lunedì 19 settembre 2016

Recensione: Io lo so di Martina Cole

Altro bel libro ^^ Per fortuna.

Titolo: Io lo so
Titolo originale: The know
Autore: Martina Cole
Edizione: Tea libri
Prezzo: 8,60 €
Trama: La polizia ha bussato alla porta di Joanie. Ma non è venuta per arrestarla, benché lei sia una prostituta. È venuta per mostrarle un vestitino sporco di sangue. Appartiene a Kira, la più piccola dei figli di Joanie, scomparsa qualche tempo prima. Chi può aver rapito e probabilmente ucciso quell'angioletto di soli dieci anni, un raggio di sole in un mondo di violenza e di degradazione? Chiunque, pensa Joanie. Le possibilità, i mezzi e forse addirittura i moventi sono innumerevoli in quell'universo malato. Ma Joanie è sicura di sapere chi è stato. E vuole la sua vendetta... E la vuole anche Jon Jon: diciassette anni e neppure una traccia d'innocenza. 

Voto: 8/10
Questo è stato un libro che si è svelato poco a poco.
Il titolo non mi ha dato grandi suggerimenti, in più l'autrice mi ha spiazzata mettendo all'inizio la conclusione della vicenda (non una novità ma è stato insolito). Poi è tornata indietro, ma eoni indietro rispetto al finale della storia.
A metà libro cominciavo a chiedermi che senso avesse, quando finalmente il fatto è accaduto. Solo che... niente indagine, quasi niente polizia (che se ne frega), niente di particolarmente accurato. I personaggi procedono quasi sempre per sensazioni e sentito dire. Così ho iniziato ad analizzare le cose su cui si concentrava l'autrice e credo che l'intento fosse mostrare gli effetti dei pregiudizi, spesso ingiustificati.
Joanie è una prostituta, ha tre figli avuti da tre clienti diversi e non è mai stata sposata. Vive in un quartiere degradato tra altre prostitute, spacciatori e delinquenti vari. Il figlio più grande si avvia a diventare un giovane capo, la secondogenita è una ribelle che scappa di continuo di casa. Facile per la polizia pensare che anche la più piccola abbia fatto qualcosa di simile. Secondo loro Joanie e i suoi figli sono dei poco di buono e la blanda indagine serve più a trovare una scusa per arrestare Jon Jon (il maggiore) che non a ritrovare la piccola Kira.
Joanie, invece, è una brava donna e, soprattutto, una brava madre. Fa quello che fa per vivere, ma i suoi figli sono amati, accuditi, la sua casa è pulita e ordinata, aiuta i vicini e fa il possibile affinchè il male esterno non contamini la sua famiglia. Non sempre ci riesce, ma questo non fa di lei un pessimo soggetto come crede la polizia o come saremmo portati a credere un po' tutti. Mi è piaciuta molto questa donna. perché è comunque diversa. Mi sono sempre chiesta perché 'difficoltà' o 'povertà' dovessero essere sempre accompagnati da sporcizia, degrado e mancanza di valori. Joanie è stata una bella novità. Si è ritrovata a fare la prostituta e a vivere nel quartiere in cui vive, ma questo non è stato un buon motivo per non provarci, a fare qualcosa di buono.
Anche Jon Jon esprime dei valori. Vorrebbe poter far smettere la madre di stare sul marciapiede e cerca in tutti i modi di proteggere le sorelle. Lo fa nel modo sbagliato? Indubbiamente, ma in parte è ciò che la vita gli ha messo a disposizione, in parte è anche una sua precisa volontà ritenendo che possa offrirgli di più rispetto ad un altro stile di vita.
Buona  anche la figura di Little Tommy. Lui, come Joanie, viene giudicato male solo perché obeso e perché riesce a creare rapporti speciali con i bambini. E' quello che subisce di più le conseguenze dei pregiudizi e mi è spiaciuto davvero molto, nonostante i fatti siano realistici.
Tutti gli altri personaggi sono ben caratterizzati, hanno spessore e si mantengono coerenti con se stessi. Sono tutti collegati, anche se sono molti, e tutti piuttosto rilevanti ai fini della storia.
Il ritmo dell'autrice è molto particolare. Sembra tenere una cadenza lenta, pacata, prepara ogni cosa con cura, compresi i colpi di scena, eppure non riuscivo a smettere di leggere e l'impressione che ne ho avuta è che i tanti fatti narrati me lo abbiano fatto sembrare veloce. Ci sono anche moltissimi dettagli e può sembrare che siano superflui, in realtà servono tutti ai fini dell'intento della Cole.
Forse avrei preferito un po' più di cura per la parte delle indagini.

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