sabato 22 giugno 2013

Recensione: Il giardino dei segreti di Kate Morton

Eccomi in una rara edizione di sabato (nel week end tendo a preparare post ma non a pubblicarli, mah). Come accennato nei giorni scorsi, sto cercando di smaltire un po' di recensioni che si sono accumulate pertanto sfrutto tutti i momenti liberi per scrivere e pubblicare.
Oggi sono con un tipo di libro che in genere mi attira meno, ma quando l'ho letto avevo un po' voglia di qualcosa di malinconico.

Titolo: Il giardino dei segreti
Autore: Kate Morton
Edizione: Sperling & Kupfer
Prezzo: 21,90€
Trama: È il 1913 e sulla costa dell'Inghilterra una nave è pronta a salpare per l'Australia: a bordo, tra i passeggeri in cerca di fortuna e i rudi marinai intenti alle manovre, una bambina di quattro anni, Neil, stringe il prezioso libro di favole che le ha regalato la misteriosa Autrice, Eliza Makepeace. Che dovrebbe prendersi cura di lei, ma l'abbandona sul ponte. Distratta dalle attenzioni di un bimbo più grande che la invita a giocare, Neil non si accorge che il rombo dei motori si fa più incalzante, e la nave lascia il molo diretta verso il mare aperto. Dopo una traversata che sembra infinita, quando il transatlantico arriva a destinazione, la piccola si ritrova sperduta nel porto di Maryborough: è smarrita, non ricorda il suo nome e tutto ciò che le è rimasto è una valigina bianca che contiene qualche vestito e quel bellissimo libro di fiabe. Per Hugh, il capitano del porto, quella delicata creatura pare piovuta dal cielo, a consolare lui e la moglie della loro sterilità. Da quel momento sarà sua figlia. Solo la sera del suo ventunesimo compleanno Neil apprende dal padre il segreto delle sue origini e la sua vita cambia per sempre.

Devo ammettere che questo libro mi ha ricordato moltissimo 'Il giardino degli incontri segreti' di Lucinda Riley, sia per il titolo (anche se in questo caso è molto più appropriato), sia per la struttura del libro e alcuni aspetti della trama. Ve lo dico nel caso in cui ne abbiate letto uno dei due e desideriate leggere anche l'altro. Comunque fine dei paragoni.
Elisa, Neil e Cassandra. L'autrice ci propone la storia di tre splendide donne, in qualche modo collegate tra loro, le cui vicende attraversano un po' più di un secolo. La protagonista centrale sembra essere Neil, in realtà l'autrice la fa intervenire poco. Ci sono degli spezzoni della sua vita ma sono piuttosto blandi rispetto alle vicende di Elisa e di Cassandra.
Il libro si divide in tre periodi storici, quello di inizio secolo che ci racconta la storia di Elisa, quello della seconda metà del secolo, con la parte di Neil, e quello attuale, in cui, scomparsa la nonna, Cassandra cerca di ricostruire la sua vita e la sua identità, terminando ciò che l'anziana donna aveva iniziato anni addietro.
In linea generale ho trovato tre ritratti femminili piuttosto belli, anche se il più accurato e sfaccettato è quello di Elisa. La sua storia viene narrata quasi tutta sia attraverso la prima persona, sia attraverso le ricostruzioni successive. Neil ha più la funzione di 'scusa' per poter narrare la suddetta storia, ma qualcosa sappiamo anche di lei. Cassandra è quella che mi è piaciuta meno. L'ennesima giovane donna che deve riprendersi da una tragedia familiare, bellissima e malinconica, che fa qualcosa 'tanto per fare' e poi trova un nuovo giovanotto bellissimo e perfetto che la comprende, la capisce e tutti vissero felici e contenti.
Per quanto la trama non sia in generale originalissima, il libro è abbastanza entusiasmante e coinvolgente, soprattutto nei pezzi dedicati ad Elisa. I colpi di scena sono ben distribuiti, anche se quello finale è un po' troppo preannunciato per colpire davvero, e tengono abbastanza vivo l'interesse del lettore.
Mi sono piaciute moltissimo le fiabe (poche per la verità) sparse per il libro e il loro significato.
Non ho apprezzato, invece, certe intuizioni che mi sono sembrate un po' troppo... fantasiose. Alla fin fine certe cose vengono scoperte perché la protagonista si alza e *ZAK* capisce come sono andate le cose. Avrei preferito di gran lunga che ci fossero 'prove' dietro (la mia anima da giallista che emerge).
Anche il finale, per quanto bello, trovo che si trascini un po'.

