lunedì 20 febbraio 2017

Recensione: Maleficio (The prodigium/ Hex Hall 02) di Rachel Hawkins

Altro libro che non mi ha convinta granchè.

Titolo: Maleficio (the Prodigium/ Hex Hall 02 )
Titolo originale: Demonglass
Autore: Rachel Hawkins
Edizione: Newton Compton
Prezzo: 14,90 €
Trama: Sophie Mercer era convinta di essere una strega. Ecco perché era stata spedita all’Hecak Hall, una scuola speciale dove vengono raddrizzati e puniti ragazzi con strani poteri (streghe, mutaforma, maghi). Ma questo accadeva prima che Sophie scoprisse gli oscuri segreti che la sua famiglia aveva tenuto nascosti per anni. E soprattutto prima che si innamorasse di Archer Cross, un agente infiltrato dell’organizzazione clandestina The Eye, fondata proprio allo scopo di distruggere Prodigium. Invece ora Sophie sa di essere un demone e che, in tutto il mondo, esiste solo un altro essere come lei: suo padre. E, cosa peggiore, sa anche di possedere poteri magici che minacciano chiunque lei ami. Ecco perché ha deciso di recarsi a Londra, dove si sottoporrà a una procedura per perdere definitivamente i suoi poteri. Ma, una volta arrivata in città, farà una scoperta sconvolgente: esistono molti altri demoni simili a lei e qualcuno li sta allevando in segreto per sfruttarli, non a fin di bene. Sophie non si è accorta che il The Eye la sta tenendo sotto controllo. Anzi, è proprio Archer Cross a seguirla. Pensava di averlo ormai dimenticato, ma si accorgerà ben presto di provare ancora qualcosa per lui…

Voto: (3/5) 6/10
La prima cosa che ho pensato di questo libro è stata: tirato via.
In genere mi lamento dei lavori troppo lunghi, con troppe parti inserite solo per allungare il brodo, qui invece si presenta il caso opposto. E' tutto troppo veloce, abbozzato, superficiale. Ho avuto l'impressione di trovarmi davanti alla traccia che avrebbe dovuto seguire l'autrice anziché al libro finale.
La trama c'è ed è abbastanza logica e concreta, ma è poco più dell'esposizione cronologica dei fatti.
Sophie deve lasciare Hecate Hall. Due righe su una strana sensazione (che fa anche spoiler e la cosa mi ha infastidita parecchio) e fine del discorso.
QUando fa pace con Nick giocando e scherzando, tutto finisce in mezza pagina.
QUando decidono la sua punizione dice che ha paura. Tutto qui. Nessuna riflessione, rimorso, desiderio di rivalsa, niente.
Tutti i personaggi, gli eventi, le descrizioni sono strettamente fini alla storia. Questo vuol dire, ad esempio, che Cal e Jenna compaiono e scompaio in relazione alla loro utilità del momento. Cal non serve? Non si vede per giorni. Sophie ha bisogno di conforto? Compare Jenna che all'improvviso si ricorda dell'amica. Nel resto del tempo stanno buoni nell'angolino a prendere polvere.
L'ambientazione è magica, ma la fantasia dell'autrice si esaurisce poco oltre giocare a cambiarsi i vestiti, qualche oggetto magico, qualche creatura sovrannaturale. Non pretendo un mondo elaborato come quello di Harry Potter, ma qualcosa che vada oltre Samantha vita da strega sì.
Stessa sorte ai sentimenti. Mi aspettavo di essere coinvolta in cuori e batticuori adolescenziali, in giri e rigiri mentali assurdi, in drammi (leggere con voce ironica) quasi alla Romeo e Giulietta... Invece 4 frasi in croce della protagonista sul fatto che lo ama tanto tanto e mezza paginetta di baci.
Tornando alla trama, nonostante sia presente, è poco più della prosecuzione del primo libro e s'interrompe in un momento importante per poi proseguire ne terzo libro. Si potrebbe leggere da solo? Forse, ma lo trovo difficile. Troppi i riferimenti alla prima parte (che contiene anche tante informazioni per comprendere il secondo).
Parlare dei personaggi è difficile, un po' per il punto di vista soggettivo, un po' perché l'autrice proprio non gli dedica attenzioni.
Già Sophie, che è la protagonista, risulta superficiale. Non solo, è ironica e irriverente ai limiti della maleducazione, e anche se qualche volta fa sorridere, non l'ho trovata poi così simpatica.
Archer è carino. un po' stereotipato, ma tra tutti gli altri personaggi è quello più definito. Se non altro l'autrice si è preoccupata di dargli un minimo di storia e di coerenza.
Tutti gli atri sono solo abbozzati e qualcuno è giusto un nome in più sulla pagina.
Per non parlare degli antagonisti che, direbbe mio padre, non hanno né capo né coda. Non è chiarito chi sono, cosa vogliono, perché, come fanno a sapere ciò che sanno... Compaiono all'improvviso sulla scena e stop.
La scrittura è scorrevole ma molto elementare: niente termini ricercati o frasi elaborate. Anche le parti descrittive sono brevi e scarne (a stento sufficienti a immaginare la scena). Piatti e prevedibili i dialoghi.
Non l'ho trovato un pessimo libro, ma l'impressione è di un compitino fatto con il minimo sforzo.

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