lunedì 12 maggio 2014

Recensione: I bastardi di Pizzofalcone di Maurizio De Giovanni



Titolo: I bastardi di Pizzofalcone
Autore: Maurizio De Giovanni
Edizione: Einaudi
Prezzo:   € 18,00
Trama: Non hanno neanche il tempo di fare conoscenza, i nuovi investigatori del commissariato di Pizzofalcone. Mandati a sostituire altri poliziotti colpevoli di un grave reato, devono subito affrontare un delicato caso di omicidio nell'alta società. Le indagini vengono affidate all'uomo di punta della squadra, l'ispettore Giuseppe Lojacono, siciliano con un passato chiacchierato ma reduce dal successo nella caccia a un misterioso assassino, il Coccodrillo, che per giorni ha precipitato Napoli nel terrore. E mentre Lojacono, assistito dal bizzarro agente scelto Aragona, si sposta tra gli appartamenti sul lungomare e i circoli nautici della città, squassata da una burrasca fuori stagione, i suoi colleghi Romano e Di Nardo cercano di scoprire come mai una giovane, bellissima ragazza non esca mai di casa, e il vecchio Pisanelli insegue la propria ossessione per una serie di suicidi sospetti.


I poliziotti di stanza a Pizzofalcone sono finiti in manette. Corruzione e spaccio. Qualcuno vuole chiudere il commissariato, qualcuno chiede di fare un tentativo. Come compromesso vengono richiesti da tutti gli altri commissariati gli elementi più scomodi, quelli che creano problemi, quelli che nessuno sopporta e nessuno vuole.
Sono certi che falliranno, sia nelle indagini che capiteranno loro, sia nel ricostruire l'immagine del commissariato, offrendo così la scusa per la chiusura definitiva. Così a Ottavia Calabrese e Giorgio Pisanelli, si aggiungono altri cinque elementi, tutti mal visti e indesiderati nel loro luogo d'origine. Non importa che siano diversi dai poliziotti di prima e che nessuno li conosca: quelli di prima si erano meritati il nome di Bastardi di Pizzofalcone e tale nome lo ereditano di diritto anche loro. Senza appello.  Finiranno per andarne fieri.
Il voto nei miei pensieri/ recensioni/opinioni è alla fine, ma ve lo anticipo, è alto. Lo preciso perché questo è un libro strano e per molti può non meritare, soprattutto per quanto riguarda trame e sottotrame della storia. per me lo merita, cercherò di spiegare perché.
Con una scelta piuttosto attuale per quanto riguarda il taglio dei libri, l'autore introduce due ordini di trame: quella da serie televisiva, che si svilupperà in più libri e che riguarderà (suppongo) più i rapporti tra i personaggi che le indagini degli investigatori, e quella da singolo libro/puntata, che vede presente, nell'arco del volume, il trittico reato - indagini - soluzione.
Parto da quelle più lunghe.
Tralasciando i rapporti tra i personaggi e le loro vite private, di cui non parlo per non fare spoiler, quella che presenta più elementi aperti è la storia che segue Giorgio Pisanelli in privato. Si è convinto che non tutti i suicidi che avvengono in città lo siano realmente. Di questa sottotrama ci sono pochi brani e a fine libro arriva ad un punto ma non ad una conclusione, aspetto che mi fa pensare ad un proseguimento in futuri lavori.
Più definita, la storia seguita da Francesco Romano e Alex Di Nardo sulla bellissima (e giovanissima) ragazza che sembra vivere sempre rinchiusa. Mi ha colpita per l'elemento del 'non è come sembra' che mi ha piacevolmente sorpresa quando la faccenda sembrava ormai chiara. E squallida. Inoltre stimola almeno tre ordini di riflessioni: sulla quasi pedofilia, sulla mercificazione degli esseri umani e sulla corruzione in tutti i suoi aspetti. Tutto riconducibile ad una mancanza di valori e di educazione ai sentimenti, all'amore, al rispetto di sé e degli altri.
Per finire abbiamo l'omicidio seguito da Lojacono e Aragona. In questo caso la vicenda si chiude e ammetto che la trama non è particolarmente esaltante. Anche la soluzione arriva a 'colpo di genio' (per quanto gli elementi ci fossero) e questo è un sistema che non amo particolarmente (preferisco le soluzioni logiche e deduttive). Anche questa storia però, mi ha portata a riflettere: sull'arrivismo, sulle malelingue, sui ricchi annoiati che non sanno come passare il tempo se non spettegolando e che con tutti i loro soldi non possono comunque contare su sentimenti sinceri come amore e amicizia.
L'ambientazione è napoletana, ma a parte pochi elementi, la storia potrebbe svolgersi in qualunque altra parte in maniera quasi identica.

