giovedì 28 febbraio 2013

Recensione: Agatha Raisin e la quiche letale di M. C. Beaton

Ma quanto sarò rincoglionita??? Cioè, a poco più di 30 anni, non è mica bello ...
Uff, ho esplicitamente saltato il W. W. W. perché mi serviva la giornata per la recensione e invece ... l'ho programmata di giovedì!!! Ho perso un giorno!
Ormai è andata, rimodificare la data non ha senso. Pazienza. Si vede che Agatha mi ha contagiata.
Buona lettura. ^_^


Titolo: Agata Raisin e la quiche letale
Autore: M. C. Beaton
Edizione: Mondolibri
Prezzo: 16,00 €
Trama (tratta da www.ibs.it): Agatha Raisin, cinquantenne dal carattere difficile, decide di cambiare vita: chiude la società di PR, che le ha permesso di guadagnare un bel po' di soldi, lascia Londra e si trasferisce nei Cotswolds, un'area di pittoresca bellezza nel cuore dell'Inghilterra. Carsely, il piccolo e perfetto villaggio dei suoi sogni, è sublime: gli abitanti sono stravaganti e gentili, il cottage comprato da Agatha è scomodo al punto giusto, abbondano i vestiti a fiori, tipo Laura Ashley, e la cordialità è un po' di facciata. A Londra non si era accorta di non avere amici, ma 
giunta a Carsely si ritrova sola e isolata. Donna attiva e prepotente, Agatha non si accontenta di inserirsi nella nuova comunità ma vuole diventare anche popolare. Come fare? Partecipare a una gara culinaria. E se non si è in grado di cucinare? Andare a Londra e comprare un'ottima quiche. E se il giudice della gara muore mangiando la quiche? Ingiustamente accusata di aver provocato una morte e giustamente additata per aver imbrogliato, Agatha investiga... "Agatha Raisin e la quiche letale" è il primo libro dedicato all'eccentrica investigatrice: una serie ironica e leggera, intelligente e sarcastica.

Ho conosciuto la nuova Miss Murple!

Scherzo. In tutta onestà non potrei immaginare due personaggi più diversi tra loro, ma la pettegolissima vecchietta è stata il primo paragone che mi è venuto pensando ad una qualsiasi investigatrice improvvisata.
Agatha Raisin è una donna in carriera, anzi, è una donna affermata, con tanto di società e un sacco di soldi, ma da piccola si era innamorata dei paesini dei Cotswolds, dei loro piccoli bungalow con i giardini precisi e curati e tutte le cose a posto. Così, a 50 anni, decide di mollare tutto e di andarsene in pensione, realizzando anche il suo sogno. Peccato che la signora sia un po' troppo energica e attiva, per restarsene buona, così dopo i primi giorni passati a leggere gialli (in particolar modo quelli della Christie, e sospetto che il suo nome sia un omaggio alla grande scrittrice), diviene insofferente e decide di fare il possibile per diventare un personaggio di spicco nel paese. In fondo è stata PR per anni, saprà pur trattare con 4 pensionati, no?
No. Decisamente no. E per fortuna no. Altrimenti sarebbe stata una figura ben poco di spicco e molto antipatica. La signora Raisin invece, inanella un disastro dietro l'altro partendo dal più grosso: far fuori un giudice con una quiche...
No... Il guaio più grosso sembra essere che con quella quiche ha barato. Non era opera sua. Gli stessi compaesani sembrano rimproverarla più per questo che per aver causato la morte del signor Cummings-Browne.
Ad Agatha però rimane il rimorso e così, complice l'isolamento in cui sembra relegata, comincia a fare domande qua e là. E nei paesi si sa, le notizie girano.
Non sono ferratissima di campagna inglese, ma devo ammettere che ho trovato il comportamento degli abitanti piuttosto realistico e normale. C'è il timore verso il nuovo e lo sconosciuto a priori. inoltre, le sconosciuto si presenta causando la morte di qualcuno, non è che si possa dar loro tutti i torti. Ci sono comunque le persone più disponibili ed è presente un'evoluzione nella storia. La signora Raisin non rimane l'eterna emarginata evitata da tutti, ma piano piano, riesce a fare conoscenze e amicizie. Questa cosa l'ho apprezzata, le eterne vittime non riscuotono le mie simpatie, soprattutto perché non le trovo molto realistiche e mi scadono nel patetico. Lei, tra l'altro, non è proprio tipo da fare la vittima, anzi.
Altro aspetto piacevole: Agatha non è una supereroina perfetta. E non è neanche una spietata regina di ghiaccio. E' una donna normale, umana, con le sue virtù e debolezze. E' caparbia e curiosa, e anche un po' matta, ma soffre per il suo isolamento, soffre per le occhiate di odio che alcune donne le rivolgono, soffre per la disillusione del sogno di una vita che non è come lei credeva. E' anche piuttosto sveglia, in quanto riesce a fare, praticamente da sola, due più due, e ad arrivare all'assassino, solo che, è talmente sprovveduta, impulsiva e pasticciona, che il poliziotto Bill Wong deve salvarle la pelle diverse volte. E finisce per doverla tenere d'occhio di continuo nell'intento di non farcela rimanere secca.
Dal punto di vista 'investigativo' forse la storia è un po' troppo semplice, ma come prima avventura ci può stare. Io mi sono divertita soprattutto perché è uno di quei romanzi, dove gli indizi ci sono e il lettore può divertirsi a giocare all'investigatore assieme alla protagonista; inoltre, non essendo un giallo di tipo poliziesco, mancano tutti quei termini, procedure, analisi, tipiche di una vera indagine e che possono spiazzare un lettore inesperto o meno attento. Qui invece è tutto piuttosto casalingo, come nei racconti di Miss Murple che citavo all'inizio. Ovviamente non è necessario giocare al piccolo investigatore, si può anche gustarsi semplicemente il libro.

