giovedì 31 gennaio 2013

Recensione: Speciali (Uglies 03) di Scott Westerfeld

Eccomi finalmente all'ultima recensione in arretrato!
Ho faticato un pochetto a recuperarle tutte, ma del resto mea culpa (mea e di mea pigrizia). Tra l'altro ho fatto come i bambini, mi sono tenuta la migliore per ultima.
Cioè, non la migliore recensione, se è migliore o peggiore delle altre dovreste dirlo voi, non io, ma di sicuro il miglior libro del gruppo, quello che mi è piaciuto di più e che ho letto più in fretta, con tanto di fiato speso.
Devo dire che sono davvero soddisfatta per il finale di questa trilogia. Cosa che mi piacerebbe accadesse più spesso. ^_^


Titolo: Speciali (serie Uglies 03)
Autore: Scott Westrefeld
Edizione: Mondadori
Prezzo: 22,00 € (La trilogia, sembra che Speciali sia inedito come libro singolo)
Trama (tratta da www.ibs.it): Tally è Brutta. Tally è Perfetta. Tally è Speciale. Nel suo mondo si è Brutti fino all'adolescenza. Brutti... normali, con le imperfezioni e i difetti di tutti. Ma i Brutti sono considerati ordinari, volgari, disgustosi, indecenti. E non desiderano altro che diventare Perfetti. Tally ama le imperfezioni della normalità. Le sorprese dell'amicizia. Gli imprevisti della libertà. Accade al compimento del sedicesimo anno: i ragazzi e le ragazze vengono sottoposti per legge a un'operazione di chirurgia plastica estrema, che corregge ogni minima sbavatura e li rende bellissimi, uguali a tutti i Perfetti. E la loro vita diventa un turbine di feste, vestiti, musica, luci, in cui la testa si perde. Per sempre. Tally sa che non è per sempre. Che c'è un modo di ricordare. Che deve fidarsi di chi la ama. Ci sono anche Perfetti che lo sono più degli altri. Sono loro che diventano Speciali. Lucidi, gelidi, implacabili macchine da guerra. Tally deve sapere chi è.

Fine della trilogia e finalmente un libro che mi ha davvero entusiasmato. Peccato che fosse l'ultimo. Per la verità no, so che ne esiste un quarto, ma è slegato dalla storia principale.

Finalmente i personaggi di Westerfeld sono riusciti a catturarmi e a farmi stare incollata al libro fino all'ultima pagina, cosa che non era accaduta con il primo (anche se mi era piaciuto) e ancor meno con il secondo (troppo simile al primo).
Anche questo inizia paro-paro come gli altri due, con Tally che si fa plagiare a destra e manca come è sempre stato suo solito. Si fa trascinare nell'ennesima fuga, si fa manipolare da tutto e tutti per l'ennesima volta, ma, finalmente, riesce a metterci un po' di cervello, quello che tutti sostengono che abbia, ma che finora nessuno ha mai visto davvero. Lei per prima.
E infatti per tutta la prima parte della storia lei non riesce a capire ciò che le suggerisce Zane. E' convinta di essere nel giusto, è convinta di essere lucida, di avere ragione e che tutto ciò che percepisce di sbagliato in lui, sia dovuto all'effetto collaterale della cura. Per cui si comporta in un modo che lei ritiene corretto e libero (da persona 'lucida') ma che in realtà è nuovamente indotto e manipolato. Da Shay e dal dottor Cable dietro di lei.
Questo almeno fino alla metà, poi finalmente, dopo due libri e mezzo, Westerfeld si decide a fare della sua protagonista una vera eroina e a farle assumere il ruolo che le sarebbe spettato fin dal primo libro.
Nel suo viaggio in solitaria Tally finalmente matura e non solo lo fa in maniera molto più consapevole rispetto al primo libro, ma l'autore rende partecipi anche i lettori, facendo loro finalmente comprendere percéè Tally non voleva restare una Brutta nel primo libro, non stava bene nei panni di Perfetta nel secondo e non vuole smettere di essere una Speciale qui. Non voglio fare spoiler e non dirò altro, ma le sue riflessioni sono state la parte migliore del libro. Come anche il finale, dove, finalmente consapevole di sé, decide cosa fare e come condurre la sua vita.
Al culmine della trilogia anche la storia diviene drammatica in diversi punti, soprattutto nella seconda parte con l'arrivo nella tanto ricercata NeoFumo dove la vita e le scelte, presentano il conto alla giovane Speciale.
Non mancano sentimenti come l'amicizia (eternamente travagliata quella con Shay) e l'amore, che lei dice di essere per Zane, ma ... non scorda che esiste anche David.
E qui c'è stato qualcosa che mi ha fatto rimanere un po' male, ossia il sistema che ha adottato l'autore per far sì che la ragazza scegliesse. Per carità il risultato mi è piaciuto, ma avrei preferito che ci arrivasse per una strada diversa.
Comunque, nonostante la sua maturazione, Tally rimane la solita tonta sprovveduta incapace di pensare che il nemico sia un passo avanti a lei. In questo libro le sue doti da speciale la rendono, invece, ancor più presuntuosa, facendola ritenere sempre e comunque nel giusto e facendole fare piani in cui non è previsto che qualcosa possa andare storto e in cui non prevede altre opzioni se non la propria in cui se la cava sempre e comunque. Non solo, all'inizio si fa ampiamente manipolare da Shay che in questo terzo libro sembra diventata una pazza psicotica, altro che migliore amica. Non che non abbia le sue ragioni (prima di tutto quella di ritenere Tally un'egocentrica di prima categoria), ma se negli altri libri suscitava simpatia, in questo diventa veramente antipatica, abdicando al ruolo di potenziale protagonista che le avevo augurato dopo il secondo libro.
Continuano a piacermi tutti i dispositivi super tecnologici futuristici e continuo a volere una librella. Anche se ho il terrore degli aerei.

