martedì 9 febbraio 2016

Recensine: Alex di Pierre Lemaitre

Rieccomi, anche oggi niente teaser che ho un surplus di recensioni da propinarvi (in barba al 'quest'anno voglio leggere meno' U_U).
Stavolta libro soddisfacente e speriamo che la bilancia riprenda a pendere da questa parte.

Titolo: Alex
Titolo originale: Alex
Autore: Pierre Lemaitre
Edizione: Mondadori
Prezzo: 10,50€
Trama: Mentre cammina per le strade di Parigi, Alex, una giovane donna di trent'anni, viene seguita da uno sconosciuto che, dopo averla aggredita e picchiata selvaggiamente, la carica su un anonimo furgone bianco facendo perdere le sue tracce. Portata in un magazzino abbandonato, la ragazza viene rinchiusa in una gabbia di legno appesa a due metri da terra. Per lei non c'è via d'uscita: non sa dove si trova, né cosa voglia quell'uomo che non le rivolge mai la parola. I giorni passano tra mille sofferenze. Piegata dentro quella gabbia che non le permette il minimo movimento, in quel luogo umido e buio, Alex sente che il suo destino è segnato e che nessuno verrà a soccorrerla. Ha una sola certezza: il suo rapitore vuole vederla morire. C'è però un testimone che ha assistito al rapimento, e grazie alla sua segnalazione il comandante di polizia Camille Verhoeven, un uomo fuori dal comune, con un tragico trascorso personale e modi formidabili, inizia a indagare sulla vicenda. Chi è il sequestratore? Perché ha architettato tutto questo? E, soprattutto, chi è davvero Alex? Quando l'aguzzino viene finalmente identificato e la polizia fa irruzione nel luogo del sequestro, la gabbia è vuota. La ragazza si è volatilizzata...

Voto: 8/10
Ho deciso di leggere questo libro convinta che fosse il primo di una serie, invece è il secondo. Mi sono fatta un po' di autospoiler, ma sono ben decisa a leggere anche il primo ('Irène'), perchè Alex mi è piaciuto davvero molto.
Come dice la quarta di copertina, Alex, una bella ragazza, viene rapita senza apparente motivo e scompare nel nulla. Se non fosse per qualcuno che ha visto la scena, nessuno ne saprebbe niente. Nessuno la cerca; nessuno ne denuncia la scomparsa; niente. La polizia all'inizio sospetta che non esista nessuna ragazza rapita.
Questa prima parte mi lasciava addosso delle sensazioni strane, angoscianti. Faticavo un po' a leggere e solo dopo ho capito perché: Lemaitre è bravissimo ad annientare le speranze e a far percepire la disperazione. In qualunque thriller, anche se la polizia brancola nel buio, c'è comunque quell'attività, quel lavorio sotto che da speranza. Anche qui lavorano, ma non hanno niente in mano e il lettore si dispera con i personaggi perché neanche lui che è esterno alla storia e ha un quadro più completo, vede speranze.
Sono rimasta sorpresa sia dalla bravura sia dalla scelta dell'autore di puntare su questi sentimenti.
Piano piano (ma davvero con lentezza esasperante) qualcosa salta fuori, ma sono indizi così landi che non si riesce a credere che servano a qualcosa.
Quando trovano il luogo in cui era rinchiusa, lei è sparita. Questo passaggio mi è sembrato leggermente inverosimile, ma può benissimo essere una mia impressione.
Il resto della storia è un bellissimo esempio di come vittima e carnefice si alternino fino a spiazzare totalmente il lettore, portandolo ad una girandola di sentimenti contrastanti.
Si nota soprattutto nei confronti di Alex.
All'inizio è antipatica, poi si parteggia per lei e così via fino alla fine. E' un personaggio molto ben costruito, forte, solido, che regge bene la sua parte.
Stessa cosa per Camille (è un uomo), l'investigatore incaricato di ritrovarla. All'inizio non mi ha colpita più di tanto. Poi ho avuto un po' di pregiudizi, proprio come tutti coloro che lo vedono per la prima volta. E' alto 145 centimetri e si angustia molto per la sua statura. Mi aspettavo qualcuno schivo, silenzioso, tutto logica e ragionamenti. Bè ragiona ed è logico, ma ha anche una lingua taglientissima. Nononstante l'altezza non si fa mettere i piedi in testa.
Buoni anche i due comprimari, ben distinguibili e caratterizzati: Louis, ricco, sempre ben vestito (ammetto che le precisazioni dell'autore sulle firme mi hanno un po' infastidita), pacato e con vastissima cultura, e Armand, malvestito, avarissimo, che scrocca tutto a tutti, ma capace anche di gesti generosi. a loro modo entrambi antipatici e entrambi adorabili.
Tolta la parte delle firme di Louis, lo stile di Lemaitre mi è piaciuto. l'alternanza dei punti di vista tra vittima e investigatori permette di seguire tutto l'evolversi degli eventi. Il ritmo si mantiene alto e anche l'interesse del lettore a cui vengono forniti colpi di scena ben distribuiti.
Sono tata con il fiato sospeso fino all'ultima pagina. Peccato per il tempo presente, che non amo.
Nonostante questo, ribadisco che è stato un ottimo primo incontro e, anche se mi sono spoilerata il finale, non vedo l'ora di leggere 'Irène'.

3 commenti:

  1. Questa serie l'ho già sentita nominare ma non ci avevo prestato particolare attenzione... Sono contenta che questa lettura si sia rivelata migliore dell'altra che hai recensito e me la segno, magari è l'ora che inizi a dedicare la giusta attenzione a questa serie :)

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    1. Parti da Irène!!! Che se no fai come me e ti spoileri il finale e parte della trama U_U

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  2. Ciao Dru!!! Mi hai davvero incuriosito un sacco con questa recensione, spero di riuscire presto a procurarmi questo libro e il precedente! Bellissima recensione! =)

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