giovedì 2 maggio 2013

Recensione: La lettrice di tarocchi di Jeanne Kalogridis


Per chi segue la rubrica W.W.W. sa che questo libro mi ha richiesto un sacco di tempo. pur non essendo entusiasmantissimo, anticipo che non è tutta colpa del libro. E' che leggo i cartacei solo a casa e, ultimamente ho avuto poco tempo per dedicarmici, per cui sono stata rallentata anche per quello. Comunque, alla fine ce l'ho fatta.

Titolo: La lettrice di tarocchi
Autore: Jeanne Kalogridis
Edizione: Longanesi
Prezzo: 19,60€
Trama (tratta da www.ibs.it): Figlia illegittima del duca di Milano Galeazzo Maria Sforza e di Lucrezia Landriani, Caterina crebbe nella raffinata corte di Milano della seconda metà del Quattrocento. La sua affascinante vicenda personale e politica è raccontata in questo romanzo dalla voce della sua dama di compagnia, Dea, esperta lettrice di tarocchi. Mentre Dea cerca nelle sue carte il nome dell'assassino del marito di Caterina, lei sfida le convenzioni sociali in nome della passione e combatte contro chi vuole rubarle le terre e il titolo. Ma le carte di Dea non mentono, e mostrano un nome, quello dell'uomo che riuscirà a distruggerla, Cesare Borgia.

Questo è uno di quei libri che mi sono ritrovata ad analizzare da due diversi punti di vista, perché l'intento dell'autrice non è proprio chiarissimo.
Se lo si guarda come a ritratto storico di Caterina Sforza, è un bel ritratto femminile, di una donna che ha indubbiamente detto la sua nella storia. Bella, ma anche astuta, forte, passionale e determinata, Caterina ha ottenuto moltissimo e ha lottato strenuamente per tenere le sue proprietà in un epoca prettamente maschile. A volte l'ho trovata un po' troppo cinica e spietata, ma l'epoca in cui è vissuta non ammetteva debolezze. Nel romanzo riesce abilmente ad inserirsi nei vari intrighi e a giocare le carte a suo favore, anche se spesso non è supportata dal marito, qui dipinto come debole e codardo (e probabilmente lo era anche nella realtà).
Per quanto riguarda il romanzo vero e proprio, invece, mi ha lasciato un attimo perplessa. Sono arrivata in fondo e ho pensato: e quindi?
Il punto sta nel titolo e nella voce narrante, quella di Dea, lettrice di tarocchi e, se avesse voluto, anche portata per la magia. Mi sarei aspettata un ruolo determinante di Dea e un ampio sfruttamento delle sue doti da parte dell'autrice nella narrazione. Un bel connubio tra romanzo e realtà. Invece, per quanto Dea abbia un ruolo importante in quanto legata da profondo affetto a Caterina, i suoi doni sono sfruttati raramente e lei, spesso, è una semplice narratrice. Combina qualcosina sul finale, ma non è sufficiente a riscattare tutte le mancate occasioni del resto del libro. L'autrice sfrutta il suo potere un po' all'inizio e un po' alla fine. Nel mezzo solo le vicende storiche di Caterina, romanzate certo, probabilmente infiocchettate, soprattutto negli incontri amorosi, ma senza elementi fantastici.
Qual è il problema? Bè, dal mio punto di vista va bene il romanzo storico e va bene il romanzo storico fantastico, ma un misto così no. Mi sa un po' di fregatura e non mi piace. Se doveva essere un romanzo storico, allora l'elemento fantastico è inutile (e infatti non è usato in pieno), se voleva essere una storia 'magica' con elementi storici allora i poteri di Dea avrebbero dovuto essere sfruttati di più ed essere più presenti e significativi, pur rispettando le vicende storiche.

Personaggi: Dea in teoria è la protagonista, ma in realtà spesso racconta semplicemente la vita di Caterina con ben poco di suo. Si sposa due volte, ma in entrambe le occasioni il marito è sempre in missione e comare poco. Il primo muore quasi subito tra l'altro. Al di là delle sue vicende, quasi totalmente tralasciate, non è neanche un personaggio bellissimo. Non incide e non si fa ricordare, non ha caratteristiche che la rendano simpatica e ben voluta dal lettore. Sta lì, racconta e stop. Caterina, che a questo punto suppongo sia la vera protagonista, è una donna mirabile, che ad una bellezza nota, unisce doti prettamente maschili per l'epoca: sa combattere ed è anche un ottima stratega sul campo di battaglia. E' astuta e spregiudicata sia nella vita pubblica (è stato un indubbia figura politica rilevante) che in quella privata, nonostante avesse le sue debolezze.
Le figure maschili sono più defilate e in genere non ci fanno una grande figura, notevole solo Rodrigo Borgia contro cui Caterina stessa ammette di non averla spuntata (Cesare invece diviene rilevante solo alla fine).

Stile: Anche lo stile è di non facile giudizio. Ricordavo la Kalogridis come una brava autrice, soprattutto nelle descrizioni di momenti intimi e appassionati, qui invece sono tutte piuttosto piatte e senza enfasi. Il punto è che credo non si tratti di una mancanza dell'autrice quanto della traduzione, che, mi spiace dirlo, è veramente pessima. A parte il fatto che si alternano termini idilliaci ad altri piuttosto grezzi, nel romanzo sono presenti veri e propri errori di grammatica da far rizzare i capelli, soprattutto nei modi e tempi verbali (il congiuntivo, questo sconosciuto!!!). Chi con la lingua ci lavora, si presume che, almeno le basi, debba conoscerle! E NO! per me non ci sono scusanti, perchè se andate a comprare una maglia e ci trovate dei difetti di lavorazione la riportate indietro, giusto? E vi arrabbiate anche. Ecco, un libro non lo si può riportare, però prendersela e sparare a zero per i buchi sì!

Giudizio finale complessivo: Un libro carino ma che non mi ha convinta fino in fondo per i motivi su esposti. E' scorrevole, interessante in certi punti, ma poco coinvolgente soprattutto per la protagonista Dea.
Voto: 7/10

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2 commenti:

  1. Che peccato..il titolo mi aveva sempre affascinata. Il problema delle traduzioni poco curate purtroppo rovina tanti libri :-)

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  2. Mi asepttavo davvero molto da questo libro ma sono stata delusa: ho trovato il personaggio di Caterina Sforza davvero troppo eccessivo ed estremo, insmma mi è sembrato poco realistico. Concordo con te per quanto rigaurda la parte relativa alla "lettrice di tarocchi" praticamente inseistenze. Le mie aspettative sono state descisamente deluse!

    Passa da me se ti va! :)
    Lya

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