Personaggi: Finalmente una Tally che mi è piaciuta, che matura davvero e coinvolge nelle sue emozioni e sensazioni. Bellissima e poetica la sua scelta finale e l'accettazione della sua condizione. Forse la sua maturazione doveva essere più graduale nei tre libri invece di mantenersi blanda per due e mezzo, ma il risultato è stato comunque positivo. Visto che il libro verte molto su di lei, si perdono un po' gli altri. Come dicevo la Shay Speciale diventa un'antipatica prepotente e quando scompare il lettore se ne sente quasi liberato. La condizione in cui è ridotto Zane, ancor più se visto con gli occhi della protagonista, non lo rendono proprio il coprotagonista ideale, per quanto la sua serenità e il suo cervello gli permettano di essere il ragazzo dolce e intelligente che è sempre stato. David fa un paio di comparse, di cui al più grossa nella seconda parte e, da bravo inesperto, fa anche un mezzo pasticcio con la ragazza che vorrebbe riconquistare. Finalmente emerge il dottor Cable, una cattiva di tutto rispetto e che non perde il suo smalto neanche quando perde, sempre ammesso che perda (diciamo che non perde del tutto). Una menzione speciale a Diego, che non è un personaggio, ma a me è piaciuta tanto lo stesso, per la sua entità multiraziale, aperta, accogliente e disponibile, senza grossi cenni di razzismo.

La narrazione è in terza persona, ma segue solo ed esclusivamente la protagonista. Nonostante la presenza di una voce narrante, Westerfeld non cade nella tentazione di spostarsi su altri personaggi, o su altre scene. Segue costantemente la ragazza, i suoi pensieri e le sue emozioni coinvolgendo così i lettori. Il registro è medio e si lasciano apprezzare i nomi di tutti i dispositivi e congegni futuri che ha creato per l'ambientazione.

Giudizio finale complessivo: Buono e avrei preferito che tutta la trilogia si mantenesse su questi toni. Purtroppo sono arrivati solo all'ultimo. Nonostante ci siano riferimenti che spiegano, il libro si apprezza meno se letto da solo, consiglio pertanto di leggersela tutta per poter arrivare a questo. In caso contrario alcune cose potrebbero non essere chiarissime e si perde del tutto il senso di maturazione di Tally. Al di là di questo una storia emozionante e riflessiva che offre tanti spunti sia dalla protagonista che dall'ambientazione in generale.
Sottofondo naturalista e rimprovero etico velato che ho apprezzato enormemente. Una buona bandiera per chi ama la natura e il nostro pianeta.
Voto: 8/10

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