martedì 8 ottobre 2013

Recensione in anteprima: Una sera a Parigi di Nicolas Barreau

Questo librino sarà in tutte le librerie domani e, casomai foste indecisi... diciamo indecise, vi lascio le mie impressioni. 
Ringrazio tantissimo la Feltrinelli che mi ha mandato il libro in anteprima. E anche l'autore, per questa bellissima storia.

Titolo: Una sera a Parigi
Autore: Nicolas Barreau
Edizione: Feltrinelli
Prezzo:  12,00 €
Trama: “Viene solo una volta a settimana, il mercoledì sera, quando c’è la rassegna dei vecchi film, Les amours au Paradis… Cappotto rosso, sorriso timido, siede sempre nella fila diciassette. E poi, non appena in sala si riaccendono le luci, scompare.”
Entra al Cinéma Paradis, dove i sogni diventano realtà. 
In una piccola strada di Parigi, percorrendo rue Bonaparte fino a scorgere la Senna e girando due volte l’angolo, si trova un luogo incantato: il Cinéma Paradis. È questo il regno di Alain Bonnard, l’appassionato e nostalgico proprietario del locale. Ed è qui che ogni mercoledì, al secondo spettacolo, va in scena Les amours au Paradis, una rassegna dei migliori film d’amore del passato. In quelle sere il Cinéma Paradis è avvolto da una magia particolare: regala sogni, come recita il poster appeso in biglietteria, sopra alla cassa antiquata. La piccola folla di habitué si abbandona volentieri sulle vecchie poltroncine di velluto per farsi rapire dal fascino del grande schermo. Ma da quando al secondo spettacolo partecipa anche una certa ragazza, è Alain a sognare più di tutti. Cappotto rosso, sorriso timido, siede sempre nella stessa fila, la numero diciassette. Poi, non appena in sala si riaccendono le luci, si allontana solitaria nella notte parigina. Chi è? E qual è la sua storia? Finalmente Alain trova il coraggio di invitarla a cena. È una serata perfetta e in più, poco dopo, accade un altro fatto eccezionale: un famoso regista americano annuncia di voler girare il suo prossimo film proprio dentro al Paradis, con protagonista la bellissima e inavvicinabile Solène Avril. Non solo Alain potrà conoscere una vera star, ma all’improvviso il minuscolo cinema, in perenne lotta per la sopravvivenza, registra ogni sera il tutto esaurito. Alain è fuori di sé dalla gioia. C’è solo una cosa che lo preoccupa: proprio quando va tutto a gonfie vele, la misteriosa ragazza con il cappotto rosso sembra scomparsa dalla faccia della terra. Che sia solo una coincidenza?

Di nuovo a Parigi con Nicolas Barreau, che la descrive sempre con grande accuratezza ed ottimi riferimenti geografici. Sinceramente non ho controllato se esistessero tutti i locali da lui citati (sul Ritz e il Bar Hemingway non ho dubbi), ma in ogni caso, l'accuratezza e la sicurezza con cui li descrive li rende reali agli occhi del lettore.
Inizio questa recensione dal luogo, perché Parigi è sempre un po' protagonista nei romanzi di quest'autore. Una città sempre presente e sempre ben dipinta, quasi a volerne fare piccole cartoline per invogliare a visitarla. 
Al centro di una delle città più romantiche al mondo, la vicenda di Alain, affascinato dalla misteriosa donna con il cappotto rosso. Donna che scompare il giorno dopo essersi presentata e aver regalato dolci baci al protagonista.
E' lui che ci racconta la vicenda, corredata dei suoi pensieri e sensazioni. La storia di un uomo comune con una grande passione che porta avanti a costo di sacrifici, che si innamora e che vede la propria vita travolta da un'insperata fortuna. Quasi un invito a credere nei sogni, perché prima o poi ripagano e un monito a crederci, perché il pagamento potrebbe essere davvero sconvolgente.
Una vicenda improbabile ma non impossibile, condita con quel pizzico di magia che capita a tutti anche se non tutti se ne accorgono. La trama mi è piaciuta. Ad un certo punto ho avuto il terribile sospetto che si risolvesse in maniera un po' troppo semplice, invece l'autore è stato bravo a fare la sorpresa e a tramutare la possibilità in un vicolo cieco. E' anche molto bravo a disseminare indizi ed elementi che poi ritornano per risolvere la vicenda, anche se gli rimprovero il disseminare il libro di troppe anticipazioni. Troppi i 'non sapevo che l'avrei rimpianto', 'non sapevo quanto sarebbe stato importante' e così via. Soprattutto perché, al momento in cui gli elementi ritornano, il protagonista ricorda come e quando quell'elemento è venuto fuori per cui non c'è il rischio che il lettore si confonda. E' un mio gusto personale, certo, ma preferisco cogliere gli elementi da sola e avere la sorpresa.
L'unica cosa che mi ha lasciata perplessa è che dal momento in cui i protagonisti si baciano, al momento in cui Mélanie manca l'appuntamento, Alain viene paparazzato con un'attrice famosa e bellissima, ma né lui, né il suo miglior amico, prendono quell'evento come una delle cause che può aver allontanato la ragazza. Io l'avrei pensato subito. Ma io sono una donna.
Finale dolce e meritato, anche se avrei preferito poter leggere una scena, che invece non è presente in quanto Alain non vi partecipa. Peccato.

