sabato 8 dicembre 2012

Recensione: I sette quadranti di Agatha Christie


Rieccomi finalmente alle mie amate recensioni! E per l'occasione sono anche 'tornata' ad uno dei miei primi 'amori' gialli: la Signora del giallo in persona, Agatha Christie. Anche se devo dire che non è uno dei suoi lavori più emozionanti.

Titolo: I sette quadranti
Autore: Agatha Christie
Edizione: Mondadori
Prezzo:  6,20 €
Trama (tratta da bol.it ): Che cosa si può fare se Gerald Wade continua a svegliarsi tardi e a presentarsi per ultimo a colazione? Ovvio, comprare una sveglia, anzi otto sveglie da nascondergli sotto il letto. Ed ecco quindi che gli amici di Gerald, ospiti come lui in una aristocratica dimora di campagna, sono pronti ad organizzare una bella burla. Lo scherzo però, per qualche strano motivo, è destinato a tramutarsi in tragedia e per il simpatico gruppo di giovani perditempo inizia una drammatica avventura. Ma tra di loro c'è anche qualcuno, come la spericolata lady Eileen Brent, che è pronto ad accettare la sfida e a buttarsi a capofitto in una indagine destinata a coinvolgere i servizi segreti e una misteriosa organizzazione di individui pronti a tutto, anche all'omicidio. Ma come districare il bandolo della matassa? Unico indizio, le parole "sette quadranti", il cui significato è quanto mai ambiguo. Scritto nel 1929, e pieno dell'elegante verve dei ruggenti anni Venti, "I sette quadranti" è un romanzo che si stacca dal solito filone giallo della Christie per comporre una eccitante e frenetica spy-story.

Non la migliore Christie, ma sempre incredibilmente perfetta.

Assenti entrambi i suoi personaggi più famosi, la Signora del crimine ci presenta una giovane di inizio secolo briosa, curiosa e assolutamente intraprendente, sostenuta da un padre ironico e disinteressato.
La vicenda ha tutte le caratteristiche del giallo classico: un morto in circostanze misteriose, un indizio inquietante, indagini in libertà, colpi di scena e fatti stimolanti che invitano il lettore a riflettere.
Quando arriva il finale e la scoperta dell'assassino, anche il lettore ha avuto modo di capirlo, ma solo poche righe prima. Questa è la vera abilità della Christie, dissemina gli indizi per il racconto, alcuni veri, altri falsi, lascia il gusto del ragionamento, della riflessione, ma con una tempistica perfetta in modo che non si capisca troppo presto tanto da rovinare il gusto della lettura, nè troppo tardi lasciando il lettore - detective con l'impressione di essere stupido o di essere stato fregato. No, se si segue si arriva alla soluzione esattamente quando ci arrivano i personaggi, se non si ha voglia d'interpretare il tenente Colombo si può comunque limitarsi a seguire e divertirsi lo stesso.
Inoltre c'è la certezza di non vedersi giocare brutti scherzi: l'assassino è scopribile, viene scoperto e ogni cosa viene spiegata fino al più piccolo dettaglio.
Un giallo con tutti i crismi, nonostante manchino quasi del tutto le analisi sulla natura umana poprie di altri suoi lavori, in particolare quelli che hanno per protagonista Miss Murple.

Personaggi: protagonista della vicenda, anzi, dell'indagine, la giovane e intraprendente Bundle, ragazza d'inizio secolo che vuole la sua indipendenza e non gradisce di essere protetta, affianco a lei, James, conoscente della prima vittima e Loraine, sorella acquisita di quest'ultimo.
Il giovane rispecchia l'immaginario dei giovani dell'epoca, scanzonato, con un lavoro che deve fare, ma che non ama, essendo più propenso ai divertimenti e agli svaghi. Loraine incarna invece, l'ideale dell'epoca, dolce, timida, remissiva ma con una certa forza e determinazione d'animo che la rende adorabile.
Simpatici anche il pasticcione Bill, l'ispettore, il padre di Bundle che lascia la figlia perfettamente libera.

Stile classico e datato, ma sempre elegante e piacevole da leggere, molto 'rispettoso' come lo erano le maniere dell'epoca. Alcune parole risultano desuete, ma è da mettere in conto quando si scelgono vecchi romanzi. La scrittura è scorrevole, riposante nonostante si tratti di un giallo, divertente e che non annoia.

Giudizio finale complessivo: Positivissimo, non potrebbe essere altrimenti, questo è uno di quei libri che si leggono quando si ha voglia di qualcosa di preciso e si vuole 'cadere in piedi'. Offre esattamente ciò che ci si aspetta, non delude e mantiene tutte le promesse. Lo stile 'vecchio' può non piacere a tutti in quanto mancano la vividezza delle emozioni e delle descrizioni proprie di romanzi più moderni, del resto l'autrice va contestualizzata e, quando scriveva lei, nessuno si sognava di assumere lo stile immaginifico attuale. Purtroppo viene spontaneo il paragone con altre opere della Christie e, come già detto, questa non è delle migliori. Per chi conosce già la Signora, forse è meglio concentrarsi su altri suoi lavori.
Voto: 8/10

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1 commento:

  1. La buona vecchia Agatha.
    Io lo avevo letto un po' di tempo fa e non mi aveva colpito granchè.

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