lunedì 13 luglio 2015

Recensione: Riflessi di un pomeriggio d'inverno di Laura Withcomb

In piena estate forse non è appropriato...

Titolo: Light 01 - Riflessi di un pomeriggio d'inverno
Titolo originale: A certain slant of light
Autore: Laura Withcomb
Edizione:  Sperling & Kupfer
Prezzo: 17,00 € (ma risulta momentaneamente fuori catalogo)
Trama: Helen vaga sulla Terra da più di un secolo, esistendo grazie alla vicinanza di ignari umani: è uno spirito, e cerca di lenire l'inquietudine che la tormenta a causa di qualcosa accaduto in un passato ormai lontano. Mentre si trova in una cittadina della provincia americana, nella classe del professor Brown, Helen scopre che James, un'entità ultraterrena e inquieta come lei, si è impossessato del corpo di uno studente, Billy Blake, che si era trovato in bilico tra la vita e la morte. Lo sguardo del ragazzo incontra gli occhi di Helen, segue i suoi movimenti, indugia sul suo volto. E così, solo per James, per la prima volta dopo un tempo infinito lei non è più invisibile. In preda a un'emozione esaltante, comprende che la sua esistenza sta per cambiare. Non le sembra vero di poter finalmente parlare con qualcuno che riesce a vederla e sentirla, e tra i due si accende un'irresistibile attrazione. Ma Helen vuole anche ricominciare a sentire profumi, sapori, insomma, quelle sensazioni umane che le mancano terribilmente. E, soprattutto, si strugge dal desiderio di poter toccare James. Per farlo, c'è un unico modo: deve trovare un corpo in cui abitare, proprio come è successo al suo amato.

Voto: 6/10
Ho dovuto pensarci un po' prima di decidere il voto e trovarne le motivazioni. Questo perché mi è sembrata una di quelle storie a mezza strada, senza lode e senza infamia che non ha difetti oggettivi, ma mi ha annoiata.
La trama non era male: Helen è un fantasma che nessuno vede. Finché non arriva James. per poter stare insieme lei prende il corpo di una giovane.
Qui iniziano i miei nasi storti. Ho trovato questo atteggiamento da egoisti e non mi ha reso simpatici i due protagonisti.
Inoltre loro riescono a possedere i due ragazzi vivi, perché sono 'vuoti', disinteressati a continuare la loro vita e desiderosi di morire. Mi sarebbe piaciuta più cura e più coinvolgimento nelle loro emozioni, anche se negative. Lui è uno sbandatello dalla storia piuttosto comune: famiglia disastrata, quartiere violento, infanzia difficile e tutto il resto del pacchetto. Lei si differenzia un po': famiglia religiosissima e bacchettona fino all'inverosimile, punisce e soffoca la ragazza fino a farle perdere la voglia di vivere. Un po' diversa dal solito anche se non originalissima.
Il finale mi ha lasciata perplessa. Fino ad un certo punto è ben curato, poi si chiude in tre frasi. Stop. Vissero tutti felici e contenti.
Come accennato, i personaggi non si lasciano amare, qualcuno per la poca caratterizzazione, qualche altro per gli atteggiamenti, che possono andare bene in un antagonista o in un protagonista negativo, ma in questo caso, secondo me, non erano adatti.
Lo stile dell'autrice è pacato e rilassante. lo avrei apprezzato se, a causa della storia, non avesse aumentato il senso di sonno e di noia. mi è piaciuto il linguaggio, mai scurrile o volgare anche se a parlare erano adolescenti.
Mi rendo conto di essere stata più breve del solito, ma è davvero una recensione faticosa. Non è brutto e non meritava una stroncatura, ma a me non è piaciuto e non me la sono sentita di tessere pregi che non ho trovato.
In originale esiste anche un seguito, ma non credo sia stato tradotto.


2 commenti:

  1. Che titolo interessante ed insolito :) Peccato che non ti abbia colpito granchè.
    Io lo inserisco cmq in wishlist perchè sono una curiosona!!!

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    1. Magari sono stata io un caso particolare, perché lo avevo inserito a mia volta in WL a seguito di una recensione entusiasta ^^

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