martedì 15 marzo 2016

Recensione: L'ombra del vento di Carlos Ruiz Zafón

Avevo questo libro in libreria da... 10 anni forse, così come i suoi due seguiti. Per quanto l'autore mi piaccia, incredibilmente non lo avevo ancora letto. Era giunto il momento. Forse perché quando leggo Zafón mi capitano sempre cose inquietanti. Tipo che ho sull'ipod tutto il 4 CD dei Linkin Park. Per qualche motivo non riconosceva Blackbird come canzone di quell'album e ho passato settimane ad ascoltarlo senza quella. Finito il libro, primo viaggio in macchina, la canzone compare.
Dieci anni che abito nella stessa casa, mai andata via la luce. Mentre scrivevo la recensione, manca la luce a tutto il quartiere...

Titolo: L'ombra del vento
Titolo originale: La sombra del viento
Autore: Carlos Ruiz Zafón
Edizione: Mondadori
Prezzo: 10,00 €
Trama: Una mattina del 1945 il proprietario di un modesto negozio di libri usati conduce il figlio undicenne, Daniel, nel cuore della città vecchia di Barcellona al Cimitero dei Libri Dimenticati, un luogo in cui migliaia di libri di cui il tempo ha cancellato il ricordo, vengono sottratti all'oblio. Qui Daniel entra in possesso del libro "maledetto" che cambierà il corso della sua vita, introducendolo in un labirinto di intrighi legati alla figura del suo autore e da tempo sepolti nell'anima oscura della città. Un romanzo in cui i bagliori di un passato inquietante si riverberano sul presente del giovane protagonista, in una Barcellona dalla duplice identità: quella ricca ed elegante degli ultimi splendori del Modernismo e quella cupa del dopoguerra.

Voto: 8/10
Nonostante il libro mi sia piaciuto tantissimo, sol voto finale sono stata un po' incerta tra 7 e 8. Ho optato poi per l'8 perché il finale mi è piaciuto e perché ho cercato di essere un po' più oggettiva.
L'ombra del vento è un bel libro, scritto benissimo. Mentre lo leggevo avevo l'impressione di avere davanti uno di quei vecchi cantastorie delle fiabe da bambini.
Inizia in un luogo che ogni vero lettore vorrebbe poter visitare: un enorme Cimitero dei libri dimenticati, un'immensa biblioteca dove vengono custoditi libri che nessuno ricorda più.
Libri anche bellissimi, come quello di Julian Carax, scrittore sconosciuto di origine barcellonesi.
E' cercando notizie sull'autore che il piccolo Daniel e il lettore, si ritrovano immersi in una fiaba a metà tra il gotico e lo storico. Come già mi è capitato nei libri di quest'autore, ad una storia quotidiana, comune, talvolta un po' mistery, ma molto reale, si mescolano elementi magici e sovrannaturali. Non sono forti o preponderanti, ma aggiungono quel pizzico in più che rendono la storia avvincente. In questo caso uno scrittore maledetto, un libro maledetto, un amore impossibile e così via.
Come la leggenda della casa degli Aldaya che si dice sia stregata. Nel libro questa cosa non è mai confermata, eppure le scene in quella casa sono sempre inquietanti. O la figura sinistra e terrificante di Lain Coubert, che nel romanzo di Carax, è il diavolo. Nella storia di Daniel invece è una persona reale ma che sfrutta molto bene le ombre. Un po' mi ha fatto paura anche se non capivo perché comparisse così di rado.
La storia è ricchissima di sotto trame e di corsi e ricorsi. Alla fin fine, anche la storia di Daniel è un ricorso di quella di Julian. Ampio spazio ai sentimenti, soprattutto l'amore, quello maledetto e impossibile (un po' Romei e Giuliette tutti), all'amicizia (bellissima quella eterna e disinteressata di Miquel, forse uno dei personaggi più belli), ma anche all'amore dei genitori, alle incomprensioni, alle vendette e alle passioni più basse.
Finale splendido (perché speravo che fosse in quel modo), ma qualcosa, nel libro, mi ha lasciata perplessa. Prima di tutto, la spiegazione che arriva con 20 pagine di lettera. Avrei preferito una scoperta più dosata nel corso della storia. Gusto personale, ma non amo le cose confuse fino a due terzi del libro e poi arriva il personaggio che blatera per ore e racconta tutto.
Poi... perché nessuno fa fuori il cattivo prima? Come fa Bea a uscire comunque anche se è in punizione? Che senso ha, alla fin fine, il Cimitero dei Libri Soprattutto, se i libri di Carax sono fantastici per chiunque li legga, perché non vendono? Tante piccole cose che mi hanno un po' fatto storcere il naso.
Credo di aver amato quasi tutti i personaggi, tranne forse, Clara Barcelò, che ho trovato altezzosa e antipatica, e Fumero, ma lui è scontato. E' il cattivo della storia, ma è veramente ... basso. Non è uno di quei cattivi che si possono amare. Anzi, come dicevo, mi chiedo perchè nessuno lo fa fuori prima.
Daniel è molto dolce ed imperfetto. Niente super eroe; è codardo, un po' ottuso, ma molto ostinato.
Mi sono ricreduta su Bea, che quando compare è, come dice Daniel, una smorfiosa. Invece è una brava ragazza, molto intelligente e saggia.
Mi hanno fatto ridere Firmìn, con le sue perle di saggezza sulle donne, e Don Gustavo. Un po' pomposo, ma alla fine di buon cuore.
Nonostante abbia un ruolo decisivo, non sono riuscita ad inquadrare Nuria. Non ho capito se mi piaceva oppure no. Forse sì, ma l'avrei preferita più decisa.
Julian invece ha avuto fortune alterne, a dispetto di tutti i personaggi che sembrano adorarlo, fino alla fine a me non piaceva più di tanto. Poi mi sono un po' ricreduta.
La penna di Zafón è probabilmente quella appartenuta a Victor Hugo citata nel romanzo, perché la sua scrittura è magica. La sua capacità di descrivere il tempo atmosferico e di provocare così emozioni ben precise nel lettore è una dote che non ho trovato altrove. I suoi toni sempre un po' sospesi e misteriosi, fanno quasi respirare sottovoce. Soprattutto è incredibile come riesca a far sentire il lettore dentro la storia. con le stesse confusioni ed incertezze dei personaggi. E poi adoro alcuni paragrafi sui libri. Non essendo appassionata di storia, non posso dire niente sulla correttezza degli eventi e delle citazioni. Corrette o no, le ho trovate appropriate.
Sì, nonostante alcune domande lasciate in sospeso, L'ombra del vento è stata una bella lettura, appassionante ed emozionante quanto basta.
E ora mi aspetta Il gioco dell'angelo.


2 commenti:

  1. Bellissima recensione ❤ Poi Zafón mi piace moltissimo. non vedo l'ora di leggere questo librino! :)

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