vera che non si fa sviare dal bello di turno, ma che ascolta i segnali e non finge di non vedere quando qualcosa non va.

Stile: Fluido e pacato. Il libro si lascia leggere facilmente, non sono presenti tecnicismi fotografici né di altro tipo. Per contro questo rende tutto leggerino, poco approfondito e poco curato. Gli esempi che ho citato mostrano scarsa attenzione per i particolari e per l'attinenza con la realtà. Buone la parti descrittive.

Giudizio finale complessivo: Una storia che poteva essere carina ma che, a mio parere, è stata sfruttata male. Non c'è profondità nelle vicende dei fantasmi tranne qualche pensiero di Emma; la quantità di storie citate è irrisoria; le soluzioni a quelle storie un po' troppo semplicistiche e incuranti della realtà. Ok, scrivendo di fantasmi si può obiettare che non è una storia 'reale', ma le parti che imitano il nostro mondo non possono essere inventate. Se voglio coinvolgere il lettore e fargli credere che una ragazza riceve email dall'aldilà, non posso poi presentare un detective che ha dedicato la vita ad un caso, ma così, come se niente fosse, molla il fascicolo su cui ha lavorato tutta la vita. Non posso scrivere di un ragazzo che vuole verificare se davvero la madre parla dall'aldilà, ma la prima cosa che fa è infilarsi nel letto della protagonista (forse se fossero stati quindicenni con gli ormoni per i fatti loro avrei potuto crederci, ma vista l'età direi di no) solo perché ho bisogno di infilare nella storia un momento romantico (e qui ancora mi chiedo: ma lo prescrive il dottore che debbano esserci per forza certi momenti?). Se l'autrice vuole comunque mettere una parentesi di intimità ci sono tante altre occasioni più coerenti.
Il libro è carino, ma è tutto troppo abbozzato, buttato lì, poco curato. Non sono riuscita ad apprezzarlo.
Voto: 5/10

2 commenti:

  1. Peccato davvero la trama sembrava promettere una bella storia in effetti trovo la soluzione dell'elttricità un po' troppo traballante e "tirata" magari come lettura leggera per spezzare un po' può andar bene ^^

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Sì come lettura leggera decisamente sì. Non è neanche un libro lunghissimo, si legge abbastanza in fretta.

      Elimina