martedì 21 giugno 2016

Recensione: Urla nel silenzio di Angela Marsons

Me ne mancano due e sono in pari con le recensioni. Peccato che sia già cotta e il tempo a mia disposizione torni a scarseggiare. Spero nei prossimi giorni di ritagliarmi un paio d'ore per gli ultimi due.

Titolo: Urla nel silenzio (D.I. Kim Stone 01)
Titolo originale: Silent Scream
Autore: Angela Marsons
Edizione: Newton Compton
Prezzo: 12,00€
Trama: Cinque persone si trovano intorno a una fossa. A turno, ognuna di loro è costretta a scavare per dare sepoltura a un cadavere.
Ma si tratta di una buca piccola: il corpo non è quello di un adulto. Una vita innocente è stata sacrificata per siglare un oscuro patto di sangue. E il segreto che lega i presenti è destinato a essere sepolto sotto terra. Anni dopo, la direttrice di una scuola viene brutalmente assassinata: è solo il primo di una serie di agghiaccianti delitti che terrorizzano la regione della Black Country, in Inghilterra. Il compito di seguire e fermare questa orribile scia di sangue viene affidato alla detective Kim Stone. Quando però nel corso delle indagini tornano alla luce anche i resti di un altro corpo sepolto molto tempo prima, Kim capisce che le radici del male vanno cercate nel passato e che per fermare il killer una volta per tutte dovrà confrontarsi con i propri demoni personali, che ha tenuto rinchiusi troppo a lungo… 

Voto: 7/10
Un libro caruccio, ma di quelli che, se non ti affretti a recensirli, te li scordi tre secondi dopo che hai chiuso l'ultima pagina.
Storia non particolarmente originale, ma ammetto che un paio di colpi di scena mi hanno davvero stupita. Ho intuito chi potesse essere l'assassino, ma l'autrice è stata brava a farmi venire i dubbi, buttando qua e là altri possibili indiziati.
La trama viene costruita piano piano, e non ci sono falshback. O meglio, ci sono, ma principalmente sono racconti fatti al presente dai personaggi che li hanno vissuti. Durante la lettura molte domande si fanno avanti, ma non ho rilevato incoerenze nel finale dove tutto trova spiegazione e questo mi è piaciuto.
Ho apprezzato la parte delle indagini forensi. Che le nozioni fossero vere o finzione, sono comunque ben inserite e funzionali.
Ho storto un po' il naso davanti alla presenza di ragazzine. E' una cosa che non amo particolarmente. Certo la trama le comprendeva e non sono 'stonate' però non mi è piaciuto.
Ho adorato Kim. Tostissima, spericolatissima e totalmente indisciplinata. Ciò che mi ha dato fastidio, anche qui, è che fosse l'ennesima detective incasinata. La regola non scritta dei thriller: vietato fare una povera Crista che fa il suo lavoro per amore della giustizia invece che per tonnellate di scheletri nell'armadio e complicanze varie. E' un bel personaggio, forte, ben costruito. Il passato incasinato non le ha dato niente di più. La spinta a trovare il colpevole a causa del fratello morto? Ma trattandosi di ragazzine, la spinta ce la poteva avere a priori. Ce l'avrei avuta anche io che non ho nessun passato terribile di misteri e violenza.
Bella anche il resto della squadra. Tutti definiti, anche se con poche frasi (come dice Woody Allen non servono venti pagine se bastano 20 parole). Non compaiono molto eppure è impossibile non ricordarli.
Anche Ceryl, dottoressa forense, mi è piaciuta. determinata e preparata. Non ho capito se aveva un debole per Kim o per il caso, ma sono contenta del dubbio.
La scrittura non mi ha colpita particolarmente. Coerente, appropriata al tipo di libro. Buone le descrizioni, ottime le tempistiche, con la distribuzione dei colpi di scena. Ottimo che nel finale non sia tutto perdonato e dimenticato.
I personaggi mi sono piaciuti e spero di poter leggere altre storie dedicate a loro. La trama invece so già che si perderà tra le altre mille che ho letto. Peccato.

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