giovedì 10 aprile 2014

Recensione: Il traditore di Kerry di Lynn Flewelling


Posso definirlo un parto, perché credo di averci messo nove mesi a leggere questo libro e quando sono giunta alla fine mi sono sentita liberata di un peso. E' un libro a metà per me, non abbastanza brutto da mollarlo, né abbastanza bello da leggerlo con velocità (o comunque con un po' più velocità di 9 mesi).

Titolo: Il traditore di Kerry (The nightrunner 03)
Autore: Lynn Flewelling
Edizione: Nord
Prezzo: 14,50€ (fuori catalogo)
Trama (tratta da mondoparallelo.forumcommunity.net): La guerra tra Pleminar e Skala è continua. Alcune voci affermano che l’antico alleato di Skala, Mycena, stia per tagliare Skala fuori da tutte le rotte commerciali, preferendole Pleminar. Ora Alec e Seregil vengono inviati in una ancor più audace missione: convincere la gente di Aurenen, che esiliò Seregil anni fa, ad allearsi a Skala per porre fine alla guerra. Ma quando la regina muore nel bel mezzo di negoziati, Alec e Seregil sono lasciati in un pantano in cui vengono modificate le alleanze, fino a quando non è possibile distinguere amico da nemico.




*Può contenere spoiler per chi non ha letto i primi due*

Come ogni libro appartenente a questa saga/serie, anche nel terzo capitolo abbiamo la dicotomia tra storia generale, che prevederebbe la lettura di tutti i libri, e la singola sottotrama che lo rende leggibile e godibile anche da solo (avvicinandosi molto più ad una serie).
In questo caso, nel quadro più grande della guerra ormai in pieno svolgimento, s'insinua la missione che i due protagonisti devono svolgere ad Aurenen: aiutare la principessa Klia nei negoziati.
La missione è anche l'occasione per Seregil di tornare tra la sua gente e forse poter chiarire qualcosa del suo passato.
La sottotrama è piuttosto carina, permetterebbe di far luce sul passato di uno dei protagonisti e capire un po' di più i motivi del suo esilio. Peccato che questo in realtà non avvenga. Tanti cenni, tanti riferimenti, ma niente più. Assenti racconti un po' più precisi che Alec e il lettore forse avrebbero gradito.
Quanto alle abitudini e alle leggi di questo popolo, invece, si arriva alla situazione opposta: ho provato le stesse identiche emozioni che mi ha dato il codice civile quando studiavo diritto privato. Anche io, al posto della regina Phoria, sarei stata piuttosto seccata e impaziente.
Direi disastroso anche il punto di vista affettivo dei personaggi. Alec e Seregil ci hanno messo 600 pagine, nel secondo libro, a scambiarsi un bacio. All'inizio di questo si rotolano per ogni dove e si capiscono senza guardarsi, tranne quando fa comodo all'autrice che Alec ci capisca poco. Tralasciando loro, anche con Beka e Nyal le cose non vanno meglio. Tra l'inizio degli sguardi e la conclusione, ci sono momenti di buio, non descritti. Niente sguardo ai sentimenti dei personaggi, ai loro pensieri, se non poche banali frasi.
Il punto non è volere o meno, la storia d'amore: il punto è che il compromesso in questo caso, è mal riuscito. L'autrice ha creato una via di mezzo né carne né pesce che disturba chi non la vuole e lascia insoddisfatto chi la vuole. Se l'amore deve avere un ruolo importante (pur senza farne un romanzo romantico) allora che gli venga data importanza. Se il succo deve essere altro, allora che se ne scriva un po' meno.
Per fare un esempio: per 200 pagine Alec e Seregil a stento si toccano presi da altro. Poi parte l'embolo e si rotolano così intensamente (non ci sono comunque descrizioni esplicite) che li sente mezza città e il giorno dopo tutti a fare battutine. Ora, tralasciando il fatto che per me questa scena è di uno squallore disarmante, un momento che doveva essere intimo e bello, buttato lì così, quasi a caso, mi fa pensare solo una cosa: l'autrice s'è ricordata che questi sono una coppia, che una scenetta calda ci doveva essere (poi calda a metà, come dicevo, niente descrizioni, ci viene detto solo che accade) e quindi l'ha piazzata lì così, prima di scordarselo.
Davvero brutto.
Il finale conclude la sottotrama, lasciando aperta la storia generale per un quarto libro.

Personaggi: Iniziata come una saga su Alec, nel secondo libro i ruoli si alternano, mentre in questo terzo capitolo il protagonista è indiscutibilmente Seregil. Una giusta alternanza per i due coprotagonisti, ma, in tutta onestà, rispetto al primo libro hanno perso moltissimo fascino. Sicuramente non è così, ma qui ho percepito pochissimo Alec, mi è sembrato quasi accantonato, dall'autrice e dal suo stesso compagno. Viene quasi superato da Beka, che continua a dimostrarsi una ragazza forte pur se innamorata. Seregil, invece, che di questo libro doveva essere, credo, l'amato protagonista, mi è apparso patetico. Non un eroe in difficoltà in cerca di risposte e di se stesso, ma un omuncolo insignificante, piagnucoloso, con comportamenti ai limiti del ridicolo. Poi con quest'autrice ho un problema strano: oggettivamente leggo frasi sui pensieri e le sensazioni dei personaggi, ma soggettivamente non mi arrivano. Non percepisco approfondimento psicologico, né una particolare caratterizzazione, ma non riesco a stabilire se è un problema mio o un'effettiva mancanza dell'autrice.

Stile: Pedante e pesante. Ho arrancato terribilmente per tutto il libro, tra poche azioni ammorbate da descrizioni eterne, minuziose e puntigliose di particolari del tutto inutili di cui avrei fatto volentieri a meno. Senza il resoconto di ogni singola casa/dimora/giardino/luogo comprensivo di ogni oggetto che ne facesse parte il libro sarebbe stato di circa 200 pagine. E lo avrei apprezzato molto di più. Si velocizza un po' dopo la metà (troppo dopo la metà), ma non decolla mai. Anche i dialoghi sono lenti e noiosi e totalmente inadeguati a interrompere i miei sbadigli.

Giudizio finale complessivo: Un libro che mi ha emozionato quanto imparare a memoria gli articoli del codice civile. Lento, noioso, inutile in tutti i sensi. 600 pagine per ottenere l'accesso ad un porto, con una sottotrama messa lì giusto per cercare di giustificare il libro, ma conclusa un po' in fretta (rispetto alla lentezza generale) e in maniera neanche tanto chiara. L'ho percepito lontanissimo dall'entusiasmo misterioso del primo e dall'intreccio stimolante del secondo. Credo volesse essere un libro più psicologico e introspettivo, ma per me fallisce miseramente.
La serie in lingua originale credo comprenda altri tre libri, ma in italiano non sono stati tradotti. Personalmente mi risparmierò la fatica di cercarli.
Voto: 5/10

1 commento:

  1. Ero curiosissima di leggere questa recensione anche se.. beh.. mi aspettavo un voto basso. Nonostante a me siano piaciuti tutti e tre i libri, per alcune cose concordo con te. ^_^

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