Personaggi: Belli. Soprattutto Alain il protagonista e voce narrante. A noi donne piacciono i superfighi pieni di muscoli, sicuri di tutto e con tutte le soluzioni in tasca, ma ci piacciono anche gli uomini come Alain, l'uomo della porta accanto, dolce, imbranato, pasticcione. Che si prepara milioni di discorsi e poi si impappina. Che rimane a guardarti confuso e imbambolato e ti fa pensare che vederti sia una visione mistica. Uomini che potremmo definire normali e che, per questo, fanno sognare come i superfighi, perché alla fin fine, è questo l'uomo che vorresti: imperfetto, ma che fa di tutto per dare il massimo.
Mélanie, pur essendo la protagonista, compare poco. Una ragazzo dolce, sensibile, timida e un po' retrò, ha anche lei lo stile della ragazza della porta accanto. Quella che anche se ha sofferto ti offre sempre un sorriso. Quelle che non puoi non amare perché sono perfette anche se non lo sono. Forse non mi ci riconosco perché ho un carattere diverso e avrei agito in modo diverso, ma Barreau l'ha comunque resa credibile e concreta e i suoi comportamenti sono comunque logici. 
Al loro fianco Robert, cinico miglior amico di Alain e un po' troppo sciupafemmine. Poi, ok, sono maggiorenni, ma queste relazioni con le studentesse non è che mi abbiano esaltato. 
Solène ricorda tantissime attrici del momento, bellissima, un filo capricciosa, una sfilza di relazioni da non poterle più contare, alcune anche con uomini un po' troppo maneschi. Anche lei a suo modo fragile sotto la patina di stella. 
Menzione speciale per il regista Allan Wood che, per caratteristiche fisiche e assonanza del nome, ho identificato per tutto il libro con Woody Allen. Buffo, simpatico e alla mano, cerca di aiutare a suo modo il protagonista. Forse la sua vicenda si risolve un po' troppo in fretta, ma non è il protagonista principale per cui non gli ho dato molto peso. In ogni caso continuo a pensare che sia un omaggio dell'autore al celebre regista.

Stile: Molto francese e credo che la traduttrice sia stata molto brava a rispettarlo. Elegante secondo il gusto francese, un filo campanilista come solo loro sanno esserlo, romantico e talvolta ironico come richiesto dal tipo di libro. Le frasi scorrono leggere e la storia scivola via piacevolmente. Niente termini forti e d'impatto (men che meno volgarità, ci mancherebbe), ma un linguaggio dolce e vagamente sognante. Molto bello.

Giudizio finale complessivo: Un libro leggero e dolce che si è lasciato leggere in poco tempo. A me è piaciuto e non avevo dubbi. Le storie di quest'autore mi piacciono perché sono, come dicevo, improbabili ma non impossibili, e con un filo di magia (o coincidenze o destino o ciò che volete) che rende tutto simile alle fiabe. Anche la mia storia d'amore è stata così, forse è per questo che ci credo e che un po' ritrovo me stessa. penso che sì, forse sarebbe potuto accadermi anche questo.
Inoltre apprezzo la quiete di questo romanzo. Un grande amore, ma senza accenni a passioni travolgenti che cadono anche un po' nell'erotico. Solo sentimenti e l'ho trovato incredibilmente rilassante.
Voto: 8/10

2 commenti:

  1. Bello *-* e credo che questa sia una delle tue recensioni più sentite...hai reso perfettamente l'atmosfera del libro e la storia. Lo metto in lista ;-) l'improbabile ma non impossibile è più reale di quanto si pensi!

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    1. Forse sì. Nel senso, mi è piaciuto molto e dalla recensione si vede. Poi io sono una di quelle persone ufficialmente scontrose e fredde, ma sotto sotto sono una romanticona.
      Inoltre mi trovo bene con questo autore, mi piace come scrive e mi piacciono le sue storie.

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