lunedì 12 settembre 2016

Recensione: Lieve come un respiro di Jennifer L. Armentrout

Prima o poi lo trovo un libro che mi piace ^^'''

Titolo: Lieve come un respiro - Dark elements 03
Titolo originale: Every last breath
Autore: Jennifer L. Armentrout
Edizione: Harper collins Italia
Prezzo: 14,90 €
Trama: Ogni decisione porta con sé delle conseguenze, è un fatto. Ma le scelte che si trova ad affrontare la diciassettenne Layla sono più difficili del normale. Luce o tenebra? Il sexy e pericoloso Principe degli Inferi Roth, oppure Zayne, lo splendido Guardiano che lei non avrebbe mai sperato di poter avere? A quale parte del proprio cuore dare ascolto? Layla, poi, ha un altro problema: è stato liberato un Lilin, un demone tra i più terribili, che sta portando devastazione nella vita di tutti quelli che la circondano, compreso il suo migliore amico Sam. Per risparmiargli una fine di gran lunga peggiore della morte, lei deve scendere a patti col nemico, mentre tenta di salvare la città, e tutta la sua specie, dalla distruzione. Divisa tra due mondi e due amori, Layla non ha certezze, nemmeno quella di sopravvivere, soprattutto quando un antico accordo torna a incombere su tutti loro. Ma a volte, quando sembra che la verità non esista, è il momento di dare ascolto al proprio cuore, schierarsi e combattere fino all'ultimo respiro.

Voto: 2,5/5 (cioè 5/10)
Ultimo libro di una trilogia, l'ho letto, per fortuna senza grandi aspettative, per sapere come finiva. Non che il finale fosse così imprevedibile, anzi, lo si capiva già dall'episodio precedente, ma sperare in qualche colpo di scena non fa mai male. Speranza vana.
L'autrice porta a conclusione la storia con tanti dettagli ed elementi carini, ma mai originali. Per ognuno di questi aspetti è possibile citare opere antecedenti in cui sono stati già presentati. Alla fine sa solo di idee copiate e dispiace, perché comunque nel complesso la storia non è brutta.
Oltre a questo, che già gli toglie voti, a livello di trama ci sono diversi passaggi... stravaganti, tipo quando i personaggi si mettono a fare puccipucci nei momenti meno indicati. Per il resto l'ho trovata gestita abbastanza bene e con i colpi di scena nei punti giusti.
Veniamo ora al disastro più totale: i personaggi.
Layla, che sarebbe la protagonista, è stata ribattezzata da me e altri: l'Inutile. E, di fatto, lo è. E' lagnosa, pessimista, fa sempre la cosa sbagliata e viene chiaramente dimostrato che ci sono personaggi più forti che potrebbero fare le cose al posto suo. Qual è il suo senso nella storia? Nessuno. Come se non bastasse, le stanno tutti attorno. Anche qui i motivi sono incomprensibili. L'autrice non è stata in grado di fare un personaggio credibile: non le ha dato pregi che giustifichino l'essere amata, né alcuna altra caratteristica che spieghi la grande passione che i due ragazzi hanno per lei. Soprattutto non si capisce a cosa serva ai fini della storia. Forse da contratto ci dev'essere il triangolo con i grande amore.
Zayne è un fantoccio, i suoi sentimenti sono descritti ma non si 'vedono' nel racconto. Sembra che reciti una parte che non ha voglia di recitare. Come Layla è privo di spessore e di qualunque attrattiva.
Roth è idiota, passatemi il termine. Ha questi famigli potentissimi, tipo Tamburino, e li usa solo quando l'autrice non sa come uscire dalle situazioni. Tipo arrivano 2 alfa che nessuno può uccidere e tira fuori il drago; poi c'è un combattimento cruento, si fa massacrare lui, fa massacrare Layla, mezzi gargoyle e mezza città e ... niente Tamburino è sparito. Ma che problema hai? Altra cosa che detesto è lo stravolgimento di un personaggio per incapacità di chi scrive. Roth è il Principe degli Inferi. Un demone! E' secondo solo a Satana stesso. Ad un certo punto chiede perdono (!!!) e piagnucola tutto innamorato. Le cose sono due: o hai miseramente toppato nel giustificare il cambiamento (spiacente, il fatto che sia perdutamente innamorato non è sufficiente. Un bravo autore deve saper far amare senza cambiare il personaggio), oppure hai voluto fare il protagonista figo bello e dannato senza saperlo gestire e senza avere la minima intenzione di rispettarne le caratteristiche che gli sono state date, perché tanto "l'amore giustifica tutto".
I peggiori di tutti sono i due capi supremi: Dio e Satana, che stanno lì a guardare in base a regole e leggi, da loro stabilite, di cui non si capisce l'utilità e il senso. E va bene che il mondo divino è imperscrutabile e inconoscibile, però qui si esagera.
Gli unici due che mi sono un minimo piaciuti sono Triste che fa una breve comparsa e tratta Layla da quella ritardata che è, e Cayman che più o meno ha la stessa visione. Meraviglioso il suo <<Sei la versione carina dello scemo del villaggio>> sempre riferito a Layla. L'ho adorato.
L'elemento più positivo del libro è lo stile dell'autrice. Niente di eclatante o di troppo elaborato, ma è vivace, scorrevole e con un buon ritmo. Ha favorito enormemente la lettura.

Nessun commento:

Posta un commento