giovedì 29 agosto 2013

Recensione: Io, però... di Rosa Santoro

Salve miei lettori! Mi rendo conto che, pur essendo tornata da due settimane dalle vacanze, continuo ad essere un po' latitante. Mi dispiace e cercherò di rimediare. Diciamo che oltre alla ripresa delle solite attività, ho avuto un paio di cosucce da sistemare prima che tutto tornasse a posto. Non che abbia finito, ma spero di non avere più buchi così grossi.

Titolo: Io, però...
Autore: Rosa Santoro
Edizione: Arduino Sacco Editore
Prezzo: 12,00 €
Trama: Quando Margherita raggiunge Roma, partita dalla sua provincia, bella, giovane e ancora un pò troppo ingenua, si ritrova a posare per un fotografo conosciuto per caso; non avrebbe mai immaginato prima che quegli scatti fotografici avrebbero smosso in lei eccitamenti e piaceri irrefrenabili da condurla fino a degli estremi insospettabili. Gli appuntamenti di Margherita con il fotografo si susseguono. Durante i suoi viaggi che distanziano il suo paesello dall'invivibile metropoli, dai più definita la puttana delle capitali, capace di non darti nulla tranne che il piacere di calpestarla, basta pagare, sopratutto la corruzione. 
Margherita nel suo vagone di 2° classe, vaga con la mente a quei desideri, che hanno scatenato in lei tutta la sua trasgressione. E' consapevole del pericolo che corre sedendo a quel tavolo da gioco. 
Sarà per lei una sfida contro i pregiudizi della morale piccolo borghese, le sue pratiche e azioni sessuali si spingono ogni oltre probabile immaginazione, scopre di essere una calamita per gli uomini di ogni età e il piacere aumenta quando la pagano. Ogni luogo, dai cessi dei treni alle latrine, è buono per fare sesso all'ultimo minuto. Gli odori acri e di orina di quei luoghi e il sudore che trapela dai pori di quei sconosciuti, inebriano ancora di più i suoi sensi. 

Delirante. E' stata la prima parola che mi è venuta in mente quando ho iniziato a pensare cosa scrivere di questo libro. Il problema con le parole è che spesso nella nostra testa vestono l'immagine in maniera calzante, ma nella testa di chi legge creano confusione. Cercherò di chiarire l'idea, premettendo che questo è uno di quei libri terribilmente difficili da recensire.
Immaginate una persona in preda a delirio da febbre alta, che cerca di raccontarvi qualcosa, ma a causa della temperatura, riesce a stento a seguire un filo logico, a mettere uno dietro l'altro i fatti, raccontandoli con totale caos di tempi verbali, parla in terza persona pur essendo narratore e protagonista, mette i dialoghi come testo teatrale. Un mix, insomma, che non sempre risulta lucido e di facile comprensione.
E' un libro stranissimo perché la trama è quasi inesistente eppure sembra importante. Le riflessioni sono parche, sporadiche, quasi ripetitive, eppure sembrano profonde e perfette. Poche parole che colpiscono in fondo.
Si intuiscono ragionamenti accurati, scelte ponderate, dietro ogni parola, verbo, utilizzo dei tempi, paragoni, ma leggendolo si ha l'impressione che sia tutto buttato a caso. Eppure è impossibile scambiarlo per il lavoro di un emergente. Gli emergenti e i nuovi autori possono fare lo stesso tipo di errore, è il modo in cui lo commettono che fa la differenza.
Il testo rientra nel genere erotico, ma è lontano anni luce da ciò che gira attualmente in bancarella. La protagonista è una e una sola, Margherita, e la seguiamo nei suoi tanti incontri amorosi, talvolta fatti di solo sesso, talvolta di qualcosa di più. Incontri che sono descritti sempre, mai accennati, utilizzando parole schiette e chiare a metafore e paragoni che talvolta sono bellissime da leggere ma che fanno solo intuire di cosa si sta parlando.
La trama è labile, segue la ragazza per un periodo della sua vita, da quando inizia la sua ricerca (più di se stessa attraverso il sesso, che del piacere in sé) fino alla sua conclusione; gli uomini che incontra sono tutti omuncoli e se ne ha un'immagine sbiadita, soprattutto a confronto di una protagonista luminosa, pur nelle sue sottomissioni e perversioni. Niente principi azzurri, niente redenzione. Soprattutto perchè non c'è niente da cui redimersi, a Margherita il sesso piace e cerca la felicità attraverso i rapporti.
Se la trova o meno non ve lo rivelo, sappiate solo che l'ho trovato un libro a suo modo piuttosto reale.

