giovedì 6 marzo 2014

Recensione: Il segreto della libreria sempre aperta di Robin Sloan


Titolo: Il segreto della libreria sempre aperta
Autore: Robin Sloan
Edizione: Corbaccio
Prezzo: 13,94 €
Trama: La crisi ha centrifugato Clay Jannon fuori dalla sua vita di rampante web designer di San Francisco, e la sua innata curiosità, la sua abilità ad arrampicarsi come una scimmia su per le scale, nonché una fortuita coincidenza l'hanno fatto atterrare sulla soglia di una strana libreria, dove viene immediatamente assunto per il turno... di notte. Ma dopo pochi giorni di lavoro, Clay si rende conto che la libreria è assai più bizzarra di quanto non gli fosse sembrato all'inizio. I clienti sono pochi, ma tornano in continuazione e soprattutto non comprano mai nulla: si limitano a consultare e prendere in prestito antichi volumi collocati su scaffali quasi irraggiungibili. È evidente che il negozio è solo una copertura per qualche attività misteriosa... Clay si butta a capofitto nell'analisi degli strani comportamenti degli avventori e coinvolge in questa ricerca tutti i suoi amici più o meno nerd, più o meno di successo, fra cui una bellissima ragazza, geniaccio di Google... E quando alla fine si decide a confidarsi con il proprietario della libreria, il signor Penumbra, scoprirà che il mistero va ben oltre i confini angusti del negozio in cui lavora... Fra codici misteriosi, società segrete, pergamene antiche e motori di ricerca, Robin Sloan ha cesellato un romanzo d'amore e d'avventura sui libri che lancia una sfida alla nostra curiosità, al nostro desiderio di un'esperienza nuova ed elettrizzante. Un viaggio in quell'universo magico che è una libreria.


Prima di parlare di questo libro, ho dovuto riflettere a lungo, perché oggettivamente non è brutto, ma soggettivamente mi sento insoddisfatta e un filo delusa. Ci sono tante cose che mi hanno fatto dire 'tutto qui?', oppure 'ancora con queste idee?', perché, sinceramente, pur non avendo letto niente che possa paragonargli, questa storia non mi è sembrata affatto originale.
I presupposti sono assolutamente affascinanti: un turno strano (quello notturno come gli infermieri), una libreria misteriosa e lettori ancor più misteriosi, ma soprattutto un divieto, quello di leggere i libri che quelle persone prendono a prestito. Per la verità Clay rispetta abbastanza il divieto, ma cerca comunque di apportare delle migliorie al sistema di gestione della libreria. Da qui inizia a scoprire i segreti che ci sono dietro.
La parte più affascinante della storia è stata seguire la ricerca di Clay, il suo coinvolgere gli amici e la scoperta via via dei misteri con la relativa spiegazione.
Come dicevo è stato un po' deludente il motivo finale che spinge tutte le persone a leggere determinati libri. Per la verità è un motivo più che valido, solo che mi è sembrato banale. Impressione mia.
Altra cosa che non mi è piaciuta è stata tutta la pubblicità a Google e al Kindle. Capisco che l'autore ci abbia in qualche modo lavorato, ma certe frasi sono state fastidiose. Inoltre il fallimento dei cervelloni mi è suonato strano, soprattutto in relazione alla soluzione finale. Quando Clay spiega come è arrivato a capire le cose, la prima cosa che ho pensato è stata che fosse impossibile, per dei computer, non trovare quel tipo di codifica, in quanto uno dei più semplici che hanno impostato tra le prime verifiche. Uno dei primi a cui si può pensare anche senza un pc.
Interessante è stata invece la diatriba tra Penumbra (titolare della libreria) e il suo capo. Mr. penumbra sostiene già da tempo che sia necessario utilizzare i moderni mezzi informatici per trovare le soluzioni degli enigmi, il suo capo è di parere opposto sostenendo che gli adepti debbano trovare la soluzione studiando i libri in codice come viene fatto da secoli.
Se in un primo momento sono stata d'accordo con Penumbra, alla fine del libro ho pensato un'altra cosa. Clay risolve il primo mistero appunto con un programma, senza leggere i libri che portano alla soluzione. In questo caso l'attenzione si focalizza sul risultato tralasciando il percorso fatto per arrivarci. Penumbra non si rende conto che così facendo le persone perdono delle cose, cose che si ottengono solo con la ricerca sui codici e il ragionamento: il sapere. E' come trovare il risultato di una ricerca senza aver fatto la ricerca. E' come prendere un giallo, guardare chi è l'assassino e rimetterlo lì. Conosco la soluzione, ma non ho imparato niente dalla ricerca di quella soluzione. Prendo una laurea senza aver fatto gli esami.
Indipendentemente da come va a finire il libro, l'ho trovata un'idea sbagliata.

Personaggi: Devo ammettere che non mi sono piaciuti tantissimo, hanno tutti, in qualche modo, un velo di arroganza che mi ha fatto propendere per l'antipatia. Clay, il protagonista, sputa fuori sentenze che mi hanno fatto storcere il naso. Non mi è piaciuto il suo voler fare l'eroe, inoltre ho trovato forzate alcune idee che ha. Mr Penumbra rimane più anonimo di quanto si possa pensare. Interviene di rado, inoltre si lascia trasportare troppo dall'entusiasmo. Kat mi è rimasta, francamente, antipatica. Eccessiva in troppi comportamenti, soprattutto nel decantare se stessa, come persona non si è rivelata niente di eccezionale. Tutti gli altri svolgono il loro ruolo senza lasciare troppe tracce.

Stile: Il modo di scrivere di Sloan mi è piaciuto abbastanza. Riesce a creare le giuste aspettative, distribuisce bene i colpi di scena, crea immagini abbastanza limpide nella mente del lettore. Il suo modo di pensare emerge troppo nella storia e nei comportamenti dei personaggi e viene a mancare il giusto distacco tra autore e storia (nel commentare la storia si ha l'impressione di giudicare anche il suo autore non solo come scrittore ma anche come persona). Registro medio e buone le spiegazioni su elementi troppo tecnici.

Giudizio finale complessivo: Un libro che mi ha creato un po' di aspettativa ma che alla fine mi ha delusa. Son rimasta lì, attaccata alle pagine, in attesa di scoprire questo segreto, per poi ritrovarmi a pensare ?ambè? Tutto qui? Ancora con questa solfa? Sempre la stessa cosa?'. Poi mi hanno infastidita tutti gli elogi, neanche velati, a Google, al Kindle e simili e l'arroganza di certi personaggi.
Peccato perché la storia non era brutta, non lo è. Solo che gli è mancata la sostanza secondo me. Come una torta fantastica visivamente, ma che alla fine non si rivela così dolce e così buona
Voto: 6/10


2 commenti:

  1. Ciao!
    Peccato, la trama sembrava promettente! Grazie!

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    1. In un certo senso lo è, ma a me non è poi piaciuto lo sviluppo :D Lieta di esserti stata d'aiuto

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