sabato 10 settembre 2016

Recensione: Piccoli sporchi segreti di Meg Gardiner

Perchè piove, fa brutto e io ho più caldo che ad Agosto?

Titolo: Piccoli sporchi segreti
Titolo originale: The dirty secrets club
Autore: Meg Gardiner
Edizione: Rizzoli
Prezzo: 10,00€
Trama: Notte di luna piena, freddo pungente, Halloween è alle porte. La città di San Francisco è sprofondata in un sonno irrequieto nell’attimo in cui Callie Harding va a schiantarsi con la sua BMW contro il guard-rail di un cavalcavia. E piomba di schianto sulla strada sottostante, perdendo la vita e falciando quella di altre tre persone. Si potrebbe pensare a un incidente, se non fosse per quella parola scritta con il rossetto sulla sua coscia sinistra: DIRTY, sporca. Cosa mai poteva esserci di sporco nella vita della bionda e rampantissima Callie, di professione vice procuratore federale? E che cosa nascondevano Maki Prichingo e David Yoshida, rispettivamente stilista di grido e rinomato cardiologo, anch’essi morti a poche ore l’uno dall’altro in circostanze che farebbero pensare al suicidio? Tocca alla dottoressa Jo Beckett, psichiatra forense, analizzare queste morti sospette, scavare sotto la patina scintillante di tre vite all'apparenza perfette per portare alla luce vizi, eccessi, peccati. Perché proprio i segreti più inconfessabili per qualcuno sono merce di scambio, la posta in gioco in una partita eccitante e pericolosa.
Con Piccoli sporchi segreti Meg Gardiner regala al lettore un thriller serrato e piccante, con una protagonista affascinante e grintosa. 

Voto: 7/10
Sono abituata ad aspettarmi di tutto dagli americani, ma alla psicologa dei morti non ci sarei mai arrivata. Ebbene in America hanno pure quella, almeno nel libro di Meg Gardiner, interpretata dall dottoressa Jo Beckett. Cosa fa la psicologa dei morti? In pratica l'analista di chi non c'è più. Ne studia la vita, le abitudini, le conoscenze, per cercare di capire come sia arrivato sul tavolo dell'obitorio (omicidio o, soprattutto, suicidio che sia).
In questo caso Jo viene chiamata ad analizzare l'assurdo gesto di Callie, viceprocuratore, donna determinata ed equilibrata con un carattere decisamente poco incline al suicidio. Qualcosa non torna fin da subito, infatti sembra che prima abbia chiesto aiuto ad un poliziotto, dopo si è lanciata a tutta velocità giù da un ponte. Indagando, la dottoressa, scopre un mondo sommerso: un club strano e pericoloso di cui la viceprocuratore sembra a capo, e in cui sembra ci sia qualcuno deciso a far fuori i membri.
Le pagine offrono anche flashback del passato di Jo che mostrano le motivazioni di quasi tutte le sue scelte e paure. Di qualcuno si poteva fare forse a meno, ma non disturbano più di tanto.
Quello che mi lascia perplessa, è che tutto il libro tende a sembrarmi nebuloso. Gli elementi di mistero vengono spiegati tutti (non ricordo ci siano punti in sospeso) eppure pensando al libro nel suo insieme ho l'impressione che ci sia qualcosa di poco chiaro. Forse preferivo un maggiore approfondimento, soprattutto sui motivi della fondazione del club o della partecipazione di Callie.
Il sistema delle prove non è chiaro, né il perché i membri ci tenessero tanto. Quello che rivela il capo del viceprocuratore, inoltre, sembra buttato a caso.
Giusto per completare il quadro, ho dei dubbi anche sulle scene finali, ma visto che mi capita spesso, magari è un problema mio.
Jo Beckett è un bel personaggio, disastrato quanto basta per renderla simpatica e abbastanza capace nel suo lavoro. purtroppo è lei la protagonista assoluta, anche se non voce narrante (credo si chiami punto di vista indiretto o qualcosa di simile)  tutti gli altri personaggi risultano poco approfonditi. Emerge qualcosa di più sulla figura di Gabriel Quintana, riuscendo ad estrapolarne pensieri e modi di fare dai suoi dialoghi e dalle sue azioni.
Anche il 'cattivo' non è molto curato, e la sua fuga ha dei lati poco chiari.
Nonostante i momenti di confusione che ho citato, il romanzo scorre abbastanza bene, i colpi di scena sono ben distribuiti, così come le informazioni e spiegazioni che servono a comprendere motivazioni e comportamenti. Però scordatevi il piccante, a meno che non stiate mangiando un piatto di spaghetti all'arrabbiata.
Alla fine il libro mi è piaciuto abbastanza, è stato piacevole e non troppo impegnativo. Peccato per quelle sbavature che gli hanno abbassato un po' il voto.


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