giovedì 12 settembre 2013

Recensione: Ferite profonde di Nele Neuhaus

Letto e prestato, ora che è tornato in mio possesso posso recensirlo ^_^

Titolo: Ferite profonde
Autore: Nele Neuhaus
Edizione: Giano
Prezzo: 13,90€
Trama: David Goldberg aveva nostalgia della sua terra: voleva risentire i suoni della lingua madre, rileggere i giornali tedeschi, contemplare di nuovo gli amati monti del Taunus. Costretto a lasciare la Germania per salvare la pelle nel 1945, dopo sessant'anni trascorsi negli Stati Uniti, a novantadue anni è tornato nel suo paese. Un ritorno fatale. Poiché David Josua Goldberg, esponente di spicco della comunità ebraica americana, uomo influente che si è prodigato per ripristinare i rapporti tra la Bundesrepublik e Israele dopo la guerra, è stato ritrovato cadavere nel suo appartamento di Kelkheim. L'hanno scoperto inginocchiato sul lucido pavimento di marmo del corridoio, a neanche tre metri dalla porta d'ingresso. La parte superiore del corpo rovesciata in avanti, la testa in una pozza di sangue. Sangue e cervello schizzati tutt'intorno: sulla tappezzeria di seta, sulla porta, sui quadri e sul grande specchio veneziano posto all'ingresso. Una scena del crimine familiare per il commissario capo Oliver von Bodenstein e per la sua collega Pia Kirchhoff. Il proiettile che ha trapassato la testa del vecchio, un proiettile di grosso calibro, procura, infatti, questi danni. Decisamente meno familiari sono, però, le cifre che i due investigatori scoprono tracciate col sangue sullo specchio: 1-6-1-4-5. È sconcertante un elemento che l'autopsia rivela: sul lato interno del braccio sinistro, venti centimetri sopra il gomito, Goldberg presenta il tatuaggio tipico delle SS.

Eccoci in Germania, ancora alle prese con ebrei e nazisti quasi settant'anni dopo le vicende della seconda guerra mondiale. Alcuni personaggi di spicco della comunità ebraica iniziano a morire e in qualche modo la vicenda arriva molto vicino a Vera Kaltensee, anche lei ebrea, e famosa per i successi imprenditoriali e per la beneficenza. Eppure, tutte le persone morte hanno collegamenti netti con le SS. La quarta di copertina è più ampia della sinossi che vi ho riportato sopra e incuriosisce molto di più. Ammetto che il libro mantiene le promesse.
La trama è complessa, elaborata, fantasiosa e si dipana lentamente fino al finale. I personaggi coinvolti sono molti e questo permette di spaziare con gli scenari e di alternare le azioni. Per contro, questo frammenta molto la storia e, soprattutto all'inizio, quando non si conoscono ancora bene tutti i protagonisti, confonde un po' il lettore e rischia di fargli perdere alcuni elementi che successivamente si rivelano importanti.
Senza limitarsi semplicemente ai fatti principali, l'autrice inserisce anche piccole vicende personali, momenti privati e riflessioni su piccoli fatti quotidiani. Da un lato lo apprezzo, dall'altro in questo libro danno l'impressione di essere buttate lì o per umanizzare un po' i personaggi (poi spiegherò meglio quest'idea) o, addirittura, per allungare le pagine. Lo preciso perché in questi momenti mi sono ritrovata a pensare 'Sì ma che me ne frega?'
Altra cosa che mi ha fatto storcere il naso è stato il finale. Ci sono degli elementi sulla cui possibilità di accadimento ho dubitato. Cose che non sono chiaramente impossibili, ma fortemente improbabili. Non era una cosa necessaria al fine della storia, poteva risolverla allo stesso modo senza questi elementi. Qualcuno potrà apprezzare l'originalità e l'idea, a me invece non è piaciuta e mi è sembrato solo un modo per fare scena, per colpire il lettore con un effetto speciale che lo ripaghi di essere arrivato in fondo. Ecco, io non ne avevo bisogno, la storia mi era sembrata buona e interessante già così e quegli elementi, invece di esaltarmi mi hanno fatta sbuffare.

Personaggi: Troppi per elencarli tutti e parlarne uno per uno, ma il mio pensiero è uguale per tutti e posso riassumerlo. I personaggi della Neuhaus sono brutti. E' il suo secondo libro che leggo e in entrambi ho riscontrato la stessa cosa. Sono noiosi, patetici, sempre afflitti da qualche dramma, opachi e tutti uguali. A distanza di pochissimi giorni non si fanno ricordare e si tende a confonderli. Per alcuni di essi sembra quasi che inserisca degli elementi per qualche avvenimento e poi rimangono fili morti. Forse le parentesi sulle vicende personali dovrebbero servire a caratterizzarli, ma annoiano e basta e non sono in grado di suscitare empatia.

Stile: La Neuhaus utilizza un registro medio senza volgarità (se non in rarissimi casi e sempre intonate al personaggio e al momento). Buono il vocabolario che comunque rientra nella media. Se la cava anche nelle spiegazioni tecniche e nelle descrizioni (non troppo ampie). Sempre sulle spiegazioni però non mi piace l'uso che ha di rimandare tutto alla fine con il personaggio di turno che in 20 pagine racconta tutti i motivi. Preferisco informazioni più sparse.

Giudizio finale complessivo: Una trama carina e curiosa, che mi avrebbe appassionata di più se non fosse stata ammorbata da protagonisti noiosi e insignificanti, con vite noiose. Purtroppo è la seconda volta che mi capita con quest'autrice (e due romanzi ha scritto quindi c'è anche poco da scegliere) e se la prima volta poteva essere un po' di inesperienza, adesso mi è chiaro che i suoi personaggi non mi piacciono. Una bella trama, ben scritta e ben risolta è importante, ma per me è altrettanto importante avere personaggi con cui riesco ad entrare in sintonia, che smuovono qualcosa dentro o che comunque posso capire ed apprezzare, cosa che in questo libro non ho trovato.
Rimane una mia esigenza personale e tolto questo, Ferite profonde è un bel thriller, che incuriosisce. E' ben strutturato e ben condotto e, se non è proprio immancabile, comunque agli appassionati del genere lo consiglio.
Voto: 7/10



2 commenti:

  1. sembrava interessante, ma dalla recensione non so se lo leggerò..giudizio in sospeso:)

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    1. La trama non era male. Peccato per i personaggi. Però se per caso hai letto Biancaneve deve morire' e ti è piaciuto potrebbe piacerti anche questo. La squadra investigativa è la stessa (quella che a me non piace :D)

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