Personaggi: Devo dire che le figure che popolano questo libro mi sono piaciute. Non sono molte e non mi dispiace. In primis c'è, ovviamente, lei, Agatha Raisin con la sua carica di energia e impazienza, ma anche capace di riflettere e di far emergere le proprie emozioni. E' un po' caotica anche in questo, ma stavolta, più che dal suo carattere, credo che dipenda dall'autrice e dal suo modo di scrivere. Bill Wong è il primo a tendere una mano alla nuova paesana e anche quello che più si preoccupa per lei, cercando infinite volte di farla stare buona. Mi ha ricordato molto il commissario Wincester dei Simpson, non tanto per la stupidità, Bill è intelligente e bravo, quanto per il modo di fare e per la 'forma fisica'. Anche la signora Bloxby le si avvicina, ma, inizialmente, la sua sembra semplice carità cristiana. E' un personaggio che non ho inquadrato molto, ho avuto la costante impressione che recitasse, che agisse in un certo modo solo per 'dovere' e non per reale amicizia. Vera Cummings-Browne (la vedova) e Ella Cartwright si somigliano molto, come personaggi, entrambe insoddisfatte, entrambe avide, entrambe piuttosto spregiudicate e con mariti ... poco raccomandabili. Le ho trovate abbastanza ben caratterizzate anche se un po' stereotipate.

L'autrice ha uno stile piuttosto inglese, qieto e senza picchi di suspance e verve, però rilassante. Trovo inoltre che scriva piuttosto bene, in maniera corretta e senza grandi paroloni incomprensibili. Un po' troppo lineare forse, ma in caso contrario il libro perderebbe un po' della sua leggerezza a favore di una maggior complessità, a cui si accompagna più attenzione da parte del lettore. La narrazione è in terza persona, cosa che favorisce la visione dall'alto e lo spostarsi anche della 'vista' dalla protagonista ad altre scene, cosa che, comunque, succede piuttosto di rado.

Giudizio finale complessivo: Un libro carino, leggero e che si legge velocemente. Io adoro questo tip di gialli e questa è stata una piacevole scoperta. Tra l'altro è in arrivo la seconda avventura di Agatha e non ho intenzione di perdermela. Se amate i thriller complessi e adrenalinici ve  lo sconsiglio, se invece eravate fans dell'adorabile Miss Murple potrebbe piacervi. Condizionale obbligatorio in quanto c'è davvero un abisso tra la sagacia della vecchietta e l'impulsività della PR, ma a me non è spiaciuto. In tutta onestà manca un po' di 'rifinitura', non saprei come spiegarlo, però ecco, qualche ... 'fronzolino' qua e là non mi sarebbe dispiaciuto. La storia è un po' asciutta, diciamo così. Però è una mia idea, altri potrebbero non notarlo affatto.
Voto: 7/10



Questa recensione partecipa alla Challenge su
http://atelierdeilibri.blogspot.it/2012/12/100-libri-in-un-anno-2013-reading.html
Questa recensione partecipa alla Challenge su
http://sweety-readers.blogspot.it/p/blog-page.html  (sezione standalone)
Questa recensione partecipa alla Challenge su
http://libridafavola.blogspot.it/2012/12/libri-da-favola-2013-reading-challenge.html (sezione contemporary)
Questa recensione partecipa alla Challenge su
http://onthread.blogspot.it/2013/01/tributes-reading-challenge.html (distretto 2)

2 commenti:

  1. Bella recensione!
    Personalmente amo sia i thriller che i gialli vecchio stile, in particolare quelli della Christie.
    Questo mi sembra un libro davvero molto interessante, lo metto in WL :)

    RispondiElimina
  2. A me è piaciuto, nonostante non sia proprio come quelli della grande Agatha ;)

    RispondiElimina