lunedì 21 settembre 2015

Recensione: Raccontami di un giorno perfetto di Jennifer Niven

Buon giorno! No, non siamo state così fortunate da essere in vacanza fin'ora, anzi, le vacanze, almeno per me, sono state dieci giorni risicati nell'unica settimana in cui ha diluviato.
Questa ripresa così lenta è dovuta al fatto che, negli ultimi momenti liberi, son stata travolta dai cavoli altrui e non potevo seguire i miei, che quindi sono andati a farsi benedire.
E non è che ora posso seguirli, ci mancherebbe, sto solo rubato un pelino di tempo per riuscire a ricopiare la recensione e a programmarla per domani (o oggi stesso se dovessi finire domani mattina dal treno).
Vabbè, lasciamo stare la mia agenda piena (riempita da altri) e passiamo a questo bellissimo libro, ultima 'fatica' dei nostri mini GDL e probabilmente il più bello che ci sia capitato.




Titolo: Raccontami di un giorno perfetto
Titolo originale: All the bright places
Autore: Jennifer Niven
Edizione: De Agostini
Prezzo:   € 12,67
Trama: È una gelida mattina di gennaio quella in cui Theodore Finch decide di salire sulla torre campanaria della scuola per capire come ci si sente a guardare di sotto. L'ultima cosa che si aspetta però è di trovare qualcun altro lassù, in bilico sul cornicione a sei piani d'altezza. Men che meno Violet Markey, una delle ragazze più popolari del liceo. Eppure Finch e Violet si somigliano più di quanto possano immaginare. Sono due anime fragili: lui lotta da anni con la depressione, lei ha visto morire la sorella in un terribile incidente d'auto. È in quel preciso istante che i due ragazzi provano per la prima volta la vertigine che li legherà nei mesi successivi. I giorni, le settimane in cui un progetto scolastico li porterà alla scoperta dei luoghi più bizzarri e sconosciuti del loro Paese e l'amicizia si trasformerà in un amore travolgente, una drammatica corsa contro il tempo. E alla fine di questa corsa, a rimanere indelebile nella memoria sarà l'incanto di una storia d'amore tra due ragazzi che stanno per diventare adulti. Quel genere d'incanto che solo le giornate perfette sono capaci di regalare.


Voto: 10/10

Credo che sia la prima volta che do un voto così alto ad uno young adult, anche se difficilmente è possibile considerarlo destinato al solo pubblico giovane. Sarebbe meglio  leggerlo, se non tutti, in tanti.
Violet e Finch sono due ragazzi feriti che si incontrano sul cornicione della torre campanaria della scuola. Non sono lì né per sfida, né per caso. Violet si sente in colpa per essere sopravvissuta all'incidente che ha ucciso la sorella, Finch ... ci dice lui stesso di essersi appena ripreso, ma non è chiaro da cosa. Lo si scopre nel corso del libro.
Da lì si dipana una vicenda tenera e dolce in cui i due ragazzi si avvicinano, si aiutano a vicenda e si innamorano. Finch smuove Violet, la spinge a ideare un nuovo magazine, a risalire in auto, ad uscire dal suo guscio; Violet aiuta Finch a 'restare sveglio'. Sembrano gli unici due a capirsi a vicenda e a saper fare la cosa giusta l'uno per l'altra.
Molto belle le peregrinazioni che decidono di fare per un compito scolastico, un viaggio che, si comprende dopo, è un percorso di vita, alla scoperta di alcuni luoghi ma anche di se stessi.
Commuovente in finale.
Al di là della trama il punto forte sono i personaggi. Violet e Finch non sono gli sfigati di turno, nerd, o vittime di bullismo (Finch un po'sì ma si difende).
Violet è un ex cheerleader, con molti amici, suona il flauto nell'orchestra della scuola, ha buoni voti, è appassionata di scrittura e aveva un magazine on line con la sorella.
Finch è chiamato lo 'Schizzato', perché fa cose strane, ma è un bel ragazzo, suona la chitarra in diversi gruppi, compone canzoni e, a detta delle sue ex, 'la sa lunga'.
E' chiaro fin da subito che nessuno riesce davvero ad aiutarli, né la scuola, né le famiglie, la loro psicologia è talmente approfondita che non ci sono dubbi.
Altrettanto approfondito è l'aspetto della loro crescita, della loro maturazione come persone in generale e come innamorati.
Violet è forse un po' più approfondita, ed è quella che riceve il maggior aiuto. Ha una famiglia presente e premurosa alle spalle, che forse sbaglia, ma almeno c'è. Riceve un trattamento di favore vista la sua brutta esperienza e ha la comprensione di tutti.
Finch è abbandonato a se stesso, ha una famiglia assente e indifferente alle spalle, non è chiaro quale sia il suo problema e questo fa di lui una sorta di 'caso disperato'. Lui stesso lo dice: se avessi un raffreddore sarebbe chiaro per tutti e tutti mi capirebbero.
Eppure trovo che sia lui quello che colpisce di più, che fa più male, anche al lettore.
Questo dualismo e queste differenze sono volute e hanno un preciso scopo, anche se per capirlo è necessario leggere le note finali dell'autrice (necessarie per capire anche altre scelte). Non ne parlo per non fare spoiler.
La Niven fa parlare direttamente i due ragazzi e i toni sono inevitabilmente più adolescenziali che raffinati. Però la cosa non infastidisce, anzi, rende il romanzo più naturale e non toglie niente alla profondità di sentimenti, pensieri e riflessioni che filtrano dalle parole e dai gesti.
Un romanzo bello, quindi, che fa male e commuove, che regala tanto e che fa pensare tanto.





6 commenti:

  1. Ne ho sentito parlare malissimo e benissimo. Ce l'ho in libreria e dopo la tua recensione sono molto curiosa di leggerlo!

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    1. E' un romanzo che può fare male e che porge il fianco a critiche e stroncature. a me è piaciuto, 'ho trovato molto toccante.

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  2. Ho sentito pareri discordanti su questo romanzo. Non sono sicura che possa piacermi, ma forse prima o poi gli darò una possibilità.

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    1. Quando ho capito che piega prendeva sono stata tentata di abbandonarlo lo ammetto, alla fine non l'ho fatto, ma capisco i pareri avversi e l'essere restii a leggerlo.

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  3. Wow *.* devo leggerlo anch'io!!!

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    1. Speriamo ti piaccia tanto quanto a noi <3

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