mercoledì 14 settembre 2016

Recensione: Ogni giorno come fossi bambina di Michela Tilli

Rieccomi. Proseguo con i libri a metà, ma confido sempre di trovarne uno che mi piaccia.

Titolo: Ogni giorno come fossi bambina
Autore: Michela Tilli
Edizione: Garzanti
Prezzo: 11,17€
Trama: I lunghi capelli di Argentina, un tempo corvini, ormai sono percorsi da fili argentei, ma i suoi occhi non hanno smesso di brillare. Perché Argentina, a ottant'anni, si sveglia ancora come fosse bambina. Ogni mattina attende con ansia quella sorpresa che le cambierà la giornata. Quella sorpresa che nasconde un segreto da non rivelare a nessuno.
A scoprirlo è Arianna, che a sedici anni si sente goffa e insicura. È felice solo quando è circondata dai libri. Le loro pagine la portano lontana dai suoi genitori e dai compagni di scuola che non la capiscono. Essere costretta a fare compagnia ad Argentina è l'ultima cosa che avrebbe voluto.
Ma quando Arianna fa luce sul mistero di quelle lettere che riescono a portare un sorriso sul viso della donna, tutto cambia. Qualcosa di forte inizia a unirle. Perché quelle righe custodiscono una storia e un ricordo d'amore. La storia di Argentina, ancora ragazza, e di Rocco che con un solo sguardo è stato capace di leggerle l'anima. La storia di un sentimento cresciuto sulle note di una poesia tra i viottoli e gli scorci di un piccolo paese. Un paese in cui Argentina non è più tornata.
Ma Arianna è lì per darle il coraggio di affrontare un viaggio che la donna desidera fare da molto tempo. Un viaggio in cui scoprono che il cuore non smette mai di sognare, anche quando è solcato da rughe profonde. Un viaggio in cui scoprono che niente è impossibile, se lo si vuole davvero.
Michela Tilli ha scritto un romanzo indimenticabile, con una penna unica, intensa, incisiva. Ogni giorno come fossi bambina è un fenomeno editoriale che ha conquistato la critica, i librai e gli editori internazionali. La storia di due donne che appartengono a generazioni diverse e di un legame che supera tutte le barriere. Perché ci sono dei linguaggi che non hanno età né tempo,come quello dell'amore, dell'amicizia e dei ricordi. Perché in fondo non è mai troppo tardi per inseguire i propri desideri. 

Voto: 3/5 (6/10)
Questo è uno di quei libri di cui faccio fatica a parlare. Non è brutto, ma ci sono tante cose che mi lasciano perplessa e tante domande che non hanno trovato risposta.
La storia si divide in due parti. La prima, diciamo, di conoscenza delle due protagoniste, sia tra di loro, che da parte del lettore.
Iniziano subito le cose che mi lasciano perplessa. Ci sono molti fatti, ma anche riflessioni, che non collima granché con il fatto accaduto. Non c'è molta correlazione tra le cose. Le ho sentite scollate. Ad esempio Arianna viene aggredita (evento che ho anche trovato inutile per la storia) e dopo... sì, ha paura, ma non è che ci siano grandi riflessioni e riferimenti.
Il modo in cui Arianna e Argentina stabiliscono una 'tregua' e poi una sorta di rapporto è nebuloso. Per non parlare della quasi totale assenza di collegamento tra la prima e la seconda parte.
La prima si conclude con l'idea di riportare Argentina al suo paese natale e la decisione di Arianna di andare con lei . Tutto in due pagine. Assenti le riflessioni dell'anziana, blande quelle della ragazza.
La seconda parte è dedicata quasi per metà al viaggio. Ora, un viaggio, in un libro, ha sempre un significato particolare. Una maturazione, un cambiamento, un passaggio, un evento catartico. Forse lo è anche qui, ma io non l'ho visto granché.
Troppo offuscato dai fatti, spesso inutili, che vi accadono. Inutili per l'assenza di impatto emotivo e psicologico sui personaggi (che volendo c'è, ma non si vede nel racconto, lo si capisce in fatti successivi ma non sempre).
Carino il finale che mi ha commossa e intenerita.
Arianna e Argentina sono le due protagoniste, anche se vediamo più spesso il punto di vista della ragazza piuttosto che dell'anziana signora.
Arianna è un'adolescente obesa, chiusa in se stessa, che va male a scuola e vive in un mondo suo, fatto di chat e amici on line. Ho trovato la sua psicologia troppo poco approfondita rispetto alla complessità del personaggio. Avrei voluto sapere di più del suo disagio e dei suoi pensieri. Nel corso del libro matura, ma anche questo processo l'ho percepito come nebuloso e mal espresso.
Argentina è un'anziana a cui il titolo fa riferimento. Anche di lei avrei voluto sapere di più, su cosa pensa e su cosa prova. Avrei voluto assistere ai suoi sentimenti ed emozioni mentre matura l'idea del viaggio, sapere cosa prova quando incontra Rocco, anche ricevere qualche perla di saggezza visto che in genere è il compito degli anziani. Invece tende a comportarsi come bambina capricciosa (e forse è questo ciò a cui il titolo si riferisce, anche se speravo di no) ed ha molto meno spazio rispetto alla coprotagonista.
Nonostante un po' di superficialità, nel complesso l'ho trovato un racconto carino, con una prosa scorrevole e un buon ritmo. Ha saputo mantenere la mia attenzione fino alla fine e i colpi di scena sono stati ben distribuiti.
Peccato, gli mancava davvero poco per poter avere un voto più alto.


2 commenti:

  1. pensa che incuriosita dalla trama l'ho inserito in wl senza leggere recensioni. la tua recensione mi ha fatto fare un passo indietro. non amo molto le storie che hanno potenziale ma non sono sfruttate bene. personaggi poco caratterizzati e sentimenti offuscati. credo che non lo leggerò... grazie per il tuo sincero e utile parere!

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    1. Grazie a te per essere passata. Magari ti conviene leggere anche altri pareri, a molti è piaciuto e magari il mio è solo un caso.

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