lunedì 8 febbraio 2016

Recensione: La ragazza dallo scialle rosso di Linn Ullmann

Buon lunedì, anche se non mi sento al top e il librino di oggi mi ha lasciata insoddisfatta. Spero che per voi sia una giornata decisamente migliore.

Titolo originale: Det Dyrebare
Autore: Linn Ullmann
Edizione: Guanda
Prezzo: 18,00€
Trama: La sera del suo settantacinquesimo compleanno, Jenny Brodal riprende a bere dopo decenni di sobrietà. Sua figlia Siri, in un disperato tentativo di ricucire i rapporti con lei – da sempre funestati dalla morte del fratellino di quattro anni – le ha organizzato una festa nel giardino della grande casa di famiglia, in un paesino costiero norvegese, festa a cui Jenny rifiuta di presenziare. Ma i problemi famigliari di Siri vanno ben al di là del doloroso legame con la madre. Suo marito Jon, romanziere in crisi d’ispirazione, finge di scrivere il libro conclusivo di una trilogia, mentre in realtà occupa il tempo intrecciando squallide relazioni con altre donne. La loro figlia maggiore è ribelle e violenta, si fa espellere da scuola. Ma il vero dramma sopraggiunge quando la baby-sitter assunta per occuparsi della minore durante l’estate scompare misteriosamente proprio la sera della festa.
A questo punto il romanzo acquista la suspense di un thriller psicologico: con la scomparsa della ragazza dallo scialle rosso il malessere che sempre più insidia la vita famigliare di Siri e Jon esplode definitivamente.  

Voto: 5/10
Altra delusione e stavolta non c'è neanche un finale carino a risollevare il voto.
Sinceramente non sapevo come sistemare questa recensione, comunque prenda il libro non so cosa dire.
In genere parto dalla trama. Bene, mi sono chiesta: di cosa parla questo libro? Ecco, non lo so.
Pensavo fosse un thriller, o almeno un giallo, psicologico.
Invece niente.
C'è un totale caos sul tempo. La narrazione si sposta di continuo tra il 'presente' e ricordi del passato. Va avanti e indietro senza nessuna indicazione confondendo il lettore.
La scomparsa di Mille non cambia niente, non ho notato nessuna evoluzione nei personaggi rimasti.
Non è un thriller. LA ragazza scompare e ... niente. Niente indagine, polizia e simili. L'autrice continua a parlare di Jon e Siri, della loro vita, soprattutto passata e stop. 
Psicologia? Più che altro fumo. Ogni azione è diluita da pagine e pagine di digressioni, noiose e inutili, piene di ricordi. Inutili. Non emozioni, sensazioni, riflessioni. No. Ricordi. Che non portano a niente, sono poco più che fini a se stessi. Non spiegano i personaggi.
Non si tratta neanche di un momento della vita di questa coppia e i fatti che hanno portato a viverla in quel modo. Sono solo una serie di flash.
Il finale è davvero senza senso.
Anche sui personaggi fatico. Usare solo i ricordi non aiuta a definirli.
Siri, quando inizia la vicenda, si ostina a fare una festa di compleanno per la madre che nessuno vuole, men che meno la festeggiata. Speravo di trovare la risposta nella stori, ma se c'è, è davvero criptica. Non sono riuscita a conoscere questa donna. Mi è rimasta estranea e indifferente e per questo noiosa.
Jon... di lui ho capito che non riesce più a scrivere e si racconta tutte le storie che si raccontano gli scrittori in crisi: ho bisogno di tempo, scriverei se fossi solo, scriverei se... se... se... ma intanto si fa mantenere dalla moglie e l'accusa di non capirlo. Vorrebbe riavvicinarsi a lei, ma corre dietro a lle altre. Perché non è dato di saperlo.
Tutti gli altri personaggi rimangono sullo sfondo e sono ancora più incomprensibili.
La scrittura, al contrario degli altri aspetti, mi è piaciuta. L'ho trovata scorrevole e veloce e ha smorzato così la noia dei contenuti. La ripetizione dei vocaboli a breve distanza la rende anche incalzante. Peccato che non vi accada niente che giustifichi tale stile. 
Un'occasione mancata secondo me; poteva essere un bel libro (anche senza la scomparsa di Mille, che non serve a niente) sui rapporti familiari (moglie - marito; genitori - figli), invece è noioso e inconcludente.

2 commenti:

  1. Il libro mi incuriosiva, ma la tua recensione mi ha convinto ad aspettare. Magari prima o poi lo leggerò comunque (dipende da quanto continuerà ad incuriosirmi), ma quello che hai detto mi ha fatto storcere un po' il naso e per ora darò la precedenza ad altre letture :) Mi spiace che non ti sia piaciuto :(

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Succede con i libri straconsigliati U_U "E' bellissimo, psicologico, da fiato sospeso..."
      Ma anche no. Poi magari sono io che non ho capito la psicologia. Tutto può essere.

      Elimina