venerdì 6 dicembre 2013

Recensione: Amore chiama, amore risponde di Cristiana dalla Zonca


Titolo: Amore chiama, amore risponde
Autore: Cristiana dalla Zonca
Edizione: Giunti
Prezzo: 12,00 €
Trama: Il giorno del suo rientro a casa, sono tutti in salotto che la aspettano impazienti. I suoi tre figli adolescenti, suo marito, perfino il grasso cane Loki che le corre incontro creando il solito trambusto. Vittoria è lì, sul suo divano, tra i suoi affetti più cari, eppure non li riconosce. Da quando ha perso la memoria, fa di tutto per indovinare chi sono e cosa vogliono, ma il volume troppo alto della radio o il piano della cucina in disordine la tradiscono, ed è chiaro a tutti che la mamma e la donna di prima non ci sono più. Mentre le sedute con la sua algida psicanalista aprono i primi squarci sul passato, Vittoria si aggira per casa spalancando armadi e cassetti per scoprire che la donna che era non le corrisponde per niente: quei maglioncini tutti uguali e dai colori sbiaditi, pacchi di cibo a basso contenuto calorico, il circolo borghese delle amiche dell’aperitivo. Che cosa è diventata? Come uscire dalla gabbia dorata in cui si sente oppressa? Vuole veramente ricordare?
Amore chiama amore risponde è un romanzo che parla direttamente al cuore. Una testimonianza profonda e bellissima sul vero significato della famiglia, su quanto contino le scelte del passato e sulla grandiosa possibilità di riscegliere in ogni istante cosa vogliamo essere.


Questo libro era stato un sorteggio random sul mio ereader prima che esalasse l'ultimo respiro. Mi ci sono avvicinata in punta di piedi perché i libri che parlano in qualche modo di dolore mi turbano sempre molto e preferisco essere nello stato d'animo giusto. Invece ho trovato un libro bellissimo. Prima di tutto, anche se ci sono accenni al dolore, questo non è sbandierato e sbattuto in faccia al lettore, bensì ammorbidito da una conclusione del brano positiva. Che sia un'analisi della protagonista, piuttosto che una frase di uno dei figli, ogni momento di sconforto e di perdita arriva ad una risoluzione che da speranza. Seguiamo Vittoria dal suo ritorno a casa, fino alla ricostruzione della sua vita, dei rapporti e anche di parte della memoria.
E' un percorso lento, difficile. La protagonista non sa niente di sé, dei suoi figli, del marito, della sua vita. Non c'è un miracolo improvviso per cui tutto torna e vissero felici e contenti. No, la donna deve scavare nella propria vita e nella propria casa come una ladra, cercando di capire chi era prima di scordarselo. Salvo poi fare un'importante scoperta: chi era prima non le piace affatto. Non si riconosce in quella donna così austera, rigida e stressata. E così cambia, giustamente per lei. Il difficile è far capire ai propri familiari che è sempre lei. Che è sempre la moglie e la madre che li ama tantissimo, è solo diverso il suo comportamento. Più spontaneo, più allegro, forse anche più felice. E incredibilmente oltre a se stessa riesce anche ad aiutare gli altri.
Un libro che parla di come spesso quelle abitudini e meccanismi mentali che ci danno conforto perché li conosciamo, finiscono per diventare delle trappole di cui non ci rendiamo conto. Ci fanno sentire sereni e scambiamo quella serenità per felicità. Un racconto che parla anche dell'essere come gli altri si aspettano che siamo.
La perdita della memoria permette alla protagonista di riscriversi. Lei non ricorda come era prima, come doveva essere, comportarsi, come gli altri si aspettavano che fosse, pertanto, semplicemente, fa ciò che le viene spontaneo. Gettando tutti nel panico. Le persone tendenzialmente si oppongono al cambiamento, perché il noto è più facile da gestire.
E' un libro anche sul coraggio di cambiare, benché in questo caso, ci sia il vantaggio del non sapere. Più difficile è cambiare solo per propria volontà.

Personaggi: Vittoria è la protagonista e ci racconta la sua storia in prima persona. L'ho apprezzata molto, soprattutto perché nonostante sia a pezzi e tende a compiangersi un po', il suo comportamento non mi è sembrato eccessivo e, soprattutto, non diventa lagnosa e patetica. Lo rimane il giusto in relazione alle sue condizioni. Ho apprezzato anche il marito, benché non sia perfetto. O forse è stato proprio quello a farmelo piacere, perennemente indeciso tra il lasciare il tempo alla moglie per riprendersi e lo stimolarla a 'tornare'. Belli i tre figli, forti ciascuno a loro modo, sconvolti da quella donna che non riconoscono e non li riconosce, ma sempre pronti ad amare e accettare la novità. Sono loro che, per primi, apprezzano e stimolano questa nuova mamma che non ha quasi niente della precedente.

Stile: Mi verrebbe da definirlo morbido e pacato. Un dramma senza niente di drammatico, affrontato con toni sereni e profonde riflessioni. La scrittura è corretta e scorrevole e permette al libro di farsi leggere. Mi è piaciuto che l'autrice abbia evitato momenti troppo tesi e punti di svolta con effetto sorpresa, ha reso il romanzo più verosimile e anche più leggibile.

Giudizio finale complessivo: Come dicevo all'inizio, il libro mi è piaciuto tanto. Per tutti i significati che ha: la possibilità di reinventarsi, la forza di cambiare, il coraggio di sostenere le proprie scelte. certo la protagonista ha un grosso 'vantaggio', la perdita della memoria, il ritrovarsi ad essere un foglio bianco, molto più difficile è rendersi conto con lucidità di non essere come vorremmo e di decidere di cambiare con lucidità. In ogni caso trovo che il libro sia un ottimo stimolo a dare una controllatina alla propria vita e fare un punto della situazione. Magari si scopre anche che i cambiamenti da fare sono piccoli, oppure è l'occasione giusta per fare un salto che all'inizio può fare male, ma che, alla fin fine migliora noi e chi ci sta intorno.
Voto: 8/10


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