mercoledì 4 giugno 2014

Recensione: Nonostante tutto di Alex Rebatto

Sono ancora viva.
So che non sembra (e spesso non lo sembra neanche a me), ma ci sono.
Vi frega qualcosa del perché son stata assente? Uhm... qualcosa me ne fa dubitare, comunque, solo periodo intenso, niente di grave.
Finalmente son riuscita a fare i controlli necessari su questo libro e sul prossimo, gentilmente regalati dai due autori.
Visto che, sfortunatamente hanno atteso anche troppo, vi lascio subito al mio pensiero sui loro lavori.
Il primo oggi, il secondo domani per la mia mania di 'al massimo un post al giorno'.


Titolo: Nonostante tutto
Autore: Alex Rebatto
Edizione: Selfpublished
Prezzo:   € 2,72
Trama: Mettetevi comodi.
Sarà un lungo viaggio quello che stiamo per intraprendere assieme.
Partiremo dai corridoi di un Call Center del centro Italia dove faremo la conoscenza di personaggi così improbabili da sembrare inventati e forse, in parte, lo sono.  Troveremo Miriana, troppo bella e troppo piena di sogni per una realtà così piccola…
Antonello e la sua maledetta polvere bianca…
Giacomo e la sua famiglia destinata al trasferimento. E poi Claudia e la sua paura del mondo, l’elegante Cinzia, il cinico Masiero e i suoi abusi nei confronti delle sottoposte…
Vedremo attraverso gli occhi di Alessio, aspirante scrittore innamorato di Claudia, deciso a non farsi schiacciare dalla quotidianità e dalla mediocrità.  Giocheremo a carte con il buon Don Vincenzo e finiremo in ospedale a parlare di vita, morte e parole crociate con il vecchio Barto, parteciperemo ad un concorso letterario e forse lo vinceremo, lasceremo quel buco di paese in cerca di fortuna.
Ci siete ancora?
Bene. E’ ora di allacciare le cinture: il gioco si fa duro.
Sesso, alcol, truffatori e perdita della morale sono alcuni rovesci della medaglia che offre il successo. Il nostro Alessio si troverà a fare i conti con quel maledetto bisogno di “sentirsi importante” e la necessità di restare legato ai suoi amici, al suo paese.
Noi, purtroppo, non possiamo interferire con le sue scelte ma di una cosa possiamo essere certi: NONOSTANTE TUTTO sarà un gran bel viaggio.

Eccoci in un paesino non meglio precisato, degli Appennini centro italiani. Un paesino come ce ne sono tanti e che, alla fin fine, potrebbe essere ovunque. Buona parte dei suoi abitanti sembra lavorare nel call center in periferia (di cui non vengono fornite informazioni sulla natura della chiamate), ma questa, forse, è un'impressione indotta dal punto di vista soggettivo.
Il termine 'call-center' può far pensare ad un racconto tragicomico con vena ironico- polemica sul vociferato schiavismo di questi posti di lavoro, in realtà qui sembra essere più rappresentativo di un ufficio qualunque, con le sue dinamiche, i suoi personaggi, le loro relazioni. A raccontarcele, l'occhio narrativo di Alessio Principe, protagonista, dipendente del call center e aspirante scrittore. Almeno all'inizio.
E' lui che sembra alternare capitoli della propria vita, con brevi racconti personali sugli altri personaggi e colleghi. Non è chiaro se tali racconti siano opera di Alessio che si cimenta con la scrittura, o se sia proprio l'autore a raccontare la storia di un determinato personaggio per approfondirlo agli occhi del lettore. Un'incertezza che non mi è dispiaciuta.
La costanza del protagonista porta qualche risultato e ottiene un contratto con una piccola casa editrice, iniziando a salire la scala. Un sogno che si realizza.
Solo che Alessio non è un eroe classico, ma un eroe negativo e la fama si accompagna a comportamenti sbagliati, vizi sbagliati, scelte sbagliate. Forse non è solo colpa sua, in tutti i mondi ci sono i leoni e non sempre ne esci indenne, soprattutto se ci vieni scaraventato dentro senza aiuto e senza supporto.
E l'amore non risolve tutto, anzi, qui l'amore non c'è proprio. Sinceramente l'ho apprezzato. Per come è impostata la storia e per come si comporta il personaggio, un cambio di rotta poteva starci, come no. Non c'è stato e a me è andato bene, perché la vita è anche così. Le persone sono anche così: non sempre cambiano o è possibile cambiarle. Neanche quando si rendono conto di sbagliare e a cambiare ci provano da sole.
Sulla storia in generale mi sono rimaste due perplessità. La prima, diciamo più lieve, riguarda le vicende 'private' dei personaggi: ogni tanto faticavo a capire se stavo leggendo la storia principale o una delle 'deviazioni' e viceversa.
La seconda, invece, riguarda le tempistiche. Ogni tanto l'autore dà delle cronologie: "erano passati sei mesi", "eravamo nell'inverno successivo " e simili. Tanto che, ad un certo momento, avendo tenuto una sorta di calcolo, ho stimato che fossero passati un tot di anni. Solo che poco dopo ho ritrovato l'ex titolare (uno tutto -issimo a inizio libro) rincoglionito e semi decrepito che passa il tempo a dar da mangiare alle anatre, come se di anni ne fossero passati il triplo. Come dicevo mi lascia perplessa, ma posso benissimo aver interpretato male io i riferimenti temporali.

