domenica 5 gennaio 2014

Recensione: Il Grattacielo di Francesco Capasso

Giunti al termine delle vacanze natalizie, finalmente riesco a recuperare i miei ritmi.
Ringrazio l'autore per avermi inviato copia del suo racconto.


Titolo: Il grattacielo
Autore: Francesco Capasso
Edizione: Self publishing
Prezzo: 0.89€
Trama: Trovarsi in un grattacielo e perdersi tra i suoi piani. Seguire l’impulso di salire sempre più su, anche se si sta cercando la via di ritorno. Intraprendere un viaggio in verticale tra personaggi surreali: l’uomo uccello, il collega della morte e tanti altri, mentre il mondo caotico della città si allontana, è sempre più in basso, e noi sempre più immersi nel cielo, che è lo specchio del mare della nostra coscienza.



Prima di tutto, ringrazio l'autore per avermi inviato questo racconto.
Come è scritto nella prefazione, è libertà di chi legge interpretare il testo secondo il suo sentire.
Un piccolo incipit, dieci situazioni, un piccolo epilogo. All'interno di questa breve sequenza, dieci incontri, dieci personaggi singolari e allegorici che possono toccare o meno il lettore in relazione al proprio storico e alle proprie emozioni. Personalmente ho dato un mio significato ad ognuno di loro e nel complesso li ho trovato piuttosto rappresentativi.
L'idea di base è buona, anche se forse sviluppata un po' troppo brevemente, soprattutto il punto di vista emozionale di Gabriel rimane superficiale, spesso risolto con poche parole e sentimenti che di volta in volta si ripresentano simili. Forse non tutti gli incontri erano di ampio respiro, ma qualcuno sì e mi sarebbe piaciuto poterne leggere di più, sempre lasciando un margine interpretativo senza voler incanalare il lettore su binari precisi.

Personaggi: Il protagonista è Gabriel che, dovendo pagare una multa, si ritrova in un assurdo grattacielo in cui si sale ma non si scende. Come dicevo, dal punto di vista psicologico non è molto approfondito, ma le sue caratteristiche sono abbastanza delineate per poterlo considerare una persona comune, il vicino di casa, il collega, noi stessi. Ciò che ha importanza, sono gli incontri che fa, lungo il suo cammino, in cui non ci sono scorciatoie (niente ascensore), in cui non tutto si risolve, in cui non si può fare altro che andare avanti. Tutti gli altri personaggi che compaiono, si limitano a raccontare la propria storia in poche parole. Più che per se stessi, hanno valore come simbolo.

Stile: Ammetto che, dal mio punto di vista, questo è forse l'aspetto un po' più negativo. Non solo mi è sembrato troppo breve, per le sue potenzialità, ma, soprattutto, gli ultimi capitoli, mi sono sembrati troppo brevi, quasi un elenco di fatti, senza descrizioni, sensazioni, emozioni e, soprattutto, quasi senza riflessioni del protagonista. Davvero tanti i refusi, con qualche errore ortografico qua e là.

Giudizio finale complessivo: Come sempre sono pignolissima in certe cose e non mi va di farle correre, però a me l'idea generale è piaciuta. Sì avrei preferito una maggiore trattazione di tutti i 'piani', ma ho comunque potuto dare le mie interpretazioni e sono stata molto curiosa di salire piano per piano assieme a Gabriel.
Mi spiace per gli errori.
Voto: 5/10

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