sabato 17 settembre 2016

Recensione: L'imprevedibile piano della scrittrice senza nome di Alice Basso

Oh, so che non ve ne fregherà niente, ma volevo condividere con voi un piccolo traguardo. Fin da piccola registro su un quaderno tutti i titoli dei libri che ho completato (sono esclusi i testi scolastici e universitari); non escludo di averne saltato qualcuno, ma se l'elenco è giusto, questo è il millesimo libro che ho letto da quando la maestra mi ha insegnato a leggere. E ne ricordo più di quanti mi aspettassi!
Ok, fine del messaggio di cui non vi frega niente.

Titolo: L'imprevedibile piano della scrittrice senza nome
Autore: Alice Basso
Edizione: Garzanti
Prezzo: 14,90 €
Trama: Dietro un ciuffo di capelli neri e vestiti altrettanto scuri, Vani nasconde un viso da ragazzina e una innata antipatia verso il resto del mondo. Eppure proprio la vita degli altri è il suo pane quotidiano. Perché Vani ha un dono speciale: coglie l'essenza di una persona da piccoli indizi e riesce a pensare e reagire come avrebbe fatto lei. Un'empatia profonda e un intuito raffinato sono le sue caratteristiche. E di queste caratteristiche ha fatto il suo mestiere: Vani è una ghostwriter per un'importante casa editrice. Scrive libri per altri. L'autore le consegna la sua idea, e lei riempie le pagine delle stesse parole che lui avrebbe utilizzato. Un lavoro svolto nell'ombra. E a Vani sta bene così. Anzi, preferisce non incontrare gli scrittori per cui lavora.
Fino al giorno in cui il suo editore non la obbliga a fare due chiacchiere con Riccardo, autore di successo in preda a una crisi di ispirazione. I due si capiscono al volo e tra loro nasce una sintonia inaspettata fatta di citazioni tratte da Hemingway, Fitzgerald, Steinbeck. Una sintonia che Vani non credeva più possibile con nessuno. Per questo sa di doversi proteggere, perché, dopo aver creato insieme un libro che diventa un fenomeno editoriale senza paragoni, Riccardo sembra essersi dimenticato di lei.
E quando il destino fa incrociare di nuovo le loro strade, Vani scopre che le relazioni, come i libri, spesso nascondono retroscena insospettabili. Proprio ora che ha bisogno di tutta la sua concentrazione. Perché un'autrice per cui sta lavorando è stata rapita e la polizia vuole la sua collaborazione. C'è un commissario che ha riconosciuto il suo talento unico e sa che solo lei può entrare nella mente del sequestratore.
Come nel più classico dei romanzi, Vani ha davanti a sé molti ostacoli. E non c'è nessuno a scrivere la storia della sua vita al posto suo: dovrà scegliere da sola ogni singola parola, gesto ed emozione.
L'imprevedibile piano della scrittrice senza nome è il sorprendente esordio di Alice Basso. Una voce nuova, unica, esilarante. Un tributo al mondo dei libri, all'amore che non ha regole e ai misteri che solo l'intuito può risolvere. Una protagonista indimenticabile che vi dispiacerà lasciare alla fine del romanzo.

Voto: 4/5 (8/10)
Ok, nella mia ricerca di qualcosa che mi piacesse ho un po' barato, lo so, ma alla fine, dopo tanti ni, penso sia normale andare sul sicuro.
Avevo già conosciuto Alice Basso nel suo secondo romanzo dedicato a Vani Sarca e avevo adorato entrambe, quindi mi è venuto spontaneo cercare rifugio nel primo libro della serie per vedere 'dove tutto ha avuto inizio'. Avendo letto il seguito alcune cose sapevo sarebbero accadute, ma nonostante questo i riferimenti sono così pochi che il libro è rimasto sconosciuto e godibilissimo.
La prima parte è tendenzialmente di 'conoscenza': dell'ambientazione, di Vani, del suo lavoro e del suo modo di fare. Confesso che sono rimasta perplessa perché ho faticato a ritrovare la verve della ragazza che avevo adorato in queste prime pagine. Poi però è arrivata.
Probabilmente l'autrice doveva un attimo prendere la mano con il suo personaggio, oppure Vani è venuta fuori da sola in fase di scrittura e lei l'ha assecondata. Capita e il risultato è stato ottimo.
Anche la parte mistery ci mette un po' ad arrivare, perché prima inizia la sotto trama un po' più relazionale che illustra anche in dettaglio il lavoro di Vani.
I fili comunque, trovano tutti la loro conclusione senza risultare affrettati o poco curati.
Il finale è un filo più fantasioso rispetto al solito, un po' meno logico e più intuitivo, ma mi è piaciuto molto lo stesso.
Il 'dialogo' tra i vari personaggi è stato più acerbo come è normale che sia in un primo libro. Si devono ancora conoscere, letteralmente, e molte sequenze sono di studio reciproco (fantastico il primo incontro tra Vani e Berganza).
La protagonista è una ghostwriter e forse anche una ghost-persona. E' sempre defilata, non intrattiene rapporti con nessuno se non quelli strettamente necessari e le sono estranei amicizia, amore e simili. Tuttavia ha una mente vivace e pungente e nel suo sarcasmo risulta buffissima e adorabile per il lettore. Non è facile far amare un personaggio dure e antipatico. Inoltre l'ho adorata nel momento della rivalsa. Non si è pianta addosso neanche mezzo secondo passando subito al contrattacco. Meravigliosa. Ci vorrebbero più Vani Sarca, almeno nei libri, e un po' meno protagoniste come l'Inutile della trilogia Dark Elements o la tipa assurda del Disastro (che sarebbe qualcosa tipo Meraviglioso Disastro, o Bellissimo Disastro. Non ricordo l'aggettivo. E' stato un disastro e basta)
Riccardo non mi è piaciuto. Troppo artefatto e zuccheroso. Nonostante riesca a scambiare con la protagonista citazioni anche molto ricercate, l'ho trovato stonato al suo fianco.
Molto meglio Berganza: il più stereotipato dei commissari e, proprio per questo, assolutamente unico. Capisce Vani fin da subito e, al di là delle citazioni appropriate, riesce a fare battute e a stimolare la ragazza dal punto di vista psicologico e investigativo. Non solo, quando qualcuno gli chiede aiuto le sue soluzioni sono decisamente elaborate, ma altrettanto infallibili. L'ho adorato.
Ancora 'coperta' la piccola Morgana. In questo primo libro non presenzia molto (anche se quel poco è piacevole e divertente) ma si delinea comunque il suo rapporto futuro con la ghostwriter.
Lo stile è esattamente quello che mi aspettavo. Ironico, sarcastico e con un vocabolario molto ampio e appropriato. Tante le citazioni e le nozioni precise ed accurate che hanno migliorato la lettura. Divertenti i dialoghi, poche ed essenziali le descrizioni.
Davvero un buon lavoro.


2 commenti:

  1. adoro Vani e ho amato moltissimo questo libro. Mi piace la definizione ghost-persona

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    1. M'è venuta spontanea ^^''' Non saprei neanche se è originale o se l'ho trovata da qualche parte.

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