venerdì 5 aprile 2013

Recensione: L'accademia dei vampiri 01 di Richelle Mead

Un libro pubblicato un po' di tempo fa, ma che ultimamente è ritornato in auge.
Passate dalla Review War!


Titolo: L'accademia dei vampiri
Autore: Richelle Mead
Edizione: Rizzoli
Prezzo: 17,00 €
Trama (tratta da www.ibs.it): Lissa Dragomir, principessa Moroi, vampiro mortale, dev'essere protetta a tempo pieno dalle minacce degli Strigoi, i vampiri più pericolosi, quelli che non muoiono mai. La sua migliore amica e custode, Rose, è una Dhampir, un incrocio fra vampiro e umano. Rose e Lissa, dopo due anni di fuga dal loro mondo per assaggiare un po' di realtà, vengono intercettate e riportate a St. Vladimir's, l'Accademia dei Vampiri in cui studiano. Quando ci riescono: perché tra balli e innamoramenti, flirt con i più anziani, fascinosi tutor e conflitti sempre aperti con gli insidiosi Strigoi hanno pochissimo tempo per pensare ai libri.

Ultimamente si è fatto un gran parlare di questo libro in vari blog e c'è chi lo ha amato alla follia e chi lo ha disprezzato in maniera totale. Tale divergenza di opinioni mi ha incuriosito a tal punto che alla fine me lo sono letto anche io e, come immaginavo all'inizio, il mio giudizio è più o meno a metà. Mi ha fatto passare un paio d'ore abbastanza rilassanti, ma non mi ha spinto a chiedermi come avessi fatto a vivere fino a quel momento senza averlo letto. O, anche se me lo sono chiesta, la risposta è stata 'Benissimo, esattamente come dopo che l'ho letto'.
Si tratta di uno young adult vampiresco carino, che esce un po' dagli standard letti finora, ma che mi ricorda troppo troppi manga giapponesi a tema simile per poterlo trovare originale.
Tra l'altro io sono un filino purista; per me il vampiro è quello che succhia il sangue, che vive di notte, che si abbrustolisce al sole, che non sopporta i luoghi consacrati, che non si fa scrupolo di utilizzare i propri poteri per ottenere ciò che vuole, che è, fisicamente, nettamente superiore ad ogni altra creatura e, soprattutto, immortale, tranne pochissimi sistemi di ammazzamento. Ste sottospecie di vampiri O. G. M. non è che mi abbiano esaltato granché. Capisco che si saranno evoluti dall'epoca di Stoker, ma insomma, un po' più di vicinanza all'originale non mi sarebbe spiaciuta.
Per lo stesso motivo ho apprezzato l'utilizzo della compulsione (la Mead la chiama così, è la capacità di manipolare la mente altrui).
Per quanto riguarda la storia in sé non ci ho trovato niente di negativo, è un racconto carino e piacevole da leggere, scorre bene a parte alcuni punti che mi hanno fatto corrugare la fronte a causa della scarsa chiarezza, e il colpevole che si intuisce praticamente subito. Non si tratta di un errore, quanto piuttosto, di uno schema narrativo abusato. Chi ha letto molti libri lo incontra spesso e, una volta abituati a riconoscerlo, capire chi è il colpevole diviene quasi automatico. Peccato, mi sarebbe piaciuta un po' di sorpresa.
Per quanto riguarda l'aspetto sentimentale, che in genere in questi libri è rilevante, ho poco da dire, perché a me non ha trasmesso niente. La storia di Lissa è in secondo piano perché il libro è dal punto di vista di Rose e la storia di Rose ... è banale. Anche per parlarne usa parole banali e i suoi sentimenti non mi arrivano. Tra l'altro le storie tra guardiani sono, più o meno velatamente, vietate, quindi c'erano tutti i presupposti per un amore tormentato, ma, almeno in questo primo libro, non ce n'è granché traccia.
Nonostante tutto, sono abbastanza curiosa di vedere come andrà avanti per dargli una seconda possibilità con il secondo volume. A detta di molti la storia migliora e sono pronta a leggerlo con animo più che positivo.

