mercoledì 24 luglio 2013

Recensione: La notte degli angeli caduti (Lost Angels 01) di Heather Killough-Walden

Oggi doveva esserci il WWW, ma come già avevo preannunciato non avevo voglia di farla. Mi faceva fatica :D:D:D:D Così mi sono dedicata a ciò che mi piace davvero: parlare di libri. Sono quasi in pari con le letture. Se volete un colpevole per la pioggia, sono io.

Titolo: La notte degli angeli caduti (Lost angels 01)
Autore: Heather Killough-Walden
Edizione: Leggereditore
Prezzo: 10,00€
Trama: Quattro arcangeli vagano sulla terra con un unico scopo: trovare la compagna alla quale ciascuno di loro è stato destinato per l’eternità. Nulla potrà placare la sete che li tormenta, nulla tranne il vero amore. Poi Eleanore Granger, la prima eletta, fa la sua comparsa, e la terribile condanna sembra essere giunta al termine. Ma gli arcangeli non sono soli, un’ombra insidiosa segue ogni loro mossa con l’intento di allontanarli dalla meta. Un’atroce guerra sta per avere inizio, e una sola donna sarà in grado di ristabilire gli equilibri tra le forze del bene e quelle del male. E quando un potere oscuro quanto magnetico le farà sentire la sua voce suadente, Eleanore dovrà scegliere quale cammino intraprendere... Saranno le tenebre o la luce a trionfare?

E' la prima volta che incontro degli angeli in un urban fantasy e l'esperienza è stata piuttosto controversa. Perché mi è piaciuto quel tanto da farmi desiderare di leggere gli altri (soprattutto il quarto e il quinto), ma mi ha fatto scappare la pazienza una pagina sì e l'altra pure.
Al di là della trama scritta sopra, l'idea della Killough-Walden (non me lo ricorderò mai sto cognome) è palese: un libro per ogni arcangelo più il quinto presumibilmente dedicato a Samael. Mi aspetto che in ognuno dei primi quattro l'arcangelo protagonista incontri la famosa cherubina. Sul quinto non mi pronuncio, già dal primo intuisco di cosa parla e cosa vi accade, ma non voglio rovinare la sorpresa a nessuno pertanto tengo per me le mie idee.
La storia, sia quella del libro, sia quella dei cinque libri, non è brutta. forse un po' trita, ma un po' d'amore e passione ultraterrena non mi dispiace. Il problema sono le incongruenze e i personaggi, e l'impressione non è solo mia, in quanto la mia consocia si è letta il secondo e la conclusione è stata: le cherubine son tutte rincoglionite. Comunque di loro parlo dopo. Vediamo le cose che non mi hanno convinta.
La cherubina viene inseguita da 10 anni da dei tizi iper tecnologici... Ok... Si sarà nascosta bene. poi scoprite che ha un padre professore molto rinomato che lavora all'università... E ci mettono 10 anni a trovarla? Cosa hanno usato un Commodore 16?
Poi... lei è sullo stizzoso andante, lui va a casa sua, fruga ovunque, curiosa, fa commenti e lei... sta lì a mo' di baccalà senza dire una parola. Tra l'altro lui è così arrogante e spaccone da cavarti un cazzotto ben piazzato alla seconda parola e lei... niente, le è partito l'ormone e le ha cancellato qualsiasi facoltà (ma non erano i maschietti quelli a ragionare con le parti basse?)
Il rincoglionimento di Eleanor emerge anche poche pagine dopo: è un freddo tremendo e lei se ne va in giro con stivali (ok), leggins (ok) e una magliettina??? Perché io con la neve alta non ho mai visto neanche un eschimese con la magliettina?
Nei miei appunti ho scritto 7 volte (sette!!!!) la seguente domanda: perché parlano come scaricatori di porto??? (con 3 punti interrogativi) Forse si sentono più fighi, salvo poi farsi trattare (tutti e quattro) a pesci in faccia da una signorina. Mah.
Andiamo oltre: togliendo tutte le ripetizioni il romanzo si sarebbe abbreviato di un terzo e avrebbe tediato i lettori nove decimi di meno. I poteri degli arcangeli sono solo abbozzati e vengono usati come fa comodo alla storia. Uriel è l'angelo della vendetta ma a tratti sembra l'ultimo dei brocchi, così i suoi fratelli. I cattivi ... sì viene spiegato cosa vogliono ma sembrano comunque inconsistenti. Samael è l'unico sempre coerente a se stesso, ma anche lui, sul finale, non è ben chiaro cosa faccia.
Tra l'altro la battaglia è descritta veramente un po' così. Certo, il fulcro della storia è un altro, ma un po' di cura in più non sarebbe stata male.
Altra cosa che non ho apprezzato affatto: il vampirismo. Sono angeli? Bene, facciamoceli bastare senza mischiare le razze.

