martedì 16 luglio 2013

Recensione: La maledizione di Ondine di Valentina Barbieri

La maledizione del titolo si è estesa anche alla mia copia, in quanto è sparita dal pc, dall'ereader, salvata sotto altri nomi... insomma cose assurde. Alla fine ce l'ho fatta!

Titolo: La maledizione di Ondine
Autore: Valentina Barbieri
Edizione: Youcanprint
Trama: Ondine è una giovane sensitiva in grado di percepire una dimensione in cui gli spiriti vagano, anelando il modo per tornare nel mondo dei vivi.
Cercando una spiegazione razionale e scientifica, Ondine, insieme all’amico Francesco, indaga su eventi paranormali.
La verità inizia a venire allo scoperto quando a Londra incontra Benjamin Law, un giovane e affascinante prete in grado di passare dall’Altra Parte. Grazie a lui, Ondine viene a conoscenza di oggetti posseduti e assiste a un terribile esorcismo.
Le informazioni su un antico Ordine dei Guardiani portano Ondine e Benjamin a Praga, alla disperata ricerca di Lysandra Novacek, l’ultima discendente della famiglia a capo dell’Ordine.
Tra spiriti e luoghi antichi, scontri e battaglie epiche, Ondine viaggerà per l’Europa, per scoprire se è l'amore o la vendetta a vincere la morte.

Riesco, finalmente, a parlarvi di questo italianissimo urban fantasy che ritengo abbia poco da invidiare ai suoi consimili oltre confine.

Non è un libro perfetto, nè in generale, nè nel suo genere, ma è comunque un buon libro con una trama particolare e che si lascia leggere con facilità e curiosità.
La caratteristica della protagonista, che è quella di poter vedere i fantasmi (o spiriti o comunque li si voglia chiamare), non è originale, così come non lo è la trama generale, eppure il lettore è costantemente stimolato ad andare avanti, sia dalle caratteristiche dei personaggi che via via fanno il loro ingresso, sia dalla storia stessa, che l'autrice orchestra in maniera davvero stuzzicante. Non solo, nonostante Ondine sia nata con questa caratteristica, lei per prima è assolutamente scetticae cerca il modo di spiegare la sua 'maledizione' attraverso la scienza. Questa caratteristica mi è piaciuta. Trovo che la differenzi da tante altre ragazze degli urban fantasy che accettano la magia e l'impossibile come se niente fosse (o comunque in cui basta davvero poco per convincerle). Non rifiuta il proprio potere, bensì cerca di attribuirgli una connotazione logica e verosimile. E' proprio questa ricerca che la porta a voler parlare con persone simili e a scoprire altre persone che possono varcare i confini di questa dimensione fino ad arrivare ad un piano 'superiore'.
Questi incontri permetteranno sia a lei che agli altri, dei confronti, anche duri, su cosa sia la maledizione, e come affrontarla. Ho trovato molto interessante soprattutto lo scambio che ha con padre Benjamin che spiega tutto con la fede e con Dio. E' vero che è una contrapposizione usata spesso, ma qui mi è sembrata ben contestualizzata e ben utilizzata.
Ottimo anche l'uso della 'paura' che la Barbieri fa avere a Francesco. E' vero che il ragazzo è sempre pronto ad aiutare l'amica, ma è anche vero che lei stessa ogni tanto cerca di 'proteggerlo' perché ne percepisce l'orrore.
Su cosa faccio le pulci? Una leggera a livello di stile di cui parlo dopo, le altre sono la scena con il fidanzato della sorellastra, che francamente ho trovato scontata e anche un po' inutile e la battaglia finale non molto chiara, soprattutto perché è un po' troppo 'sequenziale': Ondine si occupa di un po' tutti i nemici, uno dopo l'altro, senza che sia chiaro cosa fanno i suoi compagni nel frattempo. Preciso che non è un momento 'incomprensibile', nel senso che io ho avuto determinate percezioni, ma a tutti gli altri lettori può sembrare una scena normalissima.
Dalle note finali si apprende inoltre, che tutti gli eventi paranormali o inspiegabili citati nel libro sono riconducibili a cose effettivamente accadute nel mondo reale. Questa accuratezza e attinenza mi sono piaciute molto.

