lunedì 24 giugno 2013

Recensione: Storia di un gatto e del topo che diventò suo amico di Luis Sepùlveda

Rieccomi con una nuova recensione e la programmazione settimanale.
Lunedì: Storia di un gatto e del topo che diventò suo amico
Martedì: Teaser se Dil riesce a inviarlo
Mercoledì: W. W. W.  Wednesday
Giovedì: La lega dei gentiluomini rossi
Venerdì: (Un altra recensioncina se riesco a finirla)

Titolo: Storia di un gatto e del topo che diventò suo amico
Autore: Luis Sepùlveda
Edizione: Guanda
Prezzo: 10,00€
Trama: Monaco. Max è cresciuto insieme al suo gatto Mix. È un legame profondo, quasi simbiotico. Max, raggiunta l'indipendenza dalla casa paterna, va a vivere da solo, portandosi dietro l'amato gatto. Il suo lavoro, purtroppo, lo porta spesso fuori casa e Mix, che sta invecchiando e sta perdendo la vista, è costretto a passare lunghe giornate in solitudine. Ma un giorno sente provenire dei rumori dalla dispensa di casa e intuisce che lì si nasconde un topo... Un'altra grande storia di amicizia nella differenza, questa è la magia di Luis Sepúlveda.

Questo librino è stato un regalo per l'acquisto di altri libri. Tendenzialmente sono un po' fatalista, pertanto se un libro ti capita, vuol dire che vuole essere letto. E così ho fatto.
Una storia semplicissima per questa fiaba moderna adatta un po' a tutti, anche se decisamente rivolta ai bambini. Non tanto per la trama, quanto per la presenza di alcuni 'insegnamenti' volutamente inseriti dall'autore in quasi ogni capitolo. Che sarà brutto dirlo, ma mi hanno principalmente infastidita.
Trovarmi di continuo davanti quel: 'perché è così che fanno gli amici', mi ha portato più che altro a sbuffare, modello treno a vapore, tanto che mio marito mi ha pure chiesto se il libro fosse ridicolo.
No, non è ridicolo, è carino e il concetto di base è bello, è quel modo di fare da maestrino che mi urta. Per questo lo ritengo prettamente da bambini. Non per la funzione educativa, utile a tutti, quanto per il modo in cui tale funzione è stata svolta.
Sulla trama non c'è molto da dire, è tutta nella sinossi, anche perché il libro consta di pochissime pagine, scritte grandi e corredate di figure, pertanto non è che riservi sorprese o parti aggiuntive. E' un racconto di amicizia, accettazione della diversità e scoperta dell'altro.
Non solo, la scelta di due personaggi così storicamente nemici, invita anche ad andare contro le convenzioni per ridefinire quei limiti che molto spesso sono decisi tempo fa senza che nessuno li abbia più messi in discussione.

Personaggi: Direi che sono principalmente due: Mix il gatto e Mex il topo. Max, l'umano, in realtà compare poco. Mix è, di fatto, il protagonista del racconto e anche se il libro è in terza persona, il punto di vista è quasi esclusivamente suo. Gatto indipendente eppure legato al padrone è principalmente suo il gesto distensivo nei confronti del topolino abitante nella credenza. Mex è l'ultimo arrivato. E' timido, impaurito e teme moltissimo Mix, ma in qualche modo si fa coraggio e crede alle parole del nuovo amico. A volte, per quanto possa sembrare strano, ciò che serve è un po' di fiducia.

Stile: Molto semplice e adatto ai bambini. Sepùlveda racconta la sua storia con capitoli brevi e frasi quasi ripetitive. Vocabolario scarno, con parole note affinché sia comprensibile anche, e soprattutto, dai più piccoli.

Giudizio finale complessivo: Sì, una bella storia per i bambini, molto istruttiva, dolce e positiva, e che può dare qualcosa anche agli adulti. Come ho già detto non ho apprezzato lo stile da maestrino e anche come storia non è che mi abbia proprio entusiasmato. Io la terrei giusto per leggerla ai bambini.
Voto: 6/10

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