Personaggi: Una bella selezione che mi ha lasciata indecisa fino all'ultimo: presentarli tutti (e parlarne per ore) o accumularli? Non sono cumulabili (tipo i buoni sconto) e non posso certo scriverci un poema. Cercherò di presentarli uno per uno senza fare spoiler e senza dilungarmi troppo.
Luigi Palma è il nuovo commissario e quello di cui si parla meno. Crede nei suoi uomini /donne, sa abbinarli e sembra un inguaribile ottimista.
Ottavia Calabrese è una dei 'vecchi' del commissariato. E' quella che ha più brani sulla vita privata e con un buon approfondimento psicologico. Non fa parte del servizio attivo.
Giorgio Pisanelli è l'altro reduce. Ha un male di cui non parla e una fissazione per alcuni suicidi poco chiari che secondo lui sono stati chiusi troppo frettolosamente. Presa per una mania da vedovo solo, gli altri lo lasciano in pace. E' quello che più mi ha fatto tenerezza e mi piacerebbe vederlo ancora a lungo, benché alcuni elementi facciano pensare il contrario.
Alessandra Di Nardo, unica donna attiva, è appassionata di armi ed è stata sbattuta fuori per aver sparato in commissariato. Figlia di un generale che voleva un maschio, mi sono piaciute le ripercussioni psicologiche di questo desiderio paterno.
Francesco Romano, violento. Si ritrova a Pizzofalcone per aver preso per il collo un sospettato. E' una di quelle persone che per l'ira perde completamente il senno diventando un altro, con tanto di occhi allucinati. Ciò che mi è piaciuto è il modo in cui descrive ciò che sente in quei momenti, la perdita di controllo e lucidità che invece gli fa sembrare tutto logico. Fa coppia con Di Nardo e devo dire che sono... una bella coppia! Anche se non nel senso affettivo del termine.
Marco Aragona, figlio di persone influenti è considerato solo il 'figlio di ...' e 'accusato' di essere entrato in polizia non per propri meriti. A Pizzofalcone sembra esserci voluto venire lui ed è il personaggio con meno informazioni. Si atteggia a detective stile americano, guarda troppi film e guida come un pazzo (con gran terrore del suo partner).
Giuseppe Lojacono, siciliano con la faccia da cinese. E' quello di cui si parla di più, ma non mi è stato chiaro perché l'avessero mandato via dalla Sicilia e dal suo precedente commissariato. Investigatore perspicace e attento, è uno di quelli che segue l'istinto senza farsi sfuggire i fatti reali. Analizza molto bene chi ha davanti e fa le domande giuste. E' quello più seguito nelle azioni e nei pensieri e in questo libro è praticamente il protagonista. Mi hanno fatto morire i suoi commenti sulla guida di Aragona, con cui fa coppia.
Fuori dal commissariato compare la PM Laura Piras, che tira qualche filino quando le cose si fanno troppo complicate per i ragazzi. Il suo interesse non sembra essere solo lavorativo, ma non vi svelo di più.

Stile: Chiaro e pulito. De Giovanni non si fa prendere dalla mania del dialetto a tutti i costi e limita le parole e le espressioni dialettali al minimo indispensabile per la caratterizzazione geografica della storia. Buono l'equilibrio tra azioni, descrizioni e dialoghi. Apprezzatissimi i capitoli in corsivo che mostrano il punto di vista di chi sta dalla parte opposta (come il killer o la bellissima ragazza rinchiusa).

Giudizio finale complessivo: L'ho chiaramente adorato e l'ho anche divorato. E' stato uno di quei rari casi in cui il sospetto che si trattasse di una serie mi ha resa contenta anziché farmi sbuffare. Forse la storia di questo libro non è eccelsa, ma ho adorato i suoi personaggi e sono curiosa di conoscere le loro storie, di vedere come reagiranno e si comporteranno, come andrà a finire il commissariato di Pizzofalcone. Mi piace l'aspetto psicologico delle vicende e tutti gli stimoli che mi offre. Più che altro trovo che la narrazione sia di tipo reale. Nel senso: è un'opera di fantasia, ma potrebbe benissimo accadere/ essere già accaduta.
Voto: 9/10



2 commenti:

  1. De Giovanni è un grande, non vedo l'ora di leggere tutta la sua produzione, tra cui questo libro!! La tua recensione mi ha messo una gran voglia di comprarlo seduta stante... *_*

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    1. Io me ne sonon innamorata e non vedo l'ora che esca qualche altro episodio di questa serie (sperando che sia una serie, non mi sono ancora informata)

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