Personaggi: Eleanor è la coprotagonista (di Uriel). E' indubbiamente una ragazza forte, ne ha passate un bel po' e cerca di non perdere se stessa in questa guerra più grande di lei. Trova la storia delle cherubine estremamente maschilista peccato che poi le vada in pappa il cervello appena vede il suo angelo, cosa che le fa perdere abbondantemente di credibilità. E sì che lui fa di tutto per essere il più antipatico possibile. Poi si chiede perché lei si faccia abbindolare da Samael. Anche io mi farei abbindolare da lui, quanto meno è un gentleman in ogni occasione.
Uriel è l'angioletto di turno. In questa terra di mortali si è adattato a fare l'attore, con il nome di Christopher Daniels (superfigo, ci mancherebbe) e come tale si comporta. E' piuttosto arrogante, prepotente, saccente e anche un po' infantile. Sarà anche bellissimo, ma ti tira fuori le sberle ogni tre pagine. Per fortuna l'amore lo ridimensiona, soprattutto quando lei si rifiuta di farsi mettere i piedi in testa. Molto tenero nel finale.
Gabriel è il degno fratello. Compare poco ma, tra tutti, è il più scaricatore di porto. Ho capito che da 2000 anni sono sulla terra, ma non dovrebbero aver vissuto da un'eternità? Si dimenticano così in fretta le buone maniere?
Azrael e Michele (che resta il mio preferito) compaiono poco, ma sembrano i più equilibrati e i più pazienti. E i più angeli.
Samael... ecco, sarà anche cattivo e intrigante, ma almeno si comporta sempre a modo. Certo, manipola un po' la testa altrui, soprattutto quella di Eleanor, ma almeno non sbotta con volgarità. E poi è l'unico che mi è sembrato veramente sensuale e accattivante.

Stile: La Killough-Walden non scrive male, ha uno stile fluido che si lascia leggere con piacere. Cade un po' sulle scene di sesso per una terminologia un filo rozza, ma potrebbe essere un difetto di traduzione. Tende ad essere ridondante con le spiegazioni (che sta villa si sposta e funziona da portale l'ho letto non so quante volte) e un po' troppo superlativa con le descrizioni fisiche (oltre che ripetitiva). Non mi è piaciuta la scelta di abbassare il registro linguistico degli angeli (sono stata ridondante anche io? Certo, perché mi ha dato veramente noia). Non che pretendessi un linguaggio aulico, ma insomma, le volgarità no!
Breve nota negativa alla versione italiana: pessima come sembra andare di moda ultimamente. Sulla traduzione non mi pronuncio perché non ho letto l'originale, ma il libro è pieno di errori ortografici e di refusi.

Giudizio finale complessivo: Un libro che non ho trovato così esaltante come viene presentato, ma che alla fin fine mi ha incuriosito. Più che altro mi incuriosiscono le storie di due futuri protagonisti e anche la trama più ampia. Voglio sapere cosa accade quando tutti han trovato questa fantomatica anima gemella e voglio conoscere un po' meglio gli altri 3 fratelli. Il fatto che Uriel sia sgradito, non vuol dire che anche gli altri lo siano. Magari trovo un angelo di mio gusto. Dovessi però consigliarlo, francamente, ci penserei bene. Negli urban fantasy e paranormal romance in generale ho letto di meglio e credo che anche nel sottogruppo 'Angeli' ci possano essere storie molto più emozionanti. Personalmente l'ho trovato tranquillo e rilassante, senza troppo impegno, neanche a livello emotivo. Non è brutto, diciamo che non mi ha soddisfatta in pieno.
Voto: 7/10

2 commenti:

  1. è un libro che ho volutamente ignorato, perché un po' come per i vampiri, anche le storie d'amore degli angeli, sono davvero troppe...comunque per una lettura leggere e senza pretese

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    1. Io credo di andare ad ondate. Tipo, in questa estate mi vanno molto gli urban fantasy e i romance, magari poi mi stanco e torno a thriller e ammazzamenti vari. Sul fatto che ce ne siano troppe da un lato ti do pienamente ragione, ma il problema non è tanto la quantità quanto la qualità. Fossero belle storie probabilmente ci stancheremmo meno di leggerle. Questa poi, anche se voglio leggere gli altri, direi che è proprio da lasciar stare.

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