Personaggi: Rose è la protagonista e ci narra la storia. E', francamente, antipatica. Credo che l'intento fosse quello di creare una figura forte e determinata, ma a me è risultata solo arrogante, spocchiosa e totalmente avventata. Anche quando risponde agli adulti, più che ragazza decisa sembra una a cui non hanno mai insegnato l'educazione e a cui non hanno mai rifilato un paio di sganassoni al momento opportuno. Lissa ... Lissa è un personaggio che mi ha lasciato lì, perché l'ho trovata molto incoerente nei comportamenti e nel modo di fare. E' vero che ha una specie di doppia personalità, ma la mia impressione è stata che l'autrice la facesse agire in un modo o nell'altro a seconda di come le veniva comodo. Ne è risultato un personaggio caotico, abbozzato, né carne né pesce che non suscita simpatie nè antipatie. Sta lì, che ognuno ci faccia quel che vuole. Dimitri, ancora troppo vago per poterne dare un giudizio. Idem per Chris (che avrei voluto conoscere di più). Altri personaggi non mi vengono in mente. Ah sì... Mia. Mah ... Anche lei fatta e buttata lì perché serviva a determinate cose. Gli adulti sono un po' i soliti rintronati che cadono dal pero. Del resto se fossero svegli, i ragazzini non avrebbero bisogno di fare gli eroi.

Stile: La scrittura della Mead è semplice e scorrevole, usa un linguaggio medio senza eccessive volgarità, neanche quando parlano i ragazzi, e ha seguito uno schema narrativo sicuro che, se da un lato, come dicevo, rovina l'effetto sorpresa, dall'altro le ha permesso di creare un libro che si può leggere anche da solo, con un inizio, sviluppo, culmine e conclusione senza troppe incoerenze e punti lasciati a metà.

Nota extra: Io non commento mai le copertine (o quasi mai), ma posso essere franca? Questa mi fa schifo. Sta mezza faccia mi ricorda quella di una marmocchia, in più è lentigginosa. Mi spiace per chi dice che le lentiggini fanno simpatia, perché a me, più che simpatia fanno senso. E quel rivoletto, prima che al sangue mi fa pensare a tutt'altro. Era meglio l'originale? Un pelino, anche se alla tipa potevano stirare le borse sotto gli occhi.

Giudizio finale complessivo: Pur non essendo perfetto l'ho trovato gradevole da leggere e anche abbastanza ben fatto ( i miei gusti in fatto di vampiri non inficiano più di tanto l'apprezzamento del libro). I personaggi non sono il massimo, ma cerco di seguire il consiglio e di prenderlo come un libro introduttivo, riservandomi di rivedere il mio giudizio con i successivi (almeno il secondo). Altra cosa che ho apprezzato immensamente, è stata proprio la presenza di una storia comunque conclusa, in modo tale che, casomai non piacesse, si può fare a meno di proseguire la saga.
Agli appassionati di urban fantasy (e young adult) mi sento di consigliarlo, agli altri... io forse lascerei stare.
Voto: 7/10

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4 commenti:

  1. anche il mio giudizio sta a metà..non l'ho amato alla follia (come mi è capitato altre volte-tanto da spingermi a spararmi 10libri uno dietro l'altro e sentirne la mancanza dopo finito-in realtà è da tanto che non mi capita, magari a forza di leggere mi sono indurita)però mi è piaciuto. Ho apprezzato l'originalità della gerarchia e lo stile della mead, frizzante e piacevole..si legge velocissimo. E l'iniziale antipatia per Rose , che trovavo un po' troppo piena di se e volgare, è andata sfumando, perché già alla fine del primo volume si nota il cambiamento..mi è piaciuta la figura di Christian..un po' meno Lissa che trovo a volte troppo "damigella da salvare".Forse dovremmo leggere i seguiti per avere idee più chiare. Credo sia una saga da giudicare nella sua totalità e non volume per volume.leggerò sicuramente i seguiti:) tu?

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    1. Uh sì anche io! Prima di tutto ho letto in giro che nei seguiti migliora; inoltre ho percepito abbastanza questo primo romanzo come 'introduttivo' o poco più. Sì, ha la sua storia che si conclude, ma fa anche parte di un ciclo più lungo e sono curiosa di sapere cosa accade. Per finire, mi è piaciuto abbastanza da voler continuare, forse non subito (ho un accumulo tremendo!!!) ma magari nei prossimi mesi continuo.

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  2. A me il primo è piaciuto davvero molto ma alla fine dipende dai gusti ^^ I seguiti però mi sono piaciuti di più tanto che è diventata la mia serie preferita sui vampiri ;)

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    1. Infatti io conto molto sul prosieguo.^_^ E sentirti così entusiasta mi spinge ancor più a proseguire.

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