Personaggi: Ammetto che Alessio mi è piaciuto. Innanzitutto la sua determinazione nel diventare uno scrittore, ma soprattutto la sua umanità. Al di là della forza che mostra, è un uomo fragile, vittima dei propri vizi e del proprio pessimo carattere. E non è un vincente. In un periodo di superfighi bellissimi e ricchissimi, devo dire che è stato un piacevole diversivo.
Purtroppo il resto del cast non è stato alla sua altezza. Tanti, troppi stereotipi che alla lunga sanno un po' di inverosimile e forzato. Donne tutte splendide (eccetto una), tettonissime, con minigonnissime, gambe chilometriche e pronte (più o meno tutte) a farsi avanti con il proprio corpo. Se anche si salva Claudia, comunque il suo comportamento non è proprio limpido. Negli uomini c'è un po' più di varietà, ma anche qui niente di particolarmente rilevante.
Forse il protagonista stesso, è uno stereotipo dell'artista maledetto, ma la sua caratterizzazione lo rende in qualche modo diverso. Credo che sia questo che è mancato agli altri: una maggiore caratterizzazione e cura della loro figura e delle loro caratteristiche.

Stile: Pur non essendo elaborata e raffinata, la scrittura di questo libro non è male. Scorre abbastanza piacevolmente (salvo qualche refuso e qualche errore) e riesce anche a coinvolgere, soprattutto nei tratti più sentiti dal protagonista. Come dicevo ho fatto un po' fatica a seguire i tempi della vicenda e mi resta ancora il dubbio su quanti anni siano passati tra l'inizio e la fine. Descrizioni appropriate, né troppo lunghe e invasive né assenti.

Giudizio finale complessivo: Un libro che non ho trovato eccezionale e con troppi cliché, ma che, nonostante tutto, mi è piaciuto. Mi ha incuriosito abbastanza da voler vedere come andava a finire ed è stato impostato anche in modo da non lasciar delusi sul finale (o, almeno, io ho apprezzato).
Mi sono piaciuti anche gli intermezzi sugli altri personaggi messi in modo che sembrassero storie raccontate da Alessio (il protagonista).
Probabilmente ciò che è mancato per incontrare la mia totale approvazione è un po' di lunghezza e di respiro. Avrei voluto vedere di più gli altri personaggi e scrutare con più attenzione nella vita del protagonista. A volte ho avuto la sensazione che tutto mi scorresse davanti un po' troppo in fretta. Per carità, io amo i racconti veloci, ma che soddisfino anche le mia curiosità e la mia voglia di approfondire.
Voto: 5/10

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