giovedì 13 marzo 2014

Recensione: Indelebile di Karin Slaughter


Ieri sia io che la mia consocia ci siamo bellamente scordate il www U_U
Chiediamo scusa. Comunque continua il mio periodo thriller e oggi vi propongo questo libro che mia suocera ha trovato fantastico e io un po' meno.


Titolo: Indelebile
Autore: Karin Slaughter
Edizione: Piemme
Prezzo: € 4,99
Trama:  Nella stazione di polizia della contea di Grant, in Georgia, è un lunedì mattina come tanti: i postumi del weekend da smaltire, il ritorno alla routine, gli screzi tra colleghi. Finché, secco e inaspettato, uno sparo a bruciapelo colpisce in pieno viso un agente, freddandolo sul colpo, e la centrale piomba nel caos, tra proiettili impazziti, vetri in frantumi, schizzi di sangue. E le grida di terrore di un gruppo di bambini che proprio quel giorno si trovavano in visita. Da quel momento, la tranquilla cittadina di Heartsdale vive ore di angoscia, mentre la scolaresca e alcuni agenti sono nelle mani di due giovani armati, che sembrano sbucati dal nulla. Anche il medico legale Sara Linton è prigioniera nell'edificio, e con lei l'ex marito, Jeffrey Tolliver, capo della polizia. Proprio Jeffrey, rimasto gravemente ferito, sembra essere il vero bersaglio dei sequestratori, decisi a vendicare un crimine del quale lo ritengono responsabile. Così, mentre i detective del distretto cercano di sventare il piano omicida dei killer, dai ricordi di Sara e Jeffrey affiorano scomode verità a lungo sepolte. Dodici anni prima, quello che doveva essere un romantico weekend tra i due si era trasformato in un incubo, sulla scia di scoperte inquietanti legate a un omicidio dalla dinamica sospetta, in cui era coinvolto un amico d'infanzia di Jeffrey, e al ritrovamento dello scheletro di una ragazza dentro una grotta. Ora, inesorabile, il passato torna a riscuotere il suo tributo di sangue.
Ci troviamo in una cittadina americana (alla fin fine Grant è solo una rappresentazione) e, alle 9.00 del mattino, la stazione di polizia viene presa in ostaggio da due delinquenti. Poco dopo, i ricordi si spostano ad alcuni anni prima, quando Jeffrey e Sara avevano iniziato a frequentarsi e lui l'aveva portata nella sua cittadina di origine perché lei conoscesse il suo passato, che tutti considerano pessimo e non mancano di riferirlo alla fanciulla in questione.
I presupposti per un buon libro c'erano tutti e forse non è neanche brutto, solo che ci sono troppe sottotrame.
Il sequestro attuale. La figura di Lena e il suo passato solo accennato. Il viaggio nel passato in cui accade un omicidio, viene ritrovato un vecchio cadavere, l'accenno ad uno stupro, ad un altro, figli illegittimi, rancori, storie, storie, storie. Troppe. Tutte, a conti fatti, buttate lì a colpire il lettore sul momento senza approfondire. Un sequenza di quelli che volevano essere colpi di scena senza contorno. L'evento shock deve essere in qualche modo preparato, va raccontata la vicenda, mostrate ipotesi, mossi i personaggi in modo che si trovino in un certo modo, poi, all'improvviso, piazzo il colpo di scena. Non che ne metto uno. Dopo tre pagine un altro. Dopo tre pagine un altro e così via fino alla fine.
Il contorno inoltre non è solo pre, ma anche post. Per seguire tutte le trame l'autrice si è ritrovata a poter dedicare poche pagine ad ognuna, saltando spesso dall'una all'altra.
Il romanzo ne risulta spezzettato, poco approfondito e con poco senso.
Arrivata in fondo mi sono chiesta quanto fosse realmente utile la storia di Robert, così come il sequestro 'attuale'.

Personaggi: Jeffrey inizialmente mi è rimasto antipatico, in realtà, a fine libro, è l'unico che mi ha colpita un po' di più. Una di quelle persone marchiate dalle malelingue di una piccola cittadina, costretto ad andarsene per dimostrare che non era ciò che credevano. La sua fragilità, il suo bisogno di essere amato, accettato ed apprezzato mi ha coinvolta e intenerita. Lo ritengo l'unico degno di nota. Anche Sara non è male, ma inizialmente si presenta un po' troppo cinica. Si lascia un po' trascinare dagli eventi, ma ha anche lei dei punti di fragilità molto ben descritti nel romanzo. Gli altri personaggi li ho trovati, francamente, buttati dentro un po' a caso. Robert sembra muoversi come fa comodo all'autrice, Nell non è definita e a volte è stronza altre no. Di Hoss non ho neanche parole per descriverlo. E' incomprensibile.

Stile: Ok, una cosa un po' più positiva. Il linguaggio è semplice e scorrevole e permette al lettore di proseguire in maniera leggera. L'autrice non si addentra troppo in dettagli tecnici e quando lo fa sono generalmente ben spiegati e comprensibili. Le descrizioni sono giuste, non ci si perde dentro, né spezzano l'azione; le poche parole utili a dare al lettore un'idea senza che ne sia distratto. Su qualche dialogo mi sono un attimo persa, senza capire chi stesse dicendo cosa.

Giudizio finale complessivo: Un libro che a livello di trama non è brutto e neanche nelle sue sottotrame, ma andava sviluppato molto di più e amalgamato meglio. Letto così mi è sembrato troppo carico, poco approfondito e senza una linea chiara. Mi sono ritrovata a pensare: sì, ma qual è la storia che l'autrice ha voluto narrarmi? Tutte? Perché non le ha suddivise? O raccontate meglio?
Sarebbe bastato un po' meno a rendere il libro più lineare e entusiasmante.
Voto: 6/10


1 commento:

  1. Ciao.
    Questo è il quarto capitolo di una serie di 6 libri (purtroppo da noi interrotta).
    Il consiglio è sempre quello di leggere i libri in sequenza perché, altrimenti, molte cose risultano poco chiare, poco approfondite o senza senso.

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