giovedì 26 settembre 2013

Recensione: La leggenda del cacciatore di vampiri di Seth Grahame-Smith

Ci ho messo un po' a scriverla, perché il libro non mi ha soddisfatta per niente e ho preferito renderla il più possibile impersonale.

Titolo: La leggenda del cacciatore di vampiri
Autore: Seth Grahame-Smith
Edizione: Nord
Prezzo: 14,60€
Trama: I tenui raggi di luna che filtrano dalla finestra illuminano la scena: un bambino di nove anni, inginocchiato accanto alla madre ormai agonizzante. Da giorni la donna è bloccata a letto, colpita da una malattia incurabile. "Il mio piccolo..." sussurra lei, prima di esalare l'ultimo respiro. Indiana, 1820. Il giovane Abramo Lincoln ha appena scoperto la verità: sua madre non è morta per cause naturali, ma è stata uccisa. Da un vampiro. Sconvolto, il ragazzo fugge via, folle di rabbia e di dolore. Dopo tre giorni passati a vagare tra le campagne, ascoltando racconti spaventosi su contadini morti dissanguati e con strani morsi sul collo, il futuro presidente degli Stati Uniti torna a casa e scrive nel suo diario: "Dedicherò la mia vita allo studio e all'allenamento. Nel nome di mia madre, diventerò un maestro nell'uso delle armi. E userò il mio talento per un unico obiettivo..." Dotato di una forza leggendaria e di una ferrea determinazione, Lincoln terrà fede alla promessa, annotando nel diario le tappe della sua guerra clandestina contro il nemico più infido degli Stati Uniti: i vampiri. Una guerra che lui continuerà a combattere anche dopo aver conquistato la Casa Bianca...

Ricorrendo ad un vecchio trucco, Grahame-Smith ci racconta la vita segreta del presidente Lincoln come cacciatore di vampiri: il misterioso Harry lo contatta e gli consegna i diari del presidente.
Basandosi sugli appunti, l'autore racconta la storia.
Il libro ripercorre tutta la vita di Abramo Lincoln aggiungendoci un'ipotetica caccia ai vampiri. Come vuole la recente tradizione, non tutti sono crudeli e cattivi e ben presto il futuro presidente incontra qualcuno che gli farà cambiare idea.
Sinceramente non sono andata a controllare la biografia per verificare la correttezza del racconto, ma da quel poco che so, i riferimenti storici sono esatti.
Di fatto è una verisone fantasiosa e romanzata di Lincoln, ma l'autore ha optato per un taglio documentaristico con frasi prese dagli ipotetici diari e scrupolosa attenzione ai fatti.  Il racconto è arricchito perfino da immagini abilmente ritoccate che supportano questa ipotetica caccia.

Personaggi: Ammetto che è difficile parlare dei personaggi. Oltre al fatto che viene seguito il solo Abramo, l'autore non si sofferma affatto sui protagonisti delle vicende. L'immagine del presidente credo sia piuttosto simile alla realtà: un uomo forte sia fisicamente che caratterialmente, determinato e con un alto senso di giustizia. Purtroppo, escluse le frasi che riporta egli stesso nei diari, non è stato approfondito niente del suo carattere e dei suoi sentimenti. Sì, l'autore ne parla, ma sembrano quasi accenni. La maggior parte delle volte non coinvolgono il lettore. Mi sarebbe piaciuto un approfondimento sulla figura di Harry, ma anche qui si hanno solo le poche informazioni 'ricavate' dai diari e anche le impressioni che ne da Lincoln non sono molto approfondite.

Stile: Documentaristico, come ho già accennato. Grahame-Smith si limita a riportare pezzi di diario con poche aggiunte proprie e del tutto impersonali. Immaginate di guardare un documentario su una qualsiasi rete televisiva: voce fuori campo che dice qualcosa, poi una piccola rappresentazione con attori che 'recitano' il fatto. Ecco, il romanzo è strutturato allo stesso modo. Forse voleva essere un modo per renderlo 'credibile', ma risulta noioso, freddo, distaccato dal lettore che può trovare difficoltà a immedesimarsi con il protagonista o a provare empatia. Buono il linguaggio dei diari che ho trovato adatto all'epoca.

Giudizio finale complessivo: Non mi è, francamente, piaciuto. L'idea di base era affascinante e, per una volta, speravo di trovarmi davanti dei vampiri nel loro ruolo di cattivi e un signor cacciatore. Di fatto è ciò che accade nel libro, ma la scrittura è così lenta, noiosa, impersonale, che più che un romanzo ho avuto l'impressione di trovarmi davanti una biografia nuda e cruda, affatto romanzata. Poteva essere interessante lo stesso, certo, ma non era ciò che volevo o che mi aspettavo. Se voleva essere una biografia di Lincoln allora i vampiri era meglio lasciarli stare, se doveva essere un romanzo fantastico, allora il lettore doveva esserne più coinvolto. Raggiunge la sufficienza perché è scritto bene, ma niente di più. Sicuramente il film gli è superiore, sia per la bravura di Burton, sia perché, onestamente, si presta più ad arti visive che non letterarie.
Voto: 6/10

3 commenti:

  1. Io ho visto il film questa estate e l'ho trovato carino, ben fatto...a me è piaciuto e mi è venuta voglia di leggere il libro, anche se non nell'immediato, però...non so...sapendo meglio cosa aspettarmi mi è passata un po' la voglia perché un libro documentaristico al momento non rientra nei miei piani ^-^

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    1. Immaginavo che il film fosse migliore, più romanzato. Sinceramente io non intraprenderei di nuovo questa lettura (e se l'avessi immaginato, non l'avrei intrapresa neanche prima)

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  2. Ho visto il film e mi era piaciuto, ma se il libro è troppo lento non credo che lo leggerò! Grazie!

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