venerdì 24 maggio 2013

Recensione: Il libraio di Selinunte di Roberto Vecchioni

Librino letto un po' di tempo fa ma che mi è rimasto nel cuore.


Titolo: Il libraio di Selinunte
Autore: Roberto Vecchioni
Edizione: Einaudi
Prezzo: 8,00€
Trama (tratta da www.ibs.it): Un ragazzo esce nottetempo di casa, eludendo la sorveglianza dei genitori, per recarsi nella bottega di un librario che passa le notti a leggere. Il ragazzo s'innamora di questa figura e grazie a lui assorbe le mille storie che nei libri sono custodite. Quando un giorno gli abitanti del villaggio, mossi dall'odio e dall'invidia, bruciano la libreria, si accorgono con terrore che con le parole spariscono anche le cose che queste nominavano. Il librario è introvabile, forse morto nel rogo. Sarà il ragazzo a scoprire dentro di sé la sua voce perduta e quando vicino al tempio vede le proprie parole farsi pagina sul mare, capisce che queste sono ancora vive e che le cose si salveranno. La storia è ispirata al testo di una sua nuova canzone.

Questo è uno di quei libri strani che si amano o si odiano. O meglio, odiare magari no, però suscitano noia e insensatezza.
La trama è tutta nelle poche righe sul retro della copertina, non vi accade altro. Non è un racconto da trama, è un racconto da significato. Un racconto che, chi ama la lettura e il suo valore intrinseco, difficilmente potrà non apprezzare.
Una storia che narra dell'importanza delle parole e della loro magia e valore intrinseco. Le parole che usiamo maggiormente sono quelle di uso comune, pratiche, ripetitive, sempre uguali. Tutte le altre sono contenute nei libri, se distruggiamo i libri, le parole vanno perdute. Questo è il significato che Vecchioni ha espresso con questo racconto. Tra l'altro vorrei anche sentire il brano che sembra vi sia collegato.
Personalmente lo trovo un concetto vero e meraviglioso. Su cui raramente ci soffermiamo. Come gli abitanti del villaggio temiamo il diverso e ci preoccupiamo di distruggerlo per paura, invidia, ignoranza e simili, senza preoccuparci del prezzo da pagare, di ciò che rischiamo di perdere. Il libraio è diverso dagli abitanti e suscita perplessità e timore, perché è visto come strano. Quando cercano di 'punirlo' perdono le parole, ma non solo quelle speciali contenute sui libri, ma tutte. E divengono incapaci di comunicare, soprattutto i sentimenti. E' una perdita altissima.
Io l'ho letto anche in chiave antirazzista: la paura del diverso. Dello sconosciuto. il libraio è mite, ma fa paura perché non lo conoscono. Di quante persone abbiamo paura solo perché non le conosciamo? E, soprattutto, questa non conoscenza, quante cose ci sta portando via? Quanto la paghiamo?
Sono domande che mi è piaciuto sentirmi fare.

Personaggi: Principalmente Nicolino, che incurante dei divieti, si reca ogni volta nella libreria a sentire il libraio leggere. E le parole rimangono dentro di lui. E' il coraggio, la curiosità, la forza, ma anche la sensatezza e l'amore per il sapere. Il desiderio di sentire e vivere quelle storie, di farle filtrare dentro di sé e sedimentare. L'altra figura è il libraio, brutto e antipatico, eppure determinato, deciso a portare avanti il suo lavoro nonostante tutto e tutti. Da notare come Nicolino stesso di lui dica: sembrava che leggesse per se stesso, più che per gli altri. Il libraio più che un libraio è un lettore. E' il lettore, che legge per se stesso, che legge per vivere le storie, per farle penetrare e sedimentare in sé e portarle sempre nel cuore.

Stile: Meraviglioso e poetico. Adoro i brani di Vecchioni e adesso anche questo suo libro. Non mi aspettavo niente di meno da un un racconto sulle parole e il loro valore. Il cantante ce lo mostra tutto, usando per primo termini giusti, corretti, poetici eppure comprensibili. La parola giusta al momento giusto. E ci riesce senza sconfinare nel registro altisonante o aulico. Un linguaggio tutto sommato corrente, ma usato in maniera scorrevole e morbida: perfetta.

Giudizio finale complessivo: Tra tutti i libri sui libri e la scrittura è stato indubbiamente il più bello e il più significativo. Un racconto che mi è rimasto dentro e che ho voglia di rileggere spesso, per coglierne tutte le sfumature ed il valore. Un racconto che mi sento di consigliare a tutti coloro che vogliono fermarsi un momento a riflettere sul perché leggono, su cosa perderebbero se smettessero e su ciò che rimane dentro di loro anche senza che se ne accorgano.
Un libro che pur non avendo una trama eccezionale è arrivato a commuovermi e intenerirmi. Un scoperta meravigliosa, un gioiellino piccolo piccolo che brilla come un piccolo diamante (Volete ridere? Mi sono ri-commossa nello scrivere la recensione).
Voto: 9/10

4 commenti:

  1. L'hai descritto esattamente come lo immaginavo. :-) Ho messo gli occhi su questo libro da quando è uscito e mi è sempre rimasto impresso. Sapevo che si sarebbe rivelato un piccolo gioiello della narrativa e non vedo l'ora di poterlo leggere e poter scoprire anche io i mille significati profondi che sono contenuti in esso.
    Bellissima recensione...ci credo che ti sei ri-commossa...infatti, si percepisce l'emozione che ti ha dato questa lettura. ^-^

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    1. Sì, son quelle cose piccole che però hanno il potere di renderti felice. Mentre lo leggevo spesso pensavo: ecco, è così che mi sento con un libro in mano. una sensazione bellissima.

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  2. Sono stata stamane in libreria, accipicchia! Al prossimo giro lo prenderò di sicuro! Grazie per la bella recensione. Non sono un'appassionata delle sue canzoni,a parte Chiamami ancora Amore e poche altre, seppur riconoscendo senza ombra di dubbio che sono poesia.
    E non ho letto ancora nulla di suo, quindi aspetto di farmi coinvolgere dallo scrittore con questo libro.

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  3. neanche io amo molto le sue canzoni, ma come scrittore promette bene..lo segno

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