venerdì 7 marzo 2014

Recensione: Il Pettirosso di Jo Nesbø


Ho diversi libri di Jo Nesbø, ma finora non ne avevo sfogliato neanche uno. Ultimamente però la parola 'detective' esercita un forte potere attrattivo su di me così sono entrata in piena fase thriller e sto attingendo a piene mani dalla mia riserva. In questo caso il piatto è stato abbastanza gustoso.


Titolo: Il pettirosso
Autore: Jo Nesbø
Edizione: Piemme
Prezzo:   € 11,50
Trama: Harry Hole non è esattamente un impiegato statale modello. Come membro della polizia di Oslo, uno che è allergico a qualunque tipo di autorità, che tende periodicamente alla depressione e, soprattutto, non disdegna di presentarsi al lavoro ubriaco un po'di scetticismo - a voler essere generosi - è normale che lo susciti. Ma nonostante i suoi modi ruvidi e scostanti non gli guadagnino la simpatia dei colleghi, il suo intuito e il suo spiccato senso della giustizia ne fanno il migliore sulla piazza. Ed è la sua capacità di vedere più in là degli altri a suggerirgli che, dietro un traffico d'armi che coinvolge un gruppo di neonazisti, si nasconda qualcosa di più grosso. I bossoli ritrovati sui monti intorno a Oslo appartengono infatti a un Märklin, un fucile tedesco di cui sono stati costruiti solo trecento esemplari, e che, grazie alla sua straordinaria precisione, è lo strumento ideale per un killer professionista. E mentre alcuni veterani dell'esercito norvegese iniziano a morire in circostanze sospette, sulle tracce di quell'insolita arma, Hole si addentra in una palude di tradimenti e vendette che si annida nel passato e da cui sarà difficile riemergere.


Vista la discreta produzione di questo autore, ho cercato di iniziare da quello che mi è risultato essere il primo. Non ho capito se è proprio il primo scritto, il primo con protagonista Harry Hole, o il primo pubblicato in Italia, in ogni caso non è così importante.
La storia è ambientata in Norvegia tra la fine del 1999 e l'inizio del 2000.Pensavo che questa collocazione temporale così precisa avesse un suo perché, ma, a meno che non faccia riferimento a qualcosa di preciso avvenuto in Norvegia e di cui l'autore non poteva fare a meno, direi che è un momento come un altro. Molto più importante, invece è la parte ambientata nel passato, che ha la datazione precisa della seconda guerra mondiale. Inevitabile poiché tutto inizia da lì, da una squadra al fronte bloccata in trincea e dai singoli elementi che la compongono.
Non ho trovato la trama di base particolarmente originale (veterani, ferite psicologiche, di guerra, voglia di vendetta e di rivalsa), ma le singole sottotrame, i singoli momenti che compongono il libro mi sono piaciuti. La caratterizzazione dei personaggi, il loro approfondimento psicologico, la ricerca e la scoperta di ciò che li muove hanno reso il romanzo coinvolgente e anche piuttosto avvincente.
L'autore utilizza la tecnica del parallelismo, mostrando subito protagonista e antagonista e seguendoli entrambi nel dispiegarsi dei loro intenti. Eppure fino all'ultimo mi sono chiesta 'ma chi è?', 'come sono andate le cose?', poi come sempre, letto il finale mi sono detta'certo, era chiaro'. Mi piacciono i libri che stimolano in questo senso, che ti fanno pensare di aver capito, ma che hanno quel particolare discordante che fa scricchiolare paurosamente la teoria.
Se ho qualcosa da rimproverare è il finale che giunge un po' improvviso rispetto alla lunga preparazione precedente, inoltre più che far intuire, racconta i fatti come si sono svolti e toglie un po' il gusto alla scoperta e al colpo di scena.

Personaggi: Harry Hole non ha nulla da invidiare ai suoi colleghi letterari, eppure è in qualche modo, diverso. E' il classico omone, grande, grosso, alto, biondissimo, abbastanza piacente da trovare compagnia nel libro. E' sufficientemente intuitivo, perspicace e deduttivo, ma non così rospo e misantropo come spesso sembra richiedere la categoria. Ha quel leggero velo di prepotenza che gli permette di ottenere ciò che vuole, quel filo di vittimismo che lo tiene fuori dai giochi di potere e sufficienti difetti da renderlo umano. Altri personaggi... ce ne sono, ma rimangono a livello di comparse. Forse nei libri futuri avrà un ruolo maggiore Rakel, funzionaria dei servizi segreti, Halvorsen che sembra destinato a diventare il partner di Hole, Weeler che trama nell'ombra o qualcun'altro, ma per il momento sono appena tratteggiati, svolgono il loro ruolo senza che vengano approfonditi.

Stile: Mi trovo leggermente in difficoltà a descriverlo. Nesbø passa da momenti in cui 'mostra', con discreta abilità, ciò che accade facendo sentire il lettore parte della scena, ad altri in cui si limita a raccontargli cosa è accaduto, spiattellando lì i fatti con poca enfasi e poco coinvolgimento. Ci sono momenti molto concitati con dialoghi divertenti e avvincenti ed altri puramente descrittivi. Questi secondi sono, per fortuna, più rari, ma mi hanno dato l'impressione di uno stile non ancora ben definito (in questo libro) e una leggera incertezza nel condurre alcune cose. In ogni caso il libro rimane sempre interessante, scorrevole e piacevole da leggere.

Giudizio finale complessivo: Forse non il più avvincente e al cardiopalma che abbia letto e neanche il più originale, ma indubbiamente 'Il pettirosso' è un bel libro. L'autore mi ha tenuta incollata alle pagine, mi ha incuriosita e confusa quel tanto che mi spingeva ad andare avanti e mi ha lasciata anche piuttosto soddisfatta sulla fine della vicenda. Ho adorato i suoi personaggi, anche quelli negativi e ho apprezzato i piccoli stralci della storia norvegese vissuta dai medesimi (io neanche ricordavo che la Norvegia avesse combattuto durante la Seconda Guerra Mondiale). Forse le 'indagini' non hanno un ruolo predominante, ma non mi ha disturbato più di tanto: il racconto ha compensato ampiamente.
Voto: 8/10




2 commenti:

  1. Amo Jo Nesbø e il suo personaggio Harry Hole *_*
    Il pettirosso, che io non ho letto, è il primo libro pubblicato in Italia ma non il primo della serie con Harry Hole; ho scoperto che il primo della serie sarà pubblicato prossimamente, praticamente dopo l'ultimo -__- Non capisco il senso di fare una cosa del genere...
    Comunque ti consiglio di leggere anche tutti gli altri di Nesbø, e di leggerli in sequenza perchè c'è sempre qualche piccolo collegamento tra i vari libri :)

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    1. Quando ho letto riferimenti a vicende passate ho sospettato che ci fosse un libro precedente. Vai a capire i ragionamenti degli editori italiani U_U
      Grazie per il consiglio, cercherò l'ordine e mi ci dedicherò al più presto. Come dicevo, è stata una piacevole scoperta.

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