giovedì 15 settembre 2016

Recensione: Le ho mai raccontato del vento del nord di Daniel Glattauer

Lo avevo in TBR da tempo perché affascinata dal titolo e da tanti pareri positivi. A me non è piaciuto.

Titolo: Le ho mai raccontato del vento del Nord
Titolo originale: Gut gegen Nordwind
Autore: Daniel Glattauer
Edizione: Feltrinelli
Prezzo: 16,00€
Trama: Un'email all'indirizzo sbagliato e tra due perfetti sconosciuti scatta la scintilla. Come in una favola moderna, dopo aver superato l'impaccio iniziale, tra Emmi Rothner - 34 anni, sposa e madre irreprensibile dei due figli del marito - e Leo Leike - psicolinguista reduce dall'ennesimo fallimento sentimentale - si instaura un'amicizia giocosa, segnata dalla complicità e da stoccate di ironia reciproca, e destinata ben presto a evolvere in un sentimento ben più potente, che rischia di travolgere entrambi. Romanzo d'amore epistolare dell'era Internet, il romanzo descrive la nascita di un legame intenso, di una relazione che coppia non è, ma lo diventa virtualmente. Un rapporto di questo tipo potrà mai sopravvivere a un vero incontro?

Voto: 2,5/5 (5/10)
Questo è un libro con cui ho 'bisticciato'. Io non saputo leggerlo e lui non ha saputo parlarmi. Risultato: io gli avrei appioppato 4/10, lui forse si meritava almeno il 6/10 della sufficienza. Ho optato per una via di mezzo: 5
Emmi indirizza per sbaglio alcune email all'indirizzo di Leo, scambiandolo per quello di un giornale. Da qui, tra i due, parte una conversazione telematica. Onestamente? Già l'inizio scricchiola. Inoltre le missive che dovrebbero giustificare il proseguimento dello scambio tra i due sembrano forzate ed artefatte. Potrebbe essere dovuto alle difficoltà di traduzione nella versione italiana, ma ne dubito.
La storia in qualche modo prosegue e i due si 'conoscono', ma solo attraverso le parole dell'altro. Un modo di conoscersi comunque limitato. Che aspetto ha l'altro? Che odore? Che modo di muoversi o di vestire? E, soprattutto, è vero quello che scrive?
Lo schermo di un pc fornisce un grande anonimato e spesso la persona reale è molto diversa da quella che emerge dalla parola scritta, anche se lo scritto è sincero.
Credo che fosse questo l'intento del libro: quella che nasce come un'amicizia, un conforto, un momento di evasione, diviene ben presto altro, infatuazione, curiosità, ossessione (in primo luogo di sapere quanto c'è di vero nella figura di cui si sono innamorati).
L'idea era anche carina, ma due cose, nel mio caso, non hanno funzionato.
Prima di tutto i personaggi.
Emmi è spesso arrogante e supponente. Poi diviene lagnosa e priva di attrattiva. Avrei smesso di scriverle alla terza email. Forse è per questo che l'inizio mi è sembrato artefatto.
Leo è... passivo. Noioso anche lui, si limita a punzecchiare Emmi ogni tanto, ma spesso rientra in quella categoria di uomini tipo 'decidi tu e io ti vengo dietro'. Avrei voluto un po' più di determinazione. Ce l'ha avuta solo alle ultime pagine e difatti il finale è l'unica cosa che mi è piaciuta.
Essendo uno scambio a due non ci sono altri personaggi se non per descrizione indiretta, ma Emmi e Leo sono troppo presi da se stessi e dall'altro per far entrare terzi nel loro mondo.
La seconda cosa che ha minato il piacere del libro è stata proprio l'impostazione ad email con l'assenza totale di parti narrate. Rende il ritmo abbastanza veloce, ma alla lunga annoia. Immaginate di trovarvi tra le mani un diario segreto o la casella privata di un amico/collega. All'inizio c'è curiosità e leggete, poi vi rendete conto che la sua vita non è niente di che, che è una persona normale come voi, che ha gli stessi problemi e così via. A quel punto vi annoiate e lasciate perdere. Per me è stato uguale. Mi sono ritrovata a sbirciare tra le email di Emmi e Leo, due persone normali senza particolari segreti o curiosità, che facevano citazioni che non capivo e battute che non coglievo, chiedendomi ad ogni email cosa trovassero di così eccezionale l'uno nell'altra. Forse è mancata la partecipazione, non sono riuscita ad immedesimarmi. O forse sono semplicemente una persona troppo concreta per farmi emozionare da un amore così campato per aria.


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