venerdì 16 settembre 2016

Recensione: Ogni goccia di sangue di Michael Robotham

Alla fine la fortuna mi ha assistita :)

Titolo: Ogni goccia di sangue
Titolo originale: Bleed for me (Sanguina per me)
Autore: Michael Robotham
Edizione: Fanucci TimeCrime
Prezzo: 7,70€
Trama: Se ne sta lì, in piedi davanti alla porta, coperta di sangue. È la vittima di un crimine? O ne è l’autrice?
Joseph O’Loughlin è uno psicologo criminale che collabora con la polizia di Bristol, un mestiere che riesce a gestire visto che “il signor Parkinson”, come lo chiama lui, non lo ha ancora costretto a ritirarsi. Ma a complicare ancora di più le cose ci si mettono la recente separazione dalla moglie e un rapporto difficile con la figlia più grande. Per Joe non è un gran momento, il lavoro, al quale si aggrappa con le poche forze rimaste, è la sua unica ancora di salvezza. Ma quanto tempo occorre perché una vita vada in pezzi? Una sera Sienna, la migliore amica della figlia di Joe, si presenta alla porta di casa O’Loughlin. La ragazza è coperta di sangue; non apre bocca, è pallida, rigida, una statua di sale. Poco dopo il cadavere del padre di Sienna, Ray Hegarty, viene ritrovato dalla polizia: giace a faccia in giù accanto al letto della figlia, la carotide recisa, una mazza da hockey accanto alla mano destra.
O’Loughlin comincia a investigare per proprio conto ma ogni passo lo conduce verso un ginepraio in cui si cospira perché regni il silenzio, la menzogna, perché certe verità fanno male, e allora è meglio insabbiare, corrompere, trovare un capro espiatorio che paghi per gli errori di tutti

Voto: 8/10
Finalmente qualcosa che mi ha coinvolta.
Nei libri mi piace partire dal titolo per 'sbirciare' cosa può contenere. Visto che quello italiano non è corretto, l'ho ignorato (e ho fatto bene, classico titolo italiano stupido che non vuol dire niente rispetto al testo).
Una traduzione, più o meno corretta, è 'Sanguina per me' che mi ha subito suggerito una storia di prevaricazione fisica e psicologica. Da qui è nata la curiosità di leggere che per fortuna è stata soddisfatta abbastanza. Infatti ci sono entrambi i tipi di prevaricazione e li si trova a diversi livelli e tra varie coppie di personaggi.
Quasi subito ci troviamo davanti Sienna, quattordicenne, coperta dal sangue del padre, trovato morto nella stanza della ragazzina. E' un ex poliziotto molto stimato eppure tutti e tre i figli lo odiano. Tutto ciò che sembra in realtà non è (e lo si capisce subito, altrimenti il libro sarebbe stato più corto), ma l'autore è stato bravissimo a portarmi qua e là, a svelare le cose poco per volta, a far inciampare sia me che il protagonista in falsi indizi. Non solo, ogni tanto ci sono riferimenti ad alcuni fatti (fittizi) di cronaca. Vista l'insistenza ne ho dedotto che fosse un secondo filone, ma le due storie erano così diverse e lontane che non capivo come potessero incontrarsi.
Lo fanno, in maniera talmente pulita e ben descritta che sono rimasta piacevolmente stupita. Non è facile evitare incongruenza in una trama così complessa. C'è qualche filo lasciato cadere e qualche domanda che rimane sospesa, ma nel complesso il finale soddisfa la curiosità e le aspettative.
Il romanzo è in prima persona e il protagonista è lo psichiatra Joseph O'Loughlin. Posso dire che non mi è piaciuto molto? Nessuno dei personaggi, in verità mi ha colpita in positivo. L'aspetto psichiatrico non è molto visibile e le conclusioni che trae l'uomo sono più da detective che da medico. Inoltre l'ho trovato troppo emotivo ed istintivo nelle faccende personali. Forse doveva servire a renderlo più umano, invece mi è sembrato poco credibile.
Sienna è una ragazzina ben dettagliata, anche se non mi piace come personaggio: ha tutti i dubbi, i problemi e le fragilità (soprattutto quest'ultime) tipiche della sua età. Il suo essere chiusa è tipico, ma al contempo impedisce al lettore di comprenderla in pieno e di simpatizzare con lei.
L'unico personaggio che salvo, è Ruiz. Un ex detective un po' vecchio stampo che si mantiene lucido e distaccato ma sa sempre qual è la cosa giusta da fare.
La scrittura è molto veloce e scorrevole, le parti descrittive sono poche e viene lasciato ampio spazio ai dialoghi che mantengono il ritmo alto. Le riflessioni sono quelle essenziali per la storia e l'indagine, senza digressioni. Ho trovato alcune scene superflue, ma non noiose. Il vocabolario invece non è molto ampio e questo mi è spiaciuto, avrei preferito un po' di ricercatezza in più, soprattutto nello psichiatra.


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