lunedì 20 luglio 2015

Recensione: Tutto quello che avremmo potuto essere io e te se non fossimo stati io e te di Albert Espinosa

Altro prestito della mia consocia.

Titolo: Tutto quello che avremmo potuto essere io e te se non fossimo stati io e te
Titolo originale: Todo lo quepodrìamos haber sido tù y yo si no fuéras tù y yo
Autore: Albert Espinosa
Edizione: Tea
Prezzo: 9,00€
Trama: Marcos ha un dono. Il dono di sentire, vedere, leggere le emozioni, i ricordi e i segreti delle persone semplicemente guardandole negli occhi. Marcos ha appena perso sua madre, una famosa coreografa che gli ha insegnato tutto della vita, e ha deciso che senza di lei il mondo non sarà più lo stesso. Per questo ha intenzione di prendere un farmaco che gli permetterà di stare sveglio per sempre. Tutto è pronto per l’iniezione che non lo farà mai più dormire, quando arriva una telefonata. La polizia ha catturato uno "straniero", un extraterrestre, e solo Marcos può interrogarlo, leggendo nella sua mente. Ma lo straniero – uno strano alieno, in tutto e per tutto uguale a un umano – è in grado di bloccargli l’accesso ai propri pensieri e di leggere nei suoi. Sarà lui a parlare a Marcos di sua madre. E della vita prima della morte, prima di questa vita; e di cosa sono fatti sogni, i ricordi e... Onirico e surreale, spiazzante, immaginifico e commovente, un romanzo che parla di vita, di sesso, di morte, d'amore, di arte, di venditori di sogni e, soprattutto, di libertà.

Voto: 7/10
Da un romanzo con un titolo così particolare mi aspettavo tante cose diverse, tranne quello che vi ho trovato. E quello che vi ho trovato mi è piaciuto e non mi è piaciuto.
Non siamo in un vero e proprio distopico, quanto piuttosto, in un presente alternativo o, al massimo, in un futuro molto prossimo. La quotidianità sembra attuale, se non fosse che esiste un farmaco che permette di smettere di dormire.
Uno shi-fi? Uhm. Forse, ma non per il farmaco.
Marcos ha un potere particolare, quello di leggere ricordi ed emozioni guardando gli altri negli occhi. Quindi un urban fantasy? Neanche. E' ben lontano da ciò che si trova sotto questo genere.
Dal titolo si potrebbe pensare ad una storia d'amore. E c'è l'amore, sotto molte forme, ma non è un romance.
Lo so, vi state stancando di sentirmi dire ciò che NON è questo libro. Il problema è che non è facile dire ciò che è.
Un misto di cose forse, molte delle quali inutili secondo me.
Prendiamo il dono di Marcos. Non è essenziale e risolutivo ai fini della storia. Bastava poco perché la si potesse raccontare identica, senza questo elemento.
Aspetto sci-fi. Mah, più o meno è uguale. Serve come scusa per delle riflessioni sui sogni che potevano essere fatte anche senza.
Per finire l'autore s'inventa una cosa complicatissima su pianeti e vite passate e future, salti di tempo e di spazio e così via che alla fine confondono e basta. Perché comunque non sono essenziali.
Voi direte: volevi un'altra storia e non ti sta bene niente.
No, non è questo. E' che il fulcro del libro è davvero altro rispetto a poteri extra e salti spazio-temporali.
E' il rapporto strano di Marcos con la madre, l'amore perduto che lo straniero va cercando, i sentimenti confusi e inspiegabili che il protagonista ha per la ragazza incontrata al cinema. Questi sono il vero elemento rilevante e regalano al lettore passaggi bellissimi e toccanti. davvero. Ci potrei trarre teasers per settimane da questo libro.
Per descriverli, per citarli, per raccontare quelle storie non c'era bisogno di farla tanto complicata. Con elementi che non aggiungono niente, rimangono marginali e finiscono per non essere approfonditi come dovrebbero.
Marcos è un bel personaggio. Un po' incerto, un po' indeciso, un po' indolente verso il suo dono, risulta una persona normale e per questo vicino all'eventuale lettore. Di lui ho apprezzato i dialoghi riportati con la madre più che lui. donna che nel libro è già deceduta, ma che indubbiamente aveva una personalità particolarissima e sfaccettata.
Gli altri rimangono un po' in ombra, escluso lo straniero che invece non mi è piaciuto. Troppo saccente e altezzoso.
Nonostante la storia non mi abbia esaltata, l'autore ha uno stile bellissimo e affascinante. L'ho trovato dolce e poetico e mi ha letteralmente incantata tenendomi incollata alle pagine, nonostante un contenuto che non mi catturava.
Sono intenzionata a leggere altro, anche se non subito e anche se non sarà il più famoso 'Braccialetti rossi'.


Nessun commento:

Posta un commento