Personaggi: Tre donne, come dicevo, assolutamente diverse tra loro, ma tutte affascinanti. Neil dovrebbe essere la protagonista, in realtà non compare poi moltissimo. E' segnata dalla scoperta di non essere davvero figlia dei suoi genitori e il senso di abbandono che prova deciderà tutta la sua vita futura. Chiusa di carattere la nipote riesce solo ad immaginare come deve essersi sentita quella nonna un po' scontrosa che l'ha cresciuta. Cassandra è, appunto, la nipote di Neil che, alla morte della nonna si ritrova proprietaria di un cottage all'altro capo del mondo. Come dicevo è quella che mi è piaciuta meno, si piange un po' troppo addosso (per dieci anni, cavoli) e la sua 'riabilitazione' avviene un po' troppo repentinamente. Elisa è quella che, alla fin fine, compare di più. Donna forte per la sua epoca, mostra una fantasia sfrenata e racconta favole bellissime. Anche lei segnata da perdite e dolore, reagisce sempre e comunque inventandosi nuove vite ogni volta, lanciandosi verso il futuro, cercando di superare ciò che la vita le ha messo davanti. Mi sono piaciuti i suoi modi di fare sbrigativi e la sua determinazione. Soprattutto mi è piaciuto come tiene testa a chi vuol piegarla.

Stile: Pacato e pulito, la Moss ha una scrittura piuttosto quieta e rilassante. Non si lascia andare a sensazionalismi o scene forti moderando anche quei momenti in cui la tentazione di 'colpire' il lettore con la schiettezza o la brutalità poteva essere forte. Al contempo non sempre risulta coinvolgentissima. Utilizza un registro medio comprensibile a tutti, ma fa anche uso di parole appropriate per quegli elementi propri delle epoche passate. Apprezzabili le descrizioni, quasi mai tediose ma molto chiare (il cottage sono riuscita ad immaginarlo perfettamente).

Giudizio finale complessivo: Tutto sommato un bel libro. Certo, mi è spiaciuto molto per la sensazione di già letto (non ho citato le somiglianze per non fare spoiler, ma ci sono e alcune sono anche macroscopiche), ma alla fin fine mi ha affascinata in alcune sue parti e si è lasciato leggere in fretta. L'ho trovata una storia molto dolce anche se pervasa di tristezza e malinconia, e ho adorato le fiabe e il talento di Elisa nel parafrasare in tal modo la propria vita. In alcuni momenti mi ha coinvolta, mentre in altri mi sono un po' annoiata. E' un libro tutto al femminile e rivolto ad un pubblico femminile, anche se non me la sentirei di consigliarlo in questo periodo dell'anno. E' pervaso da una malinconia molto autunnale e, a meno che non fremiate dalla voglia di leggerlo subito, consiglio di attendere quel periodo dell'anno per dedicarcisi.
Voto: 8/10

4 commenti:

  1. non avevo mai letto nulla su questo libr, non mi ero mai soffermata perchè non m'ispirava molto..beh mi sbagliavo...devo prenderlo se capita

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    1. Per me è stato un caso, nel senso che ho pescato a caso sull'ereader ed è spuntato quello. E' stata una bella lettura, inaspettata, più che altro.

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  2. Ho letto quel libro, anche a me è piaciuto tanto XD
    Ora ne sto leggendo un altro della stessa autrice, "Una lontana follia".
    Il genere è sempre lo stesso, solo che in questo caso è la figlia ad investigare sulla vita della madre, ma è comunque molto carino. ;D
    Bella recensione! :D

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    1. Grazie.
      Terrò presente anche quel titolo. Non sono una grande fan del genere, ma leggo di tutto e ogni tanto ho voglia anche di libri di questo tipo.

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