Personaggi: Margherita e i suoi uomini. Alcuni, come Tito o Felice Bartolomeo, sono un po' più presenti, mentre altri sono giusto fugaci apparizioni. Appaiono principalmente meschini, egoisti e totalmente incapaci di dominare, almeno mentalmente, la donna che hanno davanti, quindi ci provano fisicamente. Lei glielo lascia fare, ma il lettore ha la netta impressione che lei non perda mai il controllo, soprattutto di se stessa.
Margherita è, come tante altre donne, alla ricerca di se stessa e della felicità. il suo corpo molto predisposto la porta sulla via del 'mestiere', anche se lei tende a praticarlo in forma gratuita. Ciò che conta è cercare di capire i propri limiti, il proprio animo e di far propria quella felicità. Si concede spontaneamente e senza riserve e questo fa perdere la testa ai suoi amanti.

Stile: Come ho già detto, Rosa Santoro ha optato per uno stile febbrile e caotico, talvolta ai limiti del comprensibile e degno del peggior voto in italiano che una qualunque professoressa possa darvi. Il punto è un altro, però. Nonostante ciò che ho detto, l'autrice non può passare per incompetente. Leggendo con accuratezza il romanzo, è impossibile non notare i ragionamenti dietro ad ogni singola frase, parola, scelta stilistica. Per fare un paragone più noto: chi ha letto Le intermittenze della morte" di Saramago, sa benissimo che è scritto nel più totale disprezzo per la punteggiatura. Al contempo nessuno metterebbe in dubbio che Saramago sapesse scrivere. E' il vecchio adagio per cui bisogna conoscere le regole per poterle infrangere. Qui accade la stessa cosa. Per tanto sconsiglio gli autori emergenti di mascherare la loro non conoscenza spacciandola per estro. Date retta, si chiama in un altro modo e la differenza è palese. E' un  modo di scrivere che può piacere o non piacere, può infastidire o essere apprezzabile, ma è fine al romanzo e svolge abbastanza bene il suo ruolo.

Giudizio finale complessivo: Contagiata dalla storia forse ho finito per delirare anche io e non sapere, adesso a mente lucida, se mi è proprio piaciuto oppure no. Indubbiamente è un libro abbastanza strano da non finire dimenticato presto. Inoltre nel panorama erotico attuale si distingue nettamente per storia e personaggi. Probabilmente è questo che me lo ha fatto apprezzare più di altri. Niente donne belanti con l'abito da crocerossina, niente maschioni con le tasche piene e la testa vuota. Una donna, consapevole delle proprie pulsioni, decisa a soddisfarle, alla ricerca di se stessa e della propria personalità.
Sfortunatamente è anche talmente particolare da non farsi consigliare facilmente. Va provato.
Voto: 7/10

8 commenti:

  1. non leggo gli erotici o forse è che adesso pare che non si scriva altro...uffi..comunque dalla recensione non sembra così male:)

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    1. Diciamo che è piuttosto diverso da quello che passa oggi in libreria. Niente a che vedere con 50 sfumature e simili.

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  2. Per fortuna si discosta dalle 50 sfumatura, che io non ho letto!!
    non sembra male, ma non mi convince del tutto!!!! :)
    bella recensione

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    1. Io delle 50 sfumature mi son risparmiata l'ultima, non ce l'ho proprio fatta, neanche in un attacco di masochismo.
      Io sono dell'idea che se un libro non convince è meglio lasciar stare, questo poi, è così aprticolare che se non scatta la scintilla finisce solo per tediare l'eventuale lettore.

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  3. Non amo i romanzi erotici, interessante, invece,la ricerca della felicità che Margherita conduce con determinazione.

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    1. Sì, è da tenere presente però che la maggior parte del libro riguarda il sesso. Nonostante la ricerca, rimane principalmente un romanzo erotico.

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  4. Anche io appartengo alla categoria delle persone che non legge letteratura erotica, questo però sembra comunque scritto con più personalità, più reale, come eesere realmente nella testa di una persona. xoxo

    http://pinkvanillalife.blogspot.it/

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    1. Una persona delirante :D
      Guarda non so dirti se mi ha dato quella sensazione, perchè è un romanzo così strano che non saprei definirlo.

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