lunedì 16 febbraio 2015

Recensione: Agatha Raisin e i camminatori di Dembley di M. C. Beaton

Letto e scritto un po' di tempo fa, ma visto che prima avevo comunque qualcosa da proporvi me lo sono tenuto per i periodi di 'fiacca' ^_^


Titolo: Agatha Raisin e i camminatori di Dembley (Agatha Raisin 04)
Titolo originale: Agatha Raisin and the walkers of Dembley
Autore: M. C. Beaton
Edizione: Astoria
Prezzo: 15,00€
Trama: Tornata da un lungo periodo lavorativo a Londra, Agatha ritrova il suo amato villaggio di Carsely e soprattutto il suo bel vicino James. Vero è che il fascinoso colonnello in pensione non sembra proprio in visibilio all'idea di riaverla lì, ma Agatha non fa neanche in tempo a elaborare nuove strategie di conquista che viene coinvolta in un omicidio sensazionale. Jessica Tartinck, provocatrice di professione, che ha trascorso gli ultimi mesi a capo dell'Associazione dei Camminatori di Dembley, cercando di trasformare dei pacifici passeggiatori della domenica in agguerriti sostenitori del diritto di passo nella campagna circostante, viene trovata brutalmente assassinata in un campo. E poiché Agatha non smette mai di sperare, da lì a poco cerca di convincere James a partecipare alle indagini, complicate dal fatto che davvero molti potrebbero essere i colpevoli...

Voto: 7/10
Proseguo con la serie della detective più anomala del regno giallo. Ben lontana dalle manze spettacolari alla Kate Becket di Castle, non si avvicina neanche all’anziana pettegola Miss Murple. Agatha è una pensionata cinquantenne più in lotta con rughe e chili di troppo che con i cattivi che le capitano.
Anche come carattere è ben lontana dai classici esempi di virtù che la letteratura propone: è scorretta, irriverente, arrivista, ne inventa nere per avere quello che vuole in barba alle regole della buona educazione e della creanza. Non che sia un’incivile o una scaricatrice di porto, diciamo che non ha peli sulla lingua e segue il mantra ‘In amore e in guerra tutto è permesso’.
In quest’occasione è di ritorno da Londra dopo 6 mesi di lavoro forzato a cui era stata costretta in seguito di una promessa (promessa fatta per commettere un’altra delle sue scorrettezze). La sua casa le è mancata, ma comincia presto ad annoiarsi. E quasi anela ad un altro delitto. I suoi compaesani la prendono in giro per questo, ma Agatha, come tutte le signore del giallo, è una iettatrice contro la quale nessun antisfiga funziona e poco dopo ecco un bel caso per lei.
Solo che stavolta non è nel suo paese e lei potrebbe solo stare a guardare. Con un trucco che ho, sinceramente, apprezzato, l’autrice riesce a coinvolgere la sua eroina in questa nuova avventura, e lei coinvolge a sua volta James, perché chissà che …
Rispetto ai precedenti romanzi viene lasciato più spazio agli altri personaggi, soprattutto ai famosi camminatori del titolo.
Non mi è dispiaciuto. Dopo 4 libri concentrarsi solo sulla protagonista può diventare noioso e ripetitivo. Vero che questi personaggi sono fini alla storia e quasi sicuramente non ritorneranno, ma proprio per questo è stato piacevole vedere la loro psicologia e le loro motivazioni (perché nel gruppo, ovviamente, tutti avevano dei motivi per uccidere Jessica e tutti mentono su qualcosa).
Sono dei cliché? Sì, direi di sì; eppure non mi hanno infastidita. Sono così ben usati da risultare reali e naturali e l’assassino si nasconde fino alla fine. Per me è stata una sorpresa così come scoprire perché lo abbia fatto.
Ho storto un po’ il naso davanti al ‘brutto presentimento’, in genere è una soluzione che non amo.
Di Agatha come personaggio credo di aver già detto di tutto di più e forse se n’è accorta anche l’autrice tanto che stavolta si concentra più sulle schermaglie con James, scapolo impenitente, che adora la protagonista finché sono amici, ma fugge a gambe levate appena lei manda qualche segnale di interesse ‘diverso’.
Avete presente quando litigano i bambini? Che dicono ‘Non ti parlo più’ e poi 5 minuti dopo sono di nuovo insieme? Ecco, loro sono uguali, solo che di anni ne hanno 50. Mi fanno morire!
Da qualche parte ho paragonato questa serie agli Harmony del giallo. Forse il paragone è un po’ ingrato, ma la trama in genere, è semplice e lineare. Se segue facilmente e non richiede grande concentrazione. Anche la scrittura non presenta grandi virtuosismi, però è ironica e simpatica. Le descrizioni sono scarne e i dialoghi veloci e immediati.
Personalmente amo leggerlo quando voglio un momento tranquillo e a tratti divertente.


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