Personaggi: Ondine è la protagonista ed è lei a considerare il suo dono come una maledizione. Mi è piaciuta perchè, innanzitutto è più grande delle normali protagoniste, sia come età (è un'universitaria) sia anche come atteggiamento e modo di fare. E'inoltre molto scettica. Non che rifiuti ciò che è chiaro, semplicemente lei accetta che esista la sua caratteristica, ma cerca di spiegarla in maniera scientifica. E' inoltre un personaggio che mi ha divertita molto, pur con i suoi momenti no e devo ammettere che mi spiaceva più per la maledizione di innamorarsi di uomini impossibili che non per quella di ritrovarsi nel mondo dei morti. Francesco è l'amico di Ondine e, benchè creda all'amica e senta le sue storie da molto, quando si ritrova davanti degli avvenimenti concreti, ne rimane umanamente scosso. Ho apprezzato questo lato del ragazzo, il non volerne fare un super eroe a tutti i costi. Ok, si può dire di non credere ai fantasmi o di non averne paura, ma un conto è dirlo, un conto è avere la consapevolezza di averne uno nei paraggi.
Padre Benjamin mi ha suscitato lo stesso dispetto che suscita in Ondine. Tutto il suo tirare in ballo la fede e la religione l'ho trovato un esasperante e mi è venuto da pensare 'il solito prete gnucco e sotuttoio'. In realtà è un bel personaggio che sa riconoscere i propri errori e che li spiega agli altri, inoltre invita gli altri a riflettere sui propri. Walter in un primo momento non mi è piaciuto, poi è divenuto abbastanza chiaro chi era, e come lui Virginia, e l'ho rivalutato moltissimo. Vorrei vederlo di più in eventuali seguiti.
Su Lysandra invece, non ho molto da dire, arriva quasi al termine e rimane molto misteriosa, pur se affascinante.

Stile: Fresco e leggero il libro è molto scorrevole e le punte d'ironia ammorbidiscono anche momenti più drammatici. Talvolta ho riscontrato frasi che ho percepito come ingenue e questo forse è da attribuirsi ad un filo di inesperienza dell'autrice, ma niente di grave e niente che non possa migliorare con il tempo. Ho apprezzato la ricercatezza dei termini, delle tecniche, dei misteri e delle spiegazioni che vengono via via fornite, cose che rendono il libro chiaro per qualsiasi lettore e alla portata di tutti.

Giudizio finale complessivo: Un inizio saga (mi sembra di capire che ci potrebbero essere dei libri successivi) che mi è piaciuto molto, che mi ha divertito e che, nonostante la mia 'sfortuna' nel riuscire a leggerlo, ho divorato veramente in pochissime ore. La caratteristiche dei protagonisti, così come la loro distinzione in cavalieri, mi ha incuriosita e mi ha fatto percepire la storia come in qualche modo diversa dai classici urban fantasy con vampiri, licantropi e creature mitologiche varie. I suoi personaggi sono molto ben caratterizzati e questo me li ha resi simpatici e, soprattutto, facili da ricordare (detesto i romanzi dove si finisce per confondere i 'partecipanti'). L'ironia e lo scetticismo inoltre, hanno contribuito a rendere la lettura leggera e divertente.
Voto: 8/10

6 commenti:

  1. spero di leggerlo al più presto ce l'ho in lista da secoli

    RispondiElimina
  2. Una volta iniziato è difficile smettere, a meno che tu non sia sfortunata come me :D

    RispondiElimina
  3. Io l'ho iniziato ma poi l'ho dovuto mettere in pausa per mancanza di tempo...spero di riprenderlo la prossima settimana ^-^
    Bella recensione, dettagliata come sempre!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie mille. So cosa vuol dire non avere tempo, io ho dovuto mettere in pausa ben più della lettura ultimamente, ma spero che il grosso sia passato.

      Elimina
  4. Alla fine mi toccherà leggerlo, ci sono solo recensioni positive :)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Udiu, spero di non instillare troppe aspettative. Adoro le tue recensioni al vetriolo ma mi spiacerebbe se questo libro non dovesse piacerti.

      Elimina