domenica 12 gennaio 2014

Recensione: Atletico Minaccia Football Club di Marco Marsullo


Titolo: Atletico Minaccia Football Club
Autore: Marco Marsullo
Edizione: Einaudi
Prezzo:   17,00 €
Trama: Vanni Cascione ha un'unica fede, il calcio, e un unico dio, José Mourinho. Dopo anni da mister "sfigato" di provincia, di squadre minori e perdenti, è incaricato di allenare l'Atletico Minaccia Football Club, società finanziata dal Cavalier Baffoni, proprietario del "mobilificio col baffo" famoso in tutta la Campania. Alla promessa di poter disporre di una rosa di calciatori eccellenti, corrisponde però un reclutamento piuttosto singolare, tra prostitute nigeriane e reality show. Cascione si ritrova in squadra un difensore schiavo della colite cronica, un mediano clandestino schierabile solo in trasferta, perché se gioca in casa può trovarlo la polizia, un portiere cocainomane, un ex concorrente del reality "Campioni", uno stopper detto "Trauma" e non per caso, considerato l'artista del fallo da dietro... Con questa improbabile formazione, soprattutto se ti ostini a seguire il modulo Mourinho, vincere il torneo è complicato. Figuriamoci poi se si mette di mezzo la camorra.


Questo è uno dei rari casi in cui è stata una recensione (di cui non ricordo né il blog né l'autrice) a farmi conoscere e propendere per la lettura di questo libro. La blogger dichiarava di non essere amante del calcio, ma di averlo apprezzato molto, così, visto la caratteristica comune, mi sono incuriosita e gli ho dato una possibilità anche io. Ed anche io l'ho apprezzato.
La storia è quella di un allenatore di provincia, ma anche quella di tante persone comuni che hanno una passione, che cercano di svolgere il loro lavoro al meglio, che accusano la sfortuna dei loro insuccessi, che si paragonano a miti altisonanti, e che, nonostante tutto, ci credono sempre e comunque, perché quella è la loro vita e il loro modo di viverla.
In provincia si sa, per fare una squadra i giocatori son quelli che sono, i campi pure, i dirigenti idem. Giovanni Cascione si ritrova così a cercare di imitare Mourinho con un ds intrallazzone, giocatori cocainomani, meccanici, cuochi, proprietari convinti di avere Pelè come figlio, tifosi magnaccia e camorrina come contorno.
Ah, non manca la moglie con gli attributi pieni che gli da il ben servito.
Eppure lui ci crede e nel lungo campionato (anzi da prima, che si inizia con la 'campagna acquisti') trova la forza di venire fuori dal pantano in cui sembra essere finito.
A mio parere è stata questa la cosa più bella del libro e un piccolo successo per l'autore: creare delle figure che, pur rappresentando (neanche velatamente) tanti stereotipi del sud, dà loro una fine leggermente diversa da quella stereotipata. Mantiene sempre quella vena di immancabile fatalismo (o *ulo con la C maiuscola), ma da anche ampio spazio alla determinazione personale, alla fiducia, al crederci fino in fondo, all'essere artefice di quella cosa con la C maiuscola. Il tutto visto con gli occhi di un personaggio umano e scanzonato che riesce a far ridere decisamente spesso, pregio non trascurabile (e da lettrice vi assicuro che i libri non riescono mai a farmi ridere tanto quanto riescono a farmi piangere).

Personaggi: Mi viene da dire: per tutti i gusti. Parlando di tutta una squadra di calcio (e dintorni) è inevitabile che la tipologia umana messa in campo da Marsullo sia variegata e rispecchi moltissimi caratteri diversi. Utilizzando l'io narrante però la quasi totalità di loro non risulta analizzata e approfondita. Ben diverso è il caso di Giovanni Cascione, che non nasconde al lettore, nessuno dei suoi pensieri e del suo sentire (per la verità non lo fa neanche nel libro), risultando una figura sincera, spontanea, pulita e divertente. Decisamente memorabile.
Tutti gli altri rimangono un po' in sordina e filtrati dall'allenatore riducendosi più che altro a stereotipi.

Stile: La prima cosa che mi sento di dire è 'maturo'. Pur non avendo mai sentito parlare di Marsullo, leggendo il suo racconto, già mi chiedevo cosa altro avesse scritto perché non mi sarebbe dispiaciuto ripetere l'esperienza con altri suoi libri. Niente. Ho scoperto che non aveva scritto altro perché questo è il suo debutto. Onestamente, tanto di cappello. Il libro che propone è ben scritto, con una buona gestione dei tempi, un ottimo alternarsi di serio e faceto, un linguaggio scorrevole e un ritmo abbastanza serrato. Poche le descrizioni  che non spezzano l'azione e che danno quegli elementi essenziali per immaginare a grandi linee la scena lasciando al lettore la decisione dei dettagli. Dialoghi forse un po' scontati ma in genere ironici e divertenti.

Giudizio finale complessivo: Per essere una che detesta il calcio ed esasperata dal marito calciatore devo dire che questo libro mi è piaciuto davvero molto. Se da un lato è scrittura d'intrattenimento, dall'altro qualche piccola riflessione la solletica e anche qualche sorriso (ok, in un paio di occasioni mi sono rotolata sul divano). Non amare il suo protagonista è difficile e nel finale non si può fare a meno di fare il tifo per lui. Certo l'argomento del libro è pur sempre il calcio, tenetelo presente se decidete di leggerlo.
